Lancia Delta S4 Corsa libro

Lancia Delta S4 Corsa di Cardasco e Roberti

Già nel 1983, sulla pista di collaudo della Mandria, alle porte del capoluogo piemontese, erano cominciati i test di una 037 con un’impostazione del tutto simile a quella della Peugeot. Dopo due intensi e travagliati anni di sviluppo, nell’autunno del 1985 gli sforzi degli uomini Lancia – da sempre un esempio per spirito di squadra, inventiva e coraggio – verranno ripagati da un modello senza precedenti nella storia dell’auto e del motorsport. Dal progetto ‘Abarth SE038’ nasce la Lancia Delta S4.

Un libro come non ce ne sono altri. Da un’idea di Vittorio Roberti ed Alessandro Cordasco, un viaggio attraverso le idee più innovative che hanno rivoluzionato il motorsport. Storie di uomini, di tecnica e di passione. Storie che girano intorno ad un nome unico: Lancia Delta S4 Corsa, il nuovo libro di Alessandro Cordasco e Vittorio Roberti, che in omaggio offre anche 19 stampe formato A4 in alta definizione (in tiratura limitata a 300 copie con il cofanetto) delle evoluzioni della S4.

Il libro edito dalla RC Books, bilingue italiano e inglese, è a colori e conta 112 pagine e oltre 100 fotografie e 150 illustrazioni tecniche di prima mano. Le dimensioni del libro sono di 25,2 cm x 26,2 cm e il costo dell’opera a tiratura limitata è di 72,80 euro (la versione normale costa 35 euro). Una storia nota, che tra le sue racini nel lontano 1984, quando la Casa torinese affronta una stagione spartiacque.

Se la 037 a trazione posteriore – con cui l’anno precedente la Casa aveva conquistato il titolo Costruttori – sull’asfalto ha ancora molto da dire, sulla terra e soprattutto sulla neve nulla può contro lo strapotere delle sempre più evolute e potenti Audi quattro. A ridimensionare ulteriormente le ambizioni della Lancia contribuisce la nuova Peugeot 205 Turbo 16, che alla trazione integrale permanente abbina uno spaventoso motore turbo collocato trasversalmente dietro il pilota. È un’autentica rivoluzione.

Ma a Torino non erano certo rimasti con le mani in mano, anzi. Già nel 1983, sulla pista di collaudo della Mandria, alle porte del capoluogo piemontese, erano cominciati i test di una 037 con un’impostazione del tutto simile a quella della Peugeot. Dopo due intensi e travagliati anni di sviluppo, nell’autunno del 1985 gli sforzi degli uomini Lancia – da sempre un esempio per spirito di squadra, inventiva e coraggio – verranno ripagati da un modello senza precedenti nella storia dell’auto e del motorsport. Dal progetto ‘Abarth SE038’ nasce la Lancia Delta S4, una macchina destinata, nel bene e nel male, a segnare un’epoca.

Viene creato in fretta e furia un gruppo di lavoro recuperando il pochissimo know how a disposizione: capo progetto è Paolo Messori, che aveva guidato la nascita della Campagnola, con lui l’ingegner Sergio Limone, fresco di produzione della 037, direttore tecnico dei motori è Claudio Lombardi, al suo esame più importante, mentre a metter emano sulla trazione integrale e sui volumi dell’auto sarà l’ingegner Renato Sconfienza, aiutato da Bruno Giardino.

Il telaio deve essere leggero e consentire a un team dei meccanici di lavorare agevolmente durante le gare, si decide quindi per una soluzione tubolare, facile da riparare, e per ammortizzatori a parallelogramma deformabile, capaci di reggere le fortissime sollecitazioni verticali e di accelerazioni a cui l’auto sarebbe stata sottoposta. Il motore scelto era un 4 cilindri in linea da 1759 cm3 con 4 valvole per cilindro, per la prima volta i cilindri erano rivestiti di Cermetal, una ceramica che ne attutiva l’attrito. Ma la mostruosità del propulsore stava nella scelta di accoppiare al compressore volumetrico Volumex già collaudato sulla 937, un turbocompressore k27, dell’azienda KKK.

I due sistemi furono resi complementari: il Volumex potenziava l’auto ai bassi regimi, disattivandosi gradualmente quando entrava in funzione il turbocompressore che spingeva l’auto agli alti regimi. Il risultato fu un motore che assicurava prestazioni elastiche, ma straordinariamente potenti. La versione stradale della 038 aveva 250 cavalli, mentre quella omologata per le gare 480 al debutto, portata 650 cavalli nelle gare successive (grazie a una compressione del turbo che poteva superare i 2 bar, rendendo la macchina a dir poco difficile da controllare) rendendo il rapporto peso – potenza dell’auto a dir poco imbarazzante. Per fare un paragone, nel 1985, la Ferrari di Michele Alboreto aveva una potenza compresa tra 660 e i 730 cavalli, ma la 038 era destinata ad altri asfalti.

Lo sviluppo dell’auto, dopo il collaudo di Giorgio Pianta, temerario capo collaudatore Abarth, venne affidato a Miki Biasion, che anni dopo, sull’erede della 038, diverrà campione del WRC. Il bilanciamento della potenza dell’auto verrà fatto oscillare da lì in poi tra 20% – 80% e 35% – 65% tra anteriore e posteriore. L’auto è pronta, e pronte sono anche le 200 vetture che servono per l’omologazione (la leggenda dice che furono qualcuna in meno, ma poco importa oggi), l’ufficio marketing battezza l’auto con il nome di Lancia Delta (per legarla comune a un’auto già negli autosaloni) S (come Sovralimentata) 4 (per le 4 ruote motrici). La Lancia Delta S4 fa bella mostra di sé nelle concessionarie della rete vendite Lancia, ma non la compera nessuno. È normale, e poco importa. L’auto non è nata per la grande distribuzione e i 200 esemplari prodotti e omologati con la sigla B276 servono solo per omologare per i rally con la sigla B276 02-01 ES la versione da gara.

I primi ad ascoltarne il rumore sono gli spettatori del rally della Costa Smeralda: l’auto, guidata dai finlandesi Markku Allen e Ilkka Kivimaki fa da apripista alla manifestazione e viene così provata su un tracciato vero. La S4 convince e preoccupa gli addetti ai lavori di lingua svedese e i francesi di casa Peugeot.

L’esordio al mondiale Rally è per l’ultima tappa della stagione 1985, in Inghilterra. Due gli equipaggi in gara: Markku Allen – Ilkka Kivimaki e Henri Taivonen – Neil Wilson che si aggiudicano 43 delle 65 prove speciali e i primi due posti nella classifica finale. Il guanto di sfida è lanciato, le concorrenti sono avvisate. Chi vuol vincere nella stagione 1986 deve fare i conti con i tre equipaggi Lancia. In particolar modo con il duo Taivonen – Wilson che sembra, meglio degli altri, essere riuscito a domare la Delta S4.

La stagione del Campionato Mondiale Rally del 1986 verrà ricordata come una delle peggiori di sempre. Agli scontri tra case costruttrici, alle squalifiche, alle riammissioni e alla cancellazione della tappa di Montecarlo, con il passaggio del titolo di Campione del mondo piloti da Allen su lancia a Kankkunen su Peugeot, si aggiunge il triste luttuoso epilogo della morte del pilota lancia Taivonen e del suo copilota Cresto al rally della Corsica. Una stagione che determinerà la definitiva scomparsa del Gruppo B e l’uscita di scena della Lancia Delta S4 dal WRC.

La Lancia Delta S4 è stata l’auto della svolta in casa Lancia. Pur avendo avuto un tragico epilogo è stata portatrice di una sorta di patrimonio genetico che partiva dai cromosomi da corsa della Lancia Beta Montecarlo, passando per la 037 e poi trasferiti alla Lancia Delta HF Integrale, che dominerà il gruppo A del WCR dal 1988 al 1992. Prima Lancia a trazione integrale, la S4 è stata un’auto speciale nata dal faticoso ed entusiasmante lavoro di un gruppo di persone, a loro volta speciali, che dovevano in breve tempo portare alla vittoria un marchio, seguendo una strada mai percorsa prima, usando competenza, intuizione, genio e soprattutto sinergia.

Un’auto che risultava estrema, ma che obbediva a un regolamento che rispondeva ad una sola legge: quella dello spettacolo, riconcorso ad ogni curva o tornante da folle di appassionati che si accalcavano lungo i tracciati, per vedere sfrecciare auto dalle potenze incredibili che solo pochi piloti erano in grado, ma soprattutto avevano il coraggio di guidare. Auto e piloti di altri tempi. Meccanica di avanguardia, che aveva bisogno però del talento e del coraggio di chi pestava sul gas. Gente che non temeva nulla, disposta a rischiare e rimetterci, anche la vita. Un’epoca di esagerazione che sarebbe tramontata proprio con la Lancia Delta S4.

Ecco perché un’auto che non ha vinto il titolo mondiale e che difficilmente si vedrà per strada, può arrivare a una valutazione di 1 milione di euro. Non roba per youngtimer quindi, ma riservata a chi conosce la storia delle corse e degli uomini che l’hanno fatta grande. Roberti e Cardasco la raccontano, però, con una visione editoriale inedita.

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la scheda

LANCIA DELTA S4 CORSA

Autore: Alessandro Cardasco, Vittorio Roberti

Copertina: rigida

Pagine: 112

Immagini: oltre colori e b/n + 19 stampe della S4

Formato: 25,2 x 26,2 cm

Editore: RC Books

Prezzo: 35 euro (versione normale) 72,80 euro (limited edition)

Peso: 1,12 chilogrammi

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