Juha Kankkunen al Rallye Sanremo 1992 con la Lancia Delta Martini

Lancia Delta HF Integrale: potenza e trazione scandalose

La potenza del motore 1995 cc turbocompresso e dotato di intercooler, passò da 165 CV a 185 CV grazie all’adozione di una turbina Garrett T3 e a una rinnovata gestione elettronica. Questa versione della Lancia Delta venne presentata nell’ottobre 1987 con il preciso scopo di partecipare al Campionato del mondo rally a partire dalla stagione 1988. La vettura era una diretta evoluzione della Delta HF 4WD, modello che aveva partecipato con successo all’edizione 1987 monopolizzando i titoli marche e conduttori, quest’ultimo con Juha Kankkunen.

La Lancia Delta HF Integrale domina le scene del Mondiale Rally riprendendo, senza interruzione, la striscia di successi iniziata nel 1987 dalla Lancia Delta HF 4WD. Ai titoli Mondiali Piloti e Costruttori vinti nel 1987 vanno ad aggiungersi altri 5 Campionati del Mondo Rally Costruttori consecutivi (dal 1988 al 1992) e 3 Campionati del Mondo Rally Piloti tra i quali spiccano i due allori di Miki Biasion, primo italiano, e al momento unico, capace di vincere l’ambito titolo mondiale riservato ai conduttori. Solamente nel 1990 e nel 1992 il Campionato Piloti non fu appannaggio di un pilota Lancia: in entrambe le occasioni venne conquistato dallo spagnolo Carlos Sainz. Ma cominciamo dall’inizio, cioè dalla Lancia Delta HF 4WD.

A partire dal Campionato del Mondo Rally 1987 la FIA introdusse una nuova regolamentazione tecnica delle vetture che comportò l’esclusione delle precedenti Gruppo B in favore delle meno sofisticate e più sicure Gruppo A, per far fronte a questo cambio di regolamento la Lancia realizzò la Lancia Delta 4WD. La vettura si dimostrò competitiva fin dal debutto vincendo, nel 1987, sia il Campionato del Mondo Rally Costruttori che il Campionato del Mondo Rally Piloti con Juha Kankkunen, il quale ebbe nei suoi due compagni di squadra Miki Biasion e Markku Alén i più competitivi avversari.

La vettura torinese vinse nove gare durante la stagione del debutto, compreso il Rally della Nuova Zelanda valido solamente per il Campionato Piloti e due nella stagione 1988, prima di esser sostituita dalla Lancia Delta HF Integrale. La HF 4WD ha avuto la breve durata di una stagione e mezza nella massima serie internazionale di rally, in quanto nel corso della stagione 1988 venne rimpiazzata dalla ben più potente Lancia Delta Integrale.

Ripercorriamo la sua storia sportiva. Con l’epoca del Gruppo B giunta al capolinea, Lancia, a differenza di altre case (come la Peugeot, che decise di abbandonare la scena), si lanciò nello sviluppo di una nuova vettura da rally secondo il nuovo regolamento, che dalla stagione 1987 avrebbe visto in gara soltanto le auto di Gruppo A e N. La casa italiana non ebbe grandi problemi a imporsi in quell’anno, anche a fronte della scarsa concorrenza causata dal cambio di categoria — in cui molti rivali commisero l’errore di presentarsi al via con automobili di Gruppo A inadeguate, in quanto troppo voluminose (Audi 200 quattro), a due sole ruote motrici (Renault 11 Turbo) o di poca potenza (Sierra XR 4×4 e Mazda 323 4WD).

Andrea Aghini con la Lancia Delta HF Integrale
Andrea Aghini con la Lancia Delta HF Integrale

Il campionato dell’87 vide primeggiare la Delta HF 4WD: alla concorrenza rimasero soltanto rare vittorie parziali. Lancia ebbe pochi problemi anche nei cinque anni successivi, portando a 11 i titoli per il marchio torinese che vinse anche 4 mondiali piloti, equamente divisi a metà tra il finlandese Juha Kankkunen, iridato nel 1987 e nel 1991, e l’italiano Miki Biasion, campione nel biennio 1988-1989, anni in cui peraltro si prese la soddisfazione di portare per la prima a volta in casa Lancia la tanto agognata affermazione al Safari Rally, un cruccio che turbava il marchio torinese fin dai tempi della Fulvia.

Proprio il biennio ’88-’89 fu quasi un monologo per la nuova Delta HF Integrale — nota a posteriori anche col suffisso “8v” —; addirittura nel corso del campionato 1988 soltanto una prova della classifica marche sfuggì alla otto valvole, il Tour de Corse vinto da Didier Auriol su Sierra RS Cosworth. Unica e vera competitrice costante della berlinetta italiana, dal finire della stagione 1989, fu la Toyota che con la Celica GT-Four affidata a Carlos Sainz riuscì a conquistare i mondiali piloti del 1990 e del 1992; in particolare nel ’90 lo spagnolo fu molto abile ad andare a punti quasi in ogni gara a cui partecipò, mentre Lancia, che pure con la nuova Delta HF Integrale 16v aveva trionfato nel maggior numero di appuntamenti, pagò l’aver spartito partecipazioni e vittorie fra i suoi tre diversi alfieri, Auriol, Kankkunen e Biasion.

Molto emozionante fu poi la stagione 1991, iniziata con un netto dominio di Sainz (che interruppe a Monte Carlo la serie di ben 5 trionfi Lancia) e terminata con un filotto di vittorie di Kankkunen e la conquista della doppia iride. Il finnico e Auriol, ma anche un Biasion alla sua ultima stagione col marchio torinese, guidavano una sedici valvole data troppo presto per finita ma che, invece, grazie a una messa a punto perfetta, al lavoro del team e alla regolarità dei tre suoi portacolori, prese il sopravvento su una Toyota in cui, a fianco di Sainz, non vi erano altri piloti di pari valore e costanza di rendimento.

Il 18 dicembre 1991 Lancia annunciò il suo ritiro in forma ufficiale dai rally, pur in concomitanza con la presentazione dell’ultimo step evolutivo della Delta, la HF Integrale Evoluzione. Per la stagione 1992 la Martini Racing, fino ad allora solo sponsor, con l’appoggio della struttura tecnica del Jolly Club — in quegli anni il più importante team privato a portare in gara le vetture torinesi — diventò quindi una vera e propria squadra che, ricevendo in dote dalla casa madre vetture e piloti, nonché il supporto dell’Abarth per lo sviluppo, prese parte in maniera semiufficiale al mondiale. La nuova HF Integrale, dopo una serie di sei trionfi di Auriol, e un successo a testa per Kankkunen e il nuovo acquisto Andrea Aghini (al Sanremo), vinse il sesto titolo costruttori consecutivo di una Delta, l’ultimo della storia Lancia; perse invece quello piloti in maniera rocambolesca, a vantaggio del solito e regolare Sainz.

Se gommo tiene io vince, se gommo non tiene io dentro montagna
Lancia Delta HF Integrale

Lancia Delta HF Integrale: un mito e 4 ruote

Al Salone dell’automobile di Francoforte del settembre 1987 venne presentato il primo step evolutivo della Delta HF 4WD: ribattezzata Delta HF Integrale, risultava aggiornata in alcuni particolari, sia stilistici sia meccanici. Esternamente la nuova versione si riconosceva per i parafanghi allargati, il nuovo disegno di paraurti e minigonne, le nuove prese d’aria anteriori e sul cofano motore, i cerchi in lega da 15 anziché da 14 pollici.

Per quanto concerne la parte meccanica, furono migliorate sospensioni e impianto frenante. La potenza del motore 1995 cc turbocompresso e dotato di intercooler, passò da 165 CV a 185 CV grazie all’adozione di una turbina Garrett T3 e a una rinnovata gestione elettronica. Questa versione della Lancia Delta venne presentata nell’ottobre 1987 con il preciso scopo di partecipare al Campionato del mondo rally a partire dalla stagione 1988. La vettura era una diretta evoluzione della Delta HF 4WD, modello che aveva partecipato con successo all’edizione 1987 monopolizzando i titoli marche e conduttori, quest’ultimo con Juha Kankkunen.

Dopo aver bissato entrambi i titoli mondiali rally nel 1988, la Delta HF Integrale 8V — come sarà ufficiosamente identificata a posteriori — venne ulteriormente migliorata l’anno seguente grazie all’introduzione del nuovo motore con distribuzione a 4 valvole per cilindro: ora denominata ufficialmente Delta HF Integrale 16v, fece il suo debutto sul finire del campionato 1989, al Rally di Sanremo, dove grazie all’iridato uscente Miki Biasion centrò una memorabile vittoria dopo una straordinaria rimonta su Alex Fiorio e Carlos Sainz. La vettura continuò a mietere successi a ripetizione per tutto il biennio successivo.

Poche settimane dopo la vittoriosa conclusione della stagione 1991 sugli sterrati inglesi del RAC Rally, il 18 dicembre Lancia annunciò il suo ritiro dalle corse, nonostante fosse già pronto un ulteriore aggiornamento su base Delta.[4] Per il 1992 si decise così di dare in gestione tutto il materiale del reparto corse ufficiale al Martini Racing, che da storico sponsor diventò un vero e proprio team grazie al supporto tecnico del Jolly Club, la più importante scuderia satellite Lancia del tempo e già presente in veste semiufficiale da diversi anni nei rally.

La stagione 1992 vide quindi il debutto della Delta HF Integrale Evoluzione: l’ufficioso appellativo sottolineava l’essere davanti a una vettura profondamente rinnovata rispetto alle antenate, soprattutto per quanto riguardava la geometria delle sospensioni. Nonostante non fosse seguita in forma ufficiale dalla casa madre, fin dalle prime prove speciali del Rally di Monte Carlo fu chiaro che sarebbe stata ancora la Deltona — soprannome con cui diverrà colloquialmente nota tra gli appassionati — l’auto da battere nell’arco del campionato. La berlinetta di Torino terminò a podio in tutte e dieci le gare inserite nel campionato costruttori, conquistando otto successi e quattro doppiette; a fine anno arrivò il sesto titolo marche consecutivo per Lancia, mentre nel campionato piloti Kankkunen e Didier Auriol chiusero rispettivamente secondo e terzo, dopo un rocambolesco finale di stagione che regalò il titolo a Sainz.

La presenza delle Delta del Jolly Club venne confermata anche per il campionato 1993: pur col disimpegno di Martini, che passò il testimone alla Repsol, ci fu l’ingaggio del campione del mondo in carica Sainz e del veloce ma ancora acerbo Andrea Aghini. Le vetture italiane, nonostante non venissero aggiornate da quasi un anno nonché l’introduzione di nuovi regolamenti (che prevedono, l’altro, l’uso di pneumatici più stretti e l’aumento del peso minimo), rimasero ancora sufficientemente competitive; tuttavia i numerosi incidenti occorsi ai suoi due piloti non consentirono di dimostrare il potenziale dell’auto. A fine anno quindi, con solo alcuni sporadici podi in carniere, si pose definitivamente fine alla carriera della Delta nel mondiale rally. Nel 1995 la Delta Evo ottenne ancora due vittorie nel campionato del mondo rally FIA 2 litri, all’Acropoli con Aris Vovos e in Argentina con Jorge Recalde.

Di seguito il dettaglio delle vittorie dei vari modelli della Delta HF Integrale nel Campionato del Mondo Rally:

  • Lancia Delta HF Integrale “8v”:
    Vittorie: 14
    Podi: 18 nel 1988 (2 doppiette e 3 triplette) e 17 nel 1989 (4 triplette)
    Debutto: Rally del Portogallo 1988
  • Lancia Delta HF Integrale 16v:
    Vittorie: 13
    Podi: 1 nel 1989, 16 nel 1990 (1 doppietta e 1 tripletta) e 20 nel 1991 (1 doppietta e 1 tripletta)
    Debutto: Rally di Sanremo 1989
  • Lancia Delta HF Integrale “Evoluzione”:
    Vittorie: 8
    Podi: 21 nel 1992 (4 doppiette) e 3 nel 1993
    Debutto: Rally di Montecarlo 1992

La Delta HF Integrale nelle sue varie versioni ottenne inoltre 12 successi nel Campionato del Mondo Rally Gruppo N. Tuttavia nessun pilota riuscì a vincere la classifica assoluta al volante della vettura torinese anche se Gustavo Trelles, dopo aver concluso al terzo posto nel 1989, fu vicecampione nel 1990, Jorge Recalde si classificò secondo nel 1988 davanti al compagno di squadra Gianni Del Zoppo mentre Carlos Menem Jr. giunse terzo nel 1992 con la Delta HF Integrale curata dalla Top Run.

La Lancia Delta HF Integrale è stata per parecchi anni vincente e competitiva anche nelle prove del campionato continentale riuscendo per 5 volte, di cui 4 consecutive, a vincere il titolo assoluto e per 2 volte la classifica riservata alle vetture produzione.

Lancia Delta HF Gruppo A
Lancia Delta HF Gruppo A

Il palmares della Lancia Delta HF Integrale

  • 5 Campionati del Mondo Rally Costruttori (1988, 1989, 1990, 1991, 1992)
  • 3 Campionati del Mondo Rally Piloti (Miki Biasion nel 1988 e nel 1989 e Juha Kankkunen nel 1991)
  • 5 Campionati Europei Rally (1988 con Fabrizio Tabaton, 1989 con Yves Loubet , 1990 con Robert Droogmans, 1991 con Piero Liatti e 1993 con César Baroni)
  • 2 Campionati Europei Rally Produzione (Gruppo N) (1988 con Piero Liatti e 1989 con Maurizio Ferrecchi)

Oltre ai successi su scala mondiale e internazionale, la berlinetta torinese vanta pure diversi titoli e vittorie nei principali campionati rallystici nazionali:

  • 6 Campionati Italiani Rally (Dal 1988 al 1991 con Dario Cerrato, 1992 con Piergiorgio Deila e 1993 con Gilberto Pianezzola)
  • 6 Campionati Italiani Rally su Terra ( 1989 con Romeo Deila, 1990 con Michele Gregis, 1991 con Giorgio Buscione, 1992 con Mario Stagni, 1993 e 1994 con Giuseppe Grossi)
  • 6 Campionati Francesi Rally su Terra ( 1990 e 1991 con Bruno Saby, 1992 con Jean-Michel Wolff, 1994 con Olivier Bosch, 1996 con Francois Chauche e nel 2002 con Gilbert Magaud)
  • 6 Campionati Greci Rally (Dal 1988 al 1992 con ‘Jigger'(Giannis Vardinogiannis) e 1995 con Aris Vovos)
  • 5 Campionati Portoghesi Rally (Dal 1988 al 1991 con Carlos Bica e 1993 con Jorge Bica)
  • 5 Campionati Ungheresi Rally (1990 con Attila Ferjancz, dal 1991 al 1994 con Laszlo Ranga)
  • 4 Campionati Austriaci Rally (1988 e 1989 con Franz Wittmann, 1990 con Ernst Harrach e 1991 con Christoph Dirtl)
  • 3 Campionati Spagnoli Rally su Terra nel 1992 con Gustavo Trelles, nel 1995 con Gabriel Mendes e nel 1996 con Pedro Diego
  • 2 Campionati Spagnoli Rally su Asfalto nel 1990 e 1992 con Jesus Puras
  • 1 Campionato Finlandese Rally nel 1990 con Sebastian Lindholm
  • 1 Campionato Tedesco Rally nel 1990 con Ronald Holzer
  • 1 Campionato Libanese Rally nel 2000 con Roger Feghali
  • 1 Campionato Medio Orientale Rally nel 1992 con Mamdouh Khayat
  • 1 Campionato Olandese Rally nel 1991 con Chiel Bos
  • 1 Campionato della Repubblica Ceca Rally nel 1994 con Piergiorgio Deila
  • 1 Mitropa Rally Cup nel 1999 con Ezio Soppa

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