Moskvich 2141-KR

La Russia alla conquista dei rally: Moskvitch 2141-KR

Le dimensioni e le motorizzazioni della Moskvitch 2141-KR erano ottimali per una vettura da rally. E siamo proprio nel 1986. A ciò si aggiunga, come accennato, che l’Unione Sovietica di quegli anni punta all’esportazione in massa sul mercato europeo, in particolare a quello dell’Europa orientale, e ha bisogno di pubblicizzare la vettura di spingere in termini di appetibilità e marketing, due concetti che già all’epoca regnano sovrani. Quindi, cosa c’è di meglio del rally?

Ci fu un momento in cui la Russia, in realtà la comunista URSS, si lanciò nella conquista di qualcosa di costruttivo, come la vittoria nei rally, anche se gli esiti non furono dei migliori. Gli ingegneri dell’Armata Rossa speravano di poter ottenere in breve tempo una vettura da corsa competitiva nel Gruppo B. Sicuramente, in parecchi storceranno il naso, ma tant’è… E lo fecero anche con tanto impegno: l’arma sovietica per il Mondiale Rally a metà degli anni Ottanta del secolo scorso si chiamava Moskvitch 2141-KR Group B.

I russi la conoscono meglio come Aleko e difficilmente avrebbero scommesso, senza costrizione, su una vittoria di quella macchina, ma dei vari progetti, alcuni abbozzati e altri realizzati, durante l’epopea dei rally la Moskvitch 2141 Rally Car Group B non è assolutamente la meno meritevole di considerazione. Al contrario, per la sua storia è forse tra le più interessanti, perché rappresenta la vittoria della tecnica sulla burocrazia: una cosa molto rara in Russia.

Questa era la migliore auto familiare di progettazione sovietica. In confronto con altri modelli prodotti da AZLK Moskvitch, il modello M-2141 fu un vero successo. Sembrava competitivo rispetto al background delle vetture dell’azienda in questione. Nella produzione di serie era destinata al pubblico con un reddito leggermente superiore a quello del ceto medio, quindi alle persone che volevano avere qualcosa di meglio di una VAZ, ma non avevano abbastanza soldi per comprarsi una GAZ-24 Volga, che grazie al suo prezzo era stata messa in vendita a piccole dosi e con dei tempi d’attesa interminabili.

La nascita della Moskvitch 2141 era dovuta, comunque, più all’intenzione di recuperare il calo di popolarità della vecchia Moskvitch 412 che non tanto ad offrire un nuovo prodotto agli utenti. I russi volevano conquistare l’Europa. Il mercato europeo è sempre stato soggetto ad una attenta analisi in quanto una fonte della valuta preziosa. In media il 55% della produzione annua delle Moskvitch veniva esportato all’estero.

Copiata dalla Simca-Chrysler fu un successo

Nel 1976 è stato nominato dal governo russo il nuovo gruppo dirigente della fabbrica AZLK Moskvitch. La loro intenzione era quella di non perdere tempo per la progettazione di un nuovo modello ma di copiare una popolare auto europea al fine di riconquistare facilmente quel mercato. Decisero di copiare dall’Auto dell’Anno 1976 questo premio era andato alla Simca-1308 (Simca all’epoca era di proprietà dell’americana Chrysler).

L’esterno del nuovo Moskvitch 2141 ripete quasi i contorni di Simca 1308, i designer di AZLK solo leggermente ampliati montanti anteriori i tetti Le aperture delle porte hanno deciso di non toccare, perché questa parte del corpo è l’area più critica, fornendo il coefficiente di rigidità desiderato per l’intera struttura. Ci vollero dieci anni, ma alla fine il progetto vide la luce.

La parte inferiore, con i longheroni e il fondo dell’auto, era stata ridisegnata, a dire il vero. Nel 1986, la vettura divenne realtà e le dimensioni erano le seguenti: lunghezza 4350 mm, larghezza 1690 mm, altezza 1400 mm, peso 1170 kg. Gli ingegneri della AZLK-Moskvitch, però, non sono mai riusciti ad ottenere una linea di produzione dei motori di nuova generazione da montare sotto al cofano delle Moskvitch-2141.

Inizialmente, fu utilizzato il motore longitudinale della VAZ-2106 (la Simca aveva motore trasversale), mentre per la vera produzione di serie del Moskvitch-2141 vennero usati tre tipi di motore di fabbricazione UAZAM-412 (sempre a trazione anteriore): 1500 cc, 4 cilindri da 82 mm, 75 CV, 5800 giri al minuto, velocità massima 140 km/; 1700 cc, 4 cilindri da 85 mm, 86 CV, 5300 giri al minuto, velocità massima 170 km/h; 1800 cc, 4 cilindri da 82 mm, 79 CV, 5200 giri al minuto, velocità massima 165 km/h.

Motore Moskvich 2141-KR
Motore Moskvitch 2141-KR

I rally, che pubblicità!!!

Paradossalmente, però, le dimensioni e le motorizzazioni erano ottimali per tirare fuori una vettura da rally. E siamo proprio nel 1986. A ciò si aggiunga, come accennato, che l’Unione Sovietica di quegli anni punta all’esportazione in massa sul mercato europeo, in particolare a quello dell’Europa orientale, e ha bisogno di pubblicizzare la vettura di spingere in termini di appetibilità e marketing, due concetti che già all’epoca regnano sovrani. Quindi, cosa c’è di meglio del rally?

Detto fatto. Il progetto iniziò nel reparto alta tecnologia della Moskvitch, ma presto passò nelle mani del rallysta lituano Stasys Brundza. La 2141-KR era una vettura Gruppo B in piena regola, almeno sulla carta: componenti della versione di serie, come gruppi ottici, le portiere e il parabrezza, e intorno a questi si costruisce un prototipo. Il telaio era space frame e il propulsore montato centralmente alimentava soltanto le ruote posteriori.

Dimenticate pure le potenze a cui arrivavano le principali Gruppo B, però, perché il 2 litri aspirato e il carburatore Weber a doppio corpo erogava una potenza di circa 180 CV. La Gruppo B russa puntava sull’agilità: pesava appena 894 chilogrammi. Lo sviluppo della Moskvitch 2141-KR non si fermò nemmeno con la messa al bando del Gruppo B da parte della FIA.

Infatti, i progettisti pensavano di riuscire convertire rapidamente la Gruppo B in una Gruppo S. Tuttavia la FISA decise di abbandonare i prototipi facendo diventare il Gruppo A la categoria regina del WRC. Stando al portale Auto.cz, lo sviluppo dell’auto è andato avanti fino al 1989, quando il prototipo funzionante tentò di ottenere l’omologazione nel Gruppo A nazionale.

Ma evidentemente il destino remava contro la piccola vettura tanto amata in Russia. I funzionari sovietici ispezionarono la vettura da corsa pronta per il Gruppo A e rimasero amareggiati dalla grande quantità di componenti e tecnologie occidentali che Brundza aveva utilizzato per realizzare per l’auto da rally. Ci fu un moto d’orgoglio sovietico, tipico del periodo Gorbaciov ma mai esasperato come quello Putin, e la partecipazione ufficiale alle gare fu bloccata.

All’inizio del 1998, la Moskvitch 2141 viene ammodernata e rinominata. Con il nome di Svyatogor viene prodotta e venduta fino al 2001. Nel 2003, sedici anni dopo l’idea di competere nei rally prima con una Gruppo B, poi con una Gruppo S e infine con una Gruppo A, la storia del modello Moskvitch 2141 termina. Intanto, ne sono state prodotte 716.830 unità.

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