Sandro Munari e il suo navigatore Mario Mannucci su Lancia Fulvia 1.6 Coupé HF al Sanremo-Sestriere - Rally d'Italia 1971

La prima volta del Rally di Sanremo iridato fu a Sestriere

Nel 1970 e nel 1971, la tappa italiana del neonato Mondiale Rally nasce dalla fusione del Rally di Sanremo e con il Rally del Sestriere, che viene ribattezzato non a caso Rally Sanremo-Sestriere. All’epoca, Si tratta dei due rally di più solida tradizione nel nostro Paese: il Rally di Sanremo corso per la prima volta addirittura nel 1928, mentre la prima edizione del Sestriere risale al 1950.

Non tutti sanno che, prima del Rally di Sanremo 1973 (ufficialmente il primo Rally di Italia del neonato Mondiale Rally), ci sono altre due edizioni del Rally di Italia tra Sanremo e Sestriere, valide per quello che all’epoca si chiama International Championship for Manufacturers, il campionato predecessore dell’attuale Mondiale Rally Costruttori organizzato dall’allora FISA, destinata a diventare l’attuale FIA.

Il Rally di Sanremo-Sestriere viene organizzato per tre stagioni, dal 1970 al 1972, e alle prime due viene concessa dalla Federazione Internazionale la validità di tappa italiana per il Campionato Internazionale Costruttori, grazie alla fusione tra Rally di Sanremo e il Rally del Sestriere, che viene rinominato in Rally Sanremo-Sestriere. A quel tempo, si tratta delle due gare di più solida tradizione e forza organizzativa nel nostro Paese: il Rally di Sanremo corso per la prima volta addirittura nel 1928, mentre la prima edizione del Sestriere risale al 1950.

Curiosità nella curiosità: tra i nomi che compaiono nell’albo d’oro del Rally del Sestriere, accanto a Villoresi e Ascari, Fiorio e Munari, c’è anche quello di Mario Poltronieri, indimenticata voce della F1 in Italia per oltre venti anni, da inizio anni Settanta a metà anni Novanta, e prima ottimo pilota automobilistico, tanto da correre quattro edizioni della Mille Miglia e vincere, al fianco di Gino Valenzano, il Rally del Sestriere 1952. Ma il regno di Poltronieri è Monza, dove stabilisce dodici record di velocità sulla sopraelevata dell’Autodromo.

La corsa piemontese viene ideata da Emilio Christillin, poi presidente dell’Ac Torino, che è anche il primo vincitore della manifestazione stessa, su Lancia Aprilia. Il Rally del Sestriere si svolge regolarmente per dieci edizioni consecutive, con crescente successo e con la partecipazione ufficiale di molte Case automobilistiche e validi piloti come Helmut Polensky, Walter Schock, Ada Pace, Gigi Villoresi e Alberto Ascari, questi ultimi vincitori in coppia della seconda edizione, su Lancia Aurelia.

L’undicesima edizione della gara del Sestriere, prova valida per il Campionato Europeo Rally, che avrebbe dovuto svolgersi dal 21 al 23 febbraio 1960, viene annullato poche ore prima della partenza, a causa del divieto di effettuare le previste prova speciali, improvvisamente e clamorosamente imposto dalle autorità governative.

In seguito, il Rally del Sestriere è stato saltuariamente riproposto, in varie formule e percorsi, senza riottenere l’originaria rilevanza sportiva internazionale, fatta eccezione appunto per le stagioni 1970 e 1971, quando la corsa piemontese si fonde con il Rally di Sanremo, dando vita alle due edizioni del Rally di Italia valide per il Campionato Internazionale Costruttori.

Tra le edizioni indimenticabili del Rally di Italia, impossibile non citare invece quella del 1981. Nella stagione che segna l’inizio dell’età dell’oro dei rally, con l’esordio della rivoluzionaria Audi Quattro, la vittoria nella tappa italiana va alla straordinaria pilota francese Michèle Mouton, proprio al volante di una delle terribili coupé tedesche.

Quella al Rally di Sanremo è la prima vittoria di una donna in una gara valida per un Campionato del Mondo automobilistico, vittoria per di più tutta al femminile, visto che al fianco di Michèle siede la copilota torinese Fabrizia Pons. La coppia vince altri tre rally nel 1982, stagione in cui la Mouton sfiora anche il titolo mondiale chiudendo al secondo posto dietro Walter Rohrl.

Tratto da 100 anni di Storie di Rally 2 – Marco Cariati