Lancia Delta S4 Stradale ha riscritto la storia dei rally

La Lancia Delta S4 Stradale ha riscritto la storia dei rally

La più famosa, la più ammirata, la più amata, di tutte era la Lancia Delta S4 Stradale, nata solo perché c’era bisogno di un certo numero di vetture di serie per poter omologare la “sorella” da corsa. Ecco, la S4 stradale è la Bestia Torinese. Ma che differenze ci sono tra la S4 Stradale e la versione omologata in Gruppo B e schierata nel WRC?

La Lancia Delta S4 resta la grande icona del rallismo che non tornerà mai più. Per fare corre questa vettura, in Lancia furono costretti dai regolamenti a costruirne alcuni esemplari stradali, praticamente di serie. Nacque così la Lancia Delta S4 Stradale, la “sorella” calma (250 cavalli) di una famiglia nervosa che partiva dai circa 500 cavalli e arrivò a svilupparne quasi 650.

Il decennio degli anni Ottanta passò alla storia come una delle epoche più emozionanti delle corse automobilistiche. I veicoli da corsa erogavano cavalli in quantità industriale. Potenze folli. Era così in tutto. Dalla F1 ai rally, fino alle corse in moto. Tutto era elettrizzante da guidare e richiedeva un’immensa concentrazione e abilità da parte dei piloti.

La manifestazione più estrema di questo sviluppo la si ebbe nei rally, nel Gruppo B, dominato da auto con potenze estreme, che correvano su strade strette. Era sicuramente uno spettacolo da vedere ai suoi tempi. In questa epoca, era una festa nelle prove speciali con le varie Renault 5 Maxi Turbo, S1 Quattro della Audi e Rally 037 della Lancia.

Ma la più famosa, la più ammirata, la più amata, di tutte era la Lancia Delta S4 Stradale, nata solo perché c’era bisogno di un certo numero di vetture di serie per poter omologare la “sorella” da corsa. Ecco, la Delta S4 stradale è la Bestia Torinese. Ma che differenze ci sono tra la S4 Stradale e la versione omologata in Gruppo B e schierata nel WRC? E soprattutto, perché è considerata la vettura che ha riscritto (a livello tecnico) la storia dei rally?

Sviluppata congiuntamente da Abarth e Lancia, la Lancia Delta S4 Stradale fu un’auto sensazionale: il quattro cilindri da 1,8 litri dell’ingegner Claudio Lombardi, che era sia sovralimentato che turbo, era una “bomba”, formidabile in assetto da corsa, che arrivava a sfiorare i 500 cavalli e pesava come una piuma.

Il logo Lancia-Martini che campeggia sulla Delta S4 Stradale
Il logo Lancia-Martini che campeggia sulla Delta S4 Stradale

La S4 fu stata la prima vettura a trazione integrale della Lancia e implementò tre differenziali di cui uno era un differenziale centrale viscoso che ripartiva la coppia nella parte anteriore del 30% e posteriore del 70%. Al fine di soddisfare i requisiti di omologazione, Lancia non ne costruì più di 200 esemplari, con notevoli difficoltà a venderli. Alla fine degli anni Novanta, alcuni di modelli stavano ancora languendo nei depositi degli showroom. Nel 2019, una S4 stradale (telaio ZLA038AR000000155 e numero di motore 233ATR18S è andata all’asta a oltre 1 milione di euro).

La Delta S4 Stradale del 1985 è un’auto costruita per sbaglio (se non ci fosse stata la normativa FIA ad imporre un numero di vetture prodotte non sarebbe mai nata come auto stradale). Oggi è diventata, proprio per questo motivo, un oggetto di culto. Se ne trovano ben conservate fra diversi garage della Lombardia e del Veneto, ma non solo, in Francia e in Germania e in Inghilterra.

La Delta S4 Stradale è una delle più estreme ed emozionanti vetture da corsa prestate alla strada, capace di scatti incontrollabili. Ma alle sue spalle c’è una storia di successi su strade sterrate e asfaltate, dilaniate da questa incredibile potenza. Più potente e veloce di tutte le rivali, la S4 fa il suo debutto nel Mondiale Rally nel 1985, al Lombard RAC in Gran Bretagna.

La Delta S4 deve il suo nome al fatto di essere sovralimentata (S) e a quattro ruote motrici (4) ed era la nuova arma costruita dalla Lancia per contrastare gli avversari nel WRC, Audi e Peugeot in particolar modo. Resta una vettura innovativa col suo sistema di sovralimentazione-compressore volumetrico, che regalava risultati incredibili a tutti i regimi di rotazione, in quanto ai bassi regimi veniva usato il compressore Volumex per ottenere un picco di coppia per essere poi bypassato in favore del turbocompressore per gli alti regimi.

Il motore della Lancia Delta S4 (quindi anche della Stradale) era un quattro cilindri in linea con una cilindrata di 1759 centimetri cubi. Le valvole erano 4 per cilindro. Vi era un sistema di doppia sovralimentazione: un turbocompressore KKK k27 più compressore volumetrico (Volumex, brevettato dalla Abarth tipo R18). Il vantaggio del Volumex era di “spingere” già a 1.500 giri al minuto.

La Lancia Delta S4, un'icona del WRC
La Lancia Delta S4, un’icona del World Rally Championship

La potenza pura veniva invece dal turbocompressore KKK a gas di scarico. L’unione dei due sistemi permise elasticità e potenza. I due sistemi di sovralimentazione vennero accoppiati escludendo il Volumex agli alti regimi di rotazione dove funzionava solo il turbocompressore. La Delta S4 in versione stradale aveva 250 CV, la versione da gara al debutto nel 1985 ne aveva 480. La differenza sostanziale tra le due vetture era nella preparazione tecnica del modello usato per le corse. In pratica, le prestazioni erano la metà della versione da gara. Ma ciò nonostante risultava, e risulta, scorbutica e brutale.

Poi, la S4 da gara è evoluta… Basti pensare che l’ultima evoluzione schierata nel WRC 1986 arrivava a sviluppare per brevi tratti anche 650 CV (476 kW) con una pressione di sovralimentazione di 2,5 bar tramite un overboost regolabile dall’abitacolo. Terminata l’epoca del Gruppo B, la Lancia che ha in produzione la Delta HF 4WD intuisce le potenzialità della vettura in configurazione Gruppo A e decide di partecipare al Mondiale Rally 1987. Ma questa è un’altra storia.

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