Henri Toivonen e Sergio Cresto con la Lancia Delta S4

La Lancia Delta S4 spiegata da Claudio Lombardi

Le prestazioni ottenute dalla Delta S4 sono straordinarie per una vettura che pesa 860 kg, cioè circa 420 chili in più di una Formula 1. Con un motore da 450 CV, l’ultima nata della Lancia arriva a 100 all’ora con partenza da fermo in 2”7 e percorre i 400 metri in 10”8. In un test svolto nel 1983 una Formula 1 Renault Turbo (550 CV) aveva raggiunto i 100 km/h in 3 secondi.

II successo della Lancia Delta S4 nel Rally di MonteCarlo 1986 ha riportato d’attualità il tema del passaggio alla produzione di serie di quella tecnica d’avanguardia che viene adoperata per le vetture da corsa. Se in Formula 1 si sperimentano materiali e sistemi destinati a esser adoperati normalmente in un futuro lontano, nei rally il rapporto è assai più vicino, immediato e intercambiabile. La Lancia, ad esempio, ha fatto tesoro della sua conoscenza nel campo della sovralimentazione (turbo e compressore volumetrico) per preparare una soluzione assolutamente originale. In realtà, poi la nuova berlinetta a quattro ruote motrici non è soltanto un’arma per vincere le gare ma anche un autentico laboratorio viaggiante di tutto il Gruppo Fiat.

Nella vittoria a MonteCarlo si celano tanti piccoli segreti, tutta una serie di studi che hanno permesso alla Delta S4 di ottenere prestazioni eccezionali e di offrire una grande affidabilità. DNA. Vettura da rally deve affrontare in condizioni esasperate corse che durano una settimana e che superano i 4000 chilometri.

“La Delta S4 – spiega subito dopo quella gara l’ingegner Claudio Lombardi, responsabile tecnico delle squadre corse Lancia e Fiat – è una vettura concepita in maniera particolare. Si è voluto nello stesso tempo privilegiare la competitività e la ricerca avanzata. Nell’impostazione di base si è cercato di realizzare un’auto valida su tutti i terreni, con un motore potente sempre sfruttabile. E, pur nella massima sofisticazione tecnica, si è badato anche alla semplicità di costruzione per poter intervenire in maniera rapida. Altrimenti come sarebbe stato possibile ricostruire in meno di mezz’ora l’avantreno della macchina di Tolvonen dopo l’Incidente?”.

Le prestazioni ottenute dalla Delta S4 sono straordinarie per una vettura che pesa 860 chili, cioè circa 420 chili in più di una Formula 1. Con un motore da 450 CV, l’ultima nata della Lancia arriva a 100 all’ora con partenza da fermo in 2 secondi e 7 decimi e percorre i 400 metri in 10secondi e 8 decimi. In un test svolto nel 1983 una Formula 1 Renault Turbo (550 CV) aveva raggiunto i 100 km/h in 3 secondi.

“Il motore quattro cilindri in linea di 1759 cc– spiega l’ingegner Lombardi, 43 anni, laureato al Politecnico di Bologna, proveniente dal Centro Esperienze Fiat – ha un basamento in alluminio che pesa circa 20 kg, contro i 38-40 di uno in acciaio. Una tecnica nuova. Viene trattato con nitrati di silicio, tramite il sistema Cermetal. In sostanza un rivestimento ceramico del quale si parla molto. Maggiore resistenza all’usura. Altra particolarità, sono i supporti del motore ricavati nella coppa che fa da sottobasamento in magnesio”.

La Delta S4 dispone di tre differenziali, anteriore, posteriore e centrale. È allo studio un differenziale centrale autobloccante automatico che si adatta alle varie condizioni del percorso. Attualmente il pilota può bloccare dall’interno dell’abitacolo il differenziale centrale per avere una maggiore trazione (ad esempio, se si deve uscire da un fondo vischioso o difficile). Nella doppia sovralimentazione, turbo e compressore, la Lancia sta anche sperimentando dei rotori destinati al trascinamento del compressore volumetrico rivestiti in teflon.

Un materiale con minore attrito che permette di avere una maggiore compressione e, quindi, maggiore potenza disponibile. L’impostazione avanzata del motore ha reso indispensabile adottare un sistema elettronico integrale molto raffinato. È il MH, creato dalla Magneti Marelll-Weber, già sperimentato in F1 ed adattato alle esigenze del rally. L’impianto è composto da un’unità di controllo centrale che riceve da sensori di diverso tipo le informazioni dei vari parametri di funzionamento del propulsore. In sostanza un micro-computer di grande capacità provvede a determinare la quantità di benzina da iniettore e l’anticipo di accensione ottimale mediante il controllo degli iniettori e del modulo di accensione, ad ogni ciclo del motore anche al massimo regime di giri. E così la Delta S4, con la sua tecnologia, è già diventata un punto di riferimento per avversari come Audi, Austin Rover, Citroën e Peugeot. Un ruolo di avanguardia che per la Lancia è abituale.