Henri Toivonen e Sergio Cresto con la Lancia Delta S4

La Lancia Delta S4 più veloce di una F1: mito o realtà?

Nonostante il Gruppo B avesse una grande potenza, tanto riferito all’aerodinamica quanto alla potenza frenante e alle sospensioni della Formula 1, sarebbe clamoroso, a maggior ragione su un circuito come l’Estoril, che la Delta S4 fosse così esageratamente prestazionale. Non dimentichiamo che una F1 è fatta per i circuiti e un’auto da rally per correre su strade sterrate, saltare e colpire pietre senza rompersi. Quanto deve essere più veloce la Lancia in rettilineo per compensare la perdita in curva?

Dite la verità, quante volte avete sentito dire che, nel 1986, una Lancia Delta S4 Gruppo B aveva ottenuto, in mano ad Henri Toivonen, un tempo che l’avrebbe posizionata ottimamente in un’ipotetica griglia di partenza di un Gran Premio di Formula 1? Sicuramente lo avrete sentito raccontare decine e decine di volte. E tutto ciò sarebbe successo all’Autodromo di Estoril nel contesto del Rally del Portogallo, valido per il Mondiale Rally. Questa storia, periodicamente, viene ripresa da vari media specializzati e autorevoli nel motorsport e spesso la si trova citata anche negli articoli che raccontano il mitico Gruppo B, la Delta S4 o Toivonen. Ma è successo davvero?

Cominciamo con l’analisi della vettura, anche per capire meglio di cosa stiamo parlando. Telaio tubolare in fibra di carbonio e Kevlar, turbo (fino a 2,2 bar) e motore sovralimentato, quattro cilindri da 1,8 litri, trazione integrale e doppio intercooler sono solo alcune delle caratteristiche che hanno reso unica la Lancia Delta S4. Aveva circa 500 CV, una coppia di 400 Nm, un peso di 950 kg, dimensioni di 3.990 x 1.880 x 1.344 mm e un’accelerazione bruciante: da 0 a 100 in 2 secondi.

La Delta S4 ha esordito nell’ultima gara del WRC 1985, al termine della quella ha messo a segno una doppietta con i finlandesi Henri Toivonen e Markku Alén. Ha ottenuto altre tre vittorie nella stagione 1986, l’ultima nel Gruppo B, che le è valsa la seconda posizione dietro la Peugeot. Miki Biasion è stato il terzo pilota a trionfare nel Mondiale con questa vettura. Vince, invece, l’Europeo e l’Italiano 1986.

Questa era una delle tante diverse marche di veicoli che componevano l’era del Gruppo B nel WRC, tutte con prestazioni impressionanti che aumentavano di anno in anno. La storia di questo regolamento si è conclusa dopo una serie di incidenti, tra cui quello che ha tolto la vita a Toivonen e al suo navigatore Sergio Cresto in Corsica. Le auto da rally con una tale potenza non sono mai più esistite.

Il teatro della sfida tra la Gruppo B e la Formula 1

Inaugurato nel 1972, l’Autodromo di Estoril “Fernanda Pires da Silva” ha un rettilineo lungo quasi un chilometro. Si parte in quel momento con due curve a 90° seguite da due a 180°. Dopo un settore veloce, ci sono altre due curve chiuse e una un po’ più veloce (dove oggi c’è la particolare curva e controcurva “Hook”). Dopo le due curve “Esses” si trova la “Parabolica Ayrton Senna” che porta al rettilineo. All’epoca aveva 4.350 m e la velocità media in qualifica per una F1 era di circa 200 km/h.

La storia e le opinioni: ci fu la sfida con la Delta?

La versione più raccontata della vicenda vuole che, nel 1986, Toivonen guidi la Delta S4 e stabilisca un tempo che lo collochi al sesto posto assoluto, dopo una serie di tempi da Formula 1, durante un test del team Lancia sul circuito di Estoril, in Portogallo. Questo test era precedente al Rally del Portogallo, iniziato il 5 marzo.

Questo circuito è stato regolarmente visitato dai team per testare la configurazione asfalto delle loro vetture. Essendo un breve test, il turbo sarebbe stato messo alla sua massima capacità, 2,2 bar, sufficienti per ottenere 560 CV.

L’ora esatta del test non è mai stata pubblicata e neppure stimata da nessuna fonte ufficiale. Quanto al sesto posto in una gara di F1 – secondo altre fonti era “tra i primi dieci”, senza specificare, o addirittura “ottavo” – la maggior parte delle pubblicazioni non specifica cosa esattamente sarebbe stata questa sessione, se si trattasse di qualifiche o di test (durante il weekend del GP?), di solito non viene nemmeno menzionato se fosse una sessione di quel lontano 1986 o dell’anno precedente precedente. Alcune pubblicazioni sostengono che sia stato paragonato a una sessione di test tenuta settimane prima dei test Lancia. Il GP del Portogallo 1986 si è svolto a settembre, diversi mesi dopo.

Va inoltre precisato che il tempo siglato dalla Lancia era nel corso di una prova privata, logicamente senza cronometraggio ufficiale, poiché quell’anno nessuna sezione del rally era sul circuito (sì nel 1987).

Su questo argomento sono state pubblicate le dichiarazioni di due importanti membri della scuderia Lancia, in parte contraddittori tra loro. Da una parte quella di Ninni Russo, uno dei direttori del team Lancia, che ha affermato che c’era un tempo per Henri che lo avrebbe collocato “tra i primi dieci in un test di Formula 1 all’Estoril svolto due o tre settimane prima”. Cesare Fiorio avrebbe affermato di non averne mai sentito parlare e che, se fosse vero, “avrei dovuto saperlo essendo il regista”.

Nel 2011, un giornalista di ESPN ha dichiarato che “anche se Toivonen era senza dubbio estremamente veloce con la Lancia, sembra impossibile che un’auto da rally, non importa quanto veloce, possa eguagliare le velocità di un’auto di F1 su una pista appositamente progettata come Estoril”.

Due anni dopo, Carl McKellar ha pubblicato un articolo su questo argomento sul sito web della società Red Bull, dove vengono pubblicate decine di storie e ricerche sullo sport, ed è giunto alla conclusione che “con un po’ di fantasia e sussurro cinese, la storia ha semplicemente confuso i test di F1 con le qualifiche del Gran Premio diverse settimane dopo e ha applicato la prestazione di Toivonen alla sessione sbagliata”.

Adam Midghall di Carthrottle.com è giunto alla stessa conclusione: “Hanno semplicemente confuso un test con un tempo di qualifica o addirittura di gara e hanno applicato l’impresa di Toivonen alla sessione sbagliata”.

Si vede chiaramente come la storia sia stata distorta in ogni suo dettaglio. C’è chi dice che in origine era un confronto sulla velocità in rettilineo, che non era un sesto posto ma sei secondi dietro, che Toivonen invitò Jonathan Palmer (allora pilota della Zakspeed F1) a fare qualche curva di notte e sul bagnato, anche che sia stato Palmer a scandire il tempo, ma quella che sembra avere più conferme tra queste teorie è che in realtà il misterioso lotto di Formula 1 sia stato il GP del Portogallo del 1985, che si è corso anche sotto la pioggia, dove Toivonen, anche sul bagnato, sarebbe stato “nel primo tempo” delle vetture di F1 su una stima rispetto ai normali tempi sul giro per quella gara. Il giro più veloce della gara è stato di 1’44″121 realizzato dal vincitore Ayrton Senna.

E se ci fosse stato davvero un record?

Giusto per cercare di chiarire questa vicenda sulla base alla sua versione più ottimistica e anche più lontana dalla realtà, ovvero: sesto posto nella manche di qualificazione per il GP di quell’anno, di seguito la tabella dei tempi della classifica del Gran Premio di Formula 1 portoghese del 1986, compreso quello ipotetico di Toivonen. Questa è l’unica storia per la quale si conosce un orario ufficiale.

1 Ayrton SennaLotus-Renault1: 16.673 
2 Nigel MansellWilliams-Honda1: 17.489+0.816
3 Alain ProstMcLaren-TAG1: 17,710+1.037
4 Gerhard BergerBenetton-BMW1: 17.742+1.069
5 Teo FabiBenetton-BMW1: 18.071+1,398
6Henri ToivonenLancia1: 18: 125+1.453
7 Nelson PiquetWilliams-Honda1: 18.180+1.507
8 Keke rosbergMcLaren-TAG1: 18.360+1.687
9 Stefan johanssonFerrari1: 19.332+2.659
10 Riccardo patreseBrabham-BMW1: 19.637+2,964
11 René ArnouxLigier-Renault1: 19,657+2,984

Opinione personale

Per chiudere, voglio dare la mia opinione personale. Credo che la realtà sia sicuramente ciò che esprime il giornalista Carl McKellar, nonostante Cesare Fiorio abbia negato. Si tratta di una storia che si basa su un evento reale, un test, ma che, sicuramente senza cattive intenzioni, è stata modificata fino a formare il mito che tutti conosciamo. Una storia che si ferma grazie al romanticismo e all’epicità che la circondano, di pari passo con i ricordi nostalgici di un’epoca di rally e motorsport internazionale che non tornerà mai più.

Nonostante il Gruppo B avesse una grande potenza, tanto riferito all’aerodinamica quanto alla potenza frenante e alle sospensioni della Formula 1, sarebbe clamoroso, a maggior ragione su un circuito come l’Estoril, che la S4 fosse così esageratamente prestazionale. Non dimentichiamo che una F1 è fatta per i circuiti e un’auto da rally per correre su strade sterrate, saltare e colpire pietre senza rompersi. Quanto deve essere più veloce la Lancia in rettilineo per compensare la perdita in curva?

Alcuni difendono questa storia ricorrendo alle capacità di guida di Toivonen, ma penso che ciò implicherebbe un’indegna svalutazione dei piloti di Formula 1 dell’epoca come Senna, Prost, Piquet o Mansell, che sono stati tanto bravi con le loro vetture, come il finlandese sulla sua auto da rally.

Mi chiedo anche, se questa storia fosse vera, perché Lancia non ne è mai stata orgogliosa? Il fatto che alcuni media raccontino questa storia copiando testi da altri (cosa del tutto comune in molti media sportivi) e che non approfondiscano l’argomento non fa bene a questo sport, né al rally né alla Formula 1. Per chiudere, mi sembra bene precisare che non cerco mai di generare una battaglia tra queste due discipline, mi ritengo un amante del motorsport in tutte le sue espressioni, ovviamente con più interesse verso i rally.

Scopri i rally su Amazon