La Lada Samara Eva 3 Gruppo S

I tedeschi aiutano i russi con le Lada-Porsche da rally

Si tratta di un pezzo della storia Porsche di cui si è scritto molto poco, ma a metà anni Settanta, Viktor Polyakov, ministro dell’industria automobilistica dell’Unione Sovietica, fa un accordo con la casa automobilistica tedesca, che era letteralmente affamata di denaro. L’accordo firmato prevede la collaborazione con la Casa sovietica Lada. Nonostante i rapporti di tensione tra i Paesi, Porsche decide di contribuire a sviluppare una berlina Lada da rally per il 1978.

Sembra strano da raccontare, se si pensa alle storiche contrapposizioni geopolitiche e militari tra tedeschi e russi. Dal 1941, quando i nazisti tedeschi le presero dopo due lunghi anni di guerra, al 2022, con la cancelliera democratica Angela Merkel che invia armi agli Ucraini per combattere contro i russi, sembra non sia cambiato nulla.

Invece, i russi, che iniziarono a dedicarsi alle auto da rally e più in generale da corsa dopo essersi impossessati di tecnologie tedesche durante la guerra, nel 1975 (periodo di massima tensione tra i Paesi della Nato e quelli aderenti al Patto di Varsavia) collaborarono con i tedeschi di Porsche per realizzare una super car da rally.

Si tratta di un pezzo della storia Porsche di cui si è scritto molto poco, ma a metà anni Settanta, Viktor Polyakov, ministro dell’industria automobilistica dell’Unione Sovietica, fa un accordo con la casa automobilistica tedesca, che era letteralmente affamata di denaro. L’accordo firmato prevede la collaborazione con la Casa sovietica Lada. Nonostante i rapporti di tensione tra i Paesi, Porsche decide di contribuire a sviluppare una berlina Lada da rally per il 1978.

La collaborazione partì, nella produzione di serie, sulla Lada VAZ-Porsche 2103 (la Fiat 124 russa) che subì un restyling: nuovo frontale, nuovi fari (doppi), paraurti più voluminosi e leggeri, aggiornamenti vari e soprattutto nuove sospensioni. Gli ingegneri Lada vollero per questa vettura un propulsore da 1,6 litri.

Porsche lavorò molto per ottimizzare il suo motore su quella vettura, ma ancdò bene e la collaborazione proseguì. In campo sportivo fu rivolta alla Niva 4×4, che successivamente si rivelò una tosta concorrente nei rally raid e in particolare alla Dakar. Ad esempio, nel 1981 e nel 1982 con il duo francese composto da Jean Claude Briavoine e André Deliaire. Nel 1983, con André Trossat ed Eric Briavoine.

Le Niva 4×4 vengono ulteriormente ottimizzate per la stagione 1984, con un passo più lungo. Poi arrivarono alcuni prototipi con motore PRV e ulteriori aggiornamenti nel 1985 e nel 1986, con Jacky Ickx e Christian Tarin che corsero con quest’auto nel 1987. L’ultimo rally raid della Niva 4×4 risale al 1988. La sua carriera si chiude alla Dakar, ma la partnership Lada-Porsche prosegue, anche perché intanto si era già spostata su un’altra vettura.

La Samara, il cui nome richiama la regione di ubicazione della fabbrica, l’Oblast’ di Samara, può essere considerata la prima auto moderna prodotta in Unione Sovietica. La trazione anteriore, il retrotreno a ruote interconnesse, il cambio manuale a 5 marce, il motore con albero a camme in testa e l’aerodinamica curata (il cx era di 0.36), la rendevano, sulla carta, paragonabile alle autovetture occidentali. La partecipazione della Porsche nello sviluppo della testata e nella messa a punto del gruppo motore-cambio, costituiva un atout notevole.

La linea della Samara ricorda la Skoda Favorit e la FSO Polonez (seconda serie a 2 volumi) nonché la Citroën AX. Con la stessa linea estetica sono state prodotte la IžAvto 2126 e la ZAZ Tavria. Le ultime serie erano denominate VAZ 2113 (3 porte), VAZ 2114 (4 porte) e VAZ 2115 (5 porte). Il nome Samara inizialmente era utilizzato solo per l’esportazione, in madrepatria la vettura era commercializzata come Sputnik (Спутник) fino alla seconda metà degli anni novanta.

I tedeschi aiutano i russi con la realizzazione della Lada Samara già dal 1984, quando la divisione VFTS del Marchio voleva coraggiosamente trasformare in una Gruppo B. Discorso a parte, anche se dello stesso periodo per la Moskvitch 2140-KR. Prima, della Samara si pensò alla EVA, con un motore Porsche turbo da 1,8 litri a iniezione di carburante a 16 valvole, che erogava 300 cavalli. Poi si dirottò l’interesse sulla Samara: partire dal Gruppo B per arrivare a competere con la Gruppo S, ma il Gruppo B fu cancellato e del Gruppo S non se ne fece più nulla.

Lada Samara T3
Lada Samara T3

Quindi, nacque una speciale Lada Samara Dakar T3: era il risultato più performante della partnership Lada-Porsche. Alimentata da un propulsore Porsche da 3,6 litri aspirato e, cosa ancora più impressionante, con sistema di trazione integrale della Porsche 959. Le sospensioni erano state progettate dalla compagnia aerospaziale e della difesa russa Tupolev, pensando proprio al carrello di atterraggio. Ulteriori input sono arrivati dall’Istituto russo per i motori automobilistici e automobilistici per la ricerca scientifica centrale.

Alla guida di una Samara T3, Jacky Ickx finì settimo alla Dakar del 1990, con Didier Auriol che finì quinto l’anno successivo. Le Peugeot erano imbattibili all’epoca, ma non era male quella Lada-Porsche.

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