Jean-Claude Andruet sulle PS del Targa Florio

In vendita la Targa Florio: Aci offre 4,3 milioni di euro

Il Comitato Esecutivo Aci, massimo organo decisionale dell’ente, ha confermato un interesse verso la Targa Florio e deliberato un’offerta massima di acquisto del marchio della gara messa in vendita. A gestire la situazione sarà direttamente il presidente dell’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani che scrive chiaramente: ‘Preso atto dell’informativa resa dal Presidente nel corso dell’odierna riunione in ordine alle trattative svolte con l’Ac di Palermo’. Quindi, la trattativa c’è già stata.

Finisce in vendita la Targa Florio e l’Aci (che non può farsi sfuggire l’affare perché deve coprire un buco finanziario) offre 4,3 milioni di euro. L’ingegner Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia, ha avuto mandato dal Comitato Esecutivo Aci di offrire per conto dell’ente 4,3 milioni di euro per rilevare lo storico marchio della Targa Florio. Da dove arriva la cifra di 4 milioni e bruscolini? La società londinese fondata nel 1998 da Samuel Lowell Price (a cui la stessa Aci Palermo si è rivolta come consulente), la PricewaterhouseCoopers, ha valutato 6,2 milioni di euro la gara più antica del mondo. Valutazione che appare ingrata ai più, considerando la storia della competizione creata da Vincenzo Florio.

Cosa succederà adesso alla “Cursa”. In teoria nulla. Se la svendita venisse accettata, all’Aci Palermo resterebbero ancora 1,9 milioni di buco finanziario (in pratica, il debito dell’ente siciliano è di pari valore del marchio Targa Florio). E agli appassionati siciliani? Certamente resta il Rally Targa Florio e la storia. A chi l’Aci potrebbe affidare l’organizzazione della competizione al momento è solo ipotizzabile: Aci Sport Spa, come già fa con il GP d’Italia e con il Rally Italia Sardegna.

Ma come farà Aci Palermo a pagare i restanti 1,9 milioni di euro di debiti creati? Come garantire di non produrre altre perdite? Aci Palermo sottoscriverebbe con Aci (che in una gerarchia familiare è la “mamma” dell’Aci Palermo), nel caso di accettazione della proposta, un piano di rientro a rate per evitare il commissariamento (che non sarebbe il primo nella storia dell’ente). Una mazzata. La via più percorribile appare quella di una diluizione venticinquennale del debito prodotto ad oggi. In pratica, se la matematica non è un’opinione, in base alla quantificazione finale della voragine economica di Aci Palermo, si dovrebbero avere rate comprese tra i 75 mila e i 76 mila euro l’anno (6.300 euro al mese circa).

Il condizionale è d’obbligo visto che l’ultima parola, se vendere o svendere la Targa Florio, spetta all’Automobile Club palermitano. Quello che è ufficialmente certo è che il Comitato Esecutivo Aci, il massimo organo decisionale dell’ente romano, ha confermato un forte interesse verso la gara e ha deliberato anche un’offerta massima di acquisto per il marchio della gara che è stato messo in vendita. A gestire la situazione sarà direttamente il presidente dell’Automobile Club d’Italia su mandato del Comitato Esecutivo che scrive chiaramente: “Preso atto dell’informativa resa dal Presidente nel corso dell’odierna riunione in ordine alle trattative svolte con l’AC di Palermo sulla base del mandato conferitogli”. Quindi, la trattativa c’è già stata.

“Tenuto conto che, all’esito delle stesse, è stata raggiunta un’intesa di massima per la cessione del marchio all’ACI per un importo di 4,3 milioni di euro, da destinare al parziale ripianamento dell’indebitamento del Sodalizio nei confronti dell’Ente, allo stato pari a circa 6,2 milioni di euro; tenuto conto che l’operazione, in considerazione dell’elevato valore storico e culturale del marchio Targa Florio e delle prospettive di crescita della competizione sportiva, consentirebbe all’ACI di consolidare ulteriormente le proprie posizioni nell’ambito statutariamente presidiato dello sport automobilistico e di recuperare nel contempo gran parte del credito vantato nei confronti dell’AC di Palermo”. Quindi la cifra è stata concordata e ci sarebbe anche una prospettiva di rilancio per la gara, a parole.

La delibera Aci per l’acquisto della Targa Florio

“Vista la deliberazione adottata nella seduta del 20 settembre 2017, con la quale è stato conferito mandato al Presidente per verificare la sussistenza delle condizioni per l’eventuale acquisizione, da parte dell’ACI, del marchio Targa Florio, attualmente di proprietà dell’Automobile Club di Palermo, previa valutazione dello stesso a cura di una Società specializzata nel settore dei marchi e brevetti; preso atto dell’informativa al riguardo resa dal Presidente nella riunione del 1° aprile 2020; tenuto conto che, relativamente al marchio in parola, sono state predisposte due diverse perizie curate, rispettivamente, dalla Società Trevor Srl su incarico dell’ACI e da Price Waterhouse Coopers su incarico dell’AC di Palermo; preso atto che nella richiamata riunione del 1° aprile 2020 il Comitato Esecutivo, ritenuta la stima del marchio effettuata dalla Società Price Waterhouse Coopers maggiormente aderente all’effettivo valore dello stesso e considerati i significativi investimenti effettuati dall’ACI negli ultimi anni per l’organizzazione ed il rilancio della competizione sportiva, ha conferito mandato al Presidente per verificare l’esistenza dei presupposti per pervenire ad un accordo con il Sodalizio per l’acquisizione del marchio medesimo ad un prezzo orientativo pari ai due terzi del valore indicato nella citata perizia di stima; preso atto dell’informativa resa dal Presidente nel corso dell’odierna riunione in ordine alle trattative svolte con l’AC di Palermo sulla base del mandato conferitogli; tenuto conto che, all’esito delle stesse, è stata raggiunta un’intesa di massima per la cessione del marchio all’ACI per un importo di 4,3 milioni di euro, da destinare al parziale ripianamento dell’indebitamento del Sodalizio nei confronti dell’Ente, allo stato pari a circa 6,2 milioni di euro; tenuto conto che l’operazione, in considerazione dell’elevato valore storico e culturale del marchio Targa Florio e delle prospettive di crescita della competizione sportiva, consentirebbe all’ACI di consolidare ulteriormente le proprie posizioni nell’ambito statutariamente presidiato dello sport automobilistico e di recuperare nel contempo gran parte del credito vantato nei confronti dell’AC di Palermo; considerato che la stessa operazione può concorrere favorevolmente, nel quadro del vincolo federativo esistente con l’ACI, al progressivo riequilibrio della gestione dell’Automobile Club e al mantenimento di un efficace presidio sul territorio di riferimento; tenuto conto che, ai fini della eventuale definizione dell’operazione stessa, si rende necessario procedere alla formalizzazione nei confronti del Sodalizio di una proposta di acquisto per l’importo sopra indicato; ritenuto di subordinare detta proposta alle seguenti condizioni di efficacia: 1) deliberazione e presentazione da parte dell’AC di un piano di rientro, di durata massima venticinquennale, dell’indebitamento che residuerebbe verso Ente in caso di perfezionamento dell’operazione ed approvazione del piano stesso da parte del Comitato Esecutivo; 2) rilascio dell’autorizzazione del Consiglio Generale all’acquisto del marchio da parte di ACI; ravvisata inoltre l’esigenza che l’Automobile Club di Palermo proceda quanto prima alla definizione di un piano di rilancio delle proprie attività istituzionali, allo scopo di giungere, in concomitanza con detta operazione, allo stabile riequilibrio della propria gestione; approva le linee di massima dell’operazione di acquisto in parola e conferisce mandato al Presidente per la formalizzazione nei confronti dell’Automobile Club di Palermo, avvalendosi del supporto legale dell’Avvocatura dell’Ente, di una proposta di acquisto del marchio “Targa Florio”, di proprietà dello stesso AC, nei termini e alle condizioni indicate in premessa”.

Storia d’a Cursa, la gara di don Vincenzo Florio

La Targa Florio è la più antica corsa automobilistica al mondo, la più antica tuttora disputata. Insieme alla Mille Miglia, inoltre, è la corsa stradale italiana più famosa nel mondo. La Targa Florio è stata voluta, creata, finanziata e organizzata da Vincenzo Florio, un palermitano di ricca famiglia, affascinato dal nuovo mezzo di locomozione e già noto nell’ambiente per aver partecipato ad alcune competizioni di inizio secolo e per aver istituito, nel 1905, la Coppa Florio (una corsa automobilistica in quel di Brescia).

La gara si è disputata 61 volte, praticamente senza soluzione di continuità (se si eccettuano gli anni delle due guerre mondiali), dal 1906 al 1977. Una volta soltanto la gara è stata trasformata da prova velocistica in prova di “regolarità”, precisamente nel 1957, quando il recente incidente che segnò la morte della Mille Miglia mise gli organizzatori della Targa di fronte alla scelta di sopprimere la gara oppure trasformarla in una passeggiata o poco più. Gli organizzatori – Vincenzo Florio in testa – optarono per dare comunque continuità alla corsa.

Teatro della corsa sono sempre state le strade siciliane e in particolare quelle strette e tortuose che percorrono la catena montuosa delle Madonie: solo in poche occasioni la corsa è stata abbinata al Giro di Sicilia e si è svolta lungo il periplo dell’isola mentre nel quadriennio 1937-1940 è emigrata al Parco della Favorita a Palermo, mai dunque abbandonando la terra della Trinacria.

La Targa Florio entrò subito nella leggenda per le enormi difficoltà insite nella durezza del tracciato al punto che, specialmente nei primi anni, anche il solo riuscire a completare la corsa significava compiere un’impresa titanica. Naturalmente anche le Case che sono scese in campo con successo nel corso degli anni hanno sempre messo in risalto le prestazioni ottenute dalle autovetture di propria costruzione, pubblicizzandole senza risparmio.

Anche la Targa Florio ha dovuto però fare i conti con incidenti, morti e feriti tra il pubblico e tra i piloti: si ricorda in particolare la morte del conte Giulio Masetti, avvenuta a seguito di un’uscita di strada della sua Delage nel corso del 1º giro dell’edizione del 25 aprile 1926; per chi crede nella cabala dei numeri, la Targa Florio era giunta all’edizione numero 17 e la vettura del Masetti era contrassegnata dal numero 13. Poco dopo questo grave incidente, tale numero non sarà più assegnato alle vetture in corsa, né in Italia né all’estero (unica eccezione la Lotus di Pastor Maldonado in Formula 1, la vettura numero 13 appunto).

Ma la Targa Florio era comunque una gara abbastanza sicura: Vincenzo Florio soleva ripetere che la sua era “la gara più lenta del mondo” e per questo era anche sicura. Dopo l’incidente di Masetti si arrivò, per contare un altro pilota deceduto in gara, al 1971, quando il triestino Fulvio Tandoi perse la vita a causa di una uscita di strada. La sua Alpine Renault finì la sua corsa contro un albero, urtandolo proprio dal lato del pilota.

Nel 1955, e negli anni che vanno dal 1958 al 1973, la Targa Florio è stata tra le gare titolate ai fini dei Campionati Internazionali o Mondiali riservati alle vetture Sport o Gran Turismo, assumendo quindi un’importanza davvero rilevante, testimoniata dalla discesa in campo di nomi altisonanti, sia di piloti che di case costruttrici. Dopo l’edizione 1973, contrassegnata da una numerosa serie di incidenti abbastanza gravi che dimostrava come l’ormai anacronistico circuito delle Madonie poco si confacesse a ospitare competizioni per vetture molto potenti, la Targa Florio veniva esclusa dal circuito delle grandi prove internazionali.

La gara ebbe ancora tre edizioni non troppo entusiasmanti poi, nel 1977, analogamente a quanto accaduto per la Mille Miglia vent’anni prima, anche nel caso della prova siciliana la fine venne determinata da un grave incidente coinvolgente gli spettatori: domenica 15 maggio 1977, giorno in cui si correva la sessantunesima edizione, la Osella-BMW pilotata in quel momento da Gabriele Ciuti, uscì di strada in un tratto di misto-veloce che seguiva il rettilineo di Buonfornello, travolgendo gli spettatori e provocando due morti e tre feriti gravi (tra cui lo stesso pilota): la gara venne sospesa e la classifica stilata in base ai passaggi al termine del 4º giro (degli 8 previsti in origine).

A quel punto, la vera Targa Florio esaurì il suo ciclo: a partire dal 1978 la gara veniva trasformata in Rally e denominata Rally Targa Florio, mantenendo la numerazione; nel maggio 2016 si è corso infatti il 100° Rally Targa Florio.