Ari Vatanen con la Peugeot 205 T16 al Rally MonteCarlo 1985

Il ruggito di Vatanen al Rally di MonteCarlo 1985

Le due vetture a trazione integrale hanno avuto vita facile. La Peugeot ha confermato di essere la nuova grande realtà dei rally. L’Audi Quattro, invece, pur in mano ad un grande campione come il tedesco Walter Rohrl ha dimostrato quelli che sono i suoi maggiori limiti. Problemi di affidabilità ha avuto lo svedese Blomqvist, che ha cambiato ben quattro volte il turbo e noie a non finire sono toocate allo stesso Rohrl. Ma sono state soprattutto le carenze organizzative ad aver pesato sulla mancata vittoria della vettura tedesca.

Il finlandese Ari Vatanen su Peugeot 205 Turbo 16 valvole ha vinto il 53° Rally di Montecarlo, prima prova del campionato mondiale 1985. Al secondo posto si è classificata l’Audi Sport Quattro di Walter Rohrl con un distacco dal vincitore di 5′ 17″. Le Peugeot 205 hanno conquistato anche il terzo e quinto posto, mentre quarta è arrivata l’Audi Quattro dello svedese Blomqvist. La prima auto italiana è stata la Lancia Martini 037, guidata dal finlandese Toivonen, giunta al traguardo con un distacco di oltre 22 minuti.

L’altro equipaggio italiano in gara (Biasion-Siviero) è arrivato invece soltanto nono. Con 2500 chilometri di gara, 32 prove speciali per oltre 800 chilometri, il Rally di Montecarlo ha portato alla ribalta la trazione integrale. La Peugeot e l’Audi di fronte all’improvviso mutare delle condizioni atmosferiche si sono infatti trovate a loro agio. Le ultime prove si sono svolte tra la neve e il ghiaccio dopo che un brusco rialzo della temperatura ha trasformato il percorso, durante la notte finale, in un insidiosissimo “vergals”.

In queste condizioni le due vetture a trazione integrale hanno avuto vita facile. La Peugeot ha confermato di essere la nuova grande realtà dei rally. L’Audi Quattro, invece, pur in mano ad un grande campione come il tedesco Walter Rohrl (quattro vittorie nella gara monegasca, un record che detiene a pari merito con l’italiano Munari) ha dimostrato quelli che sono i suoi maggiori limiti. Problemi di affidabilità ha avuto lo svedese Blomqvist, che ha cambiato ben quattro volte il turbo e noie a non finire sono toccate allo stesso Rohrl.

Ma sono state soprattutto le carenze organizzative ad aver pesato sulla mancata vittoria della vettura tedesca. L’acqua al posto della benzina alla partenza della prova di Chartreuse ed errori dei ricognitori sullo stato delle strade sono soltanto alcuni esempi. Quasi perfetta, invece, l’ organizzazione della Peugeot e altrettanto impeccabile la corsa del finlandese Vatanen. L’ unico neo della sua prestazione sono stati gli 8 minuti di penalizzazione per un arrivo anticipato al controllo orario di una “speciale”, tra l’ altro immediatamente recuperati nelle prove successive.

Per il campione finlandese è arrivata così la prima vittoria a Montecarlo e la nona nella sua carriera di rallista mondiale. Senz’ altro uno dei più bei prodotti della scuola finnica (Mikkola, Alen, Salonen, Toivonen), Vatanen ha debuttato nei rally al volante di una Opel Kadett nel 1971, anno caratterizzato dalle prestazioni di un altro grande campione del suo stesso paese, Mikkola. Dopo alcune gare secondarie nel 1980 ha vinto la prima prova di campionato del mondo, il rally dell’ Acropoli, su Ford Escort. L’ anno seguente, sempre al volante di una Ford Escort, ha conquistato il titolo iridato.

L’anno prima Vatanen ha legato il suo nome alla Peugeot 205 che esplode nel 1983 con tre vittorie su cinque rally. Si disse che era nato il “terrore” delle gare di regolarità. Anche Vatanen, come tutti i grandi campioni, ha le sue fissazioni: protestant convinto, non comincia una gara senza essersi prima assicurato che nel cassettino del cruscotto ci sia, insieme ai guanti di pelle, una Bibbia. Un po’ delusi e sconsolati invece i tecnici del team Lancia, nonostante il miglior piazzamento tra le vetture non integrali.

Biasion faceva ben sperare con tre successi parziali nelle prove speciali, ma il ghiaccio e la neve hanno subito interrotto il dominio e restituito a Vatanen la superiorità del suo mezzo. La perdita del pneumatico posteriore durante la prova di Puget-Theniers è costata al pilota italiano 21 minuti di ritardo e il nono posto nella classifica finale. “Se non ci fosse stata la neve – ha commentato Fiorio, direttore sportivo della Lancia – i protagonisti del rally avremmo potuto essere noi”.

Il retroscena: ”Vinceremo comunque”

Nel 1984 Peugeot decise il “grande salto” nel mondo delle competizioni rallystiche. Era il periodo delle Gruppo B, vetture a “sperimentazione libera” arrivate a un grado di sviluppo e sofisticazione tali da renderle, come molti le descrissero, più veloci degli stessi riflessi umani. Queste “bestie” da oltre 500 cavalli si basavano su strutture telaistiche ultra-leggere, con motori sovralimentati, trazioni integrali super complesse e un leggerissimo vestito in compositi.

Peugeot, quell’anno, mise su un vero e proprio squadrone: Jean Todt, smessi i panni di navigatore nella categoria, fu nominato numero uno della neonata Peugeot Talbot Sport, una divisione creata ad hoc. L’arma della Casa francese, la nuova 205 Turbo 16, con la utilitaria stradale condivideva il nome e una leggera somiglianza estetica. Sotto la pelle, invece, era un’altra cosa. Debuttò, in ritardo con lo sviluppo, al Tour de Corse dell’84 ma si dimostrò subito straordinaria, vincendo tre gare su cinque (1000 Laghi, San Remo, RAC Rally).

Al via dell’edizione numero 53 del Rally di Montecarlo, si presentarono 3 Peugeot 205 Turbo 16 EVO2 (evoluzione del model year ’84), affidate ad Ari Vatanen-Terry Harryman (telaio C11), Timo Salonen-Seppo Harjanne (telaio C10), Bruno Saby-Jean François Fauchille (telaio C6).

La gara si sviluppava su un percorso di 3883 km (tappa di concentrazione inclusa) dei quali 860 spalmati su 33 prove speciali (e, di queste, 25 con neve).

Alla partenza Ari Vatanen scatenò da subito la 205 e, nonostante gli attacchi di Walter Röhrl con l’Audi Quattro, arrivò a creare, a 1/3 di gara, oltre 2 minuti di vantaggio. Ma a causa di un timbro sbagliato di Harryman, a Gap, il pilota tedesco passò in testa con quasi 5 minuti sulla Peugeot inseguitrice.

Nel libro “205 Storia di una Sfida”, Jean Todt ricorda l’atmosfera di tragedia nella squadra e, d’altro canto, la sicurezza di Vatanen: “Gap… Hotel de la Paix, Vatanen e Harryman mi prendono da parte per annunciarmi una cosa spaventosa. Terry ha timbrato con quattro minuti d’anticipo. Nei rally i minuti d’anticipo contano doppio. Il risultato è otto minuti di penalizzazione in tempo reale. Reclamo e mi metto a calcolare: numero di chilometri rimanenti della prova di classificazione, media dello scarto Vatanen-Röhrl. La posta è impossibile: Ari è condannato al secondo posto. Prima della partenza, Ari mi spaventa: “Vinceremo comunque”.”

Con oltre 8 minuti di svantaggio, Vatanen riprese la corsa, rosicchiando continui secondi a Röhrl e inducendolo, alla fine, all’errore: nella speciale Théniers-Toudon arrivò ad accusare un ritardo sul finlandese di quasi due minuti e mezzo. Ipotecato, di fatto, il rally, Vatanen prese ulteriormente il largo e chiuse la corsa con un vantaggio di 5 minuti e 17 secondi sul suo diretto inseguitore. Nella classifica generale, le tre Peugeot ufficiali occupavano i primi 5 posti, un risultato davvero eccezionale nella corsa, di fatto, più importante di tutto il Mondiale rally.

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