Il battesimo di Mauro Pregliasco con la Grifone

Il battesimo di Mauro Pregliasco con la Grifone

”Dopo 6 mesi conobbi il dottor Luigi Tabaton a Genova e capii che aveva simpatia e stima per me, al punto che mi offrì di fare una gara con la sua Fulvia HF. Alla Coppa Colline di Pistoia vinsi la classe e quando l’indomani glielo comunicai non era neanche stupito perché, mi disse, era già convinto delle mie doti. Andammo a Torino al Reparto Corse Lancia, mi presentò a Cesare Fiorio e salimmo al quindicesimo piano del grattacielo Lancia”.

“La mia carriera agonistica ebbe inizio nel 1969 con le corse in salita. Avevo una Fiat 850 sport coupé e vincevo regolarmente la mia classe davanti alle più competitive Mini Cooper. A una Savona-Cadibona sentii il mitico dottor Tabaton, accanto alla mia macchina, commentare con sorpresa le mie prestazioni. Ma ero talmente timido che neanche mi presentai”. A raccontarlo è Mauro Pregliasco sul numero di febbraio 2021 della rivista RS e oltre.

“Dopo 6 mesi conobbi il dottor Luigi Tabaton a Genova e capii che aveva simpatia e stima per me, al punto che mi offrì di fare una gara con la sua Fulvia HF. Alla Coppa Colline di Pistoia vinsi la classe e quando l’indomani glielo comunicai non era neanche stupito perché, mi disse, era già convinto delle mie doti. Andammo a Torino al Reparto Corse Lancia, mi presentò a Cesare Fiorio e salimmo al quindicesimo piano del grattacielo Lancia nell’ufficio del padre, Sandro Fiorio, che era il responsabile delle pubbliche relazioni dell’azienda”.

“Il mio sogno si stava realizzando, perché firmai un contratto per guidare una Fulvia preparata da Maglioli. Ero entrato a far parte della Scuderia Grifone, che poi mi permise di diventare pilota professionista. Il mio rapporto con il dottor Luigi non era soltanto di grande devozione, perché lui era anche molto prodigo di consigli tecnici, era stato un ottimo pilota e ho imparato molto da lui, aveva molto stile nella guida e rispettava molto la macchina”.

Sempre nell’ottica di ricercare nuovi talenti, il dottor Luigi Tabaton credette subito nei progetti promozionali di Fiat: il Campionato Formula Abarth e il Trofeo A112. Nel primo, che si svolgeva in pista, l’alfiere della scuderia genovese era niente di meno che Emanuele Pirro, che vinse il titolo e iniziò una prestigiosa carriera che lo portò in F1.

Quasi contemporaneamente partì il Trofeo A112, in questo contesto che diventò una moda e un nuovo modo di correre, la Grifone ebbe da subito i suoi piloti ai quali affidò le proprie vetture. Tra questi il primo vincitore, colui che poi divenne il simbolo del Trofeo, Attilio Bettega.