I colori del motorsport sono i colori Martini Racing

I colori del motorsport sono i colori Martini Racing

Non voler perdere più che non saper perdere, dà vita al periodo più affascinante, epico e ricco di vittorie per Martini Racing. Sempre di traverso sui terreni più difficili, le Lancia bianche spuntavano dalla nuvola di polvere per conquistare successi dopo successi. La 037, prima, una trazione posteriore che sovvertiva i pronostici lasciandosi dietro tutte le 4×4. Al volante della due posti si sono alternati piloti come Walter Röhrl, Markku Alén e Attilio Bettega.

Martini Racing, un nome in evidenza da decenni nella storia dei rally associato al marchio Lancia, ma che ha saputo affrontare terreni diversi, Formula 1 compresa. Un impegno costante che ha trasformato il rosso, l’azzurro e il blu nei colori del motorsport. Rossa la striscia centrale, azzurre e blu quelle laterali. Con il logo Martini al centro. Dai rally, ai prototipi, fino alle monoposto da F1, solo per citare le corse su quattro ruote: Martini Racing per gli amanti del motorsport significa mezzo secolo di passione, di corse, di vittorie e di piloti leggendari. Ma i momenti più importanti di questi cinquant’anni sono legati al marchio Lancia.

Benché la Martini e Rossi sia un’azienda italiana, la prima gara – Hockenheim, 1968 – è stata frutto della volontà della filiale tedesca che decise di porre il logo su una Porsche 907. Appena due anni più tardi, la scelta di dar vita ad un vero e proprio team con le insegne Martini Racing. Le prime vittorie arrivarono immediatamente, con la 12 Ore di Sebring dove la squadra aveva schierato due Porsche 917, la vettura rimasta nella storia per aver portato in casa Porsche le prime vittorie alla 24 Ore di Le Mans.

Proprio con l’auto Martini Racing, guidata dall’equipaggio Marko-Van Lennep. Nello stesso anno, il marchio rosso-blu fa capolino nella Formula 1, dove resta fino al 1973. Si ritorna a competere con vetture Porsche nel mondiale Endurance ma anche in gare stradali, come la Targa Florio conquistata dalla squadra nel 1973. Il binomio con il marchio di Stoccarda funziona e le vittorie continuano ad arrivare, anche grazie alle capacità di un pilota belga che ha fatto la storia del motorsport, Jackie Ickx. Poi, negli anni a seguire, Martini Racing colora diverse monoposto da F1: la Brabham di Bernie Ecclestone prima, la Lotus campione del mondo di Colin Chapman poi.

Qualche delusione di troppo nella massima serie convinse i dirigenti della squadra a tornare al vecchio amore, l’endurance. Ma non più con Porsche: nella seconda metà del 1980 l’annuncio, Martini Racing avrebbe supportato Lancia. Appena il tempo di dirlo che arrivano le prime gloriose vittorie, come al Giro Automobilistico d’Italia con una Beta Montecarlo guidata dal trio Patrese-Alén-Kivimaki. Nel 1981 il titolo mondiale che fa da preludio all’impegno in categorie come Gruppo 6 e Gruppo C. Lo strapotere di Porsche nell’endurance li convince ad abbandonare quella strada. Anzi, ad abbandonare l’asfalto.

I colori del motorsport sono i colori Martini Racing
I colori del motorsport sono i colori Martini Racing

Non voler perdere più che non saper perdere, dà vita al periodo più affascinante, epico e ricco di vittorie. Sempre di traverso sui terreni più difficili, le Lancia bianche spuntavano dalla nuvola di polvere per conquistare successi dopo successi. La Rally 037, prima, una trazione posteriore che sovvertiva i pronostici lasciandosi dietro tutte le 4×4. Al volante della due posti si sono alternati piloti come Walter Röhrl, Markku Alén e Attilio Bettega.

Il testimone passò nel 1985 alla Delta S4. Oltre 500 CV, doppia sovralimentazione, trazione integrale ed un suono che pareva uscire direttamente dall’Inferno. Fu però anche una delle ultime Gruppo B: troppo potenti, troppo veloci e l’incidente mortale di Henri Toivonen in Corsica fece mettere la parola “fine”.

Il team Martini Racing e Lancia si fanno trovare pronti per la categoria Gruppo A. La nuova Delta conquista il Mondiale Rally ininterrottamente dal 1987 al 1992, senza lasciare alcuna speranza agli avversari. Al volante, un nome che ha saputo riempire pagine su pagine della storia dei rally, Miki Biasion. Gran parte delle vittorie Lancia-Martini Racing, peraltro, sono legate al marchio Pirelli: basti pensare che il P Zero – il nome della gamma di punta di Pirelli – è nato proprio per equipaggiare la Delta S4.

Anche le migliori storie d’amore, però, finiscono. Lancia si ritira dalle corse e Martini Racing deve trovare una nuova strada. Lo fa assieme a Ford e i successi non mancano, sia nell’Italiano sia nel Mondiale Rally. Ma il primo amore non si scorda, così la livrea Martini torna in pista, sulle Alfa Romeo 155 GTA di Nicola Larini e Alessandro Nannini. Anni in cui queste competizioni erano molto seguite dal grande pubblico e la vittoria di Larini nel Campionato Italiano Turismo convinse il marchio a debuttare nel mitico DTM.

Nel Campionato Tedesco Turismo c’è poca fortuna contro la presenza massiccia delle vetture tedesche, forse meno efficaci delle Alfa Romeo ma in numero talmente superiore che la lotta per il titolo era persa in partenza. Altra delusione, ma non si ferma la voglia di correre. Così nel 2006 il logo compare sulla Ferrari da Formula 1. Ed è un nuovo titolo nel palmares Martini Racing. La livrea rosso-blu è ancora in pista nel mondiale prototipi, sulle fiancate della Williams e di nuovo assieme a Pirelli. Pronta per altre vittorie e passione per il motorsport. E poi un sogno: il ritorno nei rally, dove tornerebbe sicuramente a vincere se si riesumasse il trinomio Abarth-Fiat-Lancia.