Fulvio Fancelli: pilota, ds e commissario di gara

Fulvio Fancelli: pilota, Ds e commissario di gara

Tanti in Piemonte lo ricordano pilota, ma anche direttore sportivo e commissario di gara. Non a caso era stato il fondatore del Gruppo del Vergante di Arona. Di origini aronesi, si è introdotto nell’ambiente dei rally frequentando la mitica Scuderia Tre Gazzelle. E sotto la loro bandiera aveva debuttato nel lontano 1973 con una Fiat 128.

Il mondo dei rally è il lutto per la scomparsa di Fulvio Fancelli, che aveva 73 anni, avvenuta all’ospedale di Borgomanero a causa di questo maledetto coronavirus. I rally sono stati la sua grande passione, per tutta la vita, e a loro si era dedicato prima per hobby e poi per lavoro. Fulvio era molto conosciuto nell’ambiente.

Tanti in Piemonte lo ricordano pilota, ma anche direttore sportivo e commissario di gara. Non a caso era stato il fondatore del Gruppo del Vergante di Arona. Di origini aronesi, si è introdotto nell’ambiente dei rally frequentando la mitica Scuderia Tre Gazzelle. E sotto la loro bandiera aveva debuttato nel lontano 1973 con una Fiat 128.

Quando nel 1975 la mitica scuderia novarese chiuse, Fulvio Fancelli se ne andò tra le file del Vemenia di Omegna e poi infine alla Biella Corse. Nell’ordine, Opel Ascona, Kadett, Ford Fiesta ed Escort sono state le sue vetture.

Diversi i copiloti che si sono alternati al suo fianco, da Caielli a Melani, da a Giubbilei a Mantegazza, da Vasino a Roggia. Con quest’ultimo (Filippo Roggia, non Loris), in particolare, aveva disputato il maggior numero di gare. Nel 1981, Fancelli-Roggia salgono sul gradino più alto del podio e si aggiudicano la classe 1150 del Campionato Italiano Rally con una Ford Fiesta.

Nel 1982 fanno loro il Trofeo Ford Italia con la Escrt X3J e sono anche terzi nella classifica di Gruppo N dei rally Internazionali. Arrivano gli anni Ottanta. Fancelli lascia l’abitacolo e diventa direttore sportivo della TamAuto dell’illustre medico Peppino Zonca.

Fancelli contribuisce alla vittoria di Franco Cunico nel Gruppo N del Campionato Italiano Rally 1987 con la Delta 4WD. Insieme al giovanissimo Luca Zonca si occupò anche della Lancia Rally 037 con la quale Michele Rayneri e Carlo Cassina divennero campioni italiani 1987.