La Ford Escort MK1 al Rally del Galles 1972

Ford Escort MK1, la vettura che regalò il primo iride a Ford

Nella versione Lotus veniva utilizzata in pista anche da Jim Clark, il famoso pilota scozzese impegnato in F1, che nei rally del 1966 e del 1967 ha ottenuto i suoi successi più belli, vincendo il RAC e il titolo di campione europeo Gruppo 2 con lo svedese Bengt Soderstrom.

Al Rally Safari del 1972, Hannu Mikkola, Gunnar Palm e la loro Ford Escort RS1600 hanno fatto la storia diventando il primo equipaggio d’oltremare a vincere il rally più difficile del mondo. L’auto che ha raggiunto quel successo è oggetto di culto. La Escort ha permesso alla Ford di aggiudicarsi il titolo nella Coppa Fia Rally, che anticipava la titolazione iridata del 1973, nelle prime due edizioni del 1968-1969, ripetendosi con il Mondiale Marche nel 1979, quando ha vinto con Bijorn Waldegaard anche il titolo Piloti, e nel 1981 con Ari Vatanen. Senza dimenticare la vittoria nella Londra-Mexico del 1970 con al volante Hannu Mikkola.

Pochi sanno che la storia ha inizio negli anni Sessanta del secolo scorso, quando la Ford avvia il programma di produzione di questa berlina familiare, dotata di motore anteriore e trazione posteriore, dalle dimensioni contenute rispetto alla Cortina, che nella versione Lotus veniva utilizzata in pista anche da Jim Clark, il famoso pilota scozzese impegnato in F1, che nei rally del 1966 e del 1967 ha ottenuto i suoi successi più belli, vincendo il RAC e il titolo di campione europeo Gruppo 2 con lo svedese Bengt Soderstrom.

Fu il reparto corse di Ford, con sede a Boreham e diretto da Henry Taylor, ex pilota di F1, ad equipaggiare la vettura con un potente propulsore 1,6 litri bialbero e con altri soluzioni meccaniche derivate dalla Ford Cortina, come una testata a doppie camme e l’albero mosso da catena. Era l’inverno del 1967 quando, dopo un faticoso lavoro, prendeva il via la realizzazione delle prime venticinque Ford Escort 1.6 Twin Cam. Nella versione stradale il motore di 1.560 centimetri cubi erogava una potenza di 115 cavalli. Poi, nella versione da rally i cavalli diventavano 140 cavalli a 8.000 giri/minuto. Il tutto fatto da Ford Advanced Vehicle Operations.

Guarda caso, la prima serie della Ford Escort, nota anche come Escort MK1, viene presentata nel gennaio 1968 al Salone dell’Automobile di Bruxelles. Viene prodotta negli stabilimenti britannici del gruppo Ford e, successivamente, dapprima in quelli belgi e poi in quelli tedeschi per i mercati con guida a sinistra, e si caratterizza per una linea abbastanza morbida, di vaga ispirazione americana. Quel tipico design che volendo affibbiare un appellativo al femminile definiremmo senza remore bella e cattivella.

Per la produzione di serie, dal 1965 in poi i rally diventano sempre meno uno sport per sportive e sempre più per potenti berline, è disponibile inizialmente nelle versioni berlina due porte e berlina quattro porte. La nuova Escort punta sull’affidabilità della semplice ma robusta meccanica: un solido motore a 4 cilindri con albero a camme laterale e distribuzione ad aste e bilancieri con trazione posteriore, una solida sospensione posteriore ad assale rigido con balestre a foglia ed un classico cambio manuale a 4 marce.

La Ford Escort RS1600 MK1 del 1973 di Roger Clark
La Ford Escort RS1600 MK1 del 1973 di Roger Clark

La storia della Ford Escort MK1 tra produzione e rally

Sul mercato la Ford Escort MK1 raccoglie l’eredità della Ford Anglia. All’esordio è disponibile con soli due motori, uno di 940 cc da 44 cavalli e uno di 1098 cc da 53 cavalli, due carrozzerie e due allestimenti: base (solo 940 cc) e De Luxe (940 e 1100 cc). Pochi mesi dopo il lancio arriva anche una versione familiare a tre porte, col solo motore 1100, sia in versione base che De Luxe. Mentre nel 1969 verranno introdotte la Escort GT (berlina, sia a due che a quattro porte), mossa da un 4 cilindri di 1298 cc da 76 cavalli, e la Escort 1.3 De Luxe (berlina e giardinetta), con motore 1298 cc da 59 cavalli.

Ma restiamo al 1968. Il debutto ufficiale della Ford Escort da rally è fissato proprio quell’anno. Avviene all’allora Rally dei Fiori 1968, destinato a diventare il Rally Sanremo. A guidare la nuova arma c’è l’equipaggio composto da Ove Andersson e John Davenport, che conclude con un terzo posto assoluto. Il momento del primo successo arriva al Circuito d’Irlanda. A regalare la vittoria a Ford è Roger Clark, che ‘straccia’ la Mini Cooper S di Paddy Hopkirk. Seguono i successi, ben cinque, al Tulip Rally con Clark-Porter, all’Acropoli e allo Scottish con Andersson-Davenport, all’Alpi Austriache con Soderstrom-Palm e, infine, al 1000 Laghi con Mikkola-Jarvi. Ford è campione del mondo rally 1968.

Nel 1969, alla Ford Escort 1.6 TC viene fatta un’iniezione di di cavalli e arriva ad erogarne 170. Non bastano i cavalli, ma in ogni caso arriva il bis del titolo costruttori. L’elenco delle sue vittorie è davvero lungo e annovera gare importanti e meno, di campionato e non: Roger Clark al Circuito d’Irlanda, Ove Andersson in Galles, Gilbert Staepelaere nell’allora Cecoslovacchia e poi in Polonia, al Tulip e in Moldova, Giro del Belgio, Ypres, senza dimenticare Hannu Mikkola all’Alpi Austriache, e al 1000 Laghi per la seconda volta.

Nel 1970 esce la RS 1600 (berlina solo due porte), con motore bialbero di 1601 cc da 110 cavalli, destinata ad una clientela sportiva. È il primo modello Ford caratterizzato dalla sigla RS (Rallye Sport), che in seguito caratterizza vari altri modelli. Per soddisfare anche un’utenza meno esigente, nel 1971 arriva la più tranquilla ed economica Mexico (solo berlina due porte), con un motore monoalbero da 86 cavalli, 4 cilindri di 1601 cc. Le 1300 GT prima e le RS 1600 poi fanno da base alle versioni impiegate con successo: due titoli iridati nel World Rally Championship. La produzione della Escort Mk1 cessa nel 1975 con la nuova Ford Escort RS1800. Lo stesso anno debuttò la Mk2, ovvero la seconda serie.

Tornando al 1970, la sigla RS era legata ad un’operazione di marketing con la Londra-Mexico, che sarebbe arrivata a Città del Messico contestualmente all’inaugurazione dei Campionati Mondiali di Calcio. Per Ford ha programmato tutto il nuovo direttore sportivo Stuart Turner. Il più veloce è Mikkola, naturalmente con la Ford Escort GT ed equipaggiata con un motore 1.850 cc. Il successo è abilmente sfruttato dal marketing che lancia sul mercato l’omonima Ford Escort Mexico con il motore Kent 1600.

La Ford Escort MK1 impegnata in un rally nazionale in inghilterra
La Ford Escort MK1 impegnata in un rally nazionale in inghilterra

Gli ultimi successi e le ultime evoluzioni pre MK2

Non resta che il Safari, dove la Ford utilizza per la prima volta il collegamento radio tra le vetture e un aereo, che anticipa gli interventi ai punti assistenza. Mikkola e la Ford sono ancora una volta i più veloci. Finalmente pronta la versione da gara della Escort RS col motore BDA bialbero 16 valvole Cosworth.  Debutta con Roger Clark al Circuito d’Irlanda 1970, spinta da un 1800 cc con monoblocco in ghisa. Omologata in Gruppo 2 nel 1971, deve attendere il 1972 per entrare nella squadra ufficiale, che continua a preferire la TC.

La Escort fu il primo modello di vettura Ford con il marchio RS, due lettere che in seguito divennero sinonimo di tutte le Ford da corsa fino a oggi: Sierra RS Cosworth, RS200, Focus RS WRC e Fiesta RS WRC. E per non tradire questa peculiarità nel 1972 la Escort MK1 RS raggiunge i 235 cavalli di potenza e inizia a mietere successi. Oltre al Safari Rally si aggiudica, lo Scottish Rally, il Rally Galles, il Manx Rally. Primeggia ancora al Giro del Belgio, mentre all’Honk Kong Rally nientepopodimenoche fa tripletta.

A fine stagione vince al RAC con Roger Clark e Tony Mason, per la prima volta con un motore monoblocco in alluminio e alimentazione a iniezione Lucas, realizzato da Brian Hart. Nel 1973 e nel 1974 la Escort RS continua ad arricchire il proprio palmares sportivo (Scozia 1973 con dieci Ford Escort RS nella top ten, Nuova Zelanda 1973, 1000 Laghi 1973, 1000 Laghi 1974), mentre tecnicamente viene migliorata ulteriormente attraverso l’adozione del cambio ZF a cinque marce, differenziale a slittamento limitato, freni a disco sulle quattro ruote. Ma ormai siamo a gli sgoccioli. Ormai è arrivato il momento di pensare alla Ford Escort MK2.

Ma non dimentichiamo che era nata come tranquilla auto di famiglia, a trazione posteriore. Si cominciò col cambio manuale a sole quattro marce e con la trasmissione automatica a tre velocità, le sospensioni anteriore a montanti a schema MacPherson e un semplice assale montato su molle a balestra, per arrivare a voler vincere tutto quello che c’era da vincere. Una razzia di titoli e successi che rende la Escort MK1 una vettura leggendaria nella storia dei rally.

Oltre alla RS1600, nelle gare in pista, la Escort Mark 1 è stata anche potenziata con un motore Cosworth BDB da 1701 cc più grande nel 1972 e poi con un BDC ad iniezione. L’aggiornamento finale è stato il modello RS2000 con motore 2000 cc Pinto (OHC), che ha anche accumulato un certo numero di vittorie nei rally e non solo. La Escort MK1 ha avuto successo nel British Saloon Car Championship. Allan Mann Racing, che era il team ufficiale di Ford, corse con la Escort Twin Cam in BSCC nel 1968 e nel 1969 e l’australiano Frank Gardner divenne il campione del 1968.


0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *