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Ford Capri AWD: la prima 4×4 da rally troppo in anticipo

Ove Andersson con la Ford Capri AWD 1969

A qualcuno venne in mente che per vivere in campagna, o semplicemente per girare senza dover andare sempre di controsterzo sotto la pioggia, sarebbe stata utile una Capri a quattro ruote motrici. Ma nonostante la gamma della Ford fosse ampia, la 4×4 non c’era. Anzi, non c’era ancora. Perché in realtà stava per accadere qualcosa. Stava per arrivare la Ford Capri AWD…

In Ford lo avevano capito almeno dieci anni prima dell’Audi che la vettura da rally più desiderata doveva avere le quattro ruote motrici. Poi, però, non ci hanno creduto a sufficienza e si sono fatti spaventare dai costi, cosa che in Audi invece non è successa. E così, Audi ha preso ufficialmente il merito di aver cambiato la storia dei rally introducendo la trazione integrale sulle vetture da corsa e poi su quelle stradali e costringendo quasi tutti i rivali, specialmente quelli di Lancia, a seguirli e spesso ad inseguirli. Da lì, l’epopea dei rally, il ventennio anni d’oro, prima col Gruppo B e poi con il Gruppo A fino alle WRC.

Ma facciamo un salto indietro nel tempo. Prima dell’avvento dell’Audi nei rally, quando ancora il sistema a quattro ruote motrici era pensato solo per trattori e fuoristrada, Ford si avvicinò clamorosamente al bersaglio, rischiò di passare alla storia con la Capri, una bellissima gran turismo che rappresentava una muscle car a dimensione dell’Europa occidentale e in particolare del mercato italiano. La Capri era l’auto del desiderio. Conveniente, con con un’ampia gamma di motori, bella da vedere e comoda. Gli mancavano solo le quattro ruote motrici e la voglia di correre.

A qualcuno venne in mente che per vivere in campagna, o semplicemente per girare senza dover andare sempre di controsterzo sotto la pioggia, sarebbe stata utile una Capri a quattro ruote motrici. Ma nonostante la gamma della Ford fosse ampia, la 4×4 non c’era. Anzi, non c’era ancora. Perché in realtà stava per accadere qualcosa.

Infatti, un giorno, nella nebbia mattutina che avvolge i campi dello stabilimento Ford di Boreham, nell’Essex, un prototipo unico solca con sicurezza il terreno fangoso. La sua presenza evoca un passato glorioso e un futuro promettente: si tratta della Capri a trazione integrale, un’idea che affonda le sue radici nei veicoli 4×4 da cortile, ma che ora sta per conquistare nuovi orizzonti.

Idea e creazione della Ford Capri AWD

La storia dietro questa creazione affascinante ci riporta ai decenni d’oro della competizione automobilistica e all’ingegno di uomini come Harry Ferguson. Nato in una famiglia di contadini, Ferguson ha lasciato un’impronta indelebile nel mondo delle macchine. Dopo aver ottenuto il titolo di primo irlandese a costruire e far volare un aeroplano, ha rivolto la sua genialità verso la creazione di trattori innovativi.

La partnership con David Brown, noto per l’Aston Martin DB, ha portato alla nascita dell’azienda di trattori Ferguson. L’introduzione di un nuovo collegamento ha reso i trattori più stabili e maneggevoli, suscitando l’interesse di Ferguson per estendere tale stabilità anche alle automobili su strada. Nasce così la Harry Ferguson Research (HFR), un centro di innovazione dedicato alla tecnologia AWD (All-Wheel Drive).

Il ramo successivo dell’HFR, chiamato FF, ha segnato un altro importante passo avanti nell’evoluzione della trazione integrale. La tecnologia Ferguson Formula ha trovato applicazione nella celebre Jensen FF del 1966, una vettura a quattro ruote motrici che ha fatto la storia dell’automobilismo. Ed è proprio su questo fondamento che si erige il prototipo della Capri AWD. L’idea di dotare la sportiva Capri di trazione integrale potrebbe sembrare audace, ma rispecchia la costante ricerca di innovazione e performance che caratterizza l’anima dell’automobilismo. In un luogo carico di storia come lo stabilimento Ford di Boreham, dove il Dipartimento Competizioni ha fatto la storia degli anni Settanta e oltre, questa nuova incarnazione della Capri sembra appartenere al suo ambiente naturale.

L’idea era incentrata su due funzionalità avanzate, appunto per l’epoca: la trazione integrale e i freni antibloccaggio. Entrambi sono comuni ora, ma negli anni ’60 la trazione integrale era appannaggio dei fuoristrada poco più raffinati delle macchine agricole accanto alle quali erano spesso parcheggiati, mentre i primi freni antibloccaggio completamente automatici apparvero non su un’auto, ma sul Aereo supersonico Concorde alla fine degli anni Sessanta del Novecento.

Guidare questa Capri AWD (immagini di Ford Motor Company e Saxty) attraverso il fango dei campi è come compiere un viaggio nel tempo e nel futuro dell’automobilismo. La potenza delle quattro ruote motrici si fonde con il DNA sportivo della Capri, creando un’esperienza di guida unica e coinvolgente. Mentre il sole sorge lentamente sullo skyline dell’Essex, la Capri AWD si staglia come un simbolo di innovazione e passione. La sua genesi, radicata nella tradizione dei veicoli da cortile e nell’ingegno visionario di uomini come Harry Ferguson, apre la strada a un futuro entusiasmante per l’automobilismo, dove la trazione integrale diventa una caratteristica imprescindibile per le vetture sportive del domani.

Il test con il Ford Zodiac della Polizia

Quasi in contemporanea, negli anni Sessanta, il Ministero della Tecnologia britannico intravide il potenziale rivoluzionario della trazione integrale e dei freni antibloccaggio anche al di là degli ambiti aeronautico e agricolo. Con l’obiettivo di mantenere l’industria automobilistica britannica al passo con i tempi, il Ministero sponsorizzò il dipartimento di sviluppo scientifico della polizia per valutare l’applicazione di queste tecnologie su 22 Ford Zodiac convertiti ad AWD da parte dell’HFR nel 1968.

La scelta del Ford Zodiac come base per la sperimentazione della trazione integrale non fu casuale. Gli autisti della polizia apprezzavano le caratteristiche del grande cambio automatico Ford e il potente motore V6 Essex da 3,0 litri. Pertanto, la squadra di Ferguson optò per l’installazione di queste componenti insieme ai freni antibloccaggio Dunlop Maxaret, all’avanguardia per l’epoca, sulle vetture della polizia Zodiac.

La consegna delle auto della polizia Zodiac avvenne poco prima del lancio ufficiale della Capri nel gennaio del 1969, coincidendo con un periodo di grande fermento tecnologico e industriale. Questo era il momento in cui la Capri stava per entrare in produzione, mentre i prototipi della versione britannica della Mustang erano disponibili per il reparto competizioni della Ford, guidato da Henry Taylor.

L’incontro tra la squadra di Henry Taylor e i tecnici dell’HFR segnò una nuova fase nell’evoluzione della trazione integrale. Due Capri 1600GT furono inviate agli esperti dell’HFR, che non esitarono a esplorare le potenzialità di questa tecnologia montando i motori a quattro cilindri dei prototipi nelle Ford Zodiac della polizia, completi di cambio automatico e trazione integrale della Ferguson Formula.

Questo audace esperimento rappresentò un momento cruciale nella storia dell’innovazione automobilistica britannica. L’unione tra la tradizione di affidabilità e potenza della Ford e l’ingegno visionario di Harry Ferguson e del suo team portò alla creazione di una nuova generazione di vetture, all’avanguardia per l’epoca.

Sebbene il percorso dell’industria automobilistica britannica non abbia seguito esattamente i piani previsti, questi tentativi pionieristici rimangono un testimone della determinazione e della creatività che hanno caratterizzato quegli anni di fervente ricerca tecnologica. La sperimentazione sulla trazione integrale nella Ford Zodiac si inserisce in questo contesto di innovazione senza limiti, preparando il terreno per il futuro delle automobili.

La presentazione della Ford Capri formula Ferguson
La presentazione della Ford Capri formula Ferguson

Dalla strada alle corse in un attimo

L’evoluzione della Capri AWD fu un capitolo affascinante nella storia dell’automobilismo britannico, una saga che mescolava l’entusiasmo dell’innovazione con la dura realtà delle competizioni automobilistiche. Infatti, dopo essere state trasformate da Ford Zodiac in Capri AWD, le vetture ricevettero un aggiornamento significativo presso lo stabilimento di Boreham. Con l’installazione di teste Weslake ad alte prestazioni e una potenza di 160 CV, queste auto debuttarono nelle competizioni nel gennaio del 1969, subito dopo l’annuncio della produzione ufficiale della Capri. Il risultato fu un successo sorprendente: Roger Clark, icona del rally e pilota ufficiale Ford, dominò in pista a Croft vincendo tutte e tre le gare, dimostrando il potenziale della Capri AWD.

Tuttavia, il trionfo iniziale non fu destinato a durare a lungo. Nel 1970-71, nonostante gli sforzi per potenziare ulteriormente le vetture con teste in alluminio e iniezione di carburante, la Capri AWD iniziò a mostrare segni di difficoltà. Nonostante la potenza aggiuntiva, la vettura si rivelò ingombrante e poco adatta alle esigenze delle competizioni. Roger Clark, in particolare, manifestò crescenti frustrazioni riguardo alla mancanza di agilità dell’auto e alla preferenza per gare più tradizionali con vetture come la Escort.

Questa fase segnò una svolta nella storia della Capri AWD. Nonostante i suoi successi iniziali, la vettura lottava per mantenere il passo con le esigenze delle competizioni automobilistiche. Le aspettative erano alte, ma la realtà delle sfide sul campo dimostrò che il cammino verso l’eccellenza sarebbe stato più lungo e tortuoso del previsto.

La passione e le Ford Capri da rally

In quei tumultuosi anni Settanta, mentre la Ford Capri AWD dava i suoi primi passi nel competitivo mondo delle corse automobilistiche, un vento di cambiamento soffiava forte sul fronte delle competizioni. Parallelamente al progetto della Capri AWD, il reparto sportivo di Ford, conosciuto come AVO (Advanced Vehicle Operations), stava lavorando alla creazione della poderosa RS2600 per le corse su circuito. Questa vettura, con il suo DNA da competizione e le ambizioni di sfidare le piste più prestigiose d’Europa, offriva una prospettiva completamente nuova per Ford e per il mondo delle corse.

Le strade di Spa e del Nürburgring, famose per le loro curve mozzafiato e le sfide tecniche, sembravano molto più adatte alle aspirazioni della Capri rispetto agli umidi sentieri britannici. La possibilità di competere in eventi di prestigio su queste piste avrebbe dato alla Capri AWD un palcoscenico internazionale e un’opportunità di dimostrare il suo valore ai più alti livelli della competizione automobilistica. Tuttavia, nonostante l’entusiasmo iniziale e le prospettive allettanti, il destino della Capri AWD era destinato a seguire una strada diversa.

Nel cuore dell’Europa, le officine di AVO e Ford erano in fermento. Mentre la Capri AWD iniziava a farsi strada nelle competizioni, gli ingegneri di AVO stavano lavorando a stretto contatto con la Ford per sviluppare la RS2600, un’auto da corsa progettata per dominare le piste più impegnative. Questo progetto ambizioso richiedeva l’attenzione e le risorse di un’intera squadra di esperti, determinati a trasformare la RS2600 in un’icona delle corse automobilistiche.

Nel frattempo, al di là dell’Atlantico, un dentista visionario di New York stava tracciando il proprio percorso verso il successo con una Capri AWD costruita su misura. Convinto che la trazione integrale fosse la chiave per la vittoria nelle gare statunitensi, il dentista strinse un accordo con Ferguson Formula per la produzione di 15 esemplari di Capri AWD, destinati a diventare delle vere e proprie leggende nell’ambito delle corse su suolo americano. Questi esemplari unici di Capri AWD rappresentavano il connubio perfetto tra la tecnologia britannica e l’audacia americana, incarnando lo spirito pionieristico che animava l’industria automobilistica dell’epoca.

Ma il destino della Capri AWD era segnato da sfide e complicazioni. Nonostante l’entusiasmo generato da questi esemplari speciali di Capri AWD, la realtà del mercato automobilistico europeo iniziò a mettere in discussione la sua esistenza. La Ford era in grado di vendere ogni coupé a trazione posteriore che produceva, rendendo la Capri AWD un’opzione superflua e poco conveniente in termini di marketing e di competizione sul suolo europeo.

Tuttavia, fuori dall’ambito Ford, c’era ancora un forte interesse per la Capri AWD. La stampa automobilistica e le aziende di carburante riconoscevano il potenziale delle auto stradali a trazione integrale e le loro prospettive di successo futuro. Anche un dentista lungimirante di Manhattan aveva riconosciuto il valore della tecnologia AWD e il suo potenziale nell’ambito delle corse automobilistiche. Questo entusiasmo diffuso dimostrava che la Capri AWD aveva ancora molto da offrire, nonostante le sfide e le difficoltà incontrate lungo il cammino.

Ma cosa accadde poi? Perché gli appassionati dovettero attendere altri dieci anni prima di poter finalmente mettere le mani sulla tanto attesa Ford a quattro ruote motrici, la Sierra XR4x4? Rod Mansfield, l’ingegnere dietro sia la Capri AWD che la Sierra XR4x4, offre una prospettiva unica su questa questione. Mansfield spiega che, nonostante l’entusiasmo iniziale per la Capri AWD, la sua realizzazione su larga scala sarebbe stata troppo costosa e complicata per la Ford. La RS2600 e la RS3100, entrambe a trazione posteriore, si dimostrarono molto più adatte come vetture da strada e come ambasciatrici della reputazione della Capri sul mercato europeo.

In ultima analisi, l’epopea della Capri AWD è stata una storia di innovazione e di opportunità mancate. L’idea di una Capri a trazione integrale ha affascinato appassionati e professionisti del settore automobilistico, ma il suo destino è stato segnato dalle sfide pratiche e dalle realtà del mercato. Tuttavia, nonostante le difficoltà incontrate lungo il cammino, la Capri AWD rimane un’icona di un’epoca d’oro dell’automobilismo, un simbolo di audacia e di intraprendenza che continua a ispirare gli appassionati di auto di oggi.

La testimonianza sulla Ford Capri AWD

Questa storia ha anche una importante testimonianza, quella del signor David Daly, che lavorava presso la la GKN Laycock Engineering a Sheffield dal 1966 al 1974. GKN aveva assegnato a Daly il compito di costruire un’officina per modificare la Ford Capris in 4WD su un sistema di linea di produzione.

“Ho lavorato presso la GKN Laycock Engineering a Sheffield dal 1966 al 1974 – inizia così la testimonianza di Daly –. GKN mi aveva assegnato il compito di costruire un’officina per modificare la Ford Capri in 4WD su un sistema di linea di produzione. Sebbene all’epoca fossi solo uno studente apprendista, mi fu affidato l’incarico di progettare lo stoccaggio degli interni, che bisognava rimuovere per consentire di allargare lo spazio nel tunnel centrale. Ho anche organizzato l’area di lavaggio “post-modifica”. Durante questo periodo ho dovuto trovare il tempo per progettare diverse piastre per il giunto viscoso del differenziale centrale. Questo per sperimentare: fori circolari, asolati e scanalature per verificare la diversa percentuale di coppia che poteva essere inviata a ciascuna estremità. Per quanto ne so, l’intera faccenda è stata “uccisa” da GKN perché Ford voleva che acquistassimo auto completamente finite, le modificassimo e poi fosse nostra responsabilità venderle tramite i loro concessionari. Dopo la laurea, mi fu affidata la responsabilità di istituire un reparto di rimessa a nuovo dell’overdrive nell’officina 4WD. Nel retro del negozio c’erano tutti i componenti della trazione integrale: scatole e scatoloni con alberi di trasmissione anteriori e posteriori, differenziali anteriori, alberi di trasmissione, coppe modificate, montanti anteriori modificati, eccetera. Probabilmente dieci set. Ho lasciato Laycocks in qual periodo per entrare in un’azienda in cui avrei potuto diventare un ingegnere progettista. Non volevo assolutamente diventare direttore di produzione, non importa a quale livello. Ho scoperto più tardi che tutta la roba del 4WD era stata gettata nei bidoni della spazzatura. Se non fossi stato onesto avrei potuto prendere qualsiasi componente e nessuno lo avrebbe saputo perché solo io sapevo cosa c’era. Ho visitato GKN a Birmingham dove stavano modificando una Reliant Scimitar trasformandola in una 4WD. A causa del corpo in fibra di vetro non credo che ci siano riusciti. Mi risulta che alcune Triumph siano state convertite. Capri, Scimitar o Stag con 4WD non sarebbero mai diventate campioni del mondo. Avevamo una Volvo 142 da 2.0 litri, un’auto eccezionale. L’ho guidata spesso testando gli overdrive e si è comportata benissimo e ha fatto molto meglio della Capri di prova con overdrive. Avrebbero dovuto mettere la trazione integrale sulla Volvo, sarebbe stata una una valida vettura prima che Audi sviluppasse la quattro. Senza dubbio il sistema Ur-Quattro è un pezzo di ingegneria fenomenale. È così semplice e leggero rispetto al sistema Ferguson FF”.

Storia della Ford Capri

Concepita come un’auto sportiva compatta e accessibile, la Capri ha conquistato il cuore degli appassionati di guida in tutto il mondo, diventando un’icona dell’automobilismo britannico e un simbolo di libertà su strada. Il concetto di una coupé sportiva economica era stato precedentemente esplorato da Ford con la riuscita Ford Mustang negli Stati Uniti. Tuttavia, nel contesto europeo, la Capri doveva offrire prestazioni entusiasmanti a un prezzo accessibile, adattandosi alle esigenze e ai gusti dei consumatori del Vecchio Continente.

Così, nel 1969, la Ford lanciò la Capri, una vettura che avrebbe rapidamente catturato l’immaginazione di milioni di automobilisti. Disponibile in una gamma di motorizzazioni e configurazioni, la Capri offriva una guida sportiva ed elegante, con una silhouette slanciata e una gamma di opzioni di personalizzazione che la rendevano attraente per un’ampia varietà di acquirenti.

Ma la vera magia della Capri risiedeva nella sua versatilità. Da compagna affidabile per i lunghi viaggi su autostrada a compagna infallibile per le strade tortuose di campagna, la Capri incarnava lo spirito avventuroso dei suoi tempi. Era l’auto perfetta per esplorare nuovi orizzonti, che si trattasse di una gita fuori porta con gli amici o di una fuga romantica con la persona amata.

Uno dei tratti distintivi della Capri era la sua capacità di unire prestazioni e praticità. Con una gamma di motorizzazioni che andava dai più modesti quattro cilindri ai più potenti V6, la Capri offriva un’esperienza di guida su misura per ogni tipo di conducente. Inoltre, con un ampio bagagliaio e un design intelligente degli interni, la Capri si dimostrava anche un’auto pratica per la vita di tutti i giorni.

Ma la storia della Capri non è solo quella di un’auto. È anche la storia delle persone che l’hanno guidata e amata. Dai giovani che desideravano una dose di adrenalina al volante ai professionisti in cerca di eleganza e stile, la Capri ha lasciato un’impronta indelebile nella memoria di milioni di persone in tutto il mondo. Anche nelle corse automobilistiche, la Capri ha dimostrato il suo valore. Con numerose vittorie e successi sui circuiti di tutto il mondo, la Capri si è guadagnata un posto di rilievo nella storia delle competizioni automobilistiche, diventando un’icona delle piste e delle strade.