La Ferrari 308 GTB Gruppo B di Michelotto

Ferrari 308 Gruppo B: liscia, gassata o FerraRally?

Con la benedizione di Enzo Ferrari, Michelotto costruì solo quattro di queste splendide 308 GTB da rally secondo le specifiche del Gruppo B all’inizio degli anni Ottanta, il che significa che nel mondo rarefatto dei Cavalli Rampanti purosangue (non tarocchi), questa divoratrice terra dai fianchi snelli è davvero una Belva sfuggente. Il telaio del modello di cui parliamo è il numero ZFFHA01B000022409, mentre il numero del motore è F105 A 00904. Risulta registrata presso Ferrari SpA nel 1983.

Nel 1983, le regole del rally cambiarono e furono introdotti i regolamenti del Gruppo B. All’epoca, la Federazione ancora non si rendeva conto che con questa nuova regolamentazione aveva cambiato per sempre il volto dei rally, che stavano per entrare nella loro più grande epopea. Anni prima Michelotto aveva sviluppato la Ferrari 308 GTB Gruppo 4. Con le nuove normative in vigore, Michelotto decise di dedicarsi alle 308 con specifiche del Gruppo B.

Con la benedizione di Enzo Ferrari, Michelotto costruì solo quattro di queste splendide 308 GTB secondo le specifiche del Gruppo B all’inizio degli anni Ottanta, il che significa che nel mondo rarefatto dei Cavalli Rampanti purosangue (non tarocchi), questa divoratrice terra dai fianchi snelli è davvero una Belva sfuggente.

C’è qualcosa di soavemente più bello delle Ferrari degli anni Ottanta? Nulla. Neppure Gilles Villeneuve che guida le ruote dalla sua macchina di Formula 1. Il Cavallino Rampante aveva realmente un programma nei rally durante l’epopea degli eccessi. E aveva anche un moderato successo. Con la Ferrari corse anche Henri Toivonen.

Vedere la bella 308 GTB con – le forme di Pininfarina – aggredire una prova speciale aspra, soffocante e polverosa piuttosto che girare su un lungomare affollato di palme e ragazze bionde sembra un po’ imbarazzante, un po’ come ascoltare Pavarotti che faceva rap o Massimo Bottura che serviva hamburger in un McDonald’s di periferia. Ma bastava guardare le credenziali della squadra incaricata di costruire queste purosangue da rally per rendersi conto che questo non era un progetto di vanità da parte della Ferrari.

Solo la Michelotto, fondata come concessionaria Ferrari, si è occupata della preparazione rallystica della 308, una vettura per nulla docile. Una versione del Gruppo 4 della Ferrari, per la verità, arrivò per la prima volta alla fine degli anni Settanta. Michelotto ne costruì undici che gareggiarono con successo in tutta Europa. Jean-Claude Andruet arrivò secondo al Tour de Corse nel 1982 alla guida della sua 308 in livrea Pioneer, l’unica volta che una Ferrari è mai salita sul podio di un evento del Campionato del Mondo Rally.

Una variante del Gruppo B più “calda” seguì nel 1983, anche se ne furono prodotte, come detto, solo quattro. Tre di loro erano equipaggiate con il Quattrovalvole V8 da tre litri (2927 cc) Tipo 105 A, con l’iniezione di carburante Bosch K-Jetronic, che erogava 320 CV e tirava fino a circa 8.000 giri/minuto. L’altra montava un motore a 2 valvole che erogava 288 CV. La splendida 308 oggetto di questo servizio è una delle tre allestire con il 3 litri V8.

Queste tre auto sono dotate anche dell’esclusivo “cambio rapido”: il rapporto di trasmissione finale può essere modificato in pochi minuti rimuovendo un coperchio che contiene un paio di ingranaggi a caduta. Tutte e quattro le vetture sono state preparate da Michelotto e certificate da Ferrari SEFAC e Ferrari North America.

La Ferrari 308 GTB Gruppo B di Michelotto
La Ferrari 308 GTB Gruppo B di Michelotto

Storia di una Ferrari 308 Gruppo B speciale

Il telaio del modello di cui parliamo è il numero ZFFHA01B000022409, mentre il numero del motore è F105 A 00904. Risulta registrata presso Ferrari SpA nel 1983. Nel 1984 fu guidata da Harri Toivonen nel Campionato del Mondo Rally. Ha corso per Pro Motor Sport, l’unica squadra a seguire Michelotto sui campi di gara con la 308 Gruppo B. Possiede certificati Ferrari Classiche, numeri completamente corrispondenti ed è stata al Tour Auto, Modena Cento Ore, Goodwood Festival of Speed, Rallylegend o Eifel Rallye Festival.

Questa 308 ha avuto una bella carriera nelle corse. In livrea bianca ha partecipato a due rally guidata da Maurizio “Menes” Cavalli nel Campionato Italiano Rally, il Rally Piancavallo, dove è arrivata terza assoluta, e il Coppa Liburna. Il 19 Settembre 1983, ottenne il suo certificato di origine e fu registrata per la prima volta alla Ferrari Spa, Modena, Italia, con la licenza “MO 600480”.

La decima prova del Campionato del Mondo Rally 1983 si è svolta in Italia, era Rally Sanremo: questa vettura era affidata a Federico Ormezzano Claudio Berro. Ormezzano era un gentleman driver Berro era stato copilota Peugeot Italia e Peugeot Talbot Sport e Alfa Romeo Autodelta, e nel 1994 sarebbe diventato il team manager della Ferrari Formula 1. A questo evento l’auto è stata sponsorizzata dalla SABA, una società tedesca di elettronica. Aveva il numero di gara 14.

Il momento clou della stagione 1983 è stato il successivo Trofeo Villa d’Este all’inizio di ottobre, che vede Gigi Martinelli ed Emilio Radaelli guidare la vettura verso la vittoria assoluta. Dopo un altro rally all’inizio di novembre, questa 308 finisce in mano ad Harri Toivonen al Rally di San Marino. Con il fratello maggiore, Henri Toivonen, anche lui in gara con l’altra Ferrari 308 Gruppo B, i Toivonen si ritirano. Fu guidata anche da “Lucky” Battistolli e oltre al Trofeo Villa d’Este nel 1983 vinse anche il Rally Città di Bassano nel 1984.

Nel gennaio 1984, questa 308 Gruppo B fu acquistata da Giuliano Michelotto, fondatore di Automobili Michelotto, prima di essere ceduta ad ACI Leasing. Pro Motor Sport è stata l’unica squadra a seguire in gara la 308 telaio 22409, mentre l’ultimo pilota a guidarla è stato “Lucky”. La seconda prova del Campionato Europeo Rally 1984 la vede partecipare alla Targa Florio, con Battistolli che fa il suo debutto con la Ferrari. Nonostante gli pneumatici Michelin TRX, Lucky-Berro sono arrivati secondi, con la 308 Gruppo B di Antonio Zanini al terzo posto.

Lucky ha guidato altri tre rally del Campionato Europeo con questa 308 Gruppo B: il 4 Regioni, il Costa Smeralda e il Rally Elba, finendo secondo assoluto negli ultimi due. In tutti e quattro le gare Lucky è stato affiancato da Berro. Un altro primo piazzamento assoluto è arrivato al Rally della Marca, prima che il telaio 22409 tornasse al Campionato Europeo Rally all’inizio di luglio con Ormezzano al Rally della Lana.

Il Deutschland Rallye è seguito all’inizio di settembre, prima di un’altra vittoria assoluta con Paolo Pasutti al Rally Nazionale Città di Bassano del Grappa a fine settembre 1984. Massimo Ercolani ci ha corso nel Rally di San Marino 1984, prima del Rally di Monza, in cui si classificò seconda di classe.

Ferrari 308 Gruppo B: liscia, gassata o FerraRally?
Ferrari 308 Gruppo B: liscia, gassata o FerraRally?

La vittoria del Baja Montesblancos 1985 con Zanini

Il 1985 vide il campione europeo e nove volte campione spagnolo rally, Antonio Zanini, competere con questa vettura nel campionato nazionale. Anche il Corte Ingles faceva parte dell’Europeo e per questo rally la 308 Gruppo B è stata colorata blu, con la sponsorizzazione di Playa de las Americas. Storia confermata da Cristiano Michelotto, con prove della vernice blu ancora visibile su alcune zone della vettura oggi, principalmente la presa d’aria del tetto.

L’evento più importante in cui ha gareggiato è senza dubbio la Baja Montesblancos nel 1985, una sorta di pseudo Parigi-Dakar nell’arida e remota regione spagnola di Aragona, organizzata da un gruppo di coraggiosi sportivi francesi e spagnoli appassionati di rally raid. In quell’occasione, questa 308 ha ricevuto un restyling adeguato, ma soprattutto è tornata alla livrea bianca. Non viene ricordata per il frontale carenato che doveva fermare la polvere che altrimenti entrava nel motore, e neppure per l’enorme presa d’aria montata sul tetto, ma piuttosto per l’iconica livrea Marlboro rossa e bianca. All’interno dell’abitacolo, l’astina di mercurio sarebbe salita fino a 50 gradi Celsius, costringendo Zanini e Carmelo Ezpeleta al ritiro.

Dopo questo rally raid, la vettura con telaio 22409 tornò in Italia dove fu acquistata da Style Auto e ricostruita da Michelotto Automobili e finita in rosso corsa. Con targa italiana “PD 784544”, questa 308 è stata esposta al raduno Ferrari Owners Club of Great Britain nel giugno 1986. A questo evento, l’auto è stata fotografata dallo storico della Ferrari, Keith Bluemel. All’inizio degli anni Novanta, questa 308 Gruppo B è stata acquistata dal famoso collezionista, Massimo Ferragamo, figlio di Salvatore, titolare della Salvatore Ferragamo SpA.

Dopo essere passata attraverso un rivenditore francese, la 308 in questione è stata acquistato da Robert “Bob” Benedict negli Stati Uniti d’America. Durante questo periodo, l’auto ha ricevuto manutenzione da Motion Products Inc, prima di tornare in Europa con l’attuale proprietario nel 2006. All’arrivo, l’auto è stata immatricolata nel Regno Unito e gli è stata assegnata la licenza “YEL 938S”. Durante questa proprietà, questa 308 Gruppo B ha partecipato regolarmente alla campagna dello Ferrari Challenge Storico 2006 e 2007.

Durante la fase di sviluppo, si raccontava che la Ferrari Gruppo B di Michelotto fosse due secondi al chilometro più veloce rispetto alla Gruppo 4, senza dubbio grazie al nuovo motore e al fatto che l’intera vettura pesava appena 970 chili. Non risponde al vero, però, la storia dei due secondi a chilometri perché la Gruppo 4 restava in realtà più performante della Gruppo B. La verità è che, purtroppo, lo sviluppo estremo del Gruppo B e la conseguente cancellazione prematura della formula non consentirono di mettere a segno il potenziale della 308 Gruppo B.

È molto potente e l’esperienza di guida è a metà strada tra una normale 308 e la 288 GTO – ci ha spiegato chi l’ha guidata, che ovviamente vuole restare anonimo –. La differenza è che ha un telaio ottimo e l’equilibrio e l’aderenza al manto stradale che ne risultano sono incredibili. Parlo proprio in termini di emozioni. Inoltre, il cambio F40 LM è un piacere e quel V8 Ferrari da tre litri è un’opera d’arte. L’auto sembra meravigliosa. Il passo più lungo della Ferrari rispetto a quello, ad esempio, della Lancia Stratos la rende perfettain percorsi come quello del Tour Auto o quello della Modena Cento Ore”.

Molte persone dimenticano o non si rendono conto che queste 308 sono nate come Ferrari da rally, prima iscritte alla Ferrari SpA e riconosciute dal Costruttore come tali. Il suo valore si aggira attorno a 1,1 milione di euro come minimo.Una Daytona Competizione o una F40 LM, entrambe non così rare, costerebbero decisamente di più”.