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Erja Toivonen: dai minuti dopo l’incidente agli anni senza Henri

Erja ed Henri Toivonen

La morte di Henri Toivonen fu un episodio della storia che segnò molte vite, comprese quelle dei tantissimi fans che non l’hanno mai dimenticato. Ma segnò, purtroppo, anche la vita di Erja Toivonen, all’epoca ventisettenne e mamma di due figli avuti da Henri. Abbiamo ricostruito come è cambiata la sua vita dopo il Tour de Corse 1986.

Erja Toivonen chiuse la porta dietro di sé con un sospiro stanco. Aveva appena messo a letto i suoi due figli, Arla e Markus, dopo una lunga giornata trascorsa con la madre di Kari O. Sohlberg, Nina, e una passeggiata veloce per le strade di Monaco. La mente di Erja vagava continuamente verso Henri, suo marito, che stava correndo in Corsica. Henri era sempre nei suoi pensieri, e le notizie sui rally erano sempre una parte costante della loro vita.

Erja Toivonen era da poco rientrata nel suo appartamento, e quella stessa mattina era rientrata a Monaco dalla Corsica, dove aveva trascorso una giornata con il marito, pilota Henri, prima dell’inizio della gara di Campionato del Mondo. I Toivo avevano cenato insieme la sera prima e avevano parlato un po’ di tutto, come al solito. Erja sentì il telefono squillare nell’ingresso. Il suono sembrava risuonare in tutta la casa, strappandola ai suoi pensieri. Si affrettò a rispondere, asciugandosi le mani sul grembiule.

“Pronto?” disse, leggermente ansimante per la corsa.

Dall’altro capo del filo, la voce di Tutu Sohlberg era riconoscibile. Tutu era una persona schietta e allegra, sempre pronta a dire la sua senza mezzi termini. Ma quella sera, c’era qualcosa di strano nel suo tono. Erja pensò di aver detto qualcosa di brutto a Nina, e che Tutu avesse qualcosa da ridire al riguardo.

“Erja, siediti per favore,” disse Tutu, la voce leggermente incrinata.

Un brivido percorse la schiena di Erja. Perché Tutu le stava chiedendo di sedersi? “Cosa c’è, Tutu?” chiese, cercando di mantenere la calma, anche se il suo cuore batteva forte nel petto.

“Erja… Henri ha avuto un incidente durante il rally in Corsica. Non ce l’ha fatta” disse Tutu, le parole che si spezzavano nella linea telefonica. Erja rimase immobile, sentendo il mondo intorno a sé crollare. La stanza sembrava girare, e le parole di Tutu riecheggiavano nella sua mente. Henri, il suo amore, il padre dei suoi figli, non c’era più. In un attimo.

Non ricorda come sia riuscita a mettere giù il telefono. I minuti e le ore successive furono un vortice indistinto di emozioni e dolore. Ricorda vagamente l’arrivo di sua madre, il volto preoccupato di Leena, la moglie del collega di Henri, Seppo Harjanne, e la presenza confortante di Nina. Ma il dolore era così grande che sembrava cancellare tutto il resto.

I resti della S4 di Toivonen-Cresto
I resti della S4 di Toivonen-Cresto

Per i giorni successivi, Erja visse in uno stato di shock. La routine quotidiana con i bambini la tenne ancorata alla realtà, ma ogni momento libero era un promemoria straziante dell’assenza di Henri. Arla, che aveva tre anni, chiedeva continuamente del padre, e spiegare a una bambina così piccola la morte di Henri era un compito straziante. Markus, ancora troppo piccolo per capire, sembrava percepire comunque la tensione e il dolore che aleggiavano nella casa.

Il funerale di Henri fu un evento doloroso, ma anche un momento di celebrazione della sua vita e delle sue imprese. La chiesa era piena di amici, familiari e colleghi di Henri, tutti lì per rendere omaggio a un uomo che aveva toccato tante vite. Keke Rosberg, la leggenda della Formula 1, era lì, e la sua presenza e il suo sostegno furono un grande conforto per Erja.

Keke si era messo subito in contatto dopo aver sentito la notizia e aveva iniziato ad aiutare Erja con le questioni pratiche. La sua gentilezza e la sua disponibilità furono un faro di speranza in quei giorni bui.

Erja ricordava ancora vividamente la prima volta che incontrò Henri. Aveva quindici anni e lui era il suo primo amore. Fin dal primo momento, Henri era stato un uomo di buon cuore, allegro e divertente, proprio come sua madre Ulla. Nonostante la giovane età, il loro amore era cresciuto forte e duraturo, portandoli a formare una famiglia insieme.

Ora, a ventisette anni, Erja si trovava a dover affrontare una vita senza di lui. Gli anni trascorsi insieme erano stati pieni di gioie e sfide, e la sua assenza lasciava un vuoto immenso. Ma la vita doveva andare avanti, soprattutto per il bene dei loro figli.

Erja Toivonen passava il dito lungo il bordo della foto incorniciata di Henri che teneva sul comodino. Era un’immagine scattata poco dopo il loro matrimonio, Henri sorrideva con quel suo sorriso contagioso che poteva illuminare qualsiasi stanza. Quel sorriso le mancava ogni giorno.

Alcuni mesi dopo il funerale, quando il dolore era ancora fresco ma la necessità di andare avanti premeva, Erja decise che era il momento di prendere in mano la situazione. Doveva pensare al futuro dei suoi figli e a come ricostruire una vita normale per loro. Con il sostegno della famiglia e degli amici, iniziò a pianificare il trasferimento in Finlandia.

Il trasloco fu un’impresa gigantesca, non solo fisicamente ma anche emotivamente. Lasciare Monaco significava lasciare dietro di sé una parte di Henri, ma sapeva che la Finlandia offriva una nuova opportunità per ricominciare. I bambini erano piccoli, adattabili, e Erja voleva che crescessero in un ambiente dove potessero sentirsi al sicuro e amati.

Una volta arrivati in Finlandia, Erja trovò un piccolo appartamento in un quartiere tranquillo. L’adattamento non fu facile, ma con il tempo riuscì a trovare lavoro in un ufficio amministrativo, un lavoro che le permetteva di mantenere una certa stabilità economica e di prendersi cura dei suoi figli.

henri toivonen pilota autobus
Henri Toivonen, immagine Motor Sport Magazine

Le giornate di Erja erano piene di impegni: il lavoro, la scuola dei bambini, le attività extracurriculari. Ogni sera, dopo aver messo a letto Arla e Markus, trovava un momento per sé stessa, un momento di quiete in cui riflettere e ricordare Henri. Questi momenti erano preziosi, la aiutavano a mantenere viva la memoria del marito e a trovare la forza per affrontare le sfide quotidiane.

Con il tempo, la vita di Erja iniziò lentamente a riprendere una parvenza di normalità. Trasferirsi in Finlandia fu una decisione difficile, ma necessaria. Monaco, con tutti i suoi ricordi di Henri, era diventato insopportabile. In Finlandia, Erja trovò lavoro e iniziò a costruire una nuova vita per sé e per i suoi figli. La routine quotidiana e il supporto della famiglia e degli amici furono fondamentali per superare quel periodo difficile.

Nonostante il dolore, Erja trovò la forza di andare avanti. La fede cattolica di Henri aveva sempre giocato un ruolo importante nelle loro vite, e ogni volta che accendeva una candela per lui, sentiva una connessione spirituale che le dava conforto.

Cinque anni dopo la morte di Henri, Erja incontrò un nuovo compagno di vita. L’amore e il sostegno reciproco li aiutarono a costruire una nuova famiglia insieme. I figli di Erja e Henri, ormai cresciuti, trovarono la loro strada nella vita. Arla, in particolare, era diventata una giovane donna forte e indipendente, e aveva reso Erja una nonna orgogliosa di due nipoti.

La vita andava avanti, ma il ricordo di Henri rimaneva sempre presente. Erja sapeva che non avrebbe mai superato completamente la sua perdita, ma aveva imparato a vivere con il dolore. Ogni tanto, pensava a quel tragico giorno in cui aveva ricevuto la notizia, e le lacrime le riempivano gli occhi. Ma sapeva anche che Henri avrebbe voluto che lei e i loro figli fossero felici e che continuassero a vivere la loro vita al massimo.

Nel tempo Erja è diventata una donna elegante, che ha vissuto molte esperienze che l’hanno plasmata e resa più forte. Ha affrontato la tragedia e ha trovato la forza di andare avanti per il bene dei suoi figli. I ricordi di Henri vivono nei racconti che condivide con i suoi nipoti, e il suo spirito continua a ispirarla ogni giorno. Ogni tanto, quando si trova da sola, Erja accende una candela e parla con Henri, raccontandogli delle loro vite, delle sfide e delle gioie. Anche se non è più fisicamente presente, Henri rimane sempre una parte integrante della sua vita e del suo cuore.