Don Piero Toniolo e la coppa di Sandro Munari

Don Piero Toniolo e la coppa di Sandro Munari

La passione di don Piero Toniolo per i rally non è nata ieri. Già da ragazzo, prima di diventare prete, leggeva il settimanale Autosprint e le prime originali riviste di rally, come Rally Report. Ma, all’epoca, Don Piero non conosceva ancora il suo idolo, Munari: è accaduto tutto solo nel 2007, proprio alla parrocchia di Chiesanuova. Ora celebra l’eucaristia con la coppa regalatagli da Sandro.

Don Piero Toniolo, prima di essere un prete, è un personaggio, di quelli che avremmo dovuto inventare se non ci fosse stato. Ma per fortuna il problema non si pone, dal momento che c’è ed è ben nota la sua passione per i rally, oltre che il suo grande rispetto per le persone, uomini o donne, bianchi, neri o gialli che siano non fa differenza. Una passione così viscerale da indurlo, come prete, a celebrare messa a Camponogaro, in Veneto, in ricordo dei rallysti scomparsi. Ogni anno, sempre lo stesso giorno, il 20 gennaio, la data in cui morì Luciano Lombardini, copilota di Sandro Munari.

La messa viene celebrata appositamente per salutare chi non c’è più. Don Toniolo celebra l’eucaristia usando la coppa con cui Sandro Munari, il suo secondo idolo dopo Dio, fu premiato alla Pontedecimo, gara rocambolesca che lo vide vincitore ma in ospedale e che nei giorni successivi lo mandò in crisi al punto di pensare al ritiro delle competizioni. Don Piero dice che il vescovo è a conoscenza del fatto che lui celebra messa con la coppa del suo mito, ma in fondo a noi non interessa più di tanto l’aspetto gerarchico del mondo cattolico, vogliamo solo scoprire curiosità e retroscena di un personaggio che sta sempre dietro le quinte, come si conviene ad un prelato, e che è considerato universalmente il prete da rally, il prete dei rallysti italiani.

A Don Piero Toniolo il cuore che batte Lancia e ha sempre un pensiero rivolto ai rally e ai rallysti. Ha piacere che ci siano tanti sportivi alle celebrazioni del 20 gennaio, perché nel tempo, questa data, è diventata l’occasione buona per ricordare tutti i piloti, i navigatori e gli amici del mondo automobilistico che ci hanno lasciato. È parroco a Camponogara, nella provincia di Verona. Nato nel 1955 a Piovene Rocchette, in provincia di Vicenza, si è appassionato alle corse su strada fin da giovanissimo.

La vittoria di Sandro Munari al Rally di Montecarlo 1972 è stata la scintilla che lo ha fatto diventare un fan sfegatato del Drago di Cavarzere. Negli anni alla passione per la musica dei Deep Purple, dei Genesis e dei Pink Floyd, Don Piero (che tra l’altro ha corso il Rallylegend 2009 a fianco di Davide Biasiolo su una Mini Cooper) ha unito quella per i modellini: circa trecento le vetture in scala 1:43 ed 1:18 che lui possiede, comprese tutte quelle con cui ha corso Munari. Da quando ha conosciuto il suo mito è consigliere del Veneto Rally Club di cui Munari è presidente onorario. Dal 2009 ogni 20 gennaio celebra la messa in ricordo degli amici rallysti, meccanici ed appassionati scomparsi.

È lui l’ideatore del Munari Day. Ma non solo. Don Piero Toniolo è anche il parroco di Chiesanuova, a Padova. Una bella chiesa con annesso cinema, dove si è svolta la parte finale della manifestazione, e un rapporto moderno e diretto con la sua gente. Ma Don Piero non è solo uomo di fede, è anche uomo di passioni: nel suo cuore trovano posto anche la musica rock, la montagna e – questo è più singolare – il collezionismo di modellini. Una bella collezione, la sua, avviata sin da ragazzo perché – come dice lui stesso – “Tutti noi abbiamo bisogno di immagini”. I pezzi cui lui è più affezionato e che espone con orgoglio sono proprio quelli che riproducono le auto da rally portate in gara da Munari.

La passione di Don Piero Toniolo per i rally non è nata ieri. Già da ragazzo, infatti, leggeva il settimanale Autosprint e le prime originali riviste di rally, come Rally Report. Ma, all’epoca, Don Piero non conosceva ancora il suo idolo, Munari: è accaduto tutto solo nel 2007, proprio alla parrocchia di Chiesanuova, in occasione della manifestazione “L’Uomo ed i Motori”. E da lì ne è nata una bella amicizia che ha dato origine anche al Munari Day.

La messa è stata celebrata anche nel 2019, con una interruzione nel 2018 per problemi di salute del prelato, che continua ogni giorno a ringraziare il Signore. Anche solo quando ritrova il cd di Sting che manca alla raccolta, ma che – pensandoci bene – girava proprio nel lettore dell’auto i giorni prima del “blackout”. Perché significa che la memoria non è uscita compromessa dalla malattia.

Per don Piero Toniolo, parroco di Camponogara e Campoverardo, il 28 gennaio 2017 ha rappresentato lo spartiacque tra un prima e un dopo che ha rafforzato la sua convinzione che niente nella vita avviene a caso: colpito da una seria patologia si è impegnato per mesi per recuperare il linguaggio e la parte destra del corpo.

Ma poi, sul più bello, nel momento in cui le dimissioni erano vicine, a marzo un altro episodio ha vanificato tutti gli sforzi. A settembre, un attacco renale ha rallentato ancora una volta l’arrivo all’agognato traguardo: ritornare in parrocchia. In tutto quattro mesi di ricovero da gennaio a maggio al San Camillo di Treviso, tre mesi e mezzo in day hospital e, ancora adesso, la fisioterapia un paio di volte la settimana: un tempo lungo, motivato giorno per giorno dalla costanza e dalla fiducia che tutto si sistemi, puntando sulla forza di volontà e su quella speciale relazione con il Signore che tutto può.