Dalla Scuderia Lancia alla HF: dalla F1 al WRC

Dalla Scuderia Lancia alla HF, dalla F1 al WRC

È il 26 maggio quando avvIene l’incidente a Monza che causa la morte di Alberto Ascari e fa decidere alla Lancia di ritirarsi dalle competizioni di F1. Ma poi accade che negli anni seguenti la Scuderia Lancia diventa nota come Squadra Corse HF Lancia. Un Elefantino si inserisce in questa splendida storia.

La Scuderia Lancia, divisione competitiva del marchio Vincenzo Lancia, viene ideata da suo figlio Gianni nel 1952, anni romantici ed epici di corse automobilistiche, che hanno sì a che vedere con le corse su strada, ma per nulla con i rally. Quelli arriveranno dopo. Sta di fatto che la Lancia cerca sin da subito il successo e la fama nel mondo delle competizioni, che all’epoca sono l’unico modo per certificare le qualità e la solidità di una vettura.

Arrivando a debuttare in Formula 1 negli anni 1954 e 1955, il sogno di Lancia non pare assolutamente modesto e privo di ambizioni. Uno dei piloti della Scuderia Lancia sarà chiamato a guidare la Lancia F-1 Tipo D50. È un campione, il più recente campione del mondo, vincitore nel 1952 e nel 1953. È il grande Alberto Ascari. Nel gennaio del 1954, Ascari decide di abbracciare il progetto sportivo di Gianni Lancia e firma un contratto con il team torinese.

Il debutto del nuovo marchio sportivo avviene a marzo, nella 12 Ore di Sebring, le Lancia sono veloci, ma per nulla affidabili, e il pilota italiano è costretto a ritirarsi per problemi meccanici quando è secondo assoluto. Alberto Ascari può essere una carta vincente per Lancia, ma forse sarebbe meglio metterlo sul sedile della D24. Infatti, alla conclusione della Mille Miglia del 1954, che quell’anno si disputa a maggio, supera le Ferrari e le Maserati, che vanno ad occupare rispettivamente il secondo e il terzo posto sul podio.

Dalla Scuderia Lancia alla HF, dalla F1 al WRC
Dalla Scuderia Lancia alla HF, dalla F1 al WRC

Tuttavia la stagione F1 è già iniziata nel 1954 e Lancia non ha ancora la vettura pronta per questa categoria. Si decide di consentire ad Ascari di correre per Maserati e Ferrari solo per quell’anno. La settimana dopo il Gran Premio di Francia, che si svolge a luglio sul circuito di Reims e dove si ritira con la Maserati, Ascari si reca a Monza per aiutare con i test della Lancia F1. È frustrante quando in quella stessa curva che sarebbe stata teatro del suo incidente fatale l’anno successivo, l’auto diventa incontrollabile sull’asfalto sporco e scivoloso ed esce di pista, fermandosi tra i cespugli. Fortunatamente, questa volta il pilota rimane illeso.

Il campione non ha un anno fortunato nel 1954, non partecipa a tutti i GP e quando c’è i problemi meccanici lo eliminano puntualmente dalla competizione. Torna al “progetto Lancia” alla fine dell’anno (nuovi test a Monza già dai primi di ottobre), l’obiettivo è quello di essere pronto con il Tipo D50 per il GP di Spagna, l’ultimo del Campionato del Mondo F1. La nuova auto è decisamente veloce e Ascari ottiene il miglior tempo in tutte le sessioni di test a Barcellona, conquistando la sua quattordicesima e ultima pole position in carriera, poi un guasto meccanico cancella la partecipazione al debutto della Lancia di Formula 1.

Le Lancia D50 promettono bene per la stagione 1955 e Ascari è veloce nelle qualifiche, ma le gare sul calendario ufficiale non vengono completate, sempre a causa di difficoltà con la macchina. L’anno è destinato ad essere segnato con la crocetta nera per Lancia e il suo pilota. Dopo l’incidente durante il GP di Monaco, Ascari viene invitato a provare una Ferrari a Monza, il modello Sport 750. Si sta preparando per una gara di Sport Turismo. È il 26 maggio, quando avviene l’incidente fatale a Monza che causa la morte di Alberto e fa decidere alla Lancia di ritirarsi definitivamente dalle competizioni di F1.

Le corse sono nei geni della Lancia. E così accade che negli anni seguenti la Scuderia Lancia diventa nota come Squadra Corse HF Lancia. Un Elefantino si inserisce in questa splendida storia. Le lettere gialle HF con il disegno di un elefante rosso in movimento, arrivano a rappresentare la distinzione tra una Lancia e una Lancia del Reparto Corse. Anche se appare per la prima volta nel 1960, l’acronimo HF viene applicato su un’auto del Marchio qualche anno dopo, quando alcuni modelli della Flaminia Coupé Pinifarina e Flaminia Sport Zagato vengono iscritti in alcune competizioni di gran turismo. La Lancia Flavia viene ribattezzata con le lettere HF nel 1965.

L’idea di HF nasce durante la formazione di un club per proprietari di Lancia appassionati di corse, ma nasce già con delle ambizioni precise, visto che in quel Club HiFi, che riunisce i proprietari che avevano acquistato un certo numero di nuove vetture Lancia, c’è anche un ambizioso e geniale Cesare Fiorio, pilota automobilistico e di motonautica, oltre che figlio del responsabile dell’ufficio stampa della Casa torinese. Laureato in scienze politiche, è destinato ad essere per venticinque anni uno dei personaggi decisivi nel rendere i rally una specialità professionistica. Nel 1961, vince da pilota un titolo italiano di velocità GT (classe 1150 cc) con una Lancia Appia Zagato.

Nel 1963, il torinese fonda l’HF, cioè rifonda da capo il reparto corse della Casa Torinese, che ricomincia così a essere protagonista nelle competizioni. Con l’arrivo di Fiorio non ci sarà più spazio solo per cronoscalate e grandi corse su strada o in pista. L’attività sportiva fissa diventerà quella dei rally internazionali, gare di durata e resistenza che proprio grazie alle sue inruizioni in Italia si trasformeranno per oltre un trentennio da sport carbonaro a sport professionistico, con ingaggi importanti, secondi solo e non sempre a quelli della Formula 1.

In quegli anni, mitici e leggendari, ancora avvolti da un alone di mistero, sotto la direzione sportiva di Fiorio, il reparto corse Lancia sperimenterà molte soluzioni e altrettanti prototitpi anche nelle gare endurance in circuito, come a Le Mans, ma bisognerà arrivare al team Lancia Martini Racing, quindi alla fine della storia.

Per ora siamo ancora nel 1963. Il manager di Torino ha appena fondato la HF. A quel tempo, l’uso apparentemente strano di un termine inglese da parte di una cultura puramente italiana viene attribuito al prepotente emergere di nuovi stereo ad alta fedeltà (High Fidelity, in inglese). Un modo per fare la differenza all’epoca.

Con l’arrivo dei modelli della Lancia Fulvia HF, nel 1966, e la sequenza di successi nelle manifestazioni sostenute dalla Stratos HF, poi la Rally 037, la S4 e la saga delle Delta, la designazione sportiva di HiFi si consacra praticamente subito. Devozione, rispetto, timore sono i tre aggettivi che condizionano gli avversari quando al via c’è una Lancia ufficiale.

La Casa italiana, grazie alla HF (nata dalle ceneri della Scuderia Lancia) si aggiudica sette titoli nel Mondiale Rally Costruttori (1972, 1974, 1975, 1976, 1983, 1987, 1988) e anche tre titoli Piloti (Sandro Munari nel 1977, Juha Kankkunen nel 1987 e Miki Biasion nel 1988). Inoltre, vince tre titoli Marche nel Mondiale Endurance (1979, 1981 e 1982). Per il Marchio è l’apoteosi. Le Lancia si vendono come il pane, pur restando vetture di fascia e prezzo superiore alle Fiat (che infatti comprerà la Lancia, non riuscendola a battere come competitor commerciale).

Nel 1983 Lancia decide di ridisegnare il rinomato logo. La nuova Delta HF Turbo precede le sorelle, che onoreranno l’Elefantino Rosso: Delta HF 4WD, Delta HF Integrale e Delta HF Integrale 16V formando la famiglia ad Alta Fedeltà del modello e rendendo la Delta ancora oggi l’auto da corsa più amata dagli italiani e da mezza Europa. Nata dopo l’incorporazione di Lancia nel Gruppo Fiat, la Lancia Delta è stata progettata da Giorgetto Giugiaro nell’ottobre 1979, distinguendosi come Auto dell’Anno nel 1980. Ma questa è tutta un’altra storia.