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Dal Rally delle 10000 Curve a Tour de Corse: storie

dauphine 1093 di pierre orsini, vincitore nel 1962

Due piloti hanno compiuto l’impresa di vincere tutte le tappe del rally: Bernard Darniche (nel 1970) e Sébastien Loeb (nel 2005 ). Il Tour de Corse è considerato uno dei rally più belli e duri del mondo. Un monumento al WRC e alla sua fama. Il Tour de Corse e la Renault Dauphine nascono entrambi nel 1956 e, combinazione, la manovrabilità della piccola vettura francese si rivela subito un’arma formidabile per questo evento.

Il Tour de Corse, a lungo soprannominato il Rally delle 10.000 Curve, è una competizione automobilistica organizzata dalla Federazione francese dello sport automobilistico in Corsica. Questa gara è stata creata nel 1956 dal dottor Jean Sermonard. La prima edizione ha visto la vittoria di un equipaggio femminile (Thirion-Ferrier, Renault Dauphine). Nel 1957, per la sua seconda edizione, l’evento fece parte del Campionato Francese Gran Turismo. Tappa fondamentale del Campionato Francese Rally dal 1967, è anche, dal 1973 al 2008, tappa francese del Campionato del Mondo Rally. Dopo cinque anni in Alsazia, il round francese torna in Corsica nel 2015.

Due piloti hanno compiuto l’impresa di vincere tutte le tappe del rally: Bernard Darniche (nel 1970) e Sébastien Loeb (nel 2005 ). Il Tour de Corse è considerato uno dei rally più belli e duri del mondo. Un monumento al WRC e alla sua fama. Il Tour de Corse e la Renault Dauphine nascono entrambi nel 1956 e, combinazione, la manovrabilità della piccola vettura francese si rivela subito un’arma formidabile per questo evento, che inserirà quattro volte nel proprio palmares. C’erano solo 43 equipaggi al via della prima edizione, ma il Rally delle 10.000 Curve guadagnerà rapidamente notorietà nei successivi dieci anni.

Benvenuti al Festival Alpine

La stagione 1973 è stata dominata dalle Alpine Renault A110 ed anche il Tour de Corse, ultimo appuntamento dell’anno, non viene meno a questa “regola”. Nicolas, Darniche, Piot e Thérier sono i piloti ufficiali a cui s’aggiungono una manciata di privati. Contro di loro… il nulla. Sulla PS1 va al comando Francis Serpaggi, sulla seconda il leader diventa Jean-Pierre Nicolas che, in un festival Alpine, vince con 8’06” su Jean-François Piot e 12’15” su Jean-Luc Thérier.

La Fiat 131 Abarth si fa in tre

Penultima gara dell’anno, manca solo il Rac, il Tour de Corse 1978 si trasforma in una cavalcata italiana. In quella stagione le Fiat 131 Abarth s’aggiudicano il loro primo titolo iridato e vogliono concludere l’annata nel migliore dei modi. Da Torino portano quattro berline per Bernard Darniche, Jean-Claude Andruet, Michèle Mouton e Sandro Munari. Poco possono Jean-Pierre Nicolas con l’Opel Kadett GT/E e le Triumph TR7 di Tony Pond e Jean-Luc Thérier. Primo leader della gara è il “Drago” Munari ma sulla Le Fango-Saint Saveur di ben 85 km passa in testa Andruet che vince anche la Moca-Abbazia di 99 chilometri. Nel finale di gara la sua 131 Abarth ha qualche problema e va a vincere Darniche con 4’25” su Andruet, il distacco di Munari, che completa il festival Fiat, è di un minuto superiore.

jean ragnotti, tour de corse 1982
Jean Ragnotti, Tour de Corse 1982

Bye bye Lancia Stratos

Vetture di nuova generazione, come l’Audi quattro di Hannu Mikkola e la Renault 5 Turbo di Jean Ragnotti, ed auto dal passato glorioso come la Porsche 911 di Jean-Luc Thérier e la Lancia Stratos di Bernard Darniche. Nel mezzo le Talbot Lotus di Guy Frequelin ed Henri Toivonen. È il Tour de Corse 1981, quinto appuntamento della stagione. La gara è un festival francese: il primo leader è Jean-Claude Andruet con la Ferrari 308 GTB dell’importatore Charles Pozzi, poi è la volta di Bernard Darniche con la Stratos preparata da Maglioli. Presto ko Mikkola per rottura del motore, passa in testa Thérier che si deve ritirare sulla PS11 per forature. La seconda metà di gara è una cavalcata trionfale di Bernard Darniche e della Lancia Stratos, a 16’02” Frequelin ed a 19’06” la Datsun Violet di Tony Pons. Sarà l’ultimo successo iridato del pilota francese e della vettura italiana.

Quel bellissimo poker di Lancia

Poker di Lancia Rally 037 al Tour de Corse 1983. Sull’asfalto asciutto le vetture italiane a trazione posteriore possono essere ancora protagoniste e non si fanno scappare l’occasione di portare a casa il successo. Contro di loro le Renault 5 Turbo di Ragnotti e Thérier e le Audi quattro di Mikkola e della Mouton, un passo più indietro l’Opel Manta 400 di Guy Frequelin. Nella prima parte di gara Walter Rohrl, Jean-Claude Andruet e Markku Alen si scambiano più volte la prima posizione, ma da metà gara in avanti è il finlandese a prendere decisamente le redini del comando. Finirà con un vantaggio di 1’49” sul Walter Rohrl e di 6’30” su Adartico Vudafieri e Gigi Pirollo. Bettega-Perissinot, quarti al rientro dopo il brutto incidente dell’anno prima, chiudono il festival Lancia.

L’ultima volta della Lancia Rally 037

Sull’asfalto asciutto le trazioni posteriori possono dire la loro anche contro le più performanti vetture a trazione integrale. Un esempio di ciò è il Tour de Corse 1984, gara che segna l’esordio della nuova Peugeot 205 T16 con Ari Vatanen e Jean-Pierre Nicolas e della Audi Sport quattro, affidata a Walter Rohrl. Le prime sette prove vedono la leadership di Attilio Bettega e della Lancia Rally 037 che deve poi lasciare spazio al finlandese della Peugeot che sulla PS19 esce di strada e deve abbandonare. A quel punto, e fino alla fine, passa in testa Markku Alen con l’altra 037 ufficiale. Il finlandese chiude con 4’15” su Miki Biasion e 8’20” sulla Renault 5 Turbo di Jean Ragnotti. Quarta la 205 T16 di Nicolas, rottura del motore per l’Audi di Rohrl. Sarà l’ultimo successo della 037.

Luigi Tabaton e Attilio Bettega: subito feeling
Attilio Bettega

L’ultima volta di Attilio Bettega

La Zerubia-Santa Giulia, di trenta chilometri, è la quarta prova speciale del Tour de Corse edizione 1985. In testa c’è Jean Ragnotti con la Renault 5 Maxi Turbo, Ari Vatanen con la Peugeot 205 T16 ed Attilio Bettega sulla Lancia Rally 037 gli danno la caccia. Un chilometro dopo l’inizio della prova la vettura dell’italiano sbanda andando a picchiare contro un albero proprio dal lato del pilota. Per Bettega non c’è scampo, muore sul colpo mentre resta illeso il navigatore Maurizio “Icio” Perissinot. Ragnotti, in testa dall’inizio alla fine, vincerà una gara senza gioia lasciando a 12’32” la 205 T16 di Bruno Saby, terza piazza per la Porsche 911 di Bernard Beguin, staccato di 25’49” dalla vetta.

Henri Toivonen e Sergio Cresto al Tour de Corse 1986
Henri Toivonen e Sergio Cresto al Tour de Corse 1986

L’ultima volta di Henri e Sergio

Stavano demolendo tutti gli avversari, il vantaggio nei confronti della Peugeot 205 T16 di Bruno Saby era consistente. Ma un’uscita di strada a metà seconda tappa, sulla PS18, per cause che resteranno sempre ignote, mette fine all’esistenza di Henri Toivonen e Sergio Cresto. La loro Lancia Delta S4 finisce nella ripa sotto la sede stradale e prende immediatamente fuoco, per lo sfortunato equipaggio non c’è nulla da fare. I piloti Lancia si ritirano, gli altri vanno avanti ma l’ordine è quello di congelare la classifica: vinceranno, senza gioia, Saby-Fauchille con la Peugeot superstite, a 13’48” la Renault 5 Maxi Turbo di François Chatriot ed a 53’15” l’Alfa Romeo Alfetta GTV6 di Yves Loubet.

Bmw M3, una volta e basta

Quando, nel 1987, le Gruppo B lasciarono il posto alle Gruppo A ai vertici dei rally, la Prodrive di David Richards, ex navigatore di Ari Vatanen, sviluppò la Bmw M3 con l’intento di farne una vettura da assoluto. Con la trazione posteriore ed il motore aspirato, la bavarese trovò la sua giornata di gloria al Tour de Corse 1987. Affidata allo specialista francese Bernard Beguin, in quell’edizione della gara isolana andò subito al comando ingaggiando una bella lotta con il locale Yves Loubet, ufficiale Lancia che chiuderà al secondo posto staccato di 2’08”, venti secondi in meno di Miki Biasion, terzo. L’altro esemplare, quello del belga Marc Duez, si piazzerà sesto. Sarà quella l’unica vittoria della M3 nel Mondiale.

La prima vola di Didier Auriol

Da sempre i francesi sono protagonisti nella gara di casa ed il Tour de Corse edizione 1988 non viene meno a questa regola. Yves Loubet e Bruno Saby sono i portacolori della Lancia mentre Bernard Beguin, vincitore l’anno prima, e François Chatriot corrono con le Bmw M3. Agli emergenti Carlos Sainz e Didier Auriol sono affidate le Ford Sierra Cosworth ufficiali. Nel primo terzo di gara è Loubet a guidare il gruppone ma Didier Auriol è in un momento di grazia e sulla PS12 prende la testa, complice un grave problema al cambio per la Delta del pilota còrso. A Loubet non è sufficiente vincere sedici delle restanti diciotto PS, finirà secondo a 3’05” da Auriol, terzo Saby a 4’49”. È la prima vittoria di Auriol e l’unica della Sierra.

Ma che bella la Kit Car

A metà Anni ’90 appaiono le vetture Kit car, variante al regolamento del Gruppo A. Motore più potente, carreggiate allargate e peso contenuto ne fanno avversarie pericolose per le WRC sull’asfalto asciutto. La categoria, subito piaciuta alle Case francesi, ha il suo giorno di gloria al Tour de Corse 1999. È doppietta per la Citroën Xsara Kit car con Philippe Bugalski vincitore con 34”7 su Jesus Puras. A 1’09”3 l’altro spagnolo Carlos Sainz sulla Toyota Corolla WRC.

La prima volta della Xsara WRC

La lunga storia vincente della Citroën Xsara WRC comincia al Tour de Corse 2001. Ma non grazie a Sebastien Loeb come si potrebbe facilmente pensare. Il merito di aver portato la vettura francese sul gradino più alto del podio (che aveva già vinto due volte con Philippe Bugalski in versione Kit car) spetta a Jesus Puras che sull’isola di Napoleone mette in riga tutti i pretendenti al successo a partire dai due francesi della Peugeot, Didier Auriol e Gilles Panizzi. Quest’ultimo prende la testa solo sulla prima prova, il resto della gara sarà un monologo dello spagnolo che va a vincere con 17”5 di vantaggio sul francese di Mentone e con 1’11”9 su Auriol. A seguire le tre Subaru Impreza WRC di Richard Burns, Petter Solberg e Markko Martin.

Non c’è storia, solo Panizzi

In poco più di 50” si piazzano tre Peugeot 206 WRC ma il vero dominatore della gara si chiama Gilles Panizzi. Il pilota di Mentone prende la testa nella prima prova speciale del Tour de Corse 2002 e non la lascia più fino al termine. AI compagni di squadra ed agli avversari non rimane altro che lottare per il secondo gradino del podio. All’arrivo il francese, coadiuvato dal fratello Hervè, ha 40”5 sul compagno di squadra Marcus Gronholm e 52”4 sul nuovo arrivo in casa Peugeot, il Campione del mondo in carica Richard Burns. Quarta posizione per la Citroën Xsara WRC di Philippe Bugalski che si piazza ad oltre 2’ dal connazionale, a seguire la Subaru Impreza WRC di Petter Solberg e la Ford Focus WRC di Carlos Sainz.

Picchio, ma vinco lo stesso

Il Tour de Corse nel 2003 è il terzultimo appuntamento del Mondiale ed è uno snodo decisivo per il titolo iridato con Petter Solberg e Sebastien Loeb in lotta tra loro e Carlos Sainz a stretto contatto. Nello shakedown Solberg stropiccia malamente la sua Subaru Impreza WRC03 costringendo i meccanici ad una notte di lavoro supplementare per rimettere in ordine la vettura prima della partenza. Nella prima frazione il norvegese prende le misure alla vettura, nella seconda – grazie anche alle performanti gomme Pirelli da pioggia – surclassa la concorrenza e va a vincere con 36”6 sulla Citroën Xsara WRC di Carlos Sainz e 41”7 sulla Ford Focus WRC di François Duval. A fine stagione per Solberg ci sarà la gioia del titolo mondiale per un punto di vantaggio su Loeb.

Gerard Larrousse il polivalente

Due volte vincitore della 24 Ore di Le Mans, una volta della Targa Florio, della 12 Ore di Sebring e della 1.000 Km del Nürburgring. Sono solo alcune delle vittorie ottenute in carriera da Gerard Larrousse, ottimo pilota nelle gare di durata diventato Direttore sportivo di Renault quando la Casa francese ha debuttato in F1 nel 1977 e poi lui stesso costruttore nella massima formula. Ma questo francese di Lione, nato nel 1940, è stato anche un buon rallysta. Assieme a Maurice Gelin ha vinto, su una Porsche 911, il Tour de Corse 1969 finendo al secondo posto nelle edizioni 1969, 1970 (anno in cui si piazzò sesto al Rac) e 1972 del Montecarlo. Nel 1968 è in testa al “Monte” quando picchia e si deve ritirare dopo essere scivolato sulla neve gettata in strada dagli spettatori.

Darniche, tutte meno una

Il campione francese Bernard Darniche ha vinto per ben sei volte il Tour de Corse, cinque delle quali dopo l’istituzione del Campionato del Mondo. In tutte queste occasioni ha sempre avuto al suo fianco il fido Alain Mahè mentre il primo successo, ottenuto nel 1970 con una Alpine Renault A110, lo ha condiviso con Bernard Demange.

Due volte Sandro Munari

Solamente un pilota italiano, nella sua carriera, ha saputo domare le difficili strade dell’isola cara a Napoleone Bonaparte. L’onore è toccato a Sandro Munari che per due volte ha saputo fare suo il Tour de Corse. La prima volta fu nel 1967 quando, assieme a Luciano Lombardini, sfruttò l’agilità della Lancia Fulvia HF per mettere in riga tutti i piloti francesi. Pauli Toivonen con un’altra Fulvia ed il britannico Vic Elford con una Porsche 911 completarono il podio. Il secondo successo del “Drago” di Cavarzere è invece datato 1976: con la Lancia Stratos e Silvio Maiga al suo fianco non ebbe praticamente problemi lasciando a 17” l’altra Stratos di Bernard Darniche.

Dopo il buio, l’apoteosi

Autunno 1980, si corre il Tour de Corse che come al solito è il festival dei piloti francesi con l’aggiunta di Walter Rohrl, fresco Campione del mondo con la Fiat 131 Abarth. Pronti via e Jean Ragnotti, con la piccola Renault 5 Alpine, e Jean-Claude Andruet sulla “31” di Fiat France iniziano a fare il diavolo a quattro. Sulla PS8 “Cavallo pazzo” è costretto al ritiro per la rottura della cinghia di distribuzione, sulla PS13 si ferma “Jeannot” con l’alternatore ko. A quel punto balza in testa Jean-Luc Thérier con la Porsche 911 SC preparata dai fratelli Almeras. Il normanno va a vincere dopo una impressionante serie di diciannove ritiri consecutivi, iniziata al Tour de Corse 1975. Sarà l’ultimo successo iridato di Thérier e della Porsche.