Dario Cerrato, Traga Florio 1986

Cerrato, la S4, la mucca e il cofano di kevlar

In quei giorni Dario Cerrato e Geppi Cerri sulla loro Delta S4 muletto stanno provando sulla speciale di Montemaggiore, una prova con degli allunghi pazzeschi, sui quali Dario inserisce la quinta e la Delta vola fino ai 200 chilometri orari. Ed è proprio che alla fine di uno di quegli allunghi, il pilota piemontese scala due marce e, con la nota di Geppi nelle orecchie, entra in curva. Di colpo, appena la strada si apre, un gruppo di mucche è fermo al centro della strada.

Sicilia, 1986. Targa Florio. In quegli anni i rally erano lontani anni luce da quelli che sono adesso, con ricognizioni da parte degli equipaggi senza limiti di passaggi e con i “muletti”, vetture da gara senza livree con cui i piloti e i loro navigatori provavano le varie strade di ogni gara per rendere la redazione delle note il più vicino possibile alla situazione che si sarebbero trovati poi nel rally.

In quei giorni Dario Cerrato e Geppi Cerri sulla loro Delta S4 muletto stanno provando sulla speciale di Montemaggiore, una prova con degli allunghi pazzeschi, sui quali Dario inserisce la quinta e la Delta vola fino ai 200 chilometri orari.

Ed è proprio alla fine di uno di quegli allunghi che, il pilota piemontese, scala due marce e, con la nota di Geppi nelle orecchie, entra in curva. Di colpo, appena la strada si apre, un gruppo di mucche è fermo al centro della strada.

La S4 inchioda, ma per pochissimo non si ferma in tempo e urta la prima mucca che è immediatamente davanti alla Lancia. Il povero animale, per la botta presa dal paraurti, si piega sulle zampe davanti e incorna il cofano. Si rialza di scatto e strappa via il cofanetto di Kevlar che la S4 ha sul muso e scappa per i campi saltellando, davanti agli occhi increduli dei due piloti, con quel cofanetto di Kevlar infilzato sulle corna.

Rincuorati, almeno per il momento, dal fatto che non fosse successo nulla né all animale né a loro, Dario e Geppi informano l’assistenza dell’accaduto e i meccanici subito mettono a posto alla bene e meglio la Delta S4 con scotch e rivetti.

Ma non è ancora finita. Il giorno dopo il contadino proprietario delle mucche, che nel momento dell’incidente non era presente, chiede alla Lancia il risarcimento del danno di due milioni di lire perché la mucca pareva fosse morta. La Lancia, per tutta risposta, gli scrive che sarebbe stato meglio ritirare tutto altrimenti gli avrebbe presentato il conto del cofano della Delta S4, essendo gli animali in giro incustoditi.

E a quel punto, pace e amici come prima e più di prima, visto quanto costava in più il cofano in kevlar della Delta S4…

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