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Senza veli la Kimera EVO37 dal forte sapore di Lancia Rally

A realizzare una edizione in chiave moderna della sportiva italiana, chiamata EVO37, è stata l’azienda di Cuneo Kimera Automobili, fondata nel 2020 da Luca Betti: ex pilota. La Kimera EVO37 reinterpreta nell’aspetto e nella impostazione meccanica il modello cui è ispirata. Ed è stata progettata sotto la direzione di alcuni ex ingegneri Lancia che hanno partecipato alla realizzazione della 037.

Come promesso, Luca Betti svela la attesissima Kimera EVO37 a Villa Kimera. “Questo progetto rappresenta tanto per me e per le persone che sono state coinvolte e che hanno partecipato a questa meravigliosa Kimera che oggi è realtà – spiega Betti -. In ogni millimetro, vite, bullone e dettaglio di quest’automobile c’è una passione infinita, ci sono coraggio e follia, dedizione e abnegazione, testardaggine e flessibilità, precisione e concentrazione, riscatto e vera, profonda resilienza”.

A realizzare una edizione in chiave moderna della sportiva italiana, chiamata EVO37, è stata l’azienda di Cuneo Kimera Automobili, fondata nel 2020 da Luca Betti: ex pilota. La Kimera EVO37 reinterpreta nell’aspetto e nella impostazione meccanica il modello cui è ispirata. Ed è stata progettata sotto la direzione di alcuni ex ingegneri Lancia che hanno partecipato alla realizzazione della 037.

“Questa vettura è il frutto di un rispetto e amore profondo per qualcosa che non c’è più e che si ricorda con piacere, affetto e nostalgia – prosegue il rallysta-imprenditore di Cuneo -. Qualcosa che mi piacerebbe tanto rivedere e ritrovare, di nuovo, oggi. Per tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto, questa vettura ha rappresentato un’#autenticaevoluzione , una maturità personale ottenuta grazie a un impegnativo percorso di crescita professionale e personale. Quest’automobile è la conferma che è giusto credere nei propri sogni, difenderli e dedicarsi con profondo amore, circondarsi di persone buone e serie e condividere con loro questa meravigliosa favola che è la vita”.

Nei giorni scorsi Kimera Automobili aveva diffuso alcune foto e bozzetti che svelavano la vettura (puoi leggere l’articolo qui) alla cui realizzazione hanno partecipato nomi di spicco che hanno avuto un ruolo di primo piano nel progetto della 037 originale. Tra questi l’ingegnere Claudio Lombardi, al quale è stata affidata la completa re-ingegnerizzazione del motore della vettura in stretta collaborazione anche con lo staff di Italtecnica. Sergio Limone, che ha visionato e approvato sul modello l’impostazione del telaio, e Vittorio Roberti con il compito di verificare il corretto il processo costruttivo ed i materiali della vettura.

“Non si puo che rimanere estremamente e piacevolmente sorpresi nel vedere i progressi e il rapido avanzamento che ha avuto questo progetto in tempi decisamente contenuti – ha detto Lombardi – la EVO37 di Kimera Automobili suscita grande emozione, ricorda in tutto e per tutto la vettura originaria al primo colpo d’occhio e conserva l’anima dell’auto dell’epoca”.

La Kimera EVO37 verrà realizzata con il contagocce, si parla di 37 unità vendute con un listino intorno ai 500mila euro. Stando alle poche informazioni che si hanno al momento, utilizzerà un motore 2.0 litri sovralimentato con turbocompressore e compressore meccanico, in grado di produrre 550 cavalli (oltre 300 in più rispetto alla 037 all’originale da rally), associato a un cambio manuale, oppure a una trasmissione sequenziale opzionale.

Almeno sulla carta le prestazioni della Kimera EVO37 dovrebbero essere da primato. L’impiego nella costruzione di materiali ultra leggeri, quali carbonio e alluminio, consentirà infatti alla vettura una massa totale di soli 950 chili e un conseguente rapporto peso/potenza di 579 cavalli per tonnellata, ovvero circa 7 cavalli in più di una McLaren 765LT. Per i più esigenti potrebbe poi essere disponibile anche una edizione speciale a trazione integrale.

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Elio Niccolai: il ”papà” del Rallye Elba

Un carattere volenteroso Elio Niccolai, innamorato dei motori, messo a frutto attraverso la nascita di un appuntamento come il Rallye dell’Elba, divenuto mitico per gli appassionati dell’automobilismo sportivo e che tuttora gode di ottima salute e reputazione tra gli addetti ai lavori e i tifosi a livello internazionale.

Se n’è andato un pilastro fondante dell’Automobile Club Livorno: Elio Niccolai, 85 anni, storico delegato Aci dell’ufficio di Portoferraio, ma soprattutto padre – ideatore e promotore sin dagli anni Sessanta del mitico Rallye Elba – è morto a seguito di un malore improvviso che non gli ha lasciato tregua, nella tarda serata di venerdì 14 maggio.

“Non è morto soltanto un fratello dalle mille battaglie o un padre come lo era per me ma una persona che si svegliava all’alba per essere in ufficio già alle prime ore del mattino o che non dormiva la notte pensando nuove soluzioni per l’amato Rally e che telefonava in qualsiasi momento per un confronto dal quale nasceva ogni volta una lezione di vita – ricorda Francesco Calafurri nel gruppo Facebook dedicato alla creatura di Nicolai, il Rallye Elba -. Lo stesso che non ti lasciava mai solo se doveva esserci lui c’era sempre…Ora da quei tornanti celesti che ci hanno fatto conoscere e trascorrere i momenti più belli spalla a spalla ed insieme ai troppi amici e campioni che già ti stavano aspettando abbassa la tua bandiera a scacchi guardaci e proteggici tutti”.

“Niccolai è stato una vera e propria istituzione per l’Ac provinciale e punto di riferimento instancabile e fidato per tutti gli automobilisti elbani, siano essi associati al Club che semplici utenti – ricordano gli amici del direttivo dell’Ac Livorno -. Il suo impegno in ACI risale addirittura al 1960, anno in cui venne inaugurata la motonave Aethalia che consentiva il servizio di collegamento tra l’Elba e la Penisola. Allora ventiquattrenne, il giovane delegato si mise al lavoro con quell’impegno e professionalità che tutti, nel corso degli anni spesi dietro il bancone della delegazione (originariamente sita in un locale vicino a piazza del Popolo, oggi dislocato in viale Elba 52, sempre a Portoferraio), gli hanno riconosciuto”.

“Un forte senso del dovere per quella comunità che lo aveva adottato ed aveva costituito la sua casa per tutti questi anni, era tra tante cose che Niccolai aveva raccontato in una lunga intervista concessa a Il Tirreno lo scorso febbraio. In quell’occasione, aveva tenuto a ricordare tre progetti ‘fiori all’occhiello’ per l’Ente sul territorio isolano: il piano per il soccorso dei malati, tramite l’elicottero, redatto assieme all’ospedale locale; il piano per il traffico della città medicea e napoleonica, redatto di concerto con la giunta dell’allora Primo Cittadino Fratini; il più recente impegno nella didattica dell’educazione stradale presso gli studenti degli istituti locali”.

Un carattere volenteroso e innamorato dei motori, messo a frutto attraverso la nascita di un appuntamento come il Rallye dell’Elba, divenuto mitico per gli appassionati dell’automobilismo sportivo e che tuttora gode di ottima salute e reputazione tra gli addetti ai lavori e i tifosi a livello internazionale. Niccolai, in virtù della dura ‘gavetta’ e di un lungo percorso professionale ricco di soddisfazioni che l’aveva condotto anche ad essere tra i soci fondatori del Lions Club dell’Isola d’Elba nel 1968 e del rilancio del prestigioso premio letterario elbano a metà anni ’80, già nel 1975 ricevette il titolo di Cavaliere della Repubblica.

In ambito motoristico poi, come dimenticare l’assegnazione della “Stella d’argento al merito sportivo”, guadagnata per l’attività di Direttore di gara ma soprattutto da assoluto protagonista nel lancio e nella cura, nel corso di questi 50 anni, del Rally isolano.

“Sin da quando l’allora generale dell’esercito Luigi Bertett, presidente dell’Automobile club, nel 1966 lanciò l’idea di creare un Rallye all’Elba. Niccolai, incaricato di verificarne la fattibilità di progetto che inizialmente incontrò qualche difficoltà, credette però subito con intuito imprenditoriale nella possibilità di uno sviluppo turistico-sportivo all’Elba, fautore di un indotto e un ritorno economico significativo per i residenti e le attività locali – testimoniano i colleghi lvornesi -. Anche grazie alla spinta ulteriore fornita da Sergio Bettoja, grande pilota di Ferrari e Porsche, il direttore dell’Ac, Bruno Pasquinelli, nominò Niccolai segretario del neonato evento che vide la luce all’hotel Massimo nel 1968. Una solida tradizione portata avanti poi negli anni ’70 da Niccolai assieme all’indimenticato Edoardo ‘Dado Andreini’ e, sino a oggi, passando anche per la versione vintage del rallye storico organizzato dal 1988 da lui inventato, con l’egida di Ac Livorno e Aci Livorno Sport”.

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GCK reinterpreta il mito: arriva la Delta Evo-e anche da rally

La carrozzeria della GCK Delta Evo-e è ridotta al minimo ed è anche rinforzata, con tutte le parti originali rimanenti migliorate per aumentare l’affidabilità. L’interno della vettura ha subito un processo di modernizzazione per incorporare la più recente tecnologia di infotainment, mentre la trasmissione è stata completamente sostituita con una equivalente ma completamente elettrica, pur mantenendo la potenza e le caratteristiche di trazione integrale della vettura originale.

Le Lancia sono diventate oggetto di culto che aziende specializzate in restyling o in nuove tecnologie utilizzano per lanciare nuovi prodotti commerciali. Ma non tutte le Lancia. Solo quelle che hanno acceso il cuore degli appassionati di tutto il mondo tra il 1983 e il 1992, vale a dire la Lancia Rally 037 e la Lancia Delta Integrale. Se ha stupito e acceso gli animi la nuova idea del rallysta italiano Luca Betti, la Kimera EVO37 (che però ha motore endotermico) risulta più complicato prevedere la reazione dinanzi alla riproposizione in chiave moderna ed elettrica della Delta Evo-e.

Il team del Mondiale Rallycross, GCK, ha riprogettato e realizzato un gioiello che, molto probabilmente, ai puristi italiani farà storcere il naso. Forse qualcosina in più. Si tratta della nuova gamma di restomod elettrici “Exclusiv-e”, basati sulla piattaforma e sull’inconfondibile design della leggendaria Lancia Delta Integrale. Annunciata per la prima volta nel 2020 e ritardata a causa della pandemia causata dal Sars-Cov 2, la Delta Evo-e riprende il corpo Lancia originale ma non molto altro dall’originale perché questa Evo-e vuole essere l’interpretazione moderna del classico. Cosa non si fa pur di vendere una vettura elettrica in più, verrebbe da pensare…

La carrozzeria della GCK Delta Evo-e è ridotta al minimo ed è anche rinforzata, con tutte le parti originali rimanenti migliorate per aumentare l’affidabilità. L’interno della vettura ha subito un processo di modernizzazione per incorporare la più recente tecnologia di infotainment, mentre la trasmissione è stata completamente sostituita con una equivalente ma completamente elettrica, pur mantenendo la potenza e le caratteristiche di trazione integrale della vettura originale.

A differenza di molti veicoli elettrici ad alte prestazioni sul mercato, la Delta Evo-e mantiene la trasmissione manuale che secondo GCK “ecciterà anche i più scettici. Abbiamo scelto la Lancia Delta Integrale per lanciare questo progetto perché è una vettura che ci ha fatto sognare”, ha detto il capo di GCK, Guerlain Chicherit, che poi ha aggiunto: “È l’auto da rally per eccellenza, senza dubbio la più incredibile della sua epoca, e quella che rimane estremamente popolare tra gli appassionati di rally”.

Didier Auriol, il campione del mondo di rally nel 1994 e undici volte vincitore al volante delle Lancia Delta negli anni Novanta, è stato coinvolto nel progetto e recentemente ha messo alla prova l’auto sul Circuit de Charade in Francia. “Sono lieto che GCK abbia scelto la Delta come primo modello di GCK Exclusiv-e. Questa macchina riporta tanti splendidi ricordi. Ero piuttosto scettico prima di provare l’Evo-e, ma ora posso garantire che le sue sensazioni di guida sono eccezionali”, ha spiegato il campione francese.

Se della Kimera EVO37 saranno prodotte soltanto 37 vetture a due ruote motrici (e poi una decina a quattro ruote motrici), della GCK Delta Evo-e saranno costruite solo 36 Delta Evo-e, con ulteriori undici modelli di Evo-e da rally, con entrambi i modelli disponibili per la vendita a livello globale. Le vetture saranno omologate, spiega il Costruttore, per rispettare la legislazione recentemente implementata che ha legalizzato il retrofit e la conversione di auto più vecchie come questa, e saranno tutti costruiti secondo lo standard UTAC CERAM.

“Poiché l’elettrificazione guadagna terreno in molti settori, GCK Industry, che include il marchio di lusso GCK Exclusiv-e, è stato creato per integrare la tecnologia elettrica in una vasta gamma di auto”, ha spiegato Eric Boudot, amministratore delegato di Green Corp Konnection (GCK). “La nostra esperienza avanzata nei componenti del gruppo propulsore (motore, batteria, cambio, VCU, trasmissione e cella a combustibile) ci consente di convertire auto, veicoli pesanti (camion, autobus, macchinari industriali) e imbarcazioni e promuovere così la transizione energetica. Questo può fornire un impatto economico significativo per i nostri clienti consentendo loro di adattare a posteriori, anziché sostituire, il loro parco auto”.

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