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Alpine Renault A110 les bleues italiennes di Panarotto

In Italia, celebri diventano le vetture schierate dalla Giada Auto, emanazione sportiva della Renault Italia, o elaborate da Audisio & Benvenuto, Varese, Terrosi e molti altri preparatori che si cimentano nell’elaborazione dell’Alpine Renault A110.

In Alpine Renault A110 Les bleues italiennes, Francesco Panarotto si è divertito non poco. Nata nel 1962, la Alpine Renault A110 dimostra fin da subito la propria vocazione sportiva impegnandosi in gare in pista e su strada. Grazie al progressivo aumento della cilindrata dei motori Renault che la equipaggiano, passati dai 956 centimetri cubi della presentazione ai 1800 cc delle versioni elaborate negli anni Settanta, la berlinetta francese conquista innumerevoli vittorie in ogni parte del mondo.

In Italia, celebri diventano le vetture schierate dalla Giada Auto, emanazione sportiva della Renault Italia, o elaborate da Audisio & Benvenuto, Varese, Terrosi e molti altri preparatori che si cimentano nell’elaborazione dell’Alpine Renault A110. Le imprese e le vittorie delle berlinette francesi alla Targa Florio, al Giro d’Italia Automobilistico e nelle altre corse italiane vengono ricordate grazie a “Alpine Renault A110 – Les Bleues Italiennes”, un volume di duecentocinquanta pagine riccamente illustrato con immagini in gran parte inedite.

Il libro si propone, attraverso una rigorosa ricerca storica ed un’accurata selezione fotografica, di ripercorrere puntualmente l’epopea sportiva di una vettura rimasta sicuramente nel cuore di molti appassionati, grazie anche alla collaborazione del Club Renault Alpine Gordini Italia. Italiana non è soltanto la lingua in cui è scritto il volume, ma legati alle vicende agonistiche tricolori sono anche i temi trattati al suo interno.

Dopo un doveroso capitolo iniziale di ispirazione “francese”, dove viene affrontata l’epopea industriale e sportiva del marchio Alpine in terra d’oltralpe dalla nascita fino alla conquista dell’ambito Campionato del Mondo Rally, il proseguo del libro affronta per la prima volta in maniera organica le vicende sportive delle formidabili “berlinette” impegnate nelle gare italiane, affidate a piloti italiani e curate da preparatori italiani.

Panarotto racconta la storia della “berlinetta terribile” a 360 gradi ricercando da vero segugio tutte le tracce lasciate dalle A110 italiane su tutte le piste della penisola. Il libro è superlativo anche per quel che riguarda l’impaginazione, considerata la mole di materiale sulla quale ha dovuto lavorare, arricchito di foto inedite legate anche alle varie edizioni della Targa Florio, protagonista insieme ad altre importanti competizioni in quest’opera.

“Alpine Renault A110 – Les bleues italiennes” inizia proprio con una dedica alla Targa Florio, la copertina è uno splendido quadro di Gabriele Guidetti, che interpreta da par suo l’A110 numero 178 di Poker-Fasan alla Targa del 1973. Non a caso, il libro chiude ricordando la Targa Florio con un coffret riprodotto rigorosamente in 110 esemplari contenente tre A110 che hanno corso la Targa del 1973 in scala 1/43, alla cui realizzazione ha collaborato anche Targapedia.

Libri su Storie di Rally

la scheda

ALPINE RENAULT A110 – LES BLUES ITALIENNES

Autori: Francesco Panarotto

Copertina: rigida

Pagine: 250

Immagini: 500 a colori, 200 in bianco e nero

Formato: 28 x 24 centimetri

Editore: Unit editrice

Prezzo: 50 euro, 240 euro con modellini auto

Peso: 540 grammi

ISBN: 978-8-8791170-9-8

Beppe Donazzan e il libro Tutti figli del San Martino

”Quel puntino sulla carta geografica, quota 2047 metri sul livello del mare era l’obiettivo assolutamente certo della spedizione. Un viaggio, perché di vero e proprio viaggio si trattava, che pianificavamo con mesi di anticipo. Per questo siamo tutti figli del San Martino”.

Grazie a Tutti figli del San Martino si scopre che alla riunione della scuderia Bassano Corse, il giovedì sera alla Birreria Ottone, non mancava l’accenno alla salita del Manghen. Se ne parlava tutto l’anno con rispetto. E più si avvicinava l’evento del Rally San Martino di Castrozza e più quel nome diventava magia. Un luogo sperduto, che sembrava lontano da raggiungere. Nessuno sapeva che era una strada militare scavata sui costoni del Lagorai, teatro di violenti scontri tra austriaci e italiani, durante la prima guerra mondiale.

Quel puntino sulla carta geografica, quota 2047 metri sul livello del mare era, invece, l’obiettivo assolutamente certo della spedizione nei giorni della corsa. Un viaggio, perché di vero e proprio viaggio si trattava, che pianificavamo con mesi di anticipo. Non appena filtravano le prime notizie sul percorso e sugli orari di passaggio. Per tutti era un sogno, il sogno di allora. Era come a Pamplona, una corrida a quattro ruote…

Con la storia del leggendario Rally di San Martino di Castrozza, Beppe Donazzan, giornalista di Bassano del Grappa, evoca, nel suo Tutti figli del San Martino non solo una competizione che ha fatto epoca, ma una passione nata tra i banchi di un liceo di provincia e che segnerà per sempre lui e i tanti giovani che negli Anni Sessanta e Settanta seguiranno, con lo splendido scenario delle Dolomiti del Trentino.

Le imprese di piloti come Sandro Munari, il campionissimo Arnaldo Cavallari, il suo epico maestro tedesco Walter Rorhl, il “bello” della Fiat Fulvio Bacchelli e un giovanissimo Luca Cordero di Montezemolo. E tantissimi altri. Tutti figli del San Martino.

La prima edizione del rally risale al 1964. L’idea di organizzare una manifestazione automobilistica con epicentro il Primiero scaturì dall’incontro di due appassionati: l’avvocato Luigi Stochino e il conte Pietro Bovio, presidente dell’Azienda Autonoma di San Martino di Castrozza, uniti nella professione di avvocato. L’intento era quello di rivitalizzare la stagione estiva di San Martino e allo stesso tempo introdurre una specialità che all’epoca in Italia era quasi inesistente.

Il 1963 fu dedicato alla ricerca del percorso. L’anno dopo il rallye era pronto: il percorso prevedeva mille e seicento chilometri snodantisi nella suggestiva cornice delle Dolomiti, lungo i quali le strade sterrate si intrecciavano e si confondevano con il paesaggio.

Punto di riferimento era San Martino di Castrozza, che per quattro volte era attraversato dalla corsa. Sessantaquattro gli equipaggi partecipanti di cui trentaquattro arrivarono alla fine. Vincitori Arnaldo Cavallari e Sandro Munari su Alfa Romeo Giulia TI Super. Generale l’entusiasmo, anche dei piloti che avevano manifestato prima della gara le loro perplessità per la lunghezza del percorso e il suo ritmo.

Da Arnaldo Cavallari a tutti gli altri ‘figli’ del rally

Cavallari – undici figli da cinque donne diverse – è l’inventore della “ciabatta”, globetrotter tra rally e pane. Diede il suo imprinting alla sfida cui è dedicato questo libro ormai introvabile. Perché un’intera generazione di eroi dell’arte del traverso, derapate e controsterzi, si formò sulle strade del Primiero e fece conoscere al mondo dei motori lo splendido scenario delle Dolomiti.

Al fianco di Cavallari, nei panni di umile “garzone di bottega”, come detto c’era il “nostro” Sandro Munari che poi divenne il “Drago” vincendo 5 volte la gara come pilota. Nel 1977 San Martino conquistò l’iride della Coppa Fia Conduttori ed entrò nel mito.

Subito dopo la prima edizione, sempre nel 1964 si diede vita a un challenge internazionale, la Mitropa Cup, inizialmente per Italia, Austria e Germania Ovest, e poi estesa anche a Ungheria, Polonia, Jugoslavia e Cecoslovacchia. La prima edizione del 1965 fu vinta dagli austriaci Romberg-Ferner.

Il Rally di San Martino di Castrozza può quindi essere considerato l’antesignano del nuovo rallismo italiano. La nuova formula si impose e sorsero successivamente altre manifestazioni a sua imitazione, quali il Rally dell’Elba o il Rally delle Alpi Orientali.

Ma il successo di una manifestazione tanto affascinante impose problemi di sicurezza. Non esistendo all’epoca una normativa italiana in materia, gli organizzatori tramite la federazione che all’epoca delegava tutto alla Csai, provvidero prontamente alla stesura di un rigido regolamento che tutelasse la sicurezza dei partecipanti e degli appassionati. Regolamento che solo in un secondo tempo entrò a far parte integrante del codice della strada.

Per ribadire l’importanza che le condizioni di sicurezza rivestivano nell’ambito di gare di questo genere, per evidenziare tratti inediti e aspetti suggestivi della manifestazione, oltre che per pubblicizzare la nuova formula rallystica, nel 1968 venne realizzato dal comitato organizzatore del rally un filmato.

Inviato alla venticinquesima Festival Internazionale del Documentario Sportivo di Cortina d’Ampezzo, fu proclamato vincitore assoluto. Frattanto le edizioni del rallye si susseguirono ininterrotte fino al 1977. La manifestazione scalò tutti i gradi di validità internazionale raggiungendo prima il campionato europeo, poi il campionato mondiale conduttori. Nel 1977 condizioni impossibili imposte dalla Pubblica Amministrazione costrinsero a rinunciare alla organizzazione del rallye: l’ultimo vincitore del “Vecchio San Martino” fu Sandro Munari.

Libri su Storie di Rally

la scheda

TUTTI FIGLI DEL SAN MARTINO

Autore: Beppe Donazzan

Collana: Storie e miti

Pagine: 140

Editore: Lìmina

Prezzo: 19,90 euro

ISBN: 978-8-8604108-5-6

Peso: 281 grammi

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https://youtu.be/WxWA4LlHxYY

MemoRally: l’agenda dei ricordi di Marco Cariati

MemoRally 2019 è l’agenda dedicata esclusivamente ai rally, ai rallysti e a tutti gli appassionati della specialità regina delle corse su strada.

MemoRally 2019 nasce da una “pazza” idea di del giornalista Marco Cariati, ex direttore di Calabria Motori, per oltre tre lustri firma della redazione di TuttoRally+, Grace Classic & sport cars, Rally & Motori, direttore responsabile di Storie di Rally e firma di quotidiani e riviste sportive come RS e oltre, e il cantastorie Guido Rancati, per quarant’anni inviato nel WRC per i più importanti giornali nazionali, come Gazzetta dello Sport, TuttoSport, Corriere dello Sport, Autosprint, Rombo, ControSterzo…

Per la realizzazione di MemoRally, i due giornalisti che hanno firmato pagine importanti della storia sportiva automobilistica italiana, hanno deciso di azzerare le rispettive esperienze professionali e avviare un “gioco” da appassionati per appassionati.

In pratica, una serata in pizzeria nella tiepida Sanremo di metà maggio diventa la location ideale per iniziare a tirare fuori una serie di ricordi e scambiarsi degli aneddoti. Ovvio che anche i giornalisti fanno pettegolezzo… Con la scusa del “ti ricordi di” e “lo sai che”, i due iniziano a sfornare “pillole” di storia del loro amato sport.

Vanno avanti tutta la serata tra pizza e birra. A fine serata, si chiedono: “Ma come le raccontiamo queste cose? Non in un libro. Ormai tutti fanno libri…”. Il giorno successivo il “gioco” riprende e nasce l’idea dell’agenda. Nel tragitto si unisce anche Gianluca Nataloni, che con la sua competenza ha curato l’editing di questa prima edizione dell’agenda del rallysta: MemoRally 2019.

Gli aneddotti e le storielle, come anche le ricorrenze, risalgono in modo vorticoso il tunnel dei ricordi e, dopo ricerche e verifiche, confluiscono tutti nel “progetto MemoRally”. Una dietro l’altra: decine, centinaia. “Quest’agenda l’abbiamo voluta concepire con un doppio criterio. Innanzitutto doveva essere un’agenda vera, quindi offrire la possibilità di sfruttarla come tale per appunti, note ed altro, e poi non doveva contenere informazioni inutili”, spiega Marco Cariati.

Qualcuno ci aveva suggerito di inserire indirizzi e numeri di telefono delle federazioni e degli Automobile Club Provinciali, ma anche altre “genialiate” da scienziato. Però, ci siamo chiesti: ma secondo te qualcuno usa l’agenda per chiamare in Aci? E ci siamo messi a sghignazzare. La domanda successiva è stata. Cosa piace agli appassionati? E ci siamo risposti senza risponderci.

Quindi, nasce MemoRally edizione 2019. Si tratta di un utile, elegante e resistente strumento da lavoro e anche da collezione per avere i rally sempre a fianco. In auto, in pullman, in ufficio. Ogni volta che appunterete un impegno, un’idea, un pensiero, scoprirete una “pillola di passione”, una statistica, una foto, una frase sentita in un parco assitenza o ad un controllo orario.

Su MemoRally troverete aneddoti, curiosità, informazioni, ricorrenze, anniversari, oltre che delle imperdibili gallerie fotografiche dedicate alla storia dei rally, di Fiat, di Lancia, o dell’Audi e della Mini… Piloti, copiloti, manager, vetture e gare. Italiani e stranieri. Curiosità e storielle su Colin McRae, Richard Burns, Walter Rohrl, piuttosto che su Ott Tanak, Paolo Andreucci, Adartico Vudafieri, fino ad Arnaldo Cavallari. Ma anche curiosità su rally, come Monte-Carlo, Svezia, Finlandia, Sanremo, eccetera,. Senza dimenticare le Alpine-Renault, le Lancia, le Audi, le Mini…

La storia dei rally in un’agenda, piccola media, grandiosa

Un modo per far diventare ancor più utile la tua agenda, che in ogni caso è uno strumento di lavoro importante. Frammenti di ricordi e flashback ti riportano a vivere quasi quotidianamente l’atmosfera di diverse epoche rallystiche. L’edizione 2019 di MemoRally è speciale perché gran parte delle gallerie fotografiche all’interno dell’agenda sono dedicate alla storia della Lancia, o meglio delle Lancia da rally.

“Quando abbozzavamo il “progetto MemoRally”, con Marco Cariati ci siamo subito ricordati che, se il 2018 era il trentesimo anniversario del primo titolo iridato vinto da Miki Biasion, il 2019 sarebbe stato l’anno del trentesimo anniversario e del secondo e ultimo titolo iridato vinto dal campione di Bassano del Grappa. Ma non solo. Sappiamo che il 2019 sarà un anno cruciale per il marchio Lancia, che periodicamente qualcuno tenta inspiegabilmente di demolire”, spiega Guido Rancati.

Per fortuna, la forza della tradizione e di una stupenda storia consente alla Lancia di sopravvivere ancora. Siccome questa storia tricolore scritta da uomini fantastici e geniali sia nei loro pregi sia nei loro difetti, fa parte anche della storia personale e professionale dei due autori dell’agenda, è stato inevitabile aderire al richiamo dell’appello #SaveLancia. Non solo Lancia, comunque, ma anche gallerie di immagini dedicate all’Audi Quattro, alle Mini della BMC.

“La retrocopertina dell’agenda in formato tascabile e l’ultima galleria delle agende informato medio sono dedicate a Fabrizia Pons e Michèle Mouton. Sono fan della Pons da sempre, non ne potevo fare a meno”, rivela Cariati. All’interno di tutte le MemoRally non si trovano solo flashback e brevi ricordi, ma anche articoli più approfonditi, visto che leggere un po’ di più non fa mai male. Ho scritto “le MemoRally”. Esatto.

Le agende sono tre: due versione differenti dal formato medio (15 x 22 centimetri), una copertina rigida, elegantissima, resistente, con una stampa di altissima qualità, e un’altra con la copertina morbida, identica ma più economica. E poi ce n’è una per ragazzi che vanno a scuola che ha un formato tascabile (10 x 17 centimetri), bella, resistente, con una stampa di alta qualità e copertina morbida. Tutte le agende hanno quattrocento pagine e ogni settimana è un tuffo tra ricordi e situazioni divertenti.

Libri su Storie di Rally

la scheda

MEMORALLY: L’AGENDA CHE CORRE CON TE

Autori: Marco Cariati, Guido Rancati

Editing: Gianluca Nataloni

Collana: Storie di Rally

Copertina: rigida o morbida, a scelta

Pagine: 392

Immagini: circa 30 in bianco e nero

Dimensioni: 15,24 x 22,86 centimetri (formato medio), 10,79 x 17,46 (formato tascabile)

Editore: Lulu

Prezzo: 30 euro (copertina rigida), 20 euro (copertina morbida), 18 euro (tascabile)

Peso: 800 grammi (copertina rigida), 600 grammi (copertina morbida), 400 grammi (tascabile)

ISBN: 978-0-2441176-7-2 (copertina rigida), 978-0-2441188-1-5 (copertina morbida), 978-0-2447191-5-9 (tascabile)

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Introvabile opera omnia Rally Cars di Rehinard Klein

Si chinassero anche i giornalisti del settore più attempati. Facessero la riverenza. Il quasi introvabile Rally Cars di Klein è senza ombra di dubbio la più celebrata enciclopedia delle auto da rally.

Volume fuori catalogo ma ricercatissimo, dedica alla dinastia delle Delta ben ventisei delle sue circa seicento pagine e, di queste, addirittura otto (un piccolo record) sono per la Integrale 16 valvole. Come sempre, immagini spettacolari realizzate dall’autore accompagnano la storia essenziale e le consuete tabelline riassuntive dei principali successi, mentre per i dati tecnici fondamentali c’è l’ordinato indice finale.

Non voglio girare il coltello nella piaga, ma questo era un libro da acquistare nel momento in cui era disponibile. Non lo avreste mai rimpianto. In quest’opera c’è c’è una grande quantità di informazioni sulla storia di alcune auto da rally. Informazioni che si possono trovare solo qui, tra cui la Lancia Beta, i prototipi di rally Citroen SM e DS, la Mazda RX7 Gruppo B, la Renault 17 Gordini e così via…

Quali sono le auto da rally preferite da Colin McRae, Phil Short, Juha Kankkunen, Richard Burns, Jean Todt, David Richards, Ove Andersson ed altri grandi nomi di questo sport? In Rally Cars le stelle mostrano il loro personale punto di vista. Che caratteristiche aveva il carburatore della Lancia Fulvia 1200 al Tour de Corse 1965? In che posizione ha concluso il navigatore Jean Todt il Brasile 1981 su Talbot Sunbeam Lotus?

Quale filosofia tecnica c’è dietro la “conquistatutto” Peugeot 206 WRC? Questo volume di seicento pagine vi fornisce tutte le risposte. In inglese. Godetevi le storie e le fenomenali immagini delle vetture: da quelle leggermente modificate della fine degli anni Cinquanta, primi anni Sessanta, ai mostri sputafuoco da cinquecento cavalli degli anni Ottanta, fino alle vetture altamente tecnologiche di oggi.

Caratterizzato circa duemila fotografie, la maggior parte a colori, e corredato dai i testi di David Williams e John Davenport, Rally Cars è una lettera d’amore a questo sport, scritta dai migliori e più quotati giornalisti ed addetti ai lavori del settore e raccolta da Reinhard Klein.

La fotografia non è paragonabile a nessuno e il valore di questo libro per un vero appassionato di rally non può essere sottovalutato. I costi di questo libro (anche settecento euro), visto che è esaurito, non sono irragionevoli, considerando l’immensa qualità che questo pubblico presenta al lettore. Un tesoro assoluto.

Di gran lunga il miglior libro di rally mai pubblicato. Il formato non fa impazzire. E forse sarebbe stato da preferire un approccio più cronologico, diverso da quello che è successo nel breve riassunto di una pagina all’inizio dei capitoli. In questo modo, il senso della competizione verrebbe meglio trasmesso. Ma la quantità e la qualità del materiale compensano questa scelta, per me non ottimale.

Un libro necessario se si vuol davvero conoscere questo sport. Un must-have, per gli appassionati. Ricco di dettagli sulla costruzione delle auto da rally e sulla loro sicurezza, motore e design, ma anche trasmissione. Le fotografie sono eccezionali e il testo è ben scritto. L’opera copre quasi tutte le auto da rally mai create: dalle moderne Subaru, Puegot e Mitsubishi fino alle vecchie glorie come Audi, Mini e Saab.

Libri su Storie di Rally

la scheda

RALLY CARS

Autore: Reinhard Klein, David Williams, John Davenport, Colin McMaster

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 600

Immagini: circa 2.000 a colori e in bianco e nero

Formato: 30 x 25,5 centimetri

Editore: Konemann

Prezzo: da 250 a 600 euro

Peso: 3,1 chili

ISBN: 978-3-8290462-5-1

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Rally ’70: una storia tante storie di Emanuele Sanfront

I rally, quelli dell’epoca d’oro, sono i grandi protagonisti del libro Rally ’70 – Una storia, tante storie scritto da Emanuele Sanfront ed edito da Ephedis.

Rally ’70, Una storia, tante storie non è un libro. Si tratta di una collezione di libri, ricchi di storie inedite e dal sapore goliardico. Si torna così ai mitici anni Settanta e Ottanta con testi volutamente scritti al presente e immagini rigorosamente in bianco e nero. Ecco spiegati i regolamenti da osservare.

Cosa è un rally e come si corre, l’importanza di gomme e fari. Le competenze di pilota e navigatore. L’uso degli strumenti di bordo e molto altro ancora. Ai racconti delle gare che l’autore ha vissuto in diretta come navigatore all’interno dell’auto, fanno da corollario le testimonianze di chi ha vissuto quel periodo sui campi da gara e non.

Parlano i protagonisti: meccanici, piloti, copiloti, giornalisti, fotografi. Infine, a rendere l’atmosfera ancor più frizzante, intrigante ed esclusiva, alcuni interessanti e curiosi flash di episodi “dietro le quinte”, un album con foto spettacolari a colori pubblicato nella parte centrale del libro, nonché tutte le targhe delle auto delle squadre ufficiali di Fiat e Lancia.

Un libro appassionante che fa rivivere l’atmosfera dei rally anni Settanta e Ottanta. Per chi c’era e vuole ricordare, per i giovani che desiderano sapere. L’autore mi ha gentilmente concesso la pubblicazione di alcuni divertenti brani pubblicati sul suo libro, che ti consiglio di leggere.

Non tutti sanno che a noleggio c’est plus facile

“Inizio anni ’70. I regolamenti sportivi non prevedono particolari allestimenti per le auto che partecipano ai rally. Insomma, ci si può iscrivere a una gara per correre al volante anche di una vettura di tutti i giorni. Non sono obbligatori infatti, rollbar, ganci ferma cofani, impianto d’estinzione, dispositivo stacca batteria, eccetera”.

“Per scaricare l’adrenalina nelle prove speciali di un rally è sufficiente infatti disporre di un’auto. Montare una protezione per proteggere la parte inferiore del motore. Aggiungere una batteria di fari supplementari e procurarsi un treno di gomme per le prove speciali su terra”.

“Così c’è chi nel fine settimana corre con l’auto con cui si reca al lavoro durante la settimana; con quelle dei genitori o della fidanzata oppure di qualche amico compiacente. Già, ma se ne doveva accettare anche le conseguenze come ad esempio sobbarcarsi la spesa degli eventuali danni dovuti a uscite di strada e il non indifferente costo del “ripristino” dell’auto a fine gara. E allora cosa c’è di meglio di noleggiare una Fiat 127 o una Fiat 128 e iscriversi a un rally?”.

“In fin dei conti il costo del noleggio non è elevato. Alcuni staccano addirittura il cavo del contachilometri per ridurre al minimo il chilometraggio. E poi si può contare sulla polizza casco che copre eventuali danni causati da eventuali uscite di strada. L’unica precauzione da prendere è quella di affittare l’auto in luoghi lontani da dove si svolge il rally. È successo, infatti, che al momento del nolo dell’auto, noleggiatori locali fossero dotati dell’elenco degli iscritti al rally”.

La copertina di uno dei volumi che compongono Rally '70: una storia tante storie
La copertina di uno dei volumi che compongono Rally ’70: una storia tante storie

Rally ’70: 031, il prefisso di Giorgio Pianta

“Confesso di essere orgoglioso, oltre che fortunato, di aver potuto seguire passo dopo passo il passaggio dall’Abarth 124 spider Rally all’Abarth 131 Rally”.

“E’ l’autunno del 1975 quando, convocati per una importante riunione alla sede dell’Abarth in corso Marche a Torino, ci comunicano che l’erede della mitica 124 Spider Rally non sarebbe stata la X1/9 che ben si era comportata nei rally cui aveva preso parte, ma la più classica e tranquilla delle berline di produzione Fiat, la 131. Ricordo che si era appena tornati dal Rally di San Martino di Castrozza, dove Verini-Rossetti avevano vinto il Campionato Europeo e Vanni Tacchini e Gianti Simoni avevano conquistato la prestigiosa Mitropa Cup. Cambiaghi ed io stavamo già pensando al 100.000 Trabucchi dove con l’Abarth 124 Rally dovevamo raggranellare punti preziosi per il campionato italiano, ma il programma 131 per i rally era già ampiamente avviato”.

“Giorgio Pianta aveva fatto allestire al reparto corse una speciale Fiat 131 berlina a due porte con motore 1.6 litri. Speciale perché la scocca aveva nella parte posteriore dei particolari attacchi alla scocca che consentivano di variare la geometria del retrotreno. A scelta, Pianta poteva far montare una delle tre soluzioni che doveva essere scelta per equipaggiare la versione definitiva che doveva poi essere impiegata nei rally e poi provarla immediatamente in una pista ricavata in un piccolo campo volo di un piccolo aeroporto che si trovava proprio di fronte alla sede dell’Abarth. Bastava attraversare corso Marche”.

“Beh, all’epoca, a Milano, abitavo in zona Fiera, in via Sardegna e, guarda caso, proprio di fronte a dove abitava Giorgio Pianta, il quale tutti i giorni, per lavoro, si faceva al mattino Milano-Torino (Abarth) e alla sera Torino (Abarth)-Milano. Ricordo che, tutte le sere, quando tornavo a casa dal lavoro, prima di entrare nel portone, osservavo le auto parcheggiate davanti a quello di Giorgio Pianta. Sì, perché a volte c’erano parcheggiati dei modelli strani: prototipi di auto di serie con strani profili aerodinamici, nastro adesivo nero sulla carrozzeria per camuffare parti di carrozzeria. Gli citofonavo e lui mi diceva di che auto si trattava”.

“Una sera, nell’autunno del 1975 appunto, butto come al solito un occhio e vedo una Fiat 131 berlina bianca un po’ più gonfia dalle altre 131. Mi avvicino e noto un accenno di codolini ai passaruota, cerchi ruota di maggiori dimensioni, assetto ribassato e sul cofano motore un rigonfiamento centrale simile a quelli delle versioni diesel, ma più ampio. La 131 mi incuriosisce. Citofono. Giorgio mi dice di attenderlo sotto casa perché sta uscendo”.

“Appena lo vedo gli chiedo notizie su questa strana 131 bianca. Mi invita a salire, mi dice che avremmo fatto un giro in città e mi avrebbe spiegato di che auto si trattava. Beh già all’accensione il motore non ha il classico rumore di un quattro cilindri ma il sound di un possente sei cilindri. Già, Giorgio mi spiega che è un prototipo che monta il sei cilindri di 3.2 litri della Fiat 130 con un fottio di cavalli e con alcune soluzioni meccaniche molto raffinate, come cambio ad innesti frontali, sospensioni montate su uniball ed altre diavolerie tecniche. Arrivati ad un semaforo ci affiancammo alle altre auto ferme con la 131 bianca che sembrava un modello di serie (solo un occhio esperto poteva infatti rilevare interessanti modifiche estetiche) e appena veniva il verde schizzava in avanti alla velocità della luce”.

“Dovevate vedere le facce allibite degli occupanti delle auto che avevamo bruciato alla partenza dal semaforo quando ci riaffiancavano a quello seguente. Chiesi a Giorgio che scopo aveva quel prototipo sulla base della 131 bianca con il motore 6 cilindri, mi confidò che all’Abarth stavano provando numerose soluzioni meccaniche per la 131 da corsa e che non riguardavano esclusivamente il suo impiego nei rally. Già, qualche settimana dopo, venni a sapere che ero stato uno dei primi ad essere stato a bordo della 131 prototipo che servì da base per sviluppare la 031 che poi ha vinto con Pianta-Scabini il Giro Automobilistico d’Italia 1975”.

Il racconto dal libro di Emanuele Sanfront

“Pavia, giugno 1972. La coda per le verifiche sportive è lunga. Sono in un lungo corridoio dell’Aci Pavia insieme all’amico e pilota Carlo Ruo Redda. Ci muoviamo lentamente. Nelle interminabili soste, in attesa del nostro turno, penso che il 4 Regioni ‘72 è la prima gara cui partecipo e si tratta del mio debutto nei rally. Con Carlo non abbiamo pretese. Partiremo con la nostra Renault 12 Gordini di serie con la speranza di terminare il rally. Partiamo concentrati, ma un po’ contratti. La nostra strategia è quella di “muoverci” cercando di preservare l’auto. È notte fonda quando iniziamo a “ballare” sul serio. Già, perché prove speciali lunghe con fondo in terra impegnativo sia per la guida sia per la meccanica dell’auto si alternano a controlli orari tiratissimi in cui è impossibile rispettare il tempo imposto”.

“Viaggiamo così per alcune ore con il casco in testa. Tiriamo come forsennati, ma non riusciamo a timbrare a zero nei controlli orari. Il ritmo della corsa è incessante. Terminiamo comunque la prima tappa. Ripartiamo per la seconda. Poi, mentre sta per albeggiare, nell’infernale prova della Pradovera, la rottura di un giunto della Renault 12 Gordini n° 60 ci costringe a lasciare la scena agonistica. Fine dell’avventura. Una bella avventura, faticosa, emozionante. La prima per me. Quella che ha segnato l’inizio di un periodo fantastico, coinvolgente e irripetibile della mia vita. Non siamo riusciti a terminare l’impegnativo rally delle 4 Regioni ’72. Peccato. Ci consola però il fatto che sono poche le auto che sono riuscite a resistere ai 1.200 Km di strade dal fondo impegnativo e difficile persino per una fuoristrada. Dei 101 equipaggi partiti solo 26 hanno raggiunto il traguardo finale di Salice Terme”.

Una storia tante storie: Pronto chi parla?

“Da un racconto di Gianfranco Silecchia direttore sportivo di Fiat Rally. La partecipazione di quell’anno (fine anni ’70) al rally dei Mille Laghi in Finlandia non è prevista nel programma della squadra Fiat Rally. Non correre il “suo” rally è per Markku Alen una tragedia. Si giunge così a un compromesso. La Fiat mette a disposizione una 131 Abarth inviando in Finlandia il direttore sportivo Gianfranco Silecchia e, per l’assistenza, un furgone con due meccanici (Pisanelli e Innocenti). A tutto il resto deve provvedere lo stesso Alen. E così è stato. Risultato: vittoria assoluta di Markku Alen”.

“Particolare curioso. Per la prima volta le comunicazioni fra la 131 Abarth in gara e l’assistenza avvengono via telefono. I cellulari non esistono. La Nokia, tuttavia, sta perfezionando un sistema di radio mobili che consente di mettersi in contatto direttamente con un centralino telefonico il quale a sua volta inoltra le chiamate via cavo. La 131 Abarth da corsa e l’assistenza vengono così dotate di questi apparecchi, ma la “forza” di Markku Alen giunge addirittura a far mettere al centralino della zona interessata un’operatrice che parla italiano”.

Libri su Storie di Rally

la scheda

RALLY ’70: UNA STORIA TANTE STORIE

Autore: Emanuele Sanfront

Copertina: flessibile

Pagine: 351

Editore: Ephedis

Prezzo: 20 euro (spedizione 5 euro)

Peso: 898 grammi

ISBN: 978-8-8732559-2-5

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70 Orlando R: dedicato da Sergio Remondino a Orlando Redolfi

Orlando Redolfi non è un uomo che ha bisogno di presentazioni, ma sicuramente è uno di quegli uomini che aveva bisogno di un libro che ne tracciasse il prosieguo della sua prestigiosa attività sportiva dal cinquantottesimo al settantesimo anno d’età.

Sì, perché la prima parte della storia di Orlando Redolfi è stata tracciata in un bel libro titolato ‘La Traiettoria: le trentacinque stagioni nell’automobilismo di Orlando Redolfi’, firmato da Paolo Calovolo e pubblicato nel 2006, con la prefazione di Roberto Calderoli.

Ma da quel momento ‘Orlando R.’ ne fa ancora di strada e continua a mietere successi, uno dietro l’altro, a volte in coppia, nei rally e in pista, confermando sempre più di essere il mago delle Porsche. “Ho conosciuto Orlando Redolfi al Rally di Alba del 1980 ed è uguale ad allora”.

A scriverlo, questa volta, è Sergio Remondino nella prima riga della sua ultima fatica: 70 Orlando R. Il libro dedicato ai settant’anni del preparatore di Pedrengo, nel Bergamasco, che ripercorre in trecento e venti pagine la gloria delle vetture, dei piloti e dei meccanici che ogni giorno lavorano a fianco a lui.

Dodici anni che iniziano nel 2006 – stagione che vede le creature di Redolfi vincere due titoli nei rally, con dieci successi, e diciotto gare vinte in pista (Le Mans Endurance Series compresa) e otto nella velocità in salita – e arriva fino al 2018 con due titoli, due vittorie nei rally, venti in pista, e cinque successi in salita.

Una storia, quella di questi ultimi dodici anni tracciati da una firma autorevole come quella del giornalista torinese, che non può prescindere (e, infatti, non lo fa) da quella precedente, che ha inizio nel 1967. Sul finire degli anni Sessanta, quando giovanissimo e già molto promettente come meccanico, “l’Orlando” viene invitato a un corso tecnico di aggiornamento dalla Porsche, a Weissach.

È questa la svolta decisiva, il primo capitolo di un’avventura meravigliosa destinata a proseguire con le prime preparazioni in proprio, i successi ottenuti con le sue vetture da Carlo Fabbri e Nick Busseni, quelli raggiunti guidando personalmente le proprie “belve”.

Fino ai successi vissuti lavorando su Mercedes e Toyota: gli unici due Costruttori con i quali Redolfi ha scelto di lavorare al di fuori di Porsche, marchio al quale è legato da rapporto lungo quasi cinquant’anni. Un libro da leggere con calma e con attenzione, da sfogliare per ammirare immagini straordinarie, per conoscere e comprendere in fondo la storia di un uomo che ha fatto la storia.

Con le prime trenta pagine che grondano di storia e aneddoti, ricordi sui “suoi” piloti, come Christian “Toto” Wolff, poi divenuto top manager della Mercedes AMG F1 più volte campionessa del mondo. Uno di quei grandi protagonisti del circus della Formula 1 che al suo “vecchio maestro” ha pubblicamente dedicato un pensiero da incorniciare.

Gli insegnamenti di Orlando Redolfi in F1

“Da Orlando Redolfi ho imparato, correndo per il suo Team Autorlando Sport, gran parte del metodo che sto applicando in Mercedes AMG Formula 1: grande concretezza, lavoro incessante e assolute priorità agonistiche per poter disporre sempre di vetture veloci, competitive e vincenti!”, erano state le parole del dirigente Mercedes AMG. Pagine che passano attraverso l’incontro con Nick Busseni: “Ci siamo conosciuti qui da me, ha provato una delle mie Porsche e non ci siamo più lasciati”.

70 Orlando R. è il riconoscimento definitivo alle capacità e alla straordinaria passione per questo lavoro che Orlando Redolfi ha trasmesso alla figlia Rossella, oggi alla guida del ramo motorsport, mentre suo marito Ruben Gherardi da 20 anni è il responsabile dell’officina stradale dell’Autorlando Sport.

Autorlando Sport che è spesso meta di pellegrinaggio degli amanti delle quattro ruote e dei porschisti disposti anche a sorbirsi viaggi di oltre 10 mila chilometri per far preparare la propria gran turismo dal “Preparatore per eccellenza”, come avvenuto per un appassionato giapponese, per uno australiano, per diversi americani e russi.

Amanti del volante e della storia dell’automobilismo che a Pedrengo si mischiano in officina ai clienti. Persone che spesso, entrando nella factory alle porte di Bergamo, non immaginano neppure di poter avere, grazie al senso dell’ospitalità semplicemente squisito di Orlando e Rossella Redolfi, la possibilità di compiere uno straordinario viaggio nella storia dell’auto sportiva.

Scendere con loro, nella veste di straordinari Ciceroni nei depositi che ospitano decine di vetture preparate dal 1970 in poi, tra cui le “belve” che hanno reso famoso il preparatore lombardo e che Remondino racconta fotograficamente e tecnicamente nell’ultimo capitolo intitolato appunto: Le 14 auto di Orlando.

Racconti di mura che custodiscono un meraviglioso museo, che prima o poi potrebbe diventare realmente tale mettendo in mostra, le vetture con le quali grandi rallysti hanno dominato gare su asfalto e su terra, in mezzo mondo. Vetture come le Porsche 914/6, 911 SC e 924 Turbo Carrera GT, ma anche Celica ST185, fino alla gloriosa Mercedes 190 con la quale Orlando Redolfi in persona vinse una Coppa Italia.

Memorie dalle quali è difficile separarsi, un po’ per gli abitacoli resi strettissimi dai roll-bar, ma anche per l’incredibile capacità di Redolfi di regalare emozioni in ogni parola pronunciata. Gli ultimi dodici anni dell’attività sportiva di Redolfi sono inseparabili dai precedenti, perché annodano un’esperienza di lavoro lunghissima, frutto di continui aggiornamenti.

Quegli stessi aggiornamenti che Orlando Redolfi era andato a cercare, appena diciannovenne in Germania e che poi, come si conviene ad un vero leader e non ad un semplice capo, è riuscito a trasmettere ai propri collaboratori. Insegnando loro come nessun traguardo sia irraggiungibile per chi ama il duro lavoro, la dedizione e la competenza.

Come quella di Orlando Redolfi che da decenni continua a raggiungere limiti inavvicinabili per tutti gli altri. Il libro può essere ordinato tramite mail scrivendo all’indirizzo competizioni@orlandor.com o attraverso la pagina ufficiale Facebook 70 Orlando R.

Libri su Storie di Rally

la scheda

70 ORLANDO R

Autore: Sergio Remondino

Copertina: rigida

Pagine: 324

Immagini: circa 800 a colori

Dimensioni: 21 x 29,7 centimetri

Editore: ArtWork

Prezzo: 60 euro

Peso: 1,8 chilogrammi

Rally Navigation: diventa navigatore con Martin Holmes

Progettato e realizzato da un autorevole giornalista e fotoreporter come Martin Holmes, con Rally Navigation si scoprono i segreti della professione copilota, raccontati da chi ce l’ha fatta.

Progettato e realizzato da un importante e autorevole giornalista e fotografo di rally internazionali come Martin Holmes, in Rally Navigation si trova una raccolta di interviste effettuate con esperti che coprono ogni aspetto dell’attuale navigazione nei rally, dagli inizi passando per le gare nazionali e finendo agli eventi internazionali come l’Asia-Pacifico. Viene tratta, ovviamente in inglese, anche il ruolo del copilota in condizioni estreme.

Ci sono capitoli interamente dedicati alle mappe di rally, commentate attraverso appunti, organizzazione ed eventi di divertimento da spettatori, oltre ad uno sguardo ravvicinato ai classici rally. Questo nuovo libro di Holmes, il più recente della saga, ma certamente il più completo, chiude con le considerazioni di Derek Ringer, senza ombra di dubbio il co-pilota di maggior successo della Gran Bretagna, che descrive la vita ai vertici di questo meraviglioso sport e non si risparmia qualche utile e interessante consiglio.

Martin Holmes, oltre ad essere stato il più autorevole inviato nel WRC per le principali riviste europee al seguito del Mondiale Rally per oltre quarant’anni e prima ancora copilota professionista vincitore del titolo britannico nel 1971, è autore anche del precedente Rally Navigation di Haynes (una vera e propria rarità che puoi trovare ed eventualmente acquistare dalla sezione “Introvabili“). Inoltre, ha pubblicato per trent’anni il famoso annuario Pirelli World Rallying.

Se sei un copilota alle prime armi o se stai approdando ad un livello più competitivo, a condizione che capisci un po’ di inglese, questo libro fa al caso tuo. Qui dento, non c’è solo ciò che ti ho accennato in apertura della recensione, ma trovi un micidiale remix di competenze, esperienze e aneddoti di un certo numero di piloti e copiloti professionisti. Inoltre, Martin ha curato molto l’aspetto pratico, da bravo giornalista inglese.

Quindi, non stupirti se l’opera è fonte di numerosi suggerimenti sull’equipaggiamento, sulla preparazione, la finanza, l’idoneità dei personaggi e i trucchi del mestiere, con riferimento ai rally, ai test, alle gare di Campionato nazionale, in questo caso britannico.

Consigli per chi disputa trofei monomarca e il British Open Championship, indipendentemente che si corra con squadre private o team professionistici. holmes tratta anche il cross country e le gare di desert rallying e il ruolo di coordinatore di un team di rally.

Libri su Storie di Rally

la scheda

RALLY NAVIGATION

Autore: Martin Holmes, Derek Ringer

Copertina: flessibile

Pagine: 184

Immagini: molte a colori

Formato: 20 x 27 centimetri

Editore: Haynes Pubns

Prezzo: da 18 euro a 115 euro

Peso: 400 grammi

ISBN: 978-1-8596040-0-7

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Lancia Stratos World Champion Rally Car: una vera rarità

In questo libro, per la prima volta viene raccontata la vera storia della sua omologazione e delle passioni che hanno infiammato i Consigli di amministrazione del Gruppo Fiat.

Lancia Stratos World Champion Rally Car è il libro in inglese (anche questa un’assoluta rarità trovabile solo nel mercato dell’usato) che nel marzo del 1990, Nigel Trow dedica a quella che, per molti, è l’ultima auto vera da rally. Quello che era iniziato come un esercizio di stile porta tre Mondiali Rally e alimentato una lotta di potere tra i giganti dell’industria automobilistica italiana.

Quando la Stratos inizia a competere sembra un atto di follia. Molti la liquidano come uno trovata di marketing, mentre Lancia cerca di trovare un degno successore alla “vecchia” Fulvia HF. I puristi Lancia reputano che l’auto quell’auto sia un tradimento. Come potrebbe Torino piegarsi ad un motore modenese della Ferrari Dino?

Dopo tutto, la Lancia è la prima a costruire un motore V6 per la produzione in serie. E invece, neppure la forza di Ford e Renault, in coppia con Alpine, riescono a fermare la vincente Stratos HF. Tecnicamente la Stratos è un capolavoro. Forte, durevole, esplosiva in accelerazione (il più delle volte), l’auto sfrutta tutto il potenziale e la dinamica del motore centrale.

La polemica, tuttavia, è fondamentale per la Stratos. In questo libro, per la prima volta viene raccontata la vera storia della sua omologazione e delle passioni che hanno infiammato i Consigli di amministrazione del Gruppo Fiat. La Stratos è, senza ombra di dubbio, l’auto regina dei rally degli anni ’70, oltre che una delle più belle, potenti, importanti e rappresentative sportive di quel decennio.

Fu la madre delle vetture Gruppo B: tre Campionati del Mondo Rally vinti consecutivamente, tra il 1974 ed il 1976, e tantissimi altri successi a livello Europeo e Italiano. E’ stata, forse ancora oggi è, la migliore automobile con carrozzeria di tipo coupé, prodotta dalla Lancia dal 1973 al 1976, su disegno di Marcello Gandini per Bertone.

La sua storia ha inizio al Salone di Torino del 1970, quando il geniale di Bertone lancia una provocazione, un prototipo di un’auto “extraterrestre” alta soli 80 centimetri, con accesso attraverso l’enorme parabrezza centrale, dotata di motore 1,6 litri della Fulvia HF montato centralmente. Presentata come “Prototipo Zero” era semplicemente una dream car.

Il design per quanto non ancora definitivo, dovuto a Gandini, lo stesso che disegnò auto prestigiose come la Fiat X1/9, la Lamborghini Miura e la Countach, suscitò subito grande interesse. Qualcuno già intravedeva la Stratos HF – sta per High Fidelity – la prima automobile di serie specificamente progettata per i rally. Quest’opera rappresenta una vera e propria rarità e chi la possiede se la tiene stretta stretta…

Libri su Storie di Rally

la scheda

LANCIA STRATOS WORLD CHAMPION RALLY CAR

Autore: Nigel Trow

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 160

Immagini: a colori e in bianco e nero

Editore: Osprey Publishing

Prezzo: da 350 euro

Peso: 798 grammi

ISBN: 978-0-8504579-1-9

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Toivonen Henri 1986 della Barbero Editori: una rarità

Aveva iniziato a correre nel 1975 nelle particolari gare sul ghiaccio con una Simca Rallye, per poi passare due anni dopo alla Sunbeam Avenger. Nel 1978, alla guida di una Citroën CX, corre in Portogallo e all’Acropoli, ma in entrambe le gare non arrivò al termine. Lo stesso anno, con una Talbot del Gruppo 2 corre al RAC arrivando nono. La storia di Henri Toivonen nel primo libro di Remondino.

Toivonen Henri di Sergio Remondino è una vera e proprio rarità (la prima stampa del 1986 della Barbero Editori), scritta di impulso, con tanta passione e rabbia che si trasforma in dolore. Volume dedicato alla carriera di un grande campione dei rally, una meteora che durante il suo passaggio ha tenuto milioni di appassionati con il fiato sospeso. L’autore racconta la storia di una vita dedicata alle corse fino al tragico epilogo del maggio 1986 durante il Tour de Corse, dove Toivonen e il suo navigatore, Sergio Cresto, hanno perso la vita. Ciclicamente, vengono effettuate delle ristampe del volume Toivonen Henri.

Aveva iniziato a correre nel 1975 nelle particolari gare sul ghiaccio con una Simca Rallye, per poi passare due anni dopo alla Sunbeam Avenger. Nel 1978, alla guida di una Citroën CX, corre in Portogallo e all’Acropoli, ma in entrambe le gare non arrivò al termine; lo stesso anno, con una Talbot del Gruppo 2 corre al RAC arrivando non. Nel 1979 corre molto in Inghilterra con una Ford Escort del Gruppo 4 alternata ad altre macchine, tra cui una Fiat 131 Abarth Rally ufficiale, avuta grazie a suo padre, molto amico di Cesare Fiorio.

Nel 1980 diventa pilota ufficiale Talbot, correndo con una Sunbeam Lotus insieme a Guy Fréquelin. Vince l’Artic e il RAC, aggiudicandosi a 24 anni, 3 mesi e 24 giorni il primato di pilota più giovane a vincere un rally iridato. Successivamente arriva 5º al Sanremo del 1980 e al Monte Carlo del 1981, trovandosi accanto come navigatore Fred Gallagher, uno che non parla la sua lingua e che conosce solo l’inglese: per capirsi nomineranno le curve cattive, veloci e medie. Nel 1981 arriva 2º in Portogallo e in Italia.

Nel 1982 e 1983 fa parte del Team Rothmans, in squadra con Walter Röhrl, con una Opel Ascona 400 e Manta 400, ottenendo molti ritiri, rimonte storiche, ma poche soddisfazioni. Nell’attesa di correre il Campionato Europeo Rally con una Porsche 911 a trazione integrale, corre il San Marino con una Ferrari 308 GTB, ma è costretto a ritirarsi per la rottura della scatola dello sterzo. Nel 1984 arrivò 2º all’Europeo con la 911 del Team Rothmans (malgrado la Porsche non fosse mai stata omologata e piena di problemi) aggiudicandosi cinque gare, compreso il Costa Smeralda, nonostante corresse con le “stampelle” per problemi fisici, a causa dell’incidente in una gara karting.

Il libro è sempre quello, ma ovviamente non ha il valore collezionistico delle copie stampate subito dopo la morte di “Toivo”. Sull’argomento, a mio modesto parere, ci sono altri libri decisamente più esaustivi, specialmente a livello fotografico. Basti pensare al volume di McKlein. Sarà anche in inglese, ma è un libro eccezionale, progettato e realizzato da chi il Mondiale Rally lo vive in diretta da decine di anni.

Libri su Storie di Rally

la scheda

TOIVONEN HENRI

Autore: Sergio Remondino

Immagini: molte a colori e in bianco e nero

Copertina: flessibile

Pagine: 102

Editore: Barbero Editori

Peso: 462 grammi

ISBN: 978-8-8971737-0-0

San Martino e la magia di un rallye sulle Dolomiti

Sulle strade dolomitiche hanno fatto i primi passi agonistici, e sono diventati campioni, Arnaldo Cavallari, Sandro Munari, Alcide Paganelli, Raffaele Pinto, Fulvio Bacchelli, Donatella Tominz, Walter Rohrl, Pino Ceccato, tanto per citare i più famosi. Perfino un giovanissimo Luca Cordero di Montezemolo prese il via in due edizioni alla guida di vetture Fiat. Sono tutti figli del San Martino.

In Italia, se c’è una corsa che ha fatto epoca nella specialità dei rally – in egual misura del Sanremo – questa sicuramente è il San Martino di Castrozza. Per l’immagine forte che ha trasmesso, per la passione che ha scatenato alle generazioni dei giovani degli anni Sessanta e Settanta, per la partecipazione di Case automobilistiche come Lancia, Fiat, Alfa Romeo, Porsche, Alpine Renault, che avevano eletto quella massacrante corsa a banco di prova fondamentale per l’evoluzione delle macchine e dei modelli di allora. Lo racconta Beppe Donazzan in San Martino: magia di un rallye, ormai una ricercata rarità.

E poi era fondamentale per la crescita sportiva dei i piloti, degli uomini dei team e di tutti i grandi protagonisti. Sulle strade dolomitiche hanno fatto i primi passi agonistici, e sono diventati campioni, Arnaldo Cavallari, Sandro Munari, Alcide Paganelli, Raffaele Pinto, Fulvio Bacchelli, Donatella Tominz, Walter Rohrl, Pino Ceccato, tanto per citare i più famosi. Perfino un giovanissimo Luca Cordero di Montezemolo prese il via in due edizioni alla guida di vetture Fiat. Sono tutti figli del San Martino.

“Anch’io, come migliaia e migliaia di appassionati di allora, sono stato contagiato da quella passione. Partivo in bicicletta da Bassano del Grappa, la mia città, per raggiungere Valstagna, dove c’era una prova speciale. Denominata l’Università dei rally, per la sua completezza come tracciato”.

“Un momento legato alla giovinezza di una generazione. Tutto è partito da là. Dal tam-tam dei racconti di chi c’era già stato, dalle prime letture sulle riviste specializzate come Auto Italiana e Autosprint, dalla curiosità di esserci, da quelle strade. Quando sono riuscito a raggiungerle ho provato una gioia difficile da descrivere. Valstagna e il Manghen”, racconta Donazzan.

“Era stato come arrivare sulla Luna, tanta l’emozione. La scoperta e la conquista di un pezzo di libertà, la voglia di vivere, l’entusiasmo per un qualcosa di nuovo al di fuori della famiglia, della scuola, dell’oratorio. Ha avuto il potere di dare una scossa ai giovani degli anni Sessanta e di diventare un emblema. Di festa, avventura e soprattutto aggregazione. Arrivò così, all’improvviso, e ci siamo sentiti più grandi”, prosegue l’autore.

“Quando ho sentito nelle valli i rumori, amplificati dall’eco, sempre più vicini e forti, seguiti dai fari, prima minuscoli, che accendevano il buio, i brividi correvano lungo il corpo. Il film notturno erano la staccata, la derapata, l’accelerata… All’interno degli abitacoli, Illuminati dalla luce fioca della lampadina del navigatore, due figure che sembravano folletti. Il pilota con le mani sul volante in un movimento veloce, il compagno a fianco con lo sguardo fisso verso il basso ad indicare curve e rettilinei”.

San Martino e quell’atmosfera magica

“Allora l’atmosfera diventava magica. Così la fantasia diventava realtà. A distanza di tanti anni da allora ho deciso di trascrivere quelle emozioni. Le ho raccolte in un libro “San Martino, magia di un rallye” per Antiga Edizioni. E a rendere ancora più particolare il lavoro ho chiesto a Bianca Poli, pittrice, per tanti anni moglie di Arnaldo Cavallari, il primo vincitore del rally, colei che dipinse un drago sul casco di Sandro Munari nel 1969, di tradurre a colori la meravigliosa natura nella quale si snodava il percorso del San Martino”.

Le guglie delle Dolomiti, il verde smeraldo dei prati, il blu cobalto del cielo. Le atmosfere, la magìa, infatti. Un lavoro di passione, un piacere senza fine. Ancora oggi la leggenda del rallye continua e si tramanda nei racconti da padre in figlio. “Sai, qui correvano i migliori. Munari era il Drago – così lo chiamavamo – con la rossa Fulvia HF e poi con la Stratos. Che spettacolo…”, ripetono. Orgoglio per aver vissuto quell’epoca ma anche un pizzico di nostalgia.

La prima edizione del rally risale al 1964. L’idea di organizzare una manifestazione automobilistica con epicentro il Primiero scaturì dall’incontro di due appassionati: l’avvocato Luigi Stochino e il conte Pietro Bovio, presidente dell’Azienda Autonoma di San Martino di Castrozza, uniti nella professione di avvocato. L’intento era quello di rivitalizzare la stagione estiva di San Martino e allo stesso tempo introdurre una specialità che all’epoca in Italia era quasi inesistente.

Il 1963 fu dedicato alla ricerca del percorso. L’anno dopo il rallye era pronto: il percorso prevedeva mille e seicento chilometri snodantisi nella suggestiva cornice delle Dolomiti, lungo i quali le strade sterrate si intrecciavano e si confondevano con il paesaggio.

Punto di riferimento era San Martino di Castrozza, che per quattro volte era attraversato dalla corsa. Sessantaquattro gli equipaggi partecipanti di cui 34 arrivarono alla fine; vincitori Arnaldo Cavallari e Sandro Munari su Alfa Romeo Giulia TI Super. Generale l’entusiasmo, anche dei piloti che avevano manifestato prima della gara le loro perplessità per la lunghezza del percorso e il suo ritmo.

Subito dopo la prima edizione, sempre nel 1964 si diede vita a un challenge internazionale, la Mitropa Cup, inizialmente per Italia, Austria e Germania Ovest, e poi estesa anche a Ungheria, Polonia, Jugoslavia e Cecoslovacchia. La prima edizione del 1965 fu vinta dagli austriaci Romberg-Ferner. Il Rally di San Martino di Castrozza può quindi essere considerato l’antesignano del nuovo rallismo italiano. La nuova formula si impose e sorsero successivamente altre manifestazioni a sua imitazione, quali il Rally dell’Elba o il Rally delle Alpi Orientali.

Ma il successo di una manifestazione tanto affascinante impose problemi di sicurezza. Non esistendo all’epoca una normativa italiana in materia, gli organizzatori tramite la federazione che all’epoca delegava tutto alla Csai, provvidero prontamente alla stesura di un rigido regolamento che tutelasse la sicurezza dei partecipanti e degli appassionati. Regolamento che solo in un secondo tempo entrò a far parte integrante del codice della strada.

Per ribadire l’importanza che le condizioni di sicurezza rivestivano nell’ambito di gare di questo genere, per evidenziare tratti inediti e aspetti suggestivi della manifestazione, oltre che per pubblicizzare la nuova formula rallystica, nel 1968 venne realizzato dal comitato organizzatore del rally un filmato.

Inviato alla venticinquesima Festival Internazionale del Documentario Sportivo di Cortina d’Ampezzo, fu proclamato vincitore assoluto. Frattanto le edizioni del rallye si susseguirono ininterrotte fino al 1977. La manifestazione scalò tutti i gradi di validità internazionale raggiungendo prima il campionato europeo, poi il campionato mondiale conduttori. Nel 1977 condizioni impossibili imposte dalla Pubblica Amministrazione costrinsero a rinunciare alla organizzazione del rallye: l’ultimo vincitore del “Vecchio San Martino” fu Sandro Munari.

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la scheda

SAN MARTINO, MAGIA DI UN RALLY

Autore: Beppe Donazzan

Dipinti: Bianca Poli

Immagini: Bianco e nero e a colori

Pagine: 180

Editore: Antiga Edizioni

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Il quasi introvabile Lancia Stratos Profili Quattroruote

Lancia Stratos Profili Quattroruote è il libro, quasi introvabile anche sul mercato dell’usato, che fa parte dell’omonima collana editoriale della Domus.

L’opera di Piero Casucci è bilingue, italiano e inglese, ed è stata pubblicata dalla casa editrice nel 1977. La Stratos è, senza ombra di dubbio, l’auto regina dei rally degli anni Settanta, oltre che una delle più belle, potenti, importanti e rappresentative sportive di quel decennio. Fu la madre delle vetture Gruppo B: tre Campionati del Mondo Rally vinti consecutivamente, tra il 1974 ed il 1976, e tantissimi altri successi a livello Europeo e Italiano.

E’ stata, forse ancora oggi è, la migliore automobile con carrozzeria di tipo coupé, prodotta dalla Lancia dal 1973 al 1976, su disegno di Marcello Gandini per Bertone. La sua storia ha inizio al Salone di Torino del 1970, quando il geniale di Bertone lancia una provocazione, un prototipo di un’auto “extraterrestre” alta soli 80 centimetri, con accesso attraverso l’enorme parabrezza centrale, dotata di motore 1,6 litri della Fulvia HF montato centralmente.

Presentata come “Prototipo Zero” era semplicemente una dream car. Il design per quanto non ancora definitivo, dovuto a Gandini, lo stesso che disegnò auto prestigiose come la Fiat X1/9, la Lamborghini Miura e la Countach, suscitò subito grande interesse. Qualcuno già intravedeva la Stratos HF – HF sta sta per High Fidelity – la prima automobile di serie specificamente progettata per i rally. E infatti, la Stratos è, senza ombra di dubbio, l’auto regina dei rally degli anni Settanta.

Ma andiamo per gradi. Un debutto sconcertante è quello della Stratos, un esordio che lascia di stucco tutti gli addetti ai lavori, anche se da parte della dirigenza Fiat, ed in particolare di Cesare Fiorio, a capo del reparto sportivo del Costruttore torinese, si ipotizza di sfruttare quello Stratos (inizialmente al maschile) come base per l’erede della Fulvia HF nei rally, sempre più combattuti e ricchi di tecnica. Certo quella linea sarebbe dovuta essere addolcita, per cui Nuccio Bertone si cimenta in varie evoluzioni stilistiche e concettuali che portano ad un abbozzo quasi definitivo della nuova berlinetta.

I concetti base sono la trazione posteriore, il motore in posizione centrale e le portiere incernierate normalmente. Ecco così la Stratos, che fa la sua comparsa nel 1972 nella sua veste definitiva: le dimensioni sono compatte, meno di 4 metri. La linea è sempre fortemente a cuneo, anche se più umana rispetto al prototipo del 1970. Manca solo il motore.

Si cerca un propulsore nobile, potente, dotato di molta coppia. Imbattibile. La scelta cade sul 6 cilindri a V di 2.400 centimetri cubici della Ferrari Dino 246GT, con opportune evoluzioni e modifiche. Il risultato è eccellente: 250 cavalli, 225 newtonmetri di coppia massima a 4000 giri al minuto, 230 chilometri orari di velocità massima, ma da 0 a 100 in meno di 7 secondi. Chi ha la fortuna di possederne una, se la tiene stretta. E si tiene stretta anche lacopia di Lancia Stratos Profili Quattroruote.

Libri su Storie di Rally

la scheda

LANCIA STRATOS PROFILI QUATTRORUOTE

Autore: Piero Casucci

Volumi: collana editoriale Profili Quattroruote

Copertina: rigida

Pagine: 80

Immagini: in bianco e nero

Formato: 28 x 20 centimetri

Editore: Editoriale Domus

Prezzo: 45 euro

Peso: 481 grammi

ISBN: 978-8-8767200-4-8

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Quando Alitalia volava nei rally, nel libro di Cordovani

Quando Alitalia volava nei rally è il libro di Andrea Cordovani dedicato all’epopea del Reparto Corse Fiat nel fortunato periodo della sponsorizzazione di Alitalia.

Quello con Alitalia era un accordo che precorreva i tempi e per la prima volta nella storia delle corse di automobili presentava in gara vetture totalmente identificate coi colori dello sponsor”, scrive Cesare Fiorio, ex direttore sportivo della Squadra Corse Fiat, nel libro del giornalista Andrea Cordovani intitolato “Quando Alitalia volava nei rally” dedicato proprio all’epopea del reparto corse Fiat nel fortunato periodo della sponsorizzazione di Alitalia.

Questa moda è poi stata via via adottata da tutti diventando in seguito una costante. Anche Alitalia in quell’occasione precorreva i tempi insieme alla nostra squadra e inizialmente Lancia con la Stratos e successivamente Fiat con la 131 Abarth, ripagavano questa fiducia con la conquista dei titoli mondiali di quel periodo. Sicuramente si trattava di un approccio completamente nuovo delle sponsorizzazioni sportive che si dimostrarono talmente valide da essere poi universalmente adottate”, prosegue Fiorio nel libro.

Brividi, emozione, divertimento con la storia dei rally: un’epoca indimenticabile e irripetibile. In particolare quella che, tra il 1975 e il 1979 è stata “griffata” Alitalia con le Lancia Stratos e Beta coupè, le Fiat 131 Abarth, le Fiat Ritmo e in una occasione anche la Fiat 127.

Numerose le vittorie adornate del logo con la inconfondibile “A” stilizzata creato nel 1969 dallo studio Landor di San Francisco e ritoccato leggermente solo nel 2005. La sponsorizzazione di Alitalia, allora azienda di Stato sotto il controllo dell’Iri, portò molta fortuna al reparto corse del Gruppo Fiat. In totale sono state trentacinque le vittorie, con tre titoli iridati marche e due piloti nel Campionato del Mondo Rally ed un titolo nel Campionato Italiano.

La Stratos deve la sua fama soprattutto grazie alle gesta di Sandro Munari e Bjorn Waldegaard, mentre protagonisti sull’inconsueta ma sorprendentemente vittoriosa Fiat 131 Abarth furono Walter Rohrl e Markku Alen. Lancia Beta Coupé e Fiat Ritmo furono invece le vetture-palestra per Mauro Pregliasco, Tony Carello, Attilio Bettega, i migliori interpreti italiani della specialità dell’epoca e negli anni a venire. La Beta Montecarlo “griffata” Alitalia vinse invece il Giro d’Italia 1979 con una coppia strepitosa: Walter Rohrl e Gilles Villeneuve.

Le più belle storie e le più importanti testimonianze sono state rivissute nel 2016 nell’affollatissima “Rally Legend Arena” di San Marino da un gruppo incredibile di campioni. Sul palco erano presenti: Markku Alen, Sandro Munari, Daniele Audetto, Timo Salonen, Simo Lampinen, Hans Thorszelius, Maurizio Verini, Mauro Pregliasco, Amilcare Ballestrieri, Arnaldo Bernacchini, Piero Sodano e Carlo Cavicchi, che hanno raccontato la storia e le imprese leggendarie di quel formidabile periodo.

Successivamente, le più belle e significative di queste storie sono state raccolte nel libro “Quando Alitalia volava nei rally”, scritto dal direttore di Autosprint Andrea Cordovani, presentato nell’occasione e il cui incasso viene interamente devoluto a favore delle popolazioni vittime del terremoto.

Nel volume, acquistabile al prezzo di 25 euro, viene ripercorsa la sequenza straordinaria di vittorie, dall’esordio per la Stratos, con livrea Alitalia, al Monte-Carlo del 1975, alla conquista dei campionati del mondo sia per Lancia che per Fiat. Tante le fotografie e alcune anche esclusive.

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QUANDO ALITALIA VOLAVA NEI RALLY

Autore: Andrea Cordovani

Copertina: morbida

Pagine: 200

Immagini: 200 a colori e in bianco e nero

Formato: 21 x 21 centimetri

Editore: Autopubblicazione

Prezzo: 25 euro

Peso: 936 grammi

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Andrea Cordovani in Raab di passione, storie di casa nostra

Raab di passione. Passione di rally e di motori elaborati. Storie che arrivano dall’Alto Appennino Bolognese e che incantano, perché incantati sono quei periodi rimasti ormai solo nei libri di storia.

Anni pionieristici, che anticipavano i rally di oggi, ma che godevano del tempo a loro disposizione. Raab di passione è il libro sulla storia di questa bellissima gara, il Rally Alto Appennino Bolognese, svolta a cavallo tra gli anni Settanta ed Ottanta. Per la precisione tra il 1976 e il 1985. La prefazione dell’opera è a cura della prestigiosa firma di Carlo Cavicchi, e narrato da Andrea Cordovani in collaborazione Vito Piarulli.

Duecentoquaranta pagine a colori e in bianco e nero, con moltissime foto inedite, su cui restare a sognare per qualche ora. Raab di passione, la storia di come tutto ebbe inizio attraverso i racconti delle difficoltà dell’epoca, ma attraverso il palpabile e grande entusiasmo dei fratelli Cassarini ideatori ed organizzatori del rally.

All’interno del libro sono presenti pagine speciali dedicate a quattro personaggi di grandissimo spessore quali Attilio Bettega, Miki Biasion, Adartico Vudafieri ed Alessandro Nannini, la cui carriera, in qualche modo, prese il via proprio da questa gara.

Non potevano mancare, e infatti non mancano, tantissimi aneddoti raccontati personalmente dai grandi rallysti del passato di quel periodo che vi parteciparono, da Magnani, che vinse la prima edizione, e dei vari vincitori successivi come Pasutti, Cola, Betti, Leoni, Busoni ed Allessandrini.

Pagina dopo pagina, questo affascinante viaggio corre fino ad Albano, Alberti, Bardelli, Bedini, Bentivogli, Biasuzzi, Cabianca, Caneva, Carini, Casarotto, Cavicchi, Celesia, Cesari, Crugnola, Cuccirelli, Dalla Pozza, Dus, Faber, Fasan, Giovanardi, Lipizer, Manfrinato, Marchiol, Mattiazzo, Mirri, Moscato, “Nico”, Fabbri, Pietropoli, Piva, Polese, “Ragastas”, Riva, “Robim”, Tacchinardi, Speranza, Taufer, Volli, Wiegand, Zordan, e tanti altri.

Inoltre, è raccontata una bellissima storia legata a Nick “Sandy” Busseni, ed alla sua partecipazione all’edizione del 1979, oltre a quelle di illustri copiloti come Popi Amati. Il libro è stato realizzato in sole cinquecento copie.

Libri su Storie di Rally

la scheda

RAAB DI PASSIONE 1976-1985

Autore: Andrea Cordovani

Copertina: morbida

Pagine: 240

Immagini: 400 a colori, 300 in bianco e nero

Formato: 21,5 x 30 centimetri

Editore: Studiostampa

Prezzo: 35 euro

Peso: 1,3 chilogrammi

Luciano Trombotto a modo nostro: aneddoti by Ephedis

Luciano Trombotto – Lucky Rombo è un volume in cui aneddoti e ricordi vengono raccontati dagli amici di Luciano: storie di prima mano.

Gli auguri e le testimonianze raccolte in occasione dell’ottantesimo compleanno in un originale libro-dedica dal titolo “Luciano Trombotto – Lucky Rombo”, che gli innumerevoli amici ed ex colleghi hanno voluto omaggiare al pilota sanremese per i suoi ottant’anni.

Gli amici sono Luca Pazielli, Gianfranco Silecchia, Renato Ronco, Daniele Audetto, Carlo Cavicchi, Gian dell’Erba, Sergio Barbasio, Leo Pittoni, Maurizio Enrico, Francesco Bossola, Luca Cordero di Montezemolo, Michele Fenu, Piero Sodano, Ettore Tesio, Andrea e Paola Paganelli, Ninni Russo, Sandro Munari, Amilcare Ballestrieri, Bepi Zanchetti, Emanuele Sanfront, Bobo Cambiaghi, Gianfranco Capra, Maurizio Verini e Pier Giovanni Trossero. Tutti a raccontare Luciano Trombotto secondo loro.

A metà febbraio del 2016, Sotto la regia di Gianfranco Silecchia, uno dei direttori sportivi della squadra rally Fiat, da anni detto il “Governatore della Repubblica di Pinerolo”, e di Luca Pazielli, autore per anni con Renato Ronco, dei reportage sui rally sulle frequenze di TeleMontecarlo, il mondo dei rally degli anni Settanta si è ritrovato nelle solenni ed austere sale del Circolo Sociale per spegnere le Ottanta candeline sulla torta dedicata a Luciano Trombotto uno dei più autorevoli interpreti dei rally di quegli anni al volante dello spider Fiat 124.

Nessuno ha voluto mancare all’appuntamento. Gli anni passano, le fisionomie mutano ma è stato uno spettacolo vedere come si riconoscevano a prima vista eppure per molti , tanti davvero, era un’occasione che mancava da oltre trenta anni. C’erano proprio tutti: oltre a Silecchia e a Daniele Audetto, c’era Amilcare Ballestrieri, i fratelli Sergio e Silvio Maiga, Mauro Pregliasco, poi Maurizio Verini, Alcide Paganelli, Ninni Russo, Bobo Cambiaghi ed Emanuele Sanfront, Maurizio Ambrogetti, Francesco Bossola, Sandro Munari, Rossetti, Fulvio Bacchelli.

E poi ancora Maurizio Enrico, Ettore Tesio, Bepi Zanchetti, Riccardo Gatti, Mario Ferrero, Giorgio Vergnano, Tony Carello, Donatella Tominz, Pino Ceccato, Gianfranco Capra, Rudy Dalpozzo, Federico Ormezzano, Tony Fassina, Lucky Battistolli, Elio Doria, in rappresentanza di tutti i meccanici, Ariella Mannucci, che a questi appuntamenti non manca mai, Carlo Cavicchi, Michele Fenu, Fabrizio De Checchi.

Questo il contesto che ha svelato il libro edito dalla Ephedis di Paolo Borgogno: Luciano trombotto – Lucky Rombo, ormai praticamente introvabile, sia sul mercato dei libri nuovi sia su quello dei libri usati. Luciano Trombotto il meglio lo ha dato al volante ma era un personaggio eclettico basti pensare che la sua passione era la musica.

Cantava suonando la chitarra con il complesso, sempre pinerolese, “Santiano” e così era un grande animatore delle notti al Sestriere e durante il giorno delle piste di sci. Proprio una sera incontrò nella località sciistica, regno della famiglia Agnelli, l’Avvocato, Vittorio Gassman e il regista Luciano Salce. Fu innamoramento a prima vista… Trombotto si trovò catapultato nel cast del film “Slalom” come controfigura sciistica di Gassman.

Racconti di Luciano Trombotto, alias Lucky Rombo

Racconta Emanuele Sanfront, copilota di Bobo Cambiaghi e giornalista a Quattroruote: “Quell’edizione del Rally Monte-Carlo 1976 fu per me particolare. Avrei dovuto partecipare a fianco di Bobo Cambiaghi chiamato a sostituire Fulvio Bacchelli, ammalatosi pochi giorni prima del via. Però, il regolamento non permetteva di sostituire entrambi i componenti l’equipaggio. A Bobo, sulla Fiat 124 Abarth numero 5, fu affiancato Bruno Scabini, il navigatore di Fulvio e a me non rimase che il ruolo di “ricognitore” come già molte altre volte. Questa, con Luciano Trombotto ex pilota ufficiale Fiat”.

“Luciano capì il mio sconforto e, appena lasciato Monte-Carlo, lungo la salita verso la Turbie, mi rincuorò facendomi capire l’importanza del lavoro che stavamo per intraprendere. Così, in piena notte, per controllare se le note di Bobo fossero precise, stabilì di affrontare con decisione una prova speciale molto innevata. La salita e discesa di un colle. Luciano dimostrò subito di non aver perso lo smalto andando come un fulmine”.

“Io mi concentrai al massimo quasi fossimo in gara riuscendo a dare la giusta cadenza alle note. Poi dopo un dosso, nella lunga e ripida discesa verso fine prova, Luciano diede un’ulteriore dimostrazione di come guida un campione facendo scodinzolare il muletto Fiat 124 Abarth e danzando da una curva all’altra. Spettacolo! Grazie Luciano per aver saputo mitigare la mia delusione e per le emozioni che mi hai consentito di vivere. Fiero della tua amicizia e… ciao Bobo, ciao Bruno!”.

Trombotto iniziò la sua carriera corsaiola con degli amici, tra i quali Silecchia, nelle gimkane. Insieme fondarono la Pinerolo Corse con Gino Macaluso e Luca Cordero di Montezemolo. In quei tempi si disputavano i primi rally che andarono ad affiancare le gare di regolarità.

Non esistevano ancora classifiche di merito, nessuno sapeva in realtà chi fosse il più forte della nuova disciplina. Nel 1969, la Pinerolo Corse venne affiancata dalla Tre Gazzelle che era in fondo la Fiat ufficiale. Il suo debutto in gara avvenne con la moglie nell’autosciatoria su Fiat 850 Coupé e replicò al Monti Savonesi con un quinto posto assoluto. Poi, al Rally di Sardegna su Fiat 124 Berlina, che era la macchina da lavoro. Unici rinforzi: protezione per la coppa dell’olio e quattro gomme MS.

Quando lo incontravi, in situazioni ufficiali, amava raccontare un aneddoto in particolare: “Al Rally Medio Adriatico me la giocavo con Amilcare Ballestrieri per il successo quando, finita una prova speciale, all’inizio di un trasferimento Ballestrieri si sbraccia e mi fa capire che è rimasto senza benzina”.

“Io torno in senso inverso e avverto la direzione gara. Alla fine, vince Amilcare e io arrivo secondo. Avrei potuto vincere, ma per me la solidarietà fu un gesto naturale. Un giornale mi defini “Cavaliere Bianco” che era un bel titolo, ma ho sempre pensato che fosse una presa in giro. Amilcare era davvero senza benzina, non facemmo nessuna furbata”. Questi aneddotti e molti altri inediti sono raccolti nel libro Luciano Trombotto – Lucky Rombo.

Libri su Storie di Rally

la scheda

LUCIANO TROMBOTTO: LUCKY ROMBO

Autori: Autori Vari

Copertina: rigida

Pagine: 36

Immagini: a colori e in bianco e nero

Formato: 24 x 21 centimetri

Editore: Ephedis

Prezzo: 50 euro

Peso: 200 grammi

ISBN: 978-2-9546389-4-2

https://www.youtube.com/watch?v=Tf3AGGO0gjg

Tre piloti e un navigatore: storia di un’amicizia a 200 all’ora

Tre piloti e un navigatore: la storia di un’amicizia a 200 all’ora è il libro scritto da Ranieri Gaetani con la prefazione di Marcello Salighini e la collaborazione di Simone Parisella.

La storia di un’amicizia a 200 all’ora è davvero una bella storia, ma nata rara in quanto ne sono stampate poche copie, l’opera è dedicata a tre personaggi del rallysmo centro-meridionale, prematuramente scomparsi: Vincenzo De Lucia, pilota preparatore, Giuliano Cante, pilota, e Giuseppe Picariello, copilota e valente direttore sportivo e di gara.

Nel libro emergono i valori dell’amicizia profonda, che è proseguita anche al di fuori delle competizioni, con aneddoti e curiosità sul mondo dei rally degli anni Ottanta e Novanta, con le gare ormai storiche di Pico, Cassino, Frosinone e Roma. Ranieri Gaetani, pilota degli anni Ottanta sulle Fiat Ritmo 130 TC Gruppo N, ha voluto raccontare quanto di buono creato con questi tre amici.

Il motivo? Salvare la memoria e onorarla. Fare in modo che certe cose non finissero negli abissi del dimenticatoio nel corso degli anni a venire lasciare una traccia per le nuove generazioni rallystiche. Ranieri, De Lucia, Cante e Picariello furono legati da un’amicizia profonda anche al di fuori delle competizioni. Tre piloti e un navigatore è ricco di racconti di amici e semplici appassionati che hanno assistito alle competizioni rallistiche dei quattro personaggi, lasciando testimonianza nella pubblicazione.

“Non posso affermare che furono i più forti, non posso affermare che ancora oggi sarebbero i migliori. So che furono dei folli innamorati delle corse. So che avevano la competizione nel sangue. So che furono leali, altruisti e sinceri cultori dell’amicizia. Campioni assoluti con cui ho condiviso quel mondo e ho avuto il privilegio di essere stato incluso nel novero dei loro amici”, scrive Ranieri nelle primissime pagine del libro.

“Quando ho deciso di realizzare questo lavoro i ricordi mi sono venuti giù a valanga e ho scritto di getto. Finita la bozza, rileggendola, mi è sorto il dubbio che il lettore possa ritenere che la narrazione non sia obbiettiva perché influenzata da passioni, amicizia, entusiasmo e autocelebrazione”.

“Allora ho pensato di raccogliere testimonianze di ex piloti, copiloti, appassionati, tifosi e addetti ai lavori che, oltre ad arricchire il lavoro, fungano anche da “certificato di originalità”. E così ho contattato Gianluca De Lucia, figlio del mio indimenticabile amico Vincenzo, che oltre a darmi foto e articoli del padre mi ha suggerito di rivolgermi a Simone Parisella”, prosegue l’autore.

“Persone che ho incontrato nei rally, sempre in momenti separati. Non ho avuto il piacere di raccogliere l’essenza della loro amicizia, descritta così bene da Ranieri in questa sua pubblicazione. Proprio Ranieri è l’unico tra loro a poterci raccontare questa piacevole storia, ricca di aneddoti e piccoli segreti”.

“Per gli altri tre il destino non è stato magnanimo. Uno ad uno ci hanno lasciato, in maniera inaspettata, da un giorno all’altro, con un anticipo tremendo sulla tabella di marcia, come si direbbe in gergo rallistico. Praticavano uno sport pericoloso, in cui il rischio è una componente importante e costante. Eppure, con la loro prematura scomparsa, i rally non c’entrano nulla”, aggiunge Salighini nella prefazione.

Tre piloti, un navigatore e l’affetto

“Ognuno di loro ha lasciato un grande vuoto, come sempre succede in questi casi, in primo luogo nelle loro famiglie, ma anche nel mondo dei rally del centro-sud, dove erano molto conosciuti. Paradossalmente la prima persona che ho smesso di incontrare, ed anche quella che ho frequentato meno per una questione di tempi, è proprio l’autore di questa pubblicazione: Ranieri Gaetani”.

“Il suo ritiro dal mondo dei rally fu premeditato, come spesso accade, visto l’impegno che richiede questo tipo di sport. Fu uno dei primi rallisti del centro-sud che conobbi”, si legge. “Arrivavo dall’Emilia Romagna e frequentavo i rally del nord Italia, in particolare quelli che si correvano su fondo sterrato. In Emilia Romagna, nel Veneto, in Toscana questo tipo di sport era molto diffuso e praticato. Immergersi nei rally del centro-sud non fu semplicissimo”.

“Si correva in maniera diversa. Diversa nello spirito, per la tipologia dei percorsi, per la gente. Cercai subito di conoscere i piloti più combattivi e più veloci e questo Gaetani mi colpì per il suo stile di guida molto aggressivo, spettacolare e sicuro nello stesso tempo. Con la Ritmo Abarth Gruppo N non era semplice guidare in quella maniera, ma a lui riusciva facile. Ed i risultati si vedevano”.

“Pensavo che in breve tempo sarebbe divenuto un ottimo pilota, perché aveva tutte le caratteristiche per compiere il balzo in avanti. Invece riuscì a stupirmi. Abbandonò l’ambente e non lo vidi più. Continuai a vedere gli altri. Con Giuliano Cante ebbi pochi rapporti, a dire il vero”.

“Non mi sono mai spiegato perché. Anche la moglie Licia Vicentini correva ed avevamo amici in comune, quindi questo poteva facilitare i contatti. Eppure una vera e propria frequentazione non avvenne mai. Mai uno screzio tra noi, probabilmente avevamo caratteri piuttosto diversi. Non saprei dire”.

“Vincenzo De Lucia, invece, fu una delle persone che mi piacque maggiormente, fin dal primo impatto. Il suo nome era noto anche al nord, visto che era uno di quelli che vinceva tanto. Ottimo preparatore ed anche straordinario pilota. Molto aggressivo, a volte persino troppo, non erano rari i momenti in cui passava con la macchina un po’ segnata dagli ostacoli che sulle strade dei rally continuamente si incontrano”.

“Nel corso di una curva in derapata non toglieva certamente il piede dall’acceleratore, così magari sfiorava un muretto, un albero, un terrapieno. Bravissimo a pilotare la VW Golf GTI, con cui ha vinto tanto. A me piace ricordarlo al volante della Opel Ascona 400, con la quale instaurò alcune battaglie pazzesche contro il suo avversario per antonomasia, quell’Antonio Evangelista, preparatore pure lui, che proveniva da Cassino, una quindicina di chilometri di distanza dalla sua officina”.

“Ogni volta tra loro si giocava un derby, un’aspra sfida tra due leali guerrieri. Vincenzo era innamorato del suo lavoro di preparatore, anche se qualche suo pilota gli ha reso la vita un po’ complicata, come spesso succede nel mondo del commercio. Ma di cambiare mestiere non ha mai parlato”.

Sorrisi e amicizia: una bella storia

Nella piacevole prefazione scritta, Marcello Salighini aggiunge fattori introspettivi importanti: “I suoi baffoni non riuscivano a nascondere quel perenne sorriso che mostrava la sua serenità. I rally erano nel suo Dna, non a caso correva suo fratello Aldo ed oggi l’attività in officina e sui campi di gara è portata avanti dal figlio Gianluca. In tono minore, perché i tempi sono cambiati e perché Vincenzo ci teneva ad essere unico. La persona con cui ebbi il rapporto più intenso fu Peppino Picariello”.

“Vivevamo i rally con grande passione ed ognuno aveva una propria competenza, così spesso ci si confrontava, si parlava di progetti, dei miglioramenti da apportare. Percorremmo un lungo percorso assieme. Quando non correva come navigatore, spesso ricopriva il ruolo di direttore di gara ed io lo affiancavo in qualità di addetto stampa della manifestazione”.

“Eravamo un gruppo ben collaudato, con il vulcanico Walter Oliva a coordinare tutta l’attività organizzativa. Nonostante la dialettica non fosse la sua qualità più spiccata, riusciva a farsi intendere benissimo da tutti. Bastava una sua mimica a far intendere quale fosse la sua volontà. Attorno a sé aveva creato un bel gruppo di Commissari che si portava in giro per l’Italia. Ha dato molto di se agli altri, come le persone generose sanno fare”.

“Quando Enrico Girardi, organizzatore del Rally del Matese con arrivo a Piedimonte Matese, la patria di Peppino, nel febbraio scorso mi comunicò di aver chiamato la sua gara Memorial Picariello” provai un piacevole senso di felicità. Un uomo così non può essere dimenticato”. Il costo della pubblicazione è di dieci euro, le pagine sono circa novanta.

Libri su Storie di Rally

la scheda

TRE PILOTI E UN NAVIGATORE – STORIA DI UN’AMICIZIA AI 200 ALL’ORA

Autore: Ranieri Gaetani

Copertina: morbida

Pagine: 90

Formato: 21 x 29,7 centimetri

Editore: Edizioni Teleion

Peso: 230 grammi

The Real McRae: autobiografia madrelingua di Colin

Anche Colin McRae ha scritto un libro. Lo ha scritto da giovane, quando ancora vedeva i suoi difetti. The Real McRae, un campione e un uomo che non si fidava dei giornalisti.

Questa autobiografia è un vero e proprio testamento sul campione inglese e mette in luce l’uomo, con le sue paure e le sue incertezze, oltre che con le sue debolezze. Quello di Colin McRae è un nome leggendario nel mondo del motorsport. Il pilota scozzese aveva uno stile di guida spettacolare, esaltante ed esaltato al tempo stesso e totalmente improntato al massimo risultato.

Colin, nel libro, che è stato realizzato in due versioni, una da collezione con la copertina rigida e una più comune con la copertina morbida, parla delle capacità, della velocità, del pericolo, delle amicizie, delle rivalità e dell’adrenalina. Il 1999 è l’anno in cui il suo copilota diventa Nicky Grist.

Con lui alle note, Colin sbalordisce tutti e regala alla Ford Focus WRC la prima vittoria nel più duro evento del calendario: il Safari Rally, in Kenya. Colin confermò che non si trattava di un colpo di fortuna, vincendo il seguente evento in Portogallo, prima che una serie di guasti meccanici e un paio di incidenti si mettessero per traverso. Ma non solo.

La leggendaria Dakar ha fornito il senso dell’avventura che Colin desiderava ardentemente e al suo primo tentativo di questo raduno maratona segnò due tempi più veloci e raggiunse il terzo posto assoluto prima che i problemi di trasmissione lo lasciassero arenato nel deserto per due giorni.

Dopo aver firmato un contratto con Nissan per la Dakar Rally 2005, Colin e la copilota Tina Thorner hanno portato la debuttante Nissan Pickup alla vittoria della Baja Portalegre, nel mese di ottobre, in pista dell’impegno più duro in terra d’Africa.

Libri su Storie di Rally

la scheda

THE REAL MCRAE: THE AUTOBIOGRAPHY OF THE PEOPLE’S CHAMPION

Autore: Colin McRae

Copertina: rigida

Pagine: 304

Formato: 21 x 29,7 centimetri

Editore: Random House UK

Prezzo: da 100 a 120 euro

Peso: 850 grammi

ISBN: 978-0-0918809-0-3

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La vita di Virgilio Conrero, libro sull’uomo e sul Mago

La vita di Virgilio Conrero, uomo e “mago” dei motori è raccolta in un’opera rara e, ormai, oggetto di culto da parte dei tantissimi estimatori.

Oggetto di culto da parte dei tantissimi estimatori, specialmente quelli che hanno vissuto i rally nel periodo d’oro. Il volume in questione porta il titolo “Conrero il mago – Storia di un uomo innamorato dei motori”. Gli autori sono Roberto Sgarzi ed Emanuele Daniele, che hanno articolato l’opera in quindici capitoli di immagini e fantastici ricordi in una prestigiosa edizione persino autografata dall’autore.

Questo volume, che risale al 1990, è l’unico che racconta la storia di Virgilio Conrero con dovizia di particolari e con molte immagini mai viste prima. Il bello del motorsport è che, a volte, un preparatore può diventare più leggendario di un pilota. Sì, alcuni diventano leggenda.

Virgilio Conrero che, nel 1951, diede vita all’Autotecnica Conrero ed iniziò a elaborare vetture e motori Alfa Romeo, lo è diventato. Un periodo che porterà le sue “elaborate” Conrero a raggiungere nel 1969 oltre 1000 vittorie nel mondo. Famosissimi piloti hanno corso sui circuiti più mitici esaltando il nome Conrero nel mondo. I risultati e i fatti lo hanno confermato come un tecnico motorista geniale.

Un periodo importante nella vita di Conrero è quello che va dal 1953 al 1960: Conrero costruisce la Conrero 2000, poi la Conrero 1150, infine diventa Costruttore di automobili. Nel 1961, lui, Alejandro De Tomaso e Bussinello si cimentano in F1 con due De Tomaso-Conrero.

Nel 1965, Virgilio comincia a lavorare su motori e vetture Simca e Renault. Collabora negli anni successivi a progetti con Ford, Honda, Isuzu, Mitsubishi e Toyota. Foto ingiallite con relativa dedica dello stesso Soishiro Honda assieme a Virgilio Conrero ricordano questi momenti. Nel 1970 inizia la collaborazione tra Conrero e General Motors Italia con le Opel GT 1.9 e le Commodore 2.8 e 3.0, che dominano al loro esordio nei rispettivi Campionati Turismo.

Nel giro di cinque anni anche le Opel non hanno più segreti per il preparatore torinese che riesce a fare andare veloce anche un ferro da stiro. Nel 1975 il Mago si consacra anche nei rally, dove scrive delle pagine straordinarie, di cui questo libro gronda.

Le Opel di Conrero corrono come ufficiali di General Motors Italia, che vede nel 1981 la Opel Ascona 400 Conrero vincere il Campionato Italiano Rally assoluto e nel 1982 il titolo Europeo con la coppia Tony-Rudy davanti a Opel Deutschland ufficiale con Jimmy McRae. Sono tremila le sue vittorie. Si continua a vincere fino al 1990. Fino al 6 gennaio. All’alba di quel giorno, Virgilio esala il suo ultimo respiro e si consegna all’eternità. Conrero non c’è più, ma la sua esperienza e la sua squadra continuano a vivere. E a vincere.

L’azienda si concentra sull’attività in circuito. Negli anni Novanta, per la precisione dal 1991 al 1997, le Opel Kadett GSI 2.0 16v Conrero trionfano nel Campionato Superturismo Italiano (1991), mentre nel 1992 le Calibra e nel 1993 le Vectra ottengono piazzamenti prestigiosi andando poi a vincere come Squadra Ufficiale Opel España il Campionato Turismo 1993 con la Calibra ottenendo poi molti risultati di rilievo con le Vectra in Spagna nel 1994, 1995 (secondo assoluto), 1996 e in Argentina nel 1997.

Sempre nel 1997, la Lotus Car di Hethel commissiona alla Conrero il progetto e lo sviluppo del kit motore e dell’ assetto da pista per il monomarca Lotus Elise Trophy. Dal 1997 al 2002, la Conrero prepara e gestisce due R&S motorizzate Chevy rispettivamente Ford. Con queste, Alex Caffi, Andrea Chiesa e altri famosi piloti partecipano al Campionato Sport-Prototipi come l’ISrs diventato poi Srwc, Wsc, Elms e Alms su circuiti internazionali come Laguna Seca, Le Mans, Monza, Nürburgring…

La Conrero prepara la bellissima Alfa Romeo GTV 3.0 24V Conrero Challenge, nel 1998, apparsa su tutte le riviste. Viene anche esibita a “Automechanika 1998” a Francoforte, in concomitanza con la presentazione di una nuova linea di accessori Conrero.

Tra l’altro, nel 2001 la Squadra Conrero Corse gestisce due Alfa Romeo 156 ex-Norauto nel Campionato Europeo Turismo e due 147 nel Campionato Europeo Super Produzione. Storia molto più recente: dal 2002 al 2004 incluso, la Squadra Conrero Corse corre nel Porsche SuperCup Series con due Porsche 911 GT3 Cup in anteprima ai Gran Premi di F1. Sul podio a Imola e a Indianapolis. La storia dettagliata di Virgilio Conrero la trovi qui.

Libri su Storie di Rally

la scheda

CONRERO IL MAGO – STORIA DI UN UOMO INNAMORATO DEI MOTORI

Autori: Roberto Sgarzi ed Emanuele Daniele

Copertina: rigida

Pagine: 120

Formato: 21,5 x 30,5 centimetri

Editore: Autopubblicazione

Peso: 468 grammi

San Marino Rally: in una terra da sogno e di sogni

Terra da sogno e di sogni quella del San Marino Rally. È così da quarant’anni: cinque lustri di passioni, racconti, avventure.

È la storia della corsa nata ai piedi del Titano, strade bianche infinite e i motori come religione. Orizzonti infiniti e lingue di polvere che si levano altissime. È la poesia dei rally, un’immagine che sembra nata proprio da queste parti, l’istantanea di una sfida diventata sempre più grande.

È storia di piloti, uomini e donne, capaci di lasciare firme importanti e segni evidenti. Una storia di sogni, amore, passione che solo un giornalista come Andrea Cordovani, direttore di Autosprint, sa tirare fuori. San Marino Rally: sogni, amore, passione 1970-2012. A proposito del San Marino. La prima edizione del rally si è disputata nel 1970 e attualmente la gara fa parte del circus del Campionato Italiano Rally.

Il primo a trionfare fu Cavallari nel 1970 alla guida di Porsche 911. La gara è stata anche prova del Campionato Europeo Rally. Nel 2012 il rally è stato incluso nell’Intercontinental Rally Challenge. L’unico pilota sammarinese a vincere il rally è stato Massimo Ercolani. Lo ha vinto tre volte. Con tre vetture diverse. diverse, Lancia Rally 037 nel 1985, Lancia Delta Integrale nel 1991 e infine Subaru Impreza nel 1996.

La gara è anche parte del Trofeo Loris Roggia, una coppa esclusivamente per i co-piloti. Il maggior numero di vittorie le hanno ottenute Piero Longhi e Paolo Andreucci. Longhi cinque successi, il primo nel 2000 con Toyota Corolla WRC. Poi lo vince di nuovo per quattro volte di fila dal 2005 al 2008, con la Subaru Impreza nelle sue diverse varianti. Paolo Andreucci incassa la vittoria prima nel 2001, al volante della Ford Focus WRC.

Successivamente, si aggiudica due vittorie consecutive, nel 2009 e nel 2010, con la Peugeot 207 Super2000 e infine nelle ultime due edizioni con la Peugeot 208 R5. In questa storia c’è posto anche per Andrea Navarra, vincitore nel 1994 con la Subaru Impreza, nel 1999 al volante della Ford Focus e poi altre due volte con la Subaru Impreza nel 2003 e nel 2004.

Libri su Storie di Rally

la scheda

SAN MARINO RALLY

Autore: Andrea Cordovani, Gianluigi Raimondi

Copertina: rigida

Pagine: 300

Editore: Edk Editore

Peso: 2,6 chili

ISBN: 978-8-8636822-3-6

Laurence Meredith e Audi Quattro The Complete Story

Audi Quattro The Complete Story è il libro in inglese di Lawrence Meredith che svela, come da titolo, la storia completa delle Quattro di Audi.

Le Quattro di Audi sono state le prime vetture a coniugare prestazioni e trazione integrale in un pacchetto di enorme successo commerciale. Un successo clamoroso che nei rally gli anni Ottanta assicura un’ottima pubblicità e anche salutari vendite. Da allora la gamma Audi ha avuto una variante Quattro per ogni modello e continua ad essere leader nel proprio settore.

Dalla leggendaria Ur-Quattro agli innumerevoli successi nel motorsport, quest’opera guida il lettore alle ultime generazioni, come Quattro con differenziale centrale auto-bloccante e quattro con differenziale sportivo. Si trova la conferma che la trazione integrale permanente quattro è nata per trionfare.

Era il 1980 quando Audi lanciò la sua prima Quattro, al Salone di Ginevra. Destinata inizialmente a essere prodotta in serie limitata, la prima Audi Quattro contribuì a costruire la propria leggenda con delle spettacolari e strepitose vittorie nei rally. La prima versione da corsa di quel modello vinse il titolo Costruttori nel Mondiale Rally 1982 e quello Piloti nel 1983 con Hannu Mikkola, mentre li conquistò entrambi nel 1984, con Stig Blomqvist.

Ma andiamo per gradi. Siamo nel periodo in cui sulle vetture della produzione di serie che vengono vendute al grande pubblico le Case piazzavano sul posteriore l’adesivo col numero dei titoli vinti nel World Rally Championship. Lo faceva Audi, Peugeot, pure Fiat. All’edizione 2010 del Salone Internazionale dell’auto a Ginevra non sono potuto mancare.

In quell’occasione sono stati celebrerati i 30 anni dell’Audi Quattro, il primo modello della Casa di Ingolstadt ad essere equipaggiato con la trazione integrale permanente, fino ad allora prerogativa di veicoli fuoristrada e pesanti. La Ur-Quattro nacque dalla tenacia di Ferdinand Piech, ai quei tempi direttore tecnico di Audi. La vettura fu presentata ufficialmente alla kermesse elvetica nel 1980 e rappresentava la versione ad alte prestazioni della Coupé GT che derivava, a sua volta, dall’Audi 80 B2.

L’Audi Quattro era equipaggiata con il motore 2,1 litri turbo da 200 cavalli di potenza e 285 newtonmetri di coppia massima che spingeva la vettura fino ad una velocità di 220 orari, mentre lo spunto 0-100 era coperto in 7,1 secondi. La Ur-Quattro aveva una carrozzeria a tre porte e misurava 440 centimetri in lunghezza, 172 centimetri in larghezza, 134 centimetri in altezza e 252 centimetri nel passo, mentre la massa complessiva si aggirava sui 1300 chili.

Libri su Storie di Rally

la scheda

AUDI QUATTRO THE COMPLETE STORY

Autore: Laurence Meredith

Volumi: collana editoriale Crowood AutoClassic Sport

Copertina: rigida

Pagine: 200

Immagini: molte in bianco e nero e a colori

Formato: 25,2 x 19,8 centimetri

Editore: Crowood Pr

Prezzo: 24 euro

Peso: 697 grammi

ISBN: 978-1-8612636-7-4

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BMC Competitions Department: 25 anni di motorsport

Nel 1998 l’apprezzato giornalista Bill Price pubblica il suo ”Bmc Competitions Department: 25 years in motorsport: the cars, the people, the events”.

Ti sembra un argomento già trattato? E magari in questo stesso blog. “Nì”… Ti ho parlato precedentemente con un’apposita recensione di Bmc Competitions Department Secrets, edito nel 2005 da Veloce Pubblishing e ristampato nel 2016. Adesso voglio parlarti del suo “predecessore”. Uno dei primo libri, il primo su questo argomento che ha molto seguito tra gli appassionati dei rally d’antan.

Non voglio dire che i tre ingegneri a capo del reparto sportivo Bmc abbiano rubato l’idea a qualcuno e infatti non lo dirò, perché il libro marchiato come “Secrets” è realmente un’opera a sé, senza precedenti e senza rivali. Però, scopro con piacere, nelle mie spesso lunghe ricerche, che nel 1998 l’apprezzato giornalista Bill Price pubblica il suo “Bmc Competitions Department: 25 years in motorsport: the cars, the people, the events”.

E ora che si fa? Volevi comprarne uno e ti ho spiazzato? Non ci crederò mai. Ma se così fosse, ti consiglio di acquistarli entrambi. Fidati, ne vale la pena. Ovviamente, quello che ti presento in quest post è un “pezzo da 90” per grandi collezionisti con portafogli capienti. Infatti, la sua quotazione di mercato è elevata ed è destinata a crescere.

Sul mercato collezionistico usato si trova intorno ai duecento e cinquanta euro, mentre le pochissime copie nuove esistenti vengono vendute a cifre che sfiorano i seicento euro. Ancor di più diventa importante la formula “soddisfatti o rimborsati” di Amazon.it. Dal 1955 a quasi il 1980, la British Motor Corporation è impegnata nel motorsport. In questo libro è raccontata la storia sportiva completa del team di Abingdon e il suo ruolo chiave nel motorsport britannico.

Le auto incluse nell’opera sono Austin-Healey, Morris e Triumph. Le persone Marcus Chambers, Peter Browning e Stuart Turner, gli eventi: Monte-Carlo, Alpine, 1000 Laghi… Storia di vittorie, delusioni, schianti e politica del consiglio di amministrazione, arricchite da cinquantasette fotografie evocative.

Come noterete anche voi, le storie raccontate non sono poi così diverse come argomenti, però va detto che in questo volume sono raccontate (sempre in inglese) da un grande giornalista in duecento pagine in più, mentre nell’altro sono raccontate dai diretti interessati. Cosa c’è di più in questo libro? le storie di sport. E nell’altro? Le storie “politiche” raccontate con documenti mai visti da chi poteva decidere.

Libri su Storie di Rally

la scheda

BMC COMPETITIONS DEPARTMENT

Autori: Bill Price

Copertina: rigida

Pagine: 392

Immagini: 57 in bianco e nero e a colori

Formato: 21 x 27 centimetri

Editore: JH Haynes & Co

Prezzo: da 245 a 583 euro

Peso: 1,5 chilogrammo

ISBN: 978-1-8596043-9-7

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The Monte-Carlo Rally: i racconti di Graham Robson

The Monte-Carlo Rally è il libro scritto da Graham Robson e dedicato al Rally Monte-Carlo, la più importante e storica gara del rallysmo iridato.

Il Rally MonteCarlo è organizzato ogni anno dall’Automobile Club di Monaco da cui dipende, fra l’altro, anche il Gran Premio di Monaco. Dal 2009 al 2011 è stato escluso dal massimo campionato ed è stato iscritto all’Intercontinental Rally Challenge. All’epoca, un periodo ovviamente non trattato nel libro The Monte-Carlo Rally, gli organizzatori spiegarono che il motivo alla base di questa scelta era di natura economica.

Troppi soldi per il WRC, che in cambio dava un ritorno d’immagine insignificante e portava troppe poche vetture ufficiali. Il rally ha luogo lungo la costa francese tra la riviera monegasca e il sudest francese. Graham Robson lo racconta in quest’opera storica, scritta ovviamente in inglese.

Fu voluto nel 1911 dal Principe Ranieri I e dalla sua nascita è un importante test per ogni vettura che si voglia cimentare in condizioni particolarmente avverse e vincere questo rally da notevole popolarità alla vettura, dato che si può considerare il più importante rally del mondo a livello di notorietà.

Dal 1973, anno di istituzione del World Rally Championship, è la prima gara dell’anno e viene disputata in gennaio, motivo per cui non è difficile trovare avverse condizioni meteo. Siccome Nizza nel 1911 attirava i turisti con il Carnevale, il nobile decise di rispondere con un evento rivoluzionario: un rally.

Ovvero una corsa di regolarità sul modello dei raduni ciclistici in voga in Italia. Partenza da varie città europee e arrivo nel Principato. La particolarità era proprio questa: i concorrenti avevano la possibilità di scegliere il punto di partenza da cinque luoghi diversi equidistanti da Monaco.

Nel 1911, le automobili più potenti avevano 25 cavalli (la metà di un’utilitaria d’oggi) e la velocità media, da regolamento, non doveva scendere sotto i 30 chilometri l’ora. Questi erano i rally. E divertivano, perché erano competizioni massacranti. Vinse Henri Rougier su una Turcat-Mery.

Era il tempo in cui le gare sportive, comunemente dette rally, venivano corse con vetture di serie: auto prese dalla normale catena di montaggio ed affidate ai piloti che le portavano in competizione. Non parlo di tempi lontani ma di pochi anni fa: degli anni Cinquanta e Sessanta, di gare come il Rally di Monte-Carlo e delle massacranti maratone della strada, come l’incredibile Londra-Sidney o la Liegi-Sofia-Liegi.

Competizioni dove per vincere, tutto era importante: l’auto, la squadra ed ovviamente il pilota. Gli anni Cinquanta della gara monegasca vengono ricordati soprattutto per le brillanti vittorie delle Citroen DS. L’opera si ferma al 1987, cioè all’anno successivo all’esclusione delle vetture Gruppo B.

Libri su Storie di Rally

la scheda

THE MONTE-CARLO RALLY

Autore: Graham Robson

Copertina: rigida

Pagine: 192

Immagini: molte a colori

Formato: 25 x 19 centimetri

Editore: Batsford

Prezzo: da 50 a 160 euro

Peso: 739 grammi

ISBN: 978-07134592-4-1

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Vita da Rally: 40 anni da Seregni a Delgado

Siamo nel 1975 quando viene pubblicato per la prima volta il libro Vita da Rally, firmato da un grande giornalista italiano quale Aldo Seregni ed edito da Rino Fabbri Editore.

Vita da Rally è la madre dei libri a tema rallystico in italiano ed uno dei primissimi in Europa. Firmato da un grande giornalista italiano quale Aldo Seregni ed edito da Rino Fabbri Editore, è tratta del primo vero libro sui rally, considerato universalmente una pietra miliare. Una vera e propria rarità. L’opera successivamente rinasce.

L’occasione è la presentazione di un secondo volume 40 anni di Vita da Rally, che prosegue il lavoro di Seregni. A firmarlo questa volta è il giornalista spagnolo Esteban Delgado. Per l’occasione, viene ristampato anche il libro di Seregni, Scuderia Centro Sud che edita la collana di libri, realizza un elegante cofanetto e stampa in tiratura limitata di cinquecento e trentotto copie. Inoltre, con le prime cento copie, in regalo c’è il poster della Fiat 124 Abarth Rally al Monte-Carlo e dell’Audi al Sanremo.

Inutile dirlo che l’abbinamento Seregni e Delgado riscuote immediatamente grande successo. La buona notizia è che in giro ci sono ancora delle copie nuove sia del libro singolo di Delgado sia dell’accoppiata nel cofanetto. Il primo volume a cura di Seregni racconta dei rally dalla nascita fino al 1975, uguale nel testo ma rinnovato nelle foto, la maggior parte delle quali scattate dallo stesso Seregni.

Si tratta di un piccolo grande libro, di poco meno di centoquaranta pagine, che racconta la storia dei rally dei tempi che furono, ma anche gli anni Settanta, un periodo in cui era tutto una corsa. Presso le librerie specializzate è possibile trovare ancora qualche copia della prima edizione nuova. Ma lo sanno anche loro che è una rarità! Costa intorno a cento euro.

Il secondo volume della collana, invece, racconta la storia dei rally dal 1976 al 2013. Anche questo è un testo prezioso e ricco di informazioni, seppure accerchiato da una maggiore concorrenza. Il giornalista spagnolo Esteban Delgado, che da oltre quarant’anni segue le gare del WRC dà seguito all’opera del giornalista italiano. Anche il secondo volume è dello stesso formato, per un totale che supera le trecentodieci pagine. I due libri insieme più il contenitore vengono venduti a circa ottanta euro.

Libri su Storie di Rally

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VITA DA RALLY & 40 ANNI DI VITA DA RALLY

Autore: Aldo Seregni, Esteban Delgado

Copertina: morbida con cofanetto

Pagine: 312 (138 Vita da Rally e 174 40 anni di Vita da Rally)

Immagini: 250 a colori, 120 in bianco e nero

Formato: 25 x 23 centimetri

Editore: Scuderia Centro Sud

Prezzo: 83 euro

Peso: 1,5 chili

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Una favola mondiale scritta da Biasion e Ravaglia

Ecco un fantastico volume scritto dal mitico Miki Biasion che racconta la sua vita automobilistica in un imperdibile libro.

Il libro scritto a quattro mani da Miki Biasion e Maurizio Ravaglia ed edito dalla Conti Editore nel 1989, cioè in occasione della seconda vittoria iridata consecutiva del campione di Bassano del Grappa, è una rarità per palati fini. Di Una favola Mondiale esistono ancora delle copie sul mercato dei libri nuovi.

In questo fantastico volume, il mitico Biasion racconta la sua vita automobilistica. L’opera è davvero di quelle imperdibili. La storia di “Miki” è nota e arci-nota. Il pilota italiano campione del mondo rally nasce a Bassano del Grappa il 7 gennaio 1958, due volte campione del mondo rally, nel 1988 e nel 1989. 

Esordisce nel Campionato Italiano Rally nel 1979 con la Opel Kadett GT/E. L’anno seguente con l’Ascona SR partecipa al Campionato Italiano, a quello Europeo e a quello del Mondo. Prende parte agli stessi campionati anche nel biennio successivo al volante della Ascona 400 con cui al Rally della Lana, valido per il titolo Italiano, centra la sua prima vittoria assoluta in carriera.

Nelle prime tre stagioni con la Casa torinese prende parte nuovamente al Campionato Italiano, a quello Europeo e a quello del Mondo a bordo di una Lancia Rally 037. Nel 1983 vince sei rally e i titoli Italiano ed Europeo. Nel 1985 si aggiudica altre due gare. Poi, dall’anno successivo, la sua carriera decolla.

Libri su Storie di Rally

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UNA FAVOLA MONDIALE

Autore: Miki Biasion, Maurizio Ravaglia

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 147

Immagini: molte a colori e in bianco e nero

Formato: 22 x 29 centimetri

Editore: Conti Editore

Prezzo: da 60 a 90 euro

Peso: 989 grammi

Il Rally Cars di AutoCar: tutta un’altra storia

Un altro Rally Cars quello della rivista AutoCar, “Given the works”. Graham Robson, con il noto mensile, pubblica nel 1983 un’interessante panoramica delle auto, ora storiche, che hanno preso parte ai rally. Quest’opera non è quotata come il “Rally Cars” di Rehinard Klein, che è aggiornato fino al 2010 e contiene informazioni su tutti, ma proprio tutti i modelli di auto da rally.

Su questo Rally Cars ci sono informazioni, rigorosamente in inglese, su Austin Healey 3000, Triumph Spitfire, Alfa Romeo Giulia GTA, Bmc Mini Cooper 1275s, Lotus-Ford Cortina Mk 2, Triumph 2,5 PI, Ford Escort Twin Cam, Lancia Fulvia 1.3 e 1.6 HF, Alpine-Renault 1600S, Ford Escort RS, Fiat 124 Abarth Rally, Lancia Stratos, Fiat 131 Abarth, Triumph TR7 V8, Saab 99 Turbo, Audi Quattro e molto altro ancora.

Quello che è più che certo è che, considerata l’età, il libro inizia a divenire raro. Molto. E infatti, i prezzi sono sensibilmente variabili. Se si escludono le copie in cattive condizioni, che vengono vendute a pochi euro, per volumi in ottime condizioni si spende fino a 50 euro e per libri nuovi si arriva anche a 130 euro.

Alcune critiche riguardano il fatto che su questo Rally Cars non sono presenti le schede aggiornate delle Gruppo B, che hanno corso successivamente alla pubblicazione. Poco importa, perché sono presenti preziose informazioni su altre importanti vetture della storia dei rally. Sicuramente è un libro da avere. In una collezione non dovrebbe mancare.

Libri su Storie di Rally

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RALLY CARS: GIVEN THE WORKS

Autore: Graham Robson

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 160

Immagini: a colori

Formato: 22 x 29 centimetri

Editore: Autocar Temple Press

Prezzo: 50-160 euro

ISBN: 978-0-6003505-0-7

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Martini Racing, una storia fantastica in un libro da sogno

La dicitura Martini Racing contraddistingue l’impegno di sponsorizzazione della Martini & Rossi su diverse vetture nelle competizioni motoristiche di varia natura.

C’è un libro speciale, tra i tanti volumi storici che arricchiscono l’editoria libraria sportiva, che racconta fotograficamente la storia dell’attività sportiva della scuderia Martini Racing dal 1983 al 1987. Una storia fantastica. Il tutto, suddiviso per specialità: dall’Endurance alla F1, dal WRC al DTM, all’off-shore.

Martini Racing Story 1983-1987 è disponibile in inglese, francese, spagnolo e portoghese. E’ rintracciabile nuovo, nelle migliori librerie specializzate, oppure sul mercato dell’usato, dove non è difficile prendere fregature. Il prezzo medio si aggira tra i trentacinque e i cinquanta euro. L’autore è Daniel Schildge.

L’opera ha un formato maxi di oltre venticinque centimetri per trentadue. Molte le foto che arricchiscono le pagine e tutte a colori. La copertina è rigida con sovracoperta. In realtà, si tratta di una seconda edizione. La casa editrice è la francese Artice.

Contrariamente alle prime impressioni questo libro, grande quanto un tavolino da caffè, lucido è più di una semplice pubblicità. Creato principalmente per pontificare un famoso marchio di bevande, quale la Martini, si è trasformato in un ottimo lavoro che racconta le avventure di uno dei principali team impegnati a correre in auto, nelle gare sportive, e in motonautica. Martini Racing, un nome, un simbolo, un mito, mille leggende.

Il prodotto è elegante. Tutte le pagine sono a colori, ben stampate su carta di alta qualità e di grande formato per consentire ad alcune fotografie straordinarie di saltare al di fuori della pagina. La maggior parte delle immagini sono uniche e spettacolari, ma soprattutto grandi.

La squadra dei rally Lancia monopolizza i primi due terzi del libro. Una meravigliosa storia raccontata di anno in anno, dal 1983 (un volume simile si è già occupato del periodo precedente) è arricchita di articoli sui principali conducenti, copiloti e auto. Le tabelle complete di tutti i risultati nella parte finale rendono quest’opera utile, oltre che bella.

Libri su Storie di Rally

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MARTINI RACING STORY 1983-1987

Autore: Daniel Schildge

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 178

Immagini: 200 a colori

Formato: 25,5 x 32,5 centimetri

Editore: Artice

Prezzo: 35-50 euro

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Attilio Bettega: storia dell’uomo e del campione in un libro

A trentanni dal terribile incidente del Tour de Corse, in cui perse la vita Attilio Bettega, Guido Rancati ricostruisce la storia, lasciando che a raccontarlo sia chi lo conosceva bene.

Questo libro non è un freddo elenco di risultati sportivi, bensì è il miglior modo di rendere omaggio ad un campione vecchia scuola, che sapeva essere umile con gli umili e forte con i forti, mai arrogante, mai spavaldo, e che nel mondo rallistico nazionale e internazionale è ancora ricordato per la sua grande gentilezza e umanità. Un vero campione con la “C” maiuscola.

Attilio Bettega ha concluso il suo percorso su questa terra quando il figlio Alessandro aveva appena quattro anni, troppo pochi per permettergli di avere ricordi diretti di suo padre. Cresciuto e diventato a sua volta protagonista nei rally si è reso conto del segno profondo che ha lasciato tra la gente e a trent’anni dal tragico schianto in Corsica ha avuto l’dea di ricordarlo con un libro che non voleva essere, e non è, un asettico elenco di risultati.

Attraverso i racconti di chi aveva avuto modo di apprezzarne le qualità di pilota e le straordinarie doti umane, ha preso forma un mosaico che dà la misura della caratura di un campione e di un uomo che sapeva cosa voleva e si batteva con tutte le sue forze per ottenere quello che voleva.

Senza isterismi, senza rinunciare a quel suo modo di fare che gli permetteva di farsi voler bene dalle persone per bene. Ma le varie tessere tratteggiano anche un’epoca forse irripetibile, e questo ne rende la lettura consigliabile sia a chi sente il morso della nostalgia sia a chi di quegli anni ne ha sentito solo parlare.

Era nato il 19 febbraio 1953, a Molveno, dove la famiglia Bettega gestisce ancora oggi un hotel. La passione per le auto era fortissima, se ne innamorò presto ed iniziò andando a vedere le gare che si svolgevano in zona. A diciannove anni decise di debuttare. Lo fece con la Fiat 128 Coupé di famiglia, ovviamente nel rally di casa, il San Martino di Castrozza.

Concluse la prima gara con un quarantaduesimo piazzamento assoluto. Nel 1973 passò all’Opel Ascona 1900 Gruppo 1 preparata dal “mago” Virgilio Conrero. Vinse la sua classe nel Campionato Triveneto Rally. Dal 1974 al 1976 corse con una un’Opel Kadett GT/E preparata da Carenini.

Quando nel 1976 la Fiat lanciò il Trofeo A112 Abarth 70 HP, Attilio capì che si trattava dell’occasione giusta per emergere. Si guardò in giro, bussò alla porta del Jolly Club, poi intercettò Luigi Tabaton, patron della Grifone, che trascorse un periodo di vacanza vicino a Molveno. Il farmacista genovese lo conosceva di fama, guardava i suoi tempi e gli affidò una vettura preparata da Albanese.

Delle quattordici gare in calendario il trentino ne vinse cinque e fece sua la classifica finale. In premio, a fine stagione, ebbe una Lancia Stratos Alitalia per disputare il Valle d’Aosta. In coppia con la moglie Isabella Torghele partì all’attacco, senza alcun timore reverenziale nei confronti del compagno di squadra Sandro Munari e alla fine si piazzò secondo, vicinissimo al “Drago”, che a sua volta era al suo ultimo successo in carriera.

Pilota ufficiale Lancia, Bettega morì il 2 maggio 1985 in seguito ad un brutto incidente occorso al Tour de Corse. Il navigatore, “Icio” Perissinot si salvò. Ma in questo libro, si parla solo di quel meraviglioso uomo e campione che era il pilota di Molveno. Bettega: just Attilio.

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ATTILIO BETTEGA: L’UOMO, IL CAMPIONE

Autore: Guido Rancati

Copertina: morbida con alette

Pagine: 137

Formato: 15,2 x 22,8 centimetri

Editore: Inpagina

Prezzo: 20 euro

Peso: 322 grammi

ISBN: 978-8-8940845-0-4

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Riccardo Valentino: lo stilista dei traversi in un bel libro

Riccardo Valentino è sempre stato un pilota sopra le righe, capace di regalare anche spettacolo all’interno dello stabilimento piombinese, quando metteva “di traverso” anche il suo camion. Un filo sopra le righe, capace di spettacolo allo stato puro anche all’interno dell’allora Italsider quando si permetteva di intraversare pure il camio.

Un tuffo negli anni Settanta e Ottanta, quando il rally era una vera malattia e tanti, anche a Piombino, erano i praticanti e gli appassionati. Parte dalla passione per i rally anche la storia di Riccardo Valentino, camionista piombinese, che fece letteralmente innamorare intere generazioni di tifosi con le sue imprese al volante di una macchina da corsa.

Valentino è stato capace di lasciare un segno nel mondo dei rally durante i quali dal 1977 al 1987 ha corso quarantadue gare, vincendone due, regalando uno show infinito a bordo di Ford Escort, Lancia Stratos e Talbot Lotus, vetture rimaste immortali nella storia della specialità.

Valentino è sempre stato un pilota sopra le righe, capace di regalare anche spettacolo all’interno dello stabilimento piombinese, quando metteva “di traverso” anche il suo camion. Un filo sopra le righe, capace di spettacolo allo stato puro anche all’interno dell’allora Italsider quando si permetteva di intraversare pure il camio.

Valentino è stato simbolo ed icona dei tifosi piombinesi, veri e propri cultori dei rally. Il volume è firmato dal direttore Andrea Cordovani, giornalista che ha legato la sua carriera ad Autosprint, oltre che da Alessandro Carrara e Mauro Parra ed è edito dalla Scuderia Centro-Sud. Si tratta di una rarità da collezione.

Libri su Storie di Rally

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RICCARDO VALENTINO – LO STILISTA DEI TRAVERSI

Autori: Andrea Cordovani, Alessandra Carrara, Mauro Parra

Copertina: rigida

Pagine: 214

Immagini: 140 a colori e 34 in bianco e nero

Formato: 21 x 21 centimetri

Editore: Scuderia Centro Sud

Prezzo: 25 euro

La coda del Drago: firmato Munari e De Agostini

La coda del Drago è un libro mitico, una rarità per palati fini. E’ il libro scritto da Sandro Munari, con la collaborazione di Cesare De Agostini.

L’opera è uscita nel 1981 ed è letteralmente andata a ruba. Oggi è un oggetto di culto. Infatti, questo libro si trova solo sul mercato dell’usato e viene venduto a cifre comprese tra gli 80 e i 300 euro, in base alle sue condizioni. D’altra parte, parliamo pur sempre di Sandro Munari.

Il pilota veneto di Cavarzere, nato il 27 marzo 1940. Il “Drago” deve la sua notorietà soprattutto al fatto di essere stato il primo italiano ad aggiudicarsi la Coppa Fia Piloti, nel 1977, a bordo di una Lancia Stratos. La sua attività agonistica nelle corse su strada ad alto livello inizia nel 1965 con la partecipazione al Campionato Italiano Rally e prosegue con le prime vittorie del titolo nazionale nel 1967 e 1969. I suoi storici copiloti sono Mario Mannucci e Silvio Maiga. Il suo erede è Attilio Bettega.

Sposato con Flavia, ha un figlio, Matteo. Per la sua completezza e le sue doti di guida dimostrate su ogni tipo di terreno, Sandro è considerato il “numero 1” dei piloti rally degli anni Settanta. Il suo esordio nella Squadra Corse HF Lancia inizia nel 1966 alla guida di una Fulvia Coupé 1299 ed una Fulvia Zagato in prove di velocità.

Ma lui vuole i rally e nel 1967 inizia la sua memorabile carriera sulla Fulvia HF assieme a Luciano Lombardini. Nel 1968, nel percorso di avvicinamento al Rally di Monte-Carlo, in Jugoslavia, il duo Munari-Lombardini ha un incidente e il copilota muore sul colpo.

Sandro, seppure scosso, continua la sua carriera. E fa bene perché i successi arrivano uno di fila all’altro. Sono questi gli anni d’oro dei rally e la Lancia è protagonista indiscussa con la “Fulvietta” di Munari. Il 1969 è l’anno del successo: vince il Campionato Italiano Rally.

Il binomio Lancia-Munari continua con qualche affanno nel biennio successivo a livello di risultati. Nel 1972 vince assieme a Mario Mannucci il Rally di Monte-Carlo. È la prima vittoria del Monte per un pilota italiano e non sarà la sola. La musica non cambia col cambio auto. Passa dalla Fulvia alla Stratos ed i successi si moltiplicano.

La sua attività nel mondo sportivo è stata anche oggetto della scrittura di un libro di memorie, in collaborazione con il giornalista Sergio Remondino, dal titolo “Sandro Munari – Una vita di traverso”. Per non staccarsi completamente dal mondo dei motori Munari ha iniziato anche un’attività di organizzatore di corsi di guida sicura che si svolge presso il circuito di Adria.

Sempre in quest’ambito crea la Abarth Driving School, di cui è direttore, in collaborazione con Abarth. La sede della scuola è situata presso il circuito di prova del Gruppo Fiat, a Balocco in provincia di Vercelli. Nella sua lunga carriera vince praticamente tutti i rally mondiali, gli manca soltanto la vittoria al Safari.

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LA CODA DEL DRAGO

Autori: Sandro Munari

Copertina: morbida

Pagine: 151

Immagini: in bianco e nero

Formato: 17 x 23,5 centimetri

Editore: Edis Edizioni Rombo

Prezzo: da 80 a 300 euro

Peso: 358 grammi

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Storie di rally: 40 anni di racconti by Guido Rancati

Storie di rally, racconta quarant’anni di storie di prima mano sui grandi protagonisti del Mondiale Rally, scritte da un ex giornalista sportivo.

Storie di rally, quarant’anni di uomini e avventure raccontati dal poeta delle corse. Aneddoti, curiosità e storie, in uno dei libri più apprezzati sulla storia della specialità. Oggi rappresenta una vera e propria rarità fuori catalogo in versione cartacea, ma è disponibile ancora in formato ebook. Il libro è edito da Pendragon e porta la data del 2004 come prima uscita.

Lo firma, appunto, Guido Rancati, ex inviato nel World Rally Championship, che fu firma di riferimento del settimanale Autosprint e del quotidiano La Gazzetta dello Sport e non solo. Quando era un giornalista, Rancati o lo odiavi o lo amavi. Ma non potevi non averne considerazione.

Scriveva come parlava. Incantava. Ma era sempre molto concreto e altrettanto chirurgico. Curioso, sapeva tante cose e questo gli permetteva di collegare in modo encomiabile il detto e il non detto, trasformandolo in un ottimo testimone del futuro. Il libro Storie di rally è stata la sua testimonianza.

In questo caso più che mai il libro è più di un semplice oggetto da riporre su uno degli scaffali della propria libreria. Può essere considerato, infatti, come una finestra. Una finestra sul mondo dei rally. Storie di rally porta in grembo non non una storia dei rally, ma storie “di” rally.

Tutte di prima mano. Scritte come fossero un romanzo. Il romanzo più bello. Ventuno capitoli che partono dal ghiaccio e dalle nevi notturne del Turini illuminate dai fari dei campioni, che derapano poi nella savana africana del Safari, per slittare, infine, sulle nevi svedesi nell’incanto del 1000 Laghi o sulle pietraie dell’Acropoli.

È un libro pieno di ricordi, di volti, di avventure, che sa mescolare i mille episodi del mondo selvaggio e sapiente delle corse su strada, senza dimenticare i tornanti della storia: quella politica, sociale e di costume, dei Paesi attraversati dalla carovana dei rally in trent’anni di “vagabondaggi”, come ama definirli lui. Storie di rally, appunto.

È un diario unico, che racconta questo mondo come nessuno ha saputo fare prima. Che catturerà l’emozione degli appassionati e farà capire, anche a chi non ha mai visto una corsa, come i rally possano essere piccole opere d’arte e imprevedibili, inaspettati, particolarissimi strumenti per capire il mondo che ci circonda.

Sport e costume, storie e personaggi, aneddoti e ricordi sui tornanti di tutto il mondo. Un libro che è anche un diario, dedicato ad una disciplina di cui da oltre trent’anni, come annota Rancati, si preconizza la fine. “Ogni volta che cambia qualcosa l’albero dei rimpianti germoglia”. Eppure le corse vanno avanti. “Cambieranno ancora e poi finiranno, ma solo perché niente è per sempre. Non domani spero. E neppure domani l’ altro”.

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STORIE DI RALLY

Autore: Guido Rancati

Copertina: flessibile

Pagine: 144

Immagini: in bianco e nero

Formato: 21 x 14 centimetri

Editore: Pendragon

Prezzo: 14 euro (libro) 3,90 euro (ebook)

ISBN: 978-8-8834231-7-8

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La Ferrari 308 GTB Rally Car raccontata in un’opera

Lanciata nel 1975, la 308 GTB fu la seconda Ferrari a motore centrale a utilizzare un V8. Un’auto adatta a correre nel Gruppo B, storica categoria di rally.

Quando pensiamo alle sportive del Cavallino Rampante diventa difficile associarle a competizioni in cui a dominare sono macchine più tradizionali, più familiari e da città. Però, i mitici anni Ottanta portano questo e altro. Infatti, nell’epopea dei rally, quando il Gruppo 4 viene sostituito dal Gruppo B, anche le Rosse hanno avuto la loro parte, in special modo la Ferrari 308 GTB Rally Car.

Dove nasce questa splendida Ferrari da rally? In Italia nasce a Padova. E infatti, solo un reporter vintage padovano – con l’aiuto dell’amico giornalista Fabrizio De Checchi – poteva realizzare questo omaggio alla più incredibile auto da rally, che debutta nel lontano 1978, forgiata da Michelotto.

I rally non sono mai stati un terreno favorevole alle gran turismo di Maranello, eppure anche loro si sono cimentate, e con successo, in questa specialità estrema per delle berlinette concepite soprattutto per l’asfalto e che, se impiegate in corsa, prediligevano l’asfalto dei circuiti piuttosto che la terra e la neve dei rally.

Il libro ha cento e ottantaquattro pagine, con oltre trecento e cinquanta immagini, quasi tutte inedite. Un caleidoscopio di magnifiche fotografie che fanno scoprire la storia di una macchina stradale trasformata in rally car in mezzo a tanti e inediti racconti di vita nei rally per bocca dei protagonisti.

L’affascinante storia del progetto, il debutto con un giovane Liviero alla guida, i problemi di gioventù, l’arrivo di Altoè a far strada per migliorare, Pinto e la sua prima vittoria, le gare di campionato e poi Andruet “Cavallo Pazzo” che la porta al successo e alla fama mondiale.

Interviste speciali a Lele Pinto e Fabio Penariol. Notizie e fatti inediti, racconti dei protagonisti, interviste e rivelazioni: un super libro che poi arriva fino al Terzo millennio, con la rinascita del progetto grazie a“Lucky”, che decide di guidarla. A proposito, ci sono tutte le le immagini delle Ferrari del Terzo millennio fatte preparare da “Lucky”, che già aveva corso nel 1984 con la Ferrari 308 Gruppo B.

Tutte le auto che hanno portato il Cavallino Rampante a vincere nei rally sono ben rappresentate in questo speciale volume: dalla rossa iniziale di Liviero alla livrea Olio Fiat di Nico, dalle livree Pioneer-Entremont di Andruet alle bianche Pro.Motor.Sport di Zanini, vincitore del Campionato Spagnolo nel 1984. Antonio Biasioli ripercorre i traguardi del palermitano “Bronson” come del bresciano Nick Busseni, il debutto spettacolare di Waldegaard con la bianca 308 sponsorizzata Saba e le gare di Henri Toivonen al Rally di Monza e a quello di San Marino.

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FERRARI 308 GTB RALLY CAR

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 200

Immagini: 400 in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 42 euro

ISBN: 978-8-8889396-3-6

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Lancia 037, la storia di una campionessa in inglese

Un libro ricercato racconta la storia della Lancia 037, la storia di una campionessa non comune. Lancia 037: The Development & Rally History of a World Champion.

Lancia 037: The Development & Rally History of a World Champion, tradotto in italiano, significa Lo sviluppo e la storia nei rally di una campionessa del mondo, è ormai per pochi. Racconta in modo meticoloso e dettagliato della fine degli anni Settanta, quando il problema di qualsiasi produttore che partecipa al Campionato del Mondo Rally è che le regole vengono cambiate con troppo breve preavviso.

L’opera esamina le soluzioni trovate per la vettura Lancia Rally 037 e conduce il lettore attraverso le nuove regole che tutti i potenziali contendenti dovrebbero prendere in considerazione se volessero vincere rally iridati. La Lancia Rally 037 è stata sviluppata rapidamente per affrontare l’allora dominante Audi Quattro. I motivi per cui è tutto è stato un successo sono presenti qui, insieme a un’analisi approfondita e retrospettiva dello sviluppo dell’auto, con l’aiuto e la collaborazione del suo progettista e ingegnere capo, l’Ingegner Sergio Limone.

Qui puoi leggere come è stata decisa la configurazione di base della macchina, cosa le regole avrebbero consentito e come il progetto si è svolto in totale segreto nei vari circuiti di prova nei centri di Torino e nei dintorni della capitale sabauda, nascosti dai rumors della stampa automobilistica mondiale che cercava di dare un senso a quel poco di conoscenza che aveva in tema di progressi del progetto.

Inoltre, le fotografie di Limone provenienti da aree non accessibili al pubblico raccontano la loro storia. Con questo libro disponibile solo in inglese, l’attenzione si sposta, quindi, sul mondo dei rally di alto livello, con tutte le glorie e i mal di testa associati. Accompagnati da una fotografie e da intuizioni straordinarie da parte dei membri del team, seguiamo le piccole e agili 037 nel percorso che hanno fatto per diventare così tanto popolari, mentre lottavano per il World Rally Championship nel 1983 e altre innumerevoli vittorie in tutto il mondo.

Retrocopertina del libro dedicato alla Lancia Rally 037, orgoglio italiano.
Retrocopertina del libro dedicato alla Lancia Rally 037, orgoglio italiano.

Inoltre, ci sono prove di vari esempi chiave delle auto e appendici di eventi e telai utilizzati. Questo libro è illustrato con duecentocinquanta straordinarie e rare foto di azione. Altra pubblicazione della gamma Classic Reprint, questo libro esplora la storia, lo sviluppo e la storia di completamento delle prime auto da rally del Gruppo B nella nuova era della supercar da rally.

L’entusiasmo dell’autore, Peter Collins, per tutte le vetture italiane brilla di passione, poiché stava per entrare nel progetto, registrare e documentare tutte le fasi dello sviluppo delle vetture sin dall’inizio, insieme al progettista di macchine e all’ingegnere capo, Sergio Limone. 

Tutte le tappe sono completamente rappresentate con splendide fotografie d’epoca, in particolare quelle da test, anche privati, prima che la vettura fosse presentata al pubblico per la competizione nel 1982. Da lì, il libro passa attraverso le stagioni dei rally europei dal 1983 al 1986, condividendo approfondimenti da parte dei membri del team e di molti dei piloti che hanno guidato la macchina, in trionfo e tragedia, in questo periodo, prima che la potenza di altri produttori di rally prendesse il sopravvento su una ormai non più sviluppata 037.

L’opera termina con una lista completa che illustra tutti i risultati raggiunti nella storia delle competizioni e una sezione su come possedere e guidare questo stallone italiano purosangue. Questo libro sarebbe un regalo eccellente per quelle buie notti invernali, in cui vale ancor più la pena guardare indietro nella storia e rivivere lo sport di quegli anni.

Per coloro che hanno perso il libro la prima volta, è stata data una seconda possibilità. Non perdetela. La gestazione dell’auto, illustrata con copie di documenti di omologazione, disegni tecnici originali, fotografie di colpi di stato e testo molto leggibile. L’autore ha avuto ampio accesso ai documenti grazie all’ingegnere capo Limone e cita commenti, oltre ad avere citazioni da piloti come Miki Biasion e Markku Alen e immagini e documenti dagli archivi aziendali. L’autore è stato co-fondatore e direttore della rivista Auto Italia nel Regno Unito dal 1994. 

L’entusiasmo di Peter Collins per il motorsport italiano emerge a Le Mans nel 1967 come sostenitore della Ferrari. Successivamente si lascia intimamente coinvolgere nella scena automobilistica italiana, sia con le auto sia con la gente. Peter ha pubblicato diversi libri con Veloce, tra cui libri sulla Lancia Delta HF Integrale, Alfa Romeo Tipo 33, Ferrari 312P e British Touring Car Racing.

Libri su Storie di Rally

la scheda

LANCIA 037

Autore: Peter Collins

Copertina: rigida

Pagine: 224

Immagini: 465 a colori e 20 in bianco e nero

Editore: Veloce

Prezzo: 66 euro (formato cartaceo) 31,19 euro (formato kindle)

Peso: 1,4 chili

ISBN: 978-1-7871112-8-8

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Alfa Romeo nei rally: un libro fotografico la racconta

Prima il volume Lancia Stratos la regina dei rally, Opel poi Kadett GT/E funny car e Fiat 124 berlina e spider da corsa. Alfa Romeo nei rally è la quarta monografia di Biasioli.

Dopo Lancia Stratos la regina dei rally, Opel Kadett GT/E funny car e Fiat 124 berlina e spider da corsa ecco la quarta monografia di Antonio Biasioli. Alfa Romeo nei rally è un libro fotografico dedicato all’Alfa Romeo, un’altra fatica di Antonio Biasioli, e, come lo stesso autore dice, è un omaggio a tutte quelle vetture del Biscione, nate per la velocità pura, che hanno calcato la scena dei rally, suscitando gioiosi fremiti e raccogliendo ottime soddisfazioni, con piloti come Arnaldo Cavallari, Luciano Trombotto, Federico Ormezzano, Maurizio Verini, Amilcare Ballestrieri e tanti meno conosciuti.

Ampio spazio è dedicato agli uomini e ai team che hanno guidato le Alfa Romeo, dalle strade innevate di Monte-Carlo agli sterrati delle prime edizioni del Rally di Sicilia. Ricco di storie, ricchissimo di foto in bianco e nero e a colori. Pagina dopo pagina si ripercorre la storia delle Alfa Romeo nei rally, dalla Giulia all’Alfasud, ma sopratutto le vicende rallystiche dell’ Alfetta GT e GTV. Il libro in lingua italiana e inglese è in tiratura limitata di cinquecento copie, più cinquanta numerate e autografate dall’autore.

Insomma, ancora una volta un bel libro per gli appassionati della specialità e del Quadrifoglio, pensato, scritto ed impaginato da un grande e competente appassionato. Ne è nato un volume che ha soddisfatto le attese, come già in passato Biasioli ha dimostrato di sapere fare, ricco di storie, ricchissimo di foto in bianco e nero e a colori, ancora una volta un libro imperdibile per gli appassionati della specialità e del Quadrifoglio, pensato, scritto ed impaginato da un appassionato. Alfa Romeo nei rally è imperdibile anche per gli amici modellisti per i tanti spunti che da per la realizzazione di miniature inedite.

Libri su Storie di Rally

la scheda

ALFA ROMEO NEI RALLY

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 160

Immagini: oltre 400 foto

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 40 euro

ISBN: 978-8-8889395-0-6

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Rally dell’Isola d’Elba: i miei primi 26 anni di sfide

Il Rally dell’Isola d’Elba è sempre stata un’importante manifestazione sportiva sin dal 1968, quando venne disputata la prima edizione. Un bel libro le rende omaggio.

Realizzato in precedenza con il contributo dell’Automobile Club di Livorno, successivamente riproposto con lo stesso titolo ma in maniera parziale – oltre duecentocinquanta pagine sul Rallye dell’Isola d’Elba dal 1981 al 1993 – quest’opera comprende due volumi (1968-1980 e 1981-1993) e ripercorre tutte le ventisei edizioni della leggendaria gara isolana con cronaca completa e classifiche in oltre seicento pagine totali con centinaia di fotografie.

Nel 1968, quando fu organizzata l’edizione numero 1, a vincere fu il pilota Arnaldo Cavallari a bordo di una Lancia Fulvia HF. Da allora si sono susseguiti Campionati Italiani, Europei, rally graffiti e rally storico, che portano sull’isola numerosi appassionati di questo sport. Generalmente il rally è presente all’Elba con due appuntamenti: quello classico riservato alle vetture moderne, che dopo tanti anni, ha riconquistato un posto nella serie tricolore, e il rally storico.

Il Rally dell’Isola d’Elba è nella storia dei rally mondiali, è una delle gare italiane più conosciute e belle nel mondo, una vera e propria icona delle gare su strada. Il ritorno all’Elba di validità importanti e il rinserimento del rally elbano nel Campionato Italiano Rally ha riportato alla giusta collocazione un mitiìo di gara. E non solo per i piloti locali che, in verità, negli anni sono stati tantissimi e si sono fatti valere a tutte le latitudini e a tutte le longitudini.

Nel primo volume, in particolare, si trova ampia testimonianza della partecipazione di Federico Ormezzano e Enrico Cartotto, giunti quinti assoluti, all’edizione 1973. ma non solo. L’asprezza della gara, il calore del pubblico e la bellezza della natura sono le caratteristiche di questa indimenticabile competizione che si svolgeva all’Isola d’Elba. Questo primo volume ripercorre i primi anni di questo rally, dal 1968 al 1980, dove, anno per anno si susseguono gli elenchi degli iscritti, la cronaca delle gare e le classifiche finali. Il tutto arricchito da splendide…

Libri su Storie di Rally

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RALLY DELL’ISOLA D’ELBA: I MIEI PRIMI 26 ANNI

Autori: Andrea Ulivelli, Mauro Parra

Copertina: rigida

Pagine: 600

Immagini: a colori e in bianco e nero

Editori: Mgs Edizioni (volume 1) e Edizioni GPM (volume 2)

Prezzo: 68 euro

Peso: 1,7 chili

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Lancia Stratos: la Regina dei Rally vista da Antonio Biasioli

Un libro multilingue, italiano e inglese, ormai quasi introvabile. Chi ce l’ha se lo tiene stretto. Antonio Biasioli lo pubblicò a settembre del 2009. Il volume andò esaurito in breve tempo.

Lancia Stratos – la Regina dei Rally è un’opera completamente diversa dalle altre, contiene in 144 pagine ben oltre trecento fotografie, di cui gran parte inedite e particolari. Il libro racconta come è nata la Stratos, chi l’ha guidata e le emozioni che trasmette ancora oggi, nel Terzo millennio.

All’interno sono contenute interviste a Sandro Munari, Cesare Fiorio e Tony Fassina, ma soprattutto molto spazio è dedicato alle imprese Lancia alla Targa Florio 1973 e 1974 e al Giro Automobilistico d’Italia dal 1974 al 1979, oltre che ai molti piloti privati che l’hanno scelta per correre.

Il libro trasuda passione, la stessa che Antonio Biasioli, appassionato reporter, da anni trasmette con le sue immagini. Sul libro Lancia Stratos: Regina dei Rally sono presenti immagini concesse da altri fotografi. Successivamente, Biasioli è tornato sull’argomento, con “Lancia Stratos: 40 anni di successi“. 

La Stratos è, senza ombra di dubbio, l’auto regina dei rally degli anni Settanta, oltre che una delle più belle, potenti, importanti e rappresentative sportive di quel decennio. Fu la madre delle vetture Gruppo B: tre titoli nel Campionato del Mondo Rally vinti consecutivamente, tra il 1974 ed il 1976, e tantissimi altri successi a livello Europeo e Italiano.

E’ stata, forse ancora oggi è, la migliore automobile con carrozzeria di tipo coupé, prodotta dalla Lancia dal 1973 al 1976, su disegno di Marcello Gandini per Bertone. La sua storia ha inizio al Salone di Torino del 1970, quando il geniale di Bertone lancia una provocazione, un prototipo di un’auto “extraterrestre” alta soli 80 centimetri, con accesso attraverso l’enorme parabrezza centrale, dotata di motore 1,6 litri della Fulvia HF montato centralmente.

Un debutto sconcertante che lascia di stucco tutti gli addetti ai lavori, anche se da parte della dirigenza Fiat, ed in particolare di Cesare Fiorio, a capo del reparto sportivo del Costruttore torinese, si ipotizza di sfruttare quello Stratos (inizialmente al maschile) come base per l’erede della Fulvia HF nei rally, sempre più combattuti e ricchi di tecnica.

Certo quella linea sarebbe dovuta essere addolcita, per cui Nuccio Bertone si cimenta in varie evoluzioni stilistiche e concettuali che portano ad un abbozzo quasi definitivo della nuova berlinetta. I concetti base sono la trazione posteriore, il motore in posizione centrale e le portiere incernierate normalmente.

Così la Stratos fa la sua comparsa nel 1972 nella sua veste definitiva: le dimensioni sono compatte, meno di 4 metri. La linea è sempre fortemente a cuneo, anche se più umana rispetto al prototipo del 1970. Manca solo il motore. Si cerca un propulsore nobile, potente, dotato di molta coppia.

La scelta cade sul 6 cilindri a V di 2.400 centimetri cubici della Ferrari Dino 246GT, con opportune evoluzioni e modifiche. Il risultato è eccellente: 250 cavalli, 225 newtonmetri di coppia massima a 4000 giri al minuto, 230 chilometri orari di velocità massima, ma da 0 a 100 in meno di 7 secondi. Ma in questo libro non troverete dettagli e curiosità tecniche. Qui, solo foto, storie e aneddoti.

Libri su Storie di Rally

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LANCIA STRATOS: REGINA DEI RALLY

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 144

Immagini: 325 in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 40 euro

ISBN: 978-8-8889392-4-7

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Fiat 131 Abarth Rally: l’opera editoriale completa

Il nome già dice tutto: Fiat 131 Abarth Rally. Punto e basta. Senza possibilità di equivoci, si tratta di un libro che racconta, con semplice completezza, l’avventura vincente della Fiat 131 Abarth.

La Fiat 131 Abarth è stata una vettura “casalinga” trasformata dall’Abarth per vincere tre Campionati del Mondo Rally. Il progetto, il debutto incredibilmente vincente con Giorgio Pianta al Giro Automobilistico d’Italia, la prima stagione e via discorrendo con centinaia di fotografie mai pubblicate prima. La storia narrata dai protagonisti: piloti, meccanici, motoristi e navigatori raccontano le loro magnifiche avventure vincenti.

Spesso sottovalutata, questa vettura dal look squadrato ha confermato le ottime doti di tanti ottimi piloti che l’hanno guidata, da Markku Alen a Walter Rohrl, da Bernard Darniche ad Attilio Bettega, da Adartico Vudafieri a Maurizio Verini. Il libro passa in rassegna tutta la storia del Fiat 131 dal debutto nei rally come prototipo, nel 1975, fino agli anni d’oro in cui mieteva i più grandi successi. 

Interessanti i tanti racconti storici contenuti al suo interno da parte di chi questa vettura l’ha guidata, l’ha vissuta come navigatore, l’ha rialzata durante i parchi assistenza o anche solo seguita in capo al mondo.

Biasioli, sulla sua ultima fatica, scrive: “Siamo alla settima “Monografia da Rally” ed era altamente doveroso dedicare (probabilmente) l’ultima alla Fiat 131 Abarth, che molti dimenticano aver vinto tre Mondiali Rally ai tempi d’oro, quando tutte le più importanti case automobilistiche preparavano le migliori vetture stradali per competere”.

Chiaramente “poco affascinante” sin dalla presentazione, la Fiat 131 Abarth Rally ha saputo guadagnarsi il plauso dei piloti e il tifo degli appassionati che avevano ancora negli occhi il fascino della meravigliosa Lancia Stratos, in cambio bisogna ammettere che l’affidabilità della vettura, la piacevolezza di guida al limite e un buon motore, forte come un mulo, ne hanno forgiato la carriera.

Tre titoli mondiali, dal 1977 al 1980, sono un buon record per una casa come la Fiat che finora non aveva saputo vincerne neanche uno con vetture tecnicamente migliori e budget faraonici… Un successo di squadra, con nuovi vertici, l’unione degli sforzi e quei tanti bravissimi tecnici e meccanici che si sono dannati l’anima per preparare la vettura in Abarth e per assisterla poi al meglio sui campi di gara.

La 131 ha avuto anche il merito di consacrare due campioni già molto bravi, ma che da questo progetto hanno ottenuto un imponente imprimatur: Markku Alen che poi arriverà ancora più in alto con le Lancia e Walter Rohrl che otterrà un titolo mondiale piloti e poi passerà alla Opel ed alle quattro ruote motrici dell’Audi. Qui non troverete gli aspetti tecnici da ingegneri o un elenco interminabile di targhe e numeri di telaio…

“Ma troverete le migliori (ed inedite) immagini che narrano la storia felice della Fiat 131 tra piloti ufficiali e privati, tra scuderie titolate e quelle ruspanti… con tutta la mia passione e quella di coloro che mi aiutano ad assemblare queste pagine da cui trasparirà la gioia di aver visto in corsa queste vetture vincenti”, conclude Biasioli.

Un modo molto originale per ripercorrere la storia della 131 Abarth Rally, nata come versione elaborata dalla Abarth della berlina Fiat 131, costruita tra il 1976 e il 1978 in soli quattrocento esemplari. Una storia raccontata attraverso una visione meno “classica” di quella a cui si è abituati.

Libri su Storie di Rally

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FIAT 131 ABARTH RALLY

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 232

Immagini: oltre 650 in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 40 euro

ISBN: 978-8-8889398-5-8

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I miei primi 40 anni: l’opera sulla Lancia Stratos

Lancia Stratos – 40 anni di successi è la storia di una straordinaria auto da rally con 650 fotografie inedite che arricchiscono le pagine del volume.

Lancia Stratos: 40 anni di successi, scritto da Antonio Biasioli ed edito da Edizioni Elzeviro, realizzato con la collaborazione di Fabrizio De Checchi e Luca Cattilino, più di duecentodieci pagine per raccontare, e non solo fotograficamente, la storia di una tra le più appassionanti storie motoristiche: dalla nascita del mito fino alle più recenti (e discutibili) reinterpretazioni della betê a gagner

Biasioli presenta i suoi lavori come opere “fotografiche”, forse a ricordare, quasi ce ne fosse bisogno, che da decenni racconta la storia dei rally attraverso i suoi scatti. Anche in questo libro sono stati miscelati ad arte il vecchio e il nuovo, racconti e aneddoti, impresa per nulla scontata che premia la dedizione profusa nel regalare agli appassionati emozioni di un tempo che in molti, rimpiangiamo.

Lancia Stratos, 40 anni di successi ripercorre da una parte la storia di questa straordinaria automobile grazie ad un numero davvero impressionante di immagini inedite (650 sono le fotografie che arricchiscono le pagine del volume) e trasporta alla scoperta di esclusivi racconti e aneddoti sapientemente miscelati.

Quando le immagini sono vere e proprie opere d’arte, il testo raccolto dall’autore diventa un modo originale per creare l’ambientazione più adatta. Alla realizzazione dell’opera sulla Lancia Stratos HF hanno partecipato giornalisti come Gian dell’Erba, direttore de La Manovella, che ci introduce alla nascita del mito.

Si prosegue con l’intervista che Ariella Mannucci ha concesso a Silvio Ottolenghi del quotidiano Tuttosport, passando poi per i ricordi di “Biche”, Piero Sodano, Lele Pinto, Tony Fassina, solo per citarne alcuni, senza dimenticare le numerose testimonianze di chi quell’epopea la visse in prima persona, da Sergio Martinetto, motorista del Reparto Corse Lancia, ai racconti di Piero Spriano.

Una corposa sezione del libro è dedicata ai piloti, noti e meno noti che popolarono i rally tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta e ai preparatori, senza trascurare (grande merito) i consistenti contributi offerti dagli appassionati doc che dedicano il proprio tempo a ricostruire la storia della Stratos, affinché questo patrimonio non vada perduto. Chi ha la fortuna di possederne una, di Stratos, se la tiene stretta. Vale la stessa cosa per questo libro, che ormai è una rarità.

Libri su Storie di Rally

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LANCIA STRATOS: 40 ANNI DI SUCCESSI

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 216

Immagini: 650 in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 68 euro

ISBN: 978-8-8889395-7-5

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Opel Kadett GT/E: la 1ª edizione di Antonio Biasioli

La prima edizione del libro di Antonio Biasioli sulla Opel Kadett GT/E, con tantissime foto, tutte dedicate alla tedesca da rally, principessa indiscussa dei rally di ieri. 

Opel Kadett GT/E, tutto ebbe inizio quando nel settembre del 1975 quando, assieme alla City Lusso (con allestimento simile alle Lusso a tre volumi), debuttò la Kadett Coupé GT/E, spinta da un 4 cilindri di 1,9 litri dotato dell’iniezione Bosch J-Tronic che erogava 105 cavalli, che divenne ben presto la base ideale per farne una vettura da corsa.

Un’auto con cui hanno corso tantissimi grandi piloti, da Walter Rorhl ad Amilcare Ballestrieri, da Jean-Pierre Nicolas a Rauno Aaltonen. Il libro traccia la storia della Opel Kadett dalla sua prima versione, apparsa nel 1962, fino all’ultima versione 2000 GT/E. Quindi, appunto, dalla fine del 1975, quando viene affidata a Walter Rohrl una Gruppo 2 con motore 1,9 litri a carburatori derivato dalla Manta con 160 cavalli.

I buoni risultati ottenuti spronano la Opel a una successiva omologazione in Gruppo 4 dove fa debuttare un motore con 230 cavalli a 7.400 giri, con 16 valvole. Nel 1976 le vetture ufficiali patiscono purtroppo molte noie specialmente di surriscaldamento in quanto troppo esasperate nella preparazione dei motori.

La Kadett è una protagonista indiscussa dei rally fine anni Settanta con i suoi Gruppi 1 e 2. La Gruppo 1 è un’affinamento del prodotto di serie, quindi il motore viene bilanciato, la testa pulita, cresce il rapporto di compressione,l’albero motore viene sostituito con un tipo sempre omologato per il Gruppo 1 con la stessa alzata di quello di serie, ma con profili differenti, eccetera. Viene anche modificato l’assetto e i sistemi di sicurezza.

La Gruppo 2, invece, viene interamente elaborata, dal telaio irrobustito a tutto il gruppo delle sospensioni, incluso la modifica dell’impianto frenante, della carrozzeria, parafanghi con l’uso di codolini, eccetera. Il motore può essere sia a carburatori, soluzione diffusa in quanto più semplice da sviluppare e gestire, sia ad iniezione meccanica.

Con una preparazione completa il motore eroga dai 160 ai 190 cavalli a seconda del tipo di elaborazione. Infine, c’è la Gruppo 4, che rappresenta il massimo sviluppo della Kadett GT/E: motori a 16 valvole o a testa radiale in alluminio, con potenze che arrivano fino a 230 cavalli.

A livello di telaio le differenze con la vettura omologata in Gruppo 2 si trovano nei cerchi e nell’impianto frenante con quattro autoventilanti. Biasioli si sofferma poi a descrivere le varie versioni rally, con molti particolari ed una carrellata delle gare e dei successi mietuti da queste auto che, come scrive giustamente l’autore: “Hanno l’affidabilità assoluta ed il controsterzo nel sangue”.

Moltissime foto a colori, che la ritraggono anche nelle sue partecipazioni alla Targa Florio in edizione rallystica. Imperdibile per gli amanti della granturismo tedesca. Questa edizione è una rarità assoluta, andata esaurita. L’autore ha stampato una seconda edizione con oltre cinquanta pagine in più e tante nuove immagini inedite. Ma questa prima edizione resta un pezzo da collezione. 

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OPEL KADETT GT/E FUNNY CAR (1ª edizione)

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 143

Immagini: 325 in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 50 euro

ISBN: 978-8-8889392-0-9

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