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Lancia Rally Gruppo B: 037, Delta S4, ECV ed ECV2

Peugeot lancia la 205 Turbo 16, Audi aveva già inaugurato il Gruppo B con la rivoluzionaria Quattro, Lancia partecipò prima con la stupenda Lancia Rally 037 e poi la Delta S4. Ecco, fermiamoci un attimo prima. Le Gruppo B hanno segnato uno dei momenti più affascinanti e al tempo stesso tragici nella storia del rallismo mondiale e non solo. Le 037, le S4 e le EVC e ECV2, “attrici effimere” di un Gruppo S mai nato, sono state le indimenticabili protagoniste delle stagioni 1982-1986.

Torniamo insieme con la mente agli anni ’80. Si sa che sono il decennio degli eccessi in campo automobilistico. Formula Uno turbo, auto da rally turbo, utilitarie rese sportive grazie al turbo, moto con il turbo. Proprio nei rally abbiamo il cambiamento principale, l’istituzione del Gruppo B, ovvero l’ammissione ai cancelletti di partenza di vetture anche non di derivazione stradale, l’importante è che fossero omologati almeno 200 esemplari. Il motore era libero, così come l’aerodinamica e la trazione.

Peugeot lancia la 205 Turbo 16, Audi aveva già inaugurato il Gruppo B con la rivoluzionaria Quattro, Lancia partecipò prima con la stupenda Lancia Rally 037 e poi la Delta S4. Ecco, fermiamoci un attimo prima. Le Gruppo B hanno segnato uno dei momenti più affascinanti e al tempo stesso tragici nella storia del rallismo mondiale e non solo. Le 037, le S4 e le EVC e ECV2, “attrici effimere” di un Gruppo S mai nato, sono state le indimenticabili protagoniste delle stagioni 1982-1986 scandite – per il Marchio Lancia – da svariati titoli a livello mondiale, europeo e italiano, ma anche da terribili incidenti costati la vita, prima, ad Attilio Bettega, poi, ad Henri Toivonen e Sergio Cresto. Il libro è bilingue italiano-inglese.

Sergio Remondino, storico giornalista e profondo conoscitore del poliedrico mondo dei rally, ripercorre, anno dopo anno, quell’epoca indimenticabile, attraverso un testo ricco di aneddoti anche grazie alla testimonianza dell’ingegnere Sergio Limone, fra gli artefici delle Gruppo B. A completare questo prezioso volume sono le suggestive immagini di Reinhard Klein, fra i fotografi più affermati nel mondo dei rally.

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la scheda

LANCIA RALLY GRUPPO B: 037, DELTA S4, ECV, ECV2

Autore: Sergio Remondino

Copertina: rigida

Pagine: 240 pagine

Immagini: centinaia a colori e b/n

Formato: 24 x 27 cm

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 50 euro

Peso: 1,73 chilogrammi

ISBN: 9788879118477

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Il WRC 2020 raccontato da McKlein in Rallying

Come tutti gli sport professionali, il rally si è fermato immediatamente. Sarebbero passati quasi sei mesi prima che il WRC ripartisse, in grande stile, in una nuova sede, in Estonia. Da quel momento, a settembre, lo spettacolo è tornato alla grande. Per molti, il 2020 sarà l’anno da cercare di dimenticare, ma nel WRC si è rivelato un anno davvero memorabile.

The show must go on, lo spettacolo deve continuare. Il titolo della canzone dei The Queen si presta perfettamente al Campionato del Mondo Rally 2020. A marzo, proprio quando il virus Covid-19 ha iniziato a diffondersi rapidamente in Europa, il WRC era in Messico, completando prematuramente il terzo round della stagione.

Come tutti gli sport professionali, il rally si è fermato immediatamente. Sarebbero passati quasi sei mesi prima che il WRC ripartisse, in grande stile, in una nuova sede, in Estonia. Da quel momento, a settembre, lo spettacolo è tornato alla grande. Per molti, il 2020 sarà l’anno da cercare di dimenticare, ma nel WRC si è rivelato un anno davvero memorabile.

Nuove sfide, nuovi rally, nuove rivalità e un nuovo nome in cima al campionato: il gallese Elfyn Evans sembrava essere l’uomo da prendere, ma alla fine Sébastien Ogier ha prevalso ancora una volta. Rallying 2020 – Moving Moments è il resoconto definitivo di questa storica stagione WRC, in parole e immagini (414 a colori).

Oltre al WRC, questo libro include recensioni delle stagioni WRC2, WRC3, JWRC e del Campionato Europeo, oltre a colorati retroscena che hanno avuto un impatto sul rally nel 2020. Questo è solo un assaggio di quello che c’è dentro Rallying 2020 – Moving Moments, un must-have per tutti gli appassionati!

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la scheda

RALLYING 2020

Autori: Colin McMaster, David Evans

Copertina: rigida

Pagine: 224

Immagini: centinaia a colori

Formato: 30 x 21 cm

Editore: McKlein Publishing

Prezzo: 50 euro

Peso: 1,4 chilogrammi

ISBN: 978-3947156320

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Una vita da Rally: in libreria quella di Massimo Grosso

Una parte di noi rimane bambina. Con i sogni e i desideri nati nell’età dell’incoscienza mai sopiti del tutto. ”Una vita da Rally” inizia dalle fantasie di un ragazzino che lavorava nell’officina di papà. Irrimediabilmente attratto da quel mondo rumoroso e colorato delle auto da rally che aveva imparato a conoscere attraverso le fotografie e soprattutto da quel poster appeso in officina che raffigurava la 131 Abarth.

Una vita da Rally, il racconto in chiave ironica e divertente di un ragazzino che, nato fra automobili e profumo di olio e di benzina respirati nell’officina del papà, sogna il mondo colorato e rombante dei rally. Un ambiente al quale si avvicina con discrezione, ma che riuscirà col tempo a trasformare da fantasie di un ragazzino che fantasticava osservando un poster della Fiat 131 Abarth Rally (non uno qualunque) nella realtà di una vita intera vissuta intensamente fra le auto da corsa.

Inutile negarlo. Una parte di noi rimane bambina. Con i sogni e i desideri nati nell’età dell’incoscienza mai sopiti del tutto. “Una vita da Rally” inizia dalle fantasie di un ragazzino che lavorava nell’officina di papà. Irrimediabilmente attratto da quel mondo rumoroso e colorato delle auto da rally che aveva imparato a conoscere attraverso le fotografie e soprattutto da quel poster appeso in officina che raffigurava la 131 Abarth.

Forse non ha mai smesso di sognare quel ragazzino. Anche oggi dove a 57 anni suonati ha deciso di raccontare la sua storia attraverso alcuni aneddoti, assolutamente autentici, che hanno accompagnato oltre trentacinque anni di carriera nel mondo dei rally. Lo ha fatto quasi sempre con ironia, con l’obiettivo di rendere divertente il suo racconto. Perché in fondo si cresce e si invecchia, ma dentro ad ognuno di noi rimane sempre una piccola parte che rimane bambino. Per incontrarlo è sufficiente fare un viaggio nel proprio passato.

L’autore, Massimo Grosso, giornalista sportivo, è passato da giovane inviato di una radio privata a reporter per alcune riviste specializzate nazionali, senza dimenticare che nell’ambiente delle corse, soprattutto in Piemonte, è conosciuto come speaker di numerose manifestazioni automobilistiche. Il libro può essere richiesto direttamente all’autore, acquistato sugli store di Amazon, su Lulu.com, oppure si può ordinare presso tutte le librerie delle vostre città.

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UNA VITA DA RALLY

Autore: Massimo Grosso

Copertina: morbida

Pagine: 184

Immagini: oltre 100 in bianco e nero e a colori

Formato: 15,2 x 22,9 cm

Editore: Youcanprint

Prezzo: 23 euro

Peso: 411 grammi

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Il Campionato Italiano Rally dalle origini ad oggi

All’inizio nascono le prime due ”scuole”: quella ligure, rappresentata da Gigi Taramazzo, da Leo Cella e Franco Patria, e quella veneta con il primo ”super campione”, Arnaldo Cavallari, scopritore di Sandro Munari, che presto, anche grazie all’impegno di Lancia e Fiat, renderà popolare il rally made in Italy nel mondo. In questo scenario, negli anni, si susseguono nomi del calibro di Miki Biasion, Dario Cerrato sino a Paolo Andreucci.

Nel 2021 il Campionato Italiano festeggia il suo sessantesimo anno di età. La prima edizione si disputò infatti nel 1961, iniziando dalla Coppa Riviera di Ponente. C’è voluto qualche anno perché la specialità trovasse una sua dimensione affrancandosi da formule troppo legate alla regolarità o più velocistiche.

Oggi, il Campionato Italiano Rally (abbreviato come CIR) è il più importante campionato automobilistico per vetture da rally, organizzato dall’organizzazione ACI Sport, a livello nazionale. Composto da una serie di prove di rally sul territorio nazionale, su asfalto e su terra, che assegnano al termine di ogni stagione il titolo nazionale della specialità.

Il Campionato Italiano Rally è composto da un numero variabile di gare che vengono disputate in varie Regioni italiane tra la primavera e l’autunno. In particolare è composto da gare di abilità e a cronometro da disputare su diversi fondi stradali, per le quali il regolamento più recente prevede una lunghezza minima del percorso.

All’inizio nascono le prime due “scuole”: quella ligure, rappresentata da Gigi Taramazzo, da Leo Cella e Franco Patria, e quella veneta con il primo “super campione”, Arnaldo Cavallari, “scopritore” di Sandro Munari, che presto, anche grazie all’impegno di Lancia e Fiat, renderà popolare il rally “made in Italy” nel mondo. In questo scenario, negli anni, si susseguono nomi del calibro di Miki Biasion, Dario Cerrato sino a Paolo Andreucci.

Legato, soprattutto nei suoi primi anni, alla storia sportiva della Lancia che ne ha vinte ben 27 edizioni, il Campionato Italiano Rally dimostra con il passare del tempo di essere uno dei campionati più validi e completi della specialità. Grandi campioni si sono affrontati lungo le prove speciali di questo Campionato, così come alcune delle manifestazioni che ne hanno fatto da sempre parte, come il Rally di Sanremo, sono poi diventate appuntamenti del Campionato del Mondo Rally.

Il volume ripercorre questa lunga storia dalle origini sino ad oggi con una sezione introduttiva dedicata ai “primordi”, dal 1961 al 1970. Specifici capitoli trattano gli “anni d’oro” – dal 1970 al 1999 – per poi arrivare ad un lungo capitolo finale che si spinge sino ai nostri giorni. L’opera, riccamente illustrata con materiale per lo più inedito, è completata dalle classifiche di tutti i rally, riportando per ognuno gli equipaggi che sono finiti sul podio. Un volume per gli appassionati e per i neofiti ma anche un indispensabile strumento per gli addetti ai lavori.

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CAMPIONATO ITALIANO RALLY DALLE ORIGINI AD OGGI

Autore: Franco Carmignani

Copertina: rigida

Pagine: 288

Immagini: in bianco e nero e a colori

Formato: 24 x 27 cm

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: disponibile da ottobre

Peso: 1,1 chilogrammi

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Storia del San Martino di Castrozza 1964-1977 di Biasioli

Il 1963 fu dedicato alla ricerca del percorso. L’anno dopo il rallye era pronto: il percorso prevedeva 1600 chilometri snodantisi nella suggestiva cornice delle Dolomiti, lungo i quali le strade sterrate si intrecciavano e si confondevano con il paesaggio. Punto di riferimento era San Martino di Castrozza, che per quattro volte era attraversato dalla corsa. Dopo Beppe Donazzan e Bruno Bocca, anche Tony Biasioli si dedica al Rally San Martino.

Tony Biasioli si è cimentato con un’altra pubblicazione. Un argomento che scotta di passione: storia di un rally che tutto il Triveneto vorrebbe nel Mondiale. Già in passato prestigiose firme del giornalismo italiano, come Beppe Donazzan, hanno partorito libri sul San Martino che sono entrati nella storia. Basti pensare a “Tutti figli del San Martino“. Oppure al bellissimo volume da collezione e in tiratura davvero limitata come “San Martino di Castrozza 1964-1977” firmato dal bravo Bruno Bocca (in tutto ne sono stati scritti quattro libri sul Rally San Martino), oppure ancora all’opera per antonomasia, “San Martino non era solo un rallye” di Francesco Stochino (un vero testamento quest’ultimo).

Il libro del fotografo veneto si chiama “Storia del San Martino di Castrozza 1964-1977” e parte proprio dalla prima edizione del “rallye”, che appunto risale al 1964. L’idea di organizzare una manifestazione automobilistica con epicentro il Primiero scaturì dall’incontro di due appassionati: l’avvocato Luigi Stochino e il conte Pietro Bovio, presidente dell’Azienda Autonoma di San Martino di Castrozza, uniti nella professione di avvocato. L’intento era quello di rivitalizzare la stagione estiva di San Martino e allo stesso tempo introdurre una specialità che all’epoca in Italia era quasi inesistente.

Il 1963 fu dedicato alla ricerca del percorso. L’anno dopo il rallye era pronto: il percorso prevedeva 1600 chilometri snodantisi nella suggestiva cornice delle Dolomiti, lungo i quali le strade sterrate si intrecciavano e si confondevano con il paesaggio. Punto di riferimento era San Martino di Castrozza, che per quattro volte era attraversato dalla corsa. Sessantaquattro gli equipaggi partecipanti di cui 34 arrivarono alla fine. Vincitori Arnaldo Cavallari e Sandro Munari su Alfa Romeo Giulia TI Super. Generale l’entusiasmo, anche dei piloti che avevano manifestato prima della gara le loro perplessità per la lunghezza del percorso e il suo ritmo.

Subito dopo la prima edizione, sempre nel 1964 si diede vita a un challenge internazionale, la Mitropa Cup, inizialmente per Italia, Austria e Germania Ovest, e poi estesa anche a Ungheria, Polonia, Jugoslavia e Cecoslovacchia. La prima edizione del 1965 fu vinta dagli austriaci Romberg-Ferner. Il Rally di San Martino di Castrozza può quindi essere considerato l’antesignano del nuovo rallismo italiano. La nuova formula si impose e sorsero successivamente altre manifestazioni a sua imitazione, quali il Rally dell’Elba o il Rally delle Alpi Orientali.

Per ribadire l’importanza che le condizioni di sicurezza rivestivano nell’ambito di gare di questo genere, per evidenziare tratti inediti e aspetti suggestivi della manifestazione, oltreché per pubblicizzare la nuova formula rallistica, nel 1968 venne realizzato dal comitato organizzativo del “rallye” un filmato che, inviato al 25º Festival Internazionale del Documentario Sportivo di Cortina d’Ampezzo, fu proclamato vincitore assoluto.

Frattanto le edizioni del Rally San Martino di Castrozza si susseguirono ininterrotte fino al 1977. La manifestazione scalò tutti i gradi di validità internazionale raggiungendo prima il campionato europeo, poi il campionato mondiale conduttori. Nel 1977 condizioni impossibili imposte dalla Pubblica Amministrazione costrinsero a rinunciare alla organizzazione del rallye: l’ultimo vincitore del “Vecchio San Martino” fu Sandro Munari. Anche Tony Biasioli ora ripercorre e celebra quella storia leggendaria narrata più volte dalle grandi firme del giornalismo italiano.

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STORIA DEL SAN MARTINO DI CASTROZZA 1964-1977

Autore: Antonio Biasioli

Copertina: rigida

Pagine: 256

Immagini: oltre 400 in bianco e nero e a colori

Formato: 21 x 29,7 cm

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 38 euro + spese di spedizione

Peso: 856 grammi

Da grande sarò un Potarally, autobiografia di Nicola Berutti

”Da grande sarò un Potarally”, il libro di Nicola Berutti è in vendita in formato cartaceo, è una autobiografia di 155 pagine con copertina flessibile. L’opera è acquistabile su Amazon.it, al prezzo di dieci euro (più spese di spedizione). Il libro tratta della sua storia, da quando i miei genitori lo hanno portato a “vedere” il suo primo rally, che aveva quaranta giorni di vita e ancora il cordone ombelicale, almeno fino a metà gara. Un’opera che fa beneficenza.

”Da grande sarò un Potarally”, il libro (il primo per la verità) del navigatore piemontese Nicola Berutti. La prefazione è stata scritta dalla pilota Rachele Somaschini e tutto il ricavato delle vendite è destinato al progetto #CorrerePerUnRespiro che sostiene la Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica Onlus.

“Quando qualcuno mi chiedeva che cosa avrei voluto fare da grande, già a 2-3 anni avevo le idee ben chiare ed andavo in giro dicendo a tutti che avrei fatto il “potarally” – ci racconta “Nick” Berutti –. Fino all’età di 4-5 anni non parlavo molto bene, avevo difficoltà di pronuncia. Ma nel mio personalissimo vocabolario “potarally” significava pilota di rally. Anche se non ho fatto il pilota ma il navigatore, direi che ho pienamente realizzato il mio sogno di bambino. E mi sento alquanto fortunato per questo”

“Il libro tratta della mia storia – prosegue “Nick” Berutti – da quando i miei genitori mi hanno portato a “vedere” il mio primo rally, che avevo quaranta giorni di vita e dove mi si è pure staccato il cordone ombelicale nell’attesa di una PS, fino alle mie gare da navigatore e all’esperienza durata cinque anni come direttore sportivo, prima nel WTCC e poi nel WTCR, culminati con la vittoria del titolo con Tarquini nel 2018″.

Dalla fine del 2018, Nicola Berutti si prende una pausa di riflessione dal motorsport “per mia scelta e, poco tempo dopo seguono le mie dimissioni da BRC, finendo a fare il professore di Scienze Motorie in una scuola secondaria. Sarei dovuto rientrare full time, ad inizio 2020, come team coordinator nel programma BRC-MRF di Breen, ma l’emergenza Covid-19 ha cambiato i miei piani ed al momento ho preferito tenermi il mio posto di lavoro da dipendente pubblico piuttosto che aprire di nuovo la partita IVA e… dover navigare molto a vista”.

”Da grande sarò un Potarally”, il libro di Nicola Berutti è in vendita in formato cartaceo, è una autobiografia di 155 pagine con copertina flessibile. L’opera è acquistabile su Amazon.it, al prezzo di dieci euro (più spese di spedizione). Inoltre, si può trovare presso la Libreria Banco Rivendita di Storie, in piazza Santa Maria Maggiore 7/B a Mondovì, nel Cuneese. Il ricavato andrà in beneficenza nella speranza di sostenere la ricerca sulla fibrosi cistica, che è la malattia genetica grave più diffusa.

La fibrosi cistica è una patologia multiorgano, che colpisce soprattutto l’apparato respiratorio e quello digerente. Dovuta ad un gene alterato, cioè mutato, chiamato gene CFTR (che è l’acronimo di cystic fibrosis transmembrane regulator), che determina la produzione di muco eccessivamente denso, causa l’otturazione dei bronchi e porta a infezioni respiratorie ripetute, ostruisce il pancreas e impedisce che gli enzimi pancreatici raggiungano l’intestino, di conseguenza i cibi non possono essere digeriti e assimilati.

Seppure il grado di coinvolgimento differisca anche notevolmente da persona a persona, la persistenza dell’infezione e dell’infiammazione polmonare, che causa il deterioramento progressivo del tessuto polmonare, è la maggior causa di morbilità nei pazienti FC.

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DA GRANDE SARÒ UN POTARALLY

Autore: Nicola Berutti

Copertina: morbida

Pagine: 155

Formato: 15,22 x 22,99 centimetri

Editore: Autopubblicazione

Prezzo: 10 euro

Peso: 259 grammi

ISBN: 9798647070159

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I Polverosi raccontati nel libro di Franco Carmignani

Il mondo in cui si è formato Paolo Amati, per tutti Popi, che ha poi raggiunto il top navigando Andrea Zanussi nell’irripetibile stagione con la Peugeot 205 Turbo 16 ufficiale. Il racconto è completato dalle testimonianze dirette di tanti altri personaggi incontrati nella sua carriera, dirigenti, copiloti e piloti.

I Polverosi è il termine che ancor oggi indica i piloti rally degli anni Settanta-Ottanta, secondo molti la “Golden Age” della specialità. Lo spettacolo delle macchine in spazzolata su fondi in terra con i nuvoloni di polvere che coprivano tutto, la teoria dei fari nella notte, i dischi freno incandescenti, l’esercito delle assistenze e degli appassionati in continuo movimento, un rally nel rally! L’atmosfera…indimenticabili!

E’ il mondo in cui si è formato Paolo Amati, per tutti Popi, che ha poi raggiunto il top navigando Andrea Zanussi nell’irripetibile stagione con la Peugeot 205 Turbo 16 ufficiale. Da queste esperienze a tutto tondo è maturato il Popi Amati Direttore Sportivo, per tantissimi anni valore aggiunto nelle tantissime vittorie Peugeot e Maserati Corse come spiega in prima persona.

Il racconto è completato dalle testimonianze dirette di tanti altri personaggi incontrati nella sua carriera, dirigenti, copiloti e piloti, da Maurizio Verini a Graziano Rossi, da Stefano Fabbri a Michele Gregis e ovviamente Andrea Zanussi, Claudio Berro, Mariolino Cavagnero, Franco Cattaneo, Paolo Andreucci, Flavio Zanella, gli stessi Dario Cerrato e Geppi Cerri, Luca Rossetti ed Eleonora Mori, Tommaso Ciuffi e Nicolò Gonella, Roberto Calderoli ecc che in prima persona ricordano esperienze comuni e tanti aneddoti dai “Polverosi” ad oggi.

Il formato è 14 x 21 centimetri, 190 pagine, 87 foto (oltre a 4 nella retrocopertina) b/n e colori, prezzo di copertina 22 euro (Iva compresa). Il libro è reperibile presso Libreria dell’Automobile e presso Libreria Gilena International Motor Books. Oppure lo si può ordinare direttamente alla mail: fstudioservice1@gmail.com.

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I POLVEROSI

Autore: Franco Carmignani

Copertina: semirigida

Pagine: 190

Immagini: circa 90 a colori e in bianco e nero

Formato: 14 x 21 cm

Editore: FS Studio Service

Prezzo: 22 euro

Peso: 459 grammi

Fiat Abarth Reparto Corse Rally di Emanuele Sanfront

Dalle gare degli equipaggi privati degli anni Sessanta all’ingresso ufficiale della Fiat nei rally nel 1970, contrassegnato l’anno seguente dall’acquisizione dell’Abarth. Fiat Abarth Reparto Corse Rally, pubblicato da Giorgio Nada Editore, è un volume ricco di immagini e aneddoti, in cui si racconta l’affascinante attività del Reparto Corse rally della Casa torinese.

Emanuele Sanfront ha partorito un altro libro dal sapore d’antan, come sa fare lui. Si chiama Fiat Abarth Reparto Corse Rally. Un libro che ripercorre dalla metà degli anni Sessanta sino alla fine degli anni Ottanta, la storia Fiat, indubbia protagonista nel mondo dei rally: vincitrice nel 1977 il suo primo Campionato del Mondo Rally.

Fiat Abarth Reparto Corse Rally, pubblicato da Giorgio Nada Editore, è un volume ricco di immagini e aneddoti, in cui si racconta l’affascinante attività del Reparto Corse rally della Casa torinese. Più che un libro, la storia di un team unito e coeso, ben organizzato che con i sensazionali successi firmati dalle vetture allestite dal reparto sportivo ha raggiunto una notorietà a livello mondiale.

Dalle gare degli equipaggi privati degli anni Sessanta all’ingresso ufficiale della Fiat nei rally nel 1970, contrassegnato l’anno seguente dall’acquisizione dell’Abarth. Dalle vittorie nei Campionati Italiano ed Europeo Rally alla stupenda conquista del Mondiale Rally 1977. Primo Campionato del Mondo Rally vinto da Fiat Abarth che se lo aggiudicherà nuovamente nel 1978 e 1980.

Il filo conduttore è la cronaca sportiva, ma i grandi protagonisti sono gli uomini del Reparto Corse. Parlano, raccontano le loro emozioni e aneddoti: meccanici, piloti, navigatori, dirigenti, tecnici. Importanti testimonianze di chi va fiero di aver fatto parte del mitico atelier sportivo torinese e di aver vissuto momenti meravigliosi e indimenticabili del periodo d’oro dei rally, di un’epoca che non tornerà mai più.

Impegnata con una propria squadra ufficiale, supportata dall’Abarth, ha fatto correre modelli leggendari come le Abarty 124 Rally e  le Abarth 131 Rally con al volante piloti di indiscusso carisma come, per citarne solo alcuni, Ceccato, Trombotto, Paganelli, Pinto, Bacchelli, Cambiaghi, Verini, Waldegaard, Rohrl e Alen.

Questa storia rivive in un volume ricco di immagini e aneddoti. Di particolare interesse anche i capitoli dedicati alla storia dell’Abarth, all’organizzazione del Reparto Corse del team torinese, al collaudo delle auto da corsa. Completano il libro, la storia, la preparazione, la descrizione tecnica, gli albi d’oro e tutte le targhe di quattro tra le auto impiegate nei rally dalla squadra ufficiale Fiat Abarth: 124 Sport Spider, 124 Abarth, X1/9 Abarth Prototipo e 131 Abarth.

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FIAT ABARTH REPARTO CORSE RALLY

Autori: Emanuele Sanfront

Collana: Grandi corse su pista, strada e rallies

Copertina: rigida

Pagine: 280

Immagini: oltre 300 in bianco e nero e a colori

Formato: 24,3 x 27 cm

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 50 euro

Peso: 1,6 chili

ISBN: 978-8-87911-75-5-5

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La Zerotrentasette negli scatti di Sergio Biancolli

Sergio Biancolli ha sfruttato il suo enorme archivio fotografico di tanti anni di gare. Milioni di immagini passate a setaccio, ogni immagine una storia, una gara, un’avventura, per un totale di oltre 250 immagini selezionate e pubblicate in La Zerotrentasette secondo me, un libro da collezione.

Era nell’aria che all’uscita della nuova opera di Sergio Biancolli, La Zerotrentasette secondo me, mancava davvero poco. Se l’uomo di Photo Zoom non risponde al telefono e neppure a Messenger, vuol dire che sta correggendo le bozze: ed ecco “La Zerotrentasette secondo me” fresco di stampa. Un nuovo libro si aggiunge all’universo florido di pubblicazioni dedicate alla storia della Lancia Rally 037, ma il libro del fotoreporter torinese si distingue per autenticità.

Sergio Biancolli ha sfruttato il suo enorme archivio fotografico di tanti anni di gare. Milioni di immagini passate a setaccio, ogni immagine una storia, una gara, un’avventura, per un totale di oltre 250 immagini. Corso Marche, l’Officina Abarth. Ricordi e aneddoti. Un paradiso in cui perdersi. Come già avvenuto per il libro dedicato alla Porsche 911, anche in questo caso la ricchezza di questo volume è che rappresenta l’album di quasi tutti quei piloti che hanno corso con la Lancia Rally 037.

“Questo mio nuovo libro credo sia assolutamente in tema con i rally, sì, ma visti anche da un punto di vista simpatico e divertente come le nostre chiacchierate qui. C’è proprio tutta la mia passione, c’è un racconto delle giornate trascorse da bambino davanti ai cancelli dell’Abarth in Corso Marche, ci sono i racconti e gli aneddoti relativi alle gare viste e fotografate all’epoca, insomma 279 pagine e 260 foto che raccontano una macchina fantastica, la 037, dal punto di vista di noi appassionati”, spiega l’autore.

“Niente di tecnico, tantomeno di serioso, anzi c’è anche da ridere soprattutto per i racconti che mi hanno gentilmente inviato alcuni di coloro che ci hanno corso, o che ci hanno lavorato come meccanici Abarth. Non sono uno scrittore famoso, e nemmeno il più bravo fotografo del mondo, altri anche ultimamente hanno fatto libri ben più professionali di sicuro, ma ho scritto una storia che credo ci accomuni tutti a livello di emozioni, pure emozioni come solo noi che abbiamo vissuto quel periodo possiamo comprendere”.

Il libro può essere richiesto direttamente all’autore, scrivendo all’indirizzo mail: biancollizoomfoto@hotmail.com

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LA ZEROTRENTASETTE SECONDO ME

Autori: Sergio Biancolli

Copertina: morbida

Pagine: 279 pagine (260 immagini a colori e in bianco e nero)

Formato: 21 x 29,7 cm

Editore: Autopubblicazione

Prezzo: 38 euro

Peso: 1,8 chili

Lancia Stratos: trent’anni dopo firmato Andrea Curami

La Lancia Stratos venne disegnata da Marcello Gandini per Bertone ed equipaggiata con motore e cambio V6 Ferrari Dino espressamente per distinguersi nei rally. Dalla seconda metà degli anni 1970 la versione preparata dalla Squadra Corse Lancia HF, la Stratos HF, ottenne una lunga serie di successi che la resero indimenticabile. Il libro di Andrea Curami ne ripercorre la storia.

Il prototipo della Lancia Stratos fece il suo debutto nel 1970 presso lo stand Bertone del Salone di Torino e nel libro “Lancia Stratos: trent’anni dopo” Andrea Curami ne traccia meticolosamente la storia. Suscitò subito curiosità e sorpresa tra i visitatori, ma un debole interesse da parte dell’azienda Lancia. Un anno dopo, la nuova Lancia Stratos fu finalmente prodotta per soddisfare le esigenze del Lancia Racing Team. Il libro di Andrea Curami si addenta nella storia di questa vettura leggendaria.

L’auto era completamente diversa, pur avendo lo stesso fascino e fascino, si è rivelata perfetta per competere nei rally. Per sei anni consecutivi è diventata l’auto da battere, vincendo tre Campionati del Mondo Rally (1974, 1975 e 1976). Il lettore troverà la storia, l’evoluzione, le gare così come i profili dei piloti. Quest’opera edita da Giorgio Nada è disponibile sia in italiano sia in inglese.

La Stratos Venne disegnata da Marcello Gandini per Bertone ed equipaggiata con motore e cambio V6 Ferrari Dino espressamente per distinguersi nei rally. Dalla seconda metà degli anni 1970 la versione preparata dalla Squadra Corse Lancia HF, la Stratos HF, ottenne una lunga serie di successi che la resero indimenticabile.

La Stratos Zero è una dream car esposta per la prima volta dalla carrozzeria Bertone come prototipo al Salone dell’automobile di Torino del 1970; fu presentata come progetto di autovettura sportiva a motore centrale (il V4 di una Lancia Fulvia Coupé recuperato da un demolitore), di concezione avveniristica per quei tempi. Il design opera di Marcello Gandini (l’autore di auto come la Fiat X1/9 e la Lamborghini Countach), suscitò subito grande interesse in tutti i visitatori del salone per il suo stile innovativo e “di rottura”, soprattutto per un marchio come Lancia.

Abolite le portiere sul prototipo si saliva aprendo direttamente il parabrezza e calandosi all’interno scavalcando il piantone dello sterzo snodato, il cofano posteriore aveva un inedito motivo a freccia, le luci posteriori erano formate dal semplice contorno luminoso dello specchio di coda, mentre quelle anteriori da 10 proiettori affiancati sull’affilato muso della vettura, verniciata in bronzo metallizzato. Cesare Fiorio, alla guida della squadra corse Lancia HF, in cerca di una sostituta adeguata nei rally per la Fulvia Coupé 1600 HF, vide in questo prototipo a motore centrale la giusta carica di novità necessaria all’azienda, entrata l’anno prima nel Gruppo Fiat.

Per progettare la degna erede della Fulvia Coupé Cesare Fiorio ascoltò i pareri dei piloti e dei tecnici della vincente squadra corse HF e stabilì le direttive base: passo corto, 2 posti secchi, potente motore centrale, aerodinamica avanzata e sfruttabilità in ogni condizione (pista, strada e sterrato).

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LANCIA STRATOS: TRENT’ANNI DOPO

Autore: Andrea Curami

Copertina: rigida

Pagine: 202

Formato: 21 x 29 centimetri

Immagini: a colori e in bianco e nero

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 39,80 euro

Peso: 1,4 chilogrammi

ISBN: 9788879113007

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Lancia Rally, nome in codice 037: Limone e Gastaldi

Era il 14 dicembre 1981 e Cesare Fiorio, responsabile delle attività sportive del Gruppo Fiat, annunciava la nascita della nuova “arma” torinese per i rally: la 037. Una vettura nuova, meccanicamente differente dalle progenitrici, voluta, progettata e costruita in funzione del nuovo regolamento Fisa Gruppo B.

L’unione tra le capacità cognitive e tecniche della mente dell’ingegnere Sergio Limone, unite alle abilità professionali e alla fede Lancista del giornalista Luca Gastaldi, fa nascere Lancia Rally: nome in codice 037. La Lancia Rally 037 è stata una vettura prodotta dalla Lancia negli anni ’80 per partecipare al Mondiale Rally.

L’ingegnere Limone fu il responsabile del progetto SE037 e fu Cesare Fiorio, il direttore sportivo Fiat, ad annunciare nel 1981 la nascita di un nuovo modello per il rally a causa dei cambiamenti nel regolamento. Il progetto fu sostenuto da una collaborazione tra Lancia, Pininfarina e Abarth, riprendendo l’evoluzione 037 realizzata dalla Abarth nella seconda metà degli anni ’70, e fu presentato al cinquantanovesimo Salone dell’Automobile di Torino nel 1982.

La versione stradale non riscosse particolare successo, per l’omologazione nel Gruppo B bisognava infatti costruire almeno duecento esemplari del modello in questione. “Abbiamo ottenuto i primi importantissimi risultati dieci anni fa con la Fulvia HF, vincendo il Campionato del Mondo 1972. Abbiamo ribadito la nostra superiorità per tre anni consecutivi, dal 1974 al 1976, ma con la Stratos, e altri tre titoli iridati ce li ha regalati la Fiat 131 Abarth Rally, nel 1977, nel 1979 e nel 1980″, spiegava Cesare Fiorio.

“Tre dei nostri piloti sono saliti sul gradino più alto del podio piloti: Sandro Munari, Markku Alen e Walter Rohrl. Ma nel 1982 dovremo affrontare una svolta regolamentare e, proprio per questo, i nostri programmi sono stati rivoluzionati. Correremo a partire da aprile, appena sarà omologata, con la Lancia Rally!”, furono le parole di Cesare Fiorio all’epoca.

Era il 14 dicembre 1981 e Cesare Fiorio, responsabile delle attività sportive del Gruppo Fiat, annunciava la nascita della nuova “arma” torinese per i rally: la 037. Una vettura nuova, meccanicamente differente dalle progenitrici, voluta, progettata e costruita in funzione del nuovo regolamento Fisa Gruppo B.

Il progetto – sviluppato in collaborazione tra Lancia, Abarth e Pininfarina – si materializzò nella sua veste definitiva il 2 maggio 1982 al Salone dell’Automobile di Torino. La Lancia 037, in versione stradale, viene presentata al grande pubblico nel corso della kermesse motoristica italiana riscuotendo immediatamente un grande successo fra gli addetti della stampa specializzata e i numerosi appassionati che affollavano i padiglioni di Torino Esposizioni.

Le scelte che portarono alla realizzazione della 037 non furono certo facili. Si decise per una vettura convenzionale, con due ruote motrici, dotata di tutti i pregi della Fiat 131 con qualcosa in più a livello di telaio. Questo doveva essere concepito nella maniera più semplice possibile e in grado di consentire facili riparazioni e sostituzioni meccaniche durante i rally.

Un telaio predisposto per un nuovo sistema di sospensioni, non più di tipo McPherson come sulla 131, ma a quadrilateri come nelle monoposto da pista. Questa soluzione era in grado di fornire diverse regolazioni di assetto e di camber e di utilizzare pneumatici sia radiali che non radiali.

La 037, soprannominata la “Regina dei Rally”, è l’ultima due ruote motrici della storia a conquistare il titolo iridato della specialità. Inizialmente identificata con il codice di progetto Abarth SE037, la Lancia Rally (questo il suo nome ufficiale) ottiene l’omologazione in Gruppo B il 1 aprile del 1982, a soli due anni dalle prime righe tracciate su un foglio bianco e dopo intense attività di test. La descrizione tecnica dell’ingegner Sergio Limone e le fotografie inedite dell’epoca fanno rivivere un capitolo fondamentale dell’automobilismo sportivo e una decade di grande rivoluzione.

Libri su Storie di Rally

la scheda

LANCIA RALLY: NOME IN CODICE 037

Autori: Sergio Limone, Luca Gastaldi

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 200

Immagini: 220 a colori e in bianco e nero

Formato: 21x 24 centimetri

Editore: Autopubblicazione

Prezzo: 39 euro

ISBN: 979-1-2200297-8-0

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Giorgio Pianta raccontato da Luca Gastaldi e Sergio Limone

Proprio un libro che mancava. Anzi, proprio il libro che mancava. A rendere il tutto più appetibile sono gli autori, assolutamente autorevoli: Luca Gastaldi e Sergio Limone.

Leggo questa riga di comunicazione ‘Giorgio Pianta una vita per le corse, biografia del celebre pilota, collaudatore e team manager italiano che ha dedicato tutta la sua vita all’automobilismo sportivo’ e sgrano gli occhi. Proprio un libro che mancava.

Anzi, proprio il libro che mancava. A rendere il tutto più appetibile sono gli autori, per me assolutamente autorevoli e, a volte, fonte di idee. Di chi parlo? Ma dei ‘soliti noti’ Luca Gastaldi e Sergio Limone. Comunque, già mesi fa, quando avevo appreso di questa piacevole notizia per l’editoria italiana, mi ero incuriosito, avevo chiamato Luca e lo avevo bombardato di domande.

Sapevo che lui e l’ingegner Limone stavano ultimando l’opera, avevano ormai prossima la scadenza di AutoMotoRetrò, dove avrebbero dovuto presentare il libro e, in fondo, io volevo solo leggere subito della vita di Giorgio Pianta. Succede che incontro Luca e Sergio alla conferenza stampa di presentazione della kermesse torinese alla fine del mese di gennaio 2019.

Il libro è stato finito di stampare da poche ore. Entrambi gli autori mi consegnano la mia copia, il giorno prima della conferenza di presentazione, con tanto di dedica e autografi. Riesco a percepire ancora il calore della macchina che le ha stampate per tutta la notte. Carta patinata lucida di alta qualità. Forma quadrata, come è ormai uno standard della collezione editoriale di Limone e Gastaldi.

L’impaginazione retrò si adatta perfettamente alle tantissime immagini inedite pubblicate sull’opera. Superata l’introduzione di Limone, c’è il bel ricordo di Alberto e Gino Vittorio Pianta, i fratelli di Giorgio, così da poter cogliere subito uno spaccato umano e recondito del personaggio e per poter comprendere al meglio le sue scelte e il suo talento come pilota, collaudatore e team manager.

Duecento e trenta pagine ricche di storia e di storie raccontate con precisione quasi maniacale nei dettagli. Ricordi che fanno gioire ed emozionare e che ti trasportano nell’epoca leggendaria delle corse su strada, quando quasi tutto si poteva. Quando la burocrazia era un optional.

‘L’idea di dedicare un libro a Giorgio Pianta è nata in occasione della consegna di due scatoloni del suo archivio fotografico, organizzato alla rinfusa, da parte della moglie Lodovica, per una ‘missione di riordino’: un lavoro immane, tanto materiale da esaminare, ricco in quantità e qualità.

Una carrellata su trent’anni e più di automobilismo italiano, tante foto delle più svariate autovetture, guidate con grande perizia accompagnata dalla sua smisurata passione e dal suo incontenibile entusiasmo’, scrive Sergio Limone. Infatti, il libro su Pianta non è solo la storia di un periodo memorabile dei rally, ma è la storia di un uomo che ha attraversato le stagioni dell’automobilismo nazionale e internazionale.

A ben vedere, l’opera di Limone e Gastaldi mette bene in luce tutti gli aspetti caratteriali di un personaggio importante per l’automobilismo sportivo italiano, un vero, inguaribile appassionato di corse, un uomo poliedrico e complesso, sempre mosso da un incontenibile entusiasmo.

Ma soprattutto un pilota, un collaudatore e un team manager dalla carriera unica, i cui denominatori comuni sono stati la passione per il lavoro, l’instancabile voglia di lottare, la capacità di “innamorarsi” di certe idee e di volerle caparbiamente realizzare, a volte oltre i limiti della logica. “Sulla base delle immagini riordinate è stata ricostruita, anno dopo anno, la storia di Pianta, con i suoi successi e le sue sconfitte”, spiega l’autore.

“Una lunga esperienza come pilota, anche da ufficiale per la Lancia HF, per la Opel, addirittura per la Ferrari nel Rally MonteCarlo 1965, poi il passaggio all’Abarth come collaudatore e come responsabile della delibera delle vetture da gara e del reparto rally, infine come responsabile di Alfa Corse, dal 1987 al 1996, esperienza culminata con le vittorie nel DTM 1993 e nel BTCC 1994”, racconta Gastaldi.

“Abbiamo lasciato spazio ad alcune testimonianze di persone che lo hanno avuto come collega, direttore di squadra, capo meccanico, manager, amico, marito e padre”, racconta Gastaldi. Il tutto, appunto, in 240 pagine dense di emozioni, di immagini e di sano amore per la competizione sportiva.

Libri su Storie di Rally

la scheda

GIORGIO PIANTA UNA VITA PER LE CORSE

Autore: Sergio Limone e Luca Gastaldi

Copertina: morbida

Pagine: 230

Immagini: circa 500 a colori e in bianco e nero

Dimensioni: 20,95 x 27,3 centimetri

Editore: Autopubblicazione

Prezzo: 30 euro

Peso: 804 grammi

ISBN: 979-1-2200435-4-0

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Miki Biasion: storia inedita di un grande campione

Una vita come un romanzo. È quella di Massimo “Miki” Biasion, bassanese, uno dei più grandi piloti della storia dei rally. Con la Lancia Delta ha conquistato due campionati del mondo nel 1988 e 1989, unico italiano.

Dai primi passi con la Opel Kadett GT/E ai trionfi al rally di Monte-Carlo e al Safari in Kenya. Diciassette volte primo in gare valide per il Campionato del Mondo, ha vinto anche la Coppa del Mondo Raid Tout Terrain, le massacranti corse in Africa come la Dakar nel 1998 e nel 1999, alla guida di un camion Iveco Eurocargo.

Ricordi, aneddoti, retroscena in un libro, scritto con il giornalista Beppe Donazzan, “Miki Biasion: storia inedita di un grande campione” che è un susseguirsi di emozionanti ed inedite pagine, dove emergono molti fatti meno noti della vita di uno fra i “campionissimi” del rallysmo iridato di tutti i tempi.

Davvero una splendida biografia è “Miki Biasion: storia inedita di un grande campione”. L’ultimo italiano a vincere un campionato del mondo rally racconta la sua storia tra vittorie e sconfitte, gioie e dolori in uno sport che ha visto in quegli anni il periodo di massimo splendore. 

La scalata al successo, il Gruppo B, l’amore sfrenato per la Lancia, i mondiali, il Safari, la Deltona,e in ultima (ma non ultima) la Dakar. Storie di furbizie, tranelli, tradimenti, che il pilota bassanese ha voluto raccontare per renderci partecipi di quello che è stato il mondo del rally negli anni anni Ottanta e Novanta. 

Un’opera “nata con l’intento di raccontare gli aneddoti, le problematiche, i sentimenti e gli stati d’animo che hanno caratterizzato tutta la mia carriera e che mai sino ad ora erano stati messi nero su bianco. Questo libro si rivolge chiaramente a chi ama i Rally, di ieri e di oggi, e soprattutto a quei giovani che non c’erano e non conoscono la storia di questa disciplina, dando quindi modo a loro di capire quanto questo sia un grande sport”.

“Ho inoltre voluto rivolgermi agli appassionati dell’epoca, che tramite le pagine da me scritte possono rivivere determinati momenti e determinate situazioni. Leggendo questo libro molti possono inoltre capire a cosa ha rinunciato il Biasion uomo, o meglio, quali scelte si devono effettuare per arrivare a determinati risultati sportivi”.

“Correre in automobile ai miei tempi voleva dire passare circa 300 giorni all’anno sulla vettura per test e prove. Risulta facile quindi comprendere quanto tali circostanze imponessero a molte rinunce, tra cui famiglia e amici o alle piccole cose della vita. Questi sono infatti molti aspetti a cui spesso non si pensa: un pilota viene sempre identificato con l’immagine delle vittorie e dello champagne stappato sul podio, ma la realtà è che alla base dei risultati c’è un lavoro enorme”.

Libri su Storie di Rally

la scheda

MIKI BIASION STORIA INEDITA DI UN GRANDE CAMPIONE

Autore: Beppe Donazzan

Collana editoriale: Grandi corse su strada e rallies

Copertina: rigida

Pagine: 224

Immagini: circa 300 a colori

Dimensioni: 20,95 x 27,3 centimetri

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 21 euro

Peso: 440 grammi

ISBN: 978-8879115162

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Dakar l’inferno nel Sahara: il libro di Beppe Donazzan

Nel 1979 Thierry Sabine inventò la corsa più difficile, massacrante del mondo. Iniziò in sordina ma, in pochi anni, la Dakar si trasformò in un evento mondiale.

Un intreccio di vittorie, di fatiche, di sudore, di dolore e tante lacrime. Tante le vittime, innumerevoli le polemiche. Beppe Donazzan, attraverso le storie dei personaggi più significativi della corsa che attraversava il Sahara, ne racconta il cammino nel libro Dakar, l’inferno nel Sahara. Da Thierry Sabine a Cyril Neveu, da Gaston Rahier a Franco Picco, dai trionfi di Edi Orioli al sacrificio di Fabrizio Meoni, da Auriol a Peterhansel.

E poi le sfide della Porsche, Peugeot e Citroën, i tentativi di vip come Carolina di Monaco, lo straordinario successo di Jutta Kleschmidt, unica donna a dominare nella corsa impossibile, fino all’incubo degli attentati di Al Qaida e all’emigrazione in Sud America. L’epopea della Dakar africana in un libro di grandi emozioni. Dakar, il marchio è rimasto lo stesso. Il turbante stilizzato simbolo dell’avventura. Dal 2009 si corre in Sud America, “quasi alla fine del mondo”, come dice Papa Francesco per identificare il Paese dove è nato.

Altro continente, altre piste, altri paesaggi, altre caratteristiche, altre incognite, altre difficoltà. Macchine diverse, moderne tecnologie. Nonostante lo scorrere del tempo, lo spirito però è rimasto. Ne è la prova Stephane Petheransel. Ha vinto sulle sabbie del Sahara e sulle piste in altura di Argentina e Bolivia. Nessuno come lui. Ma l’Africa, dove la maratona motorizzata più difficile e dura è nata, è cresciuta fino a diventare mito, poi fermata soltanto dal terrorismo islamico, uno dei grandi mali dei nostri giorni, è lontana rispetto a quella attuale.

Lontanissima. Sembra in un altro pianeta. “Ho cercato di raccontare l’epopea africana nel libro Dakar: l’inferno nel Sahara, prefazione di Elisabetta Caracciolo, con foto di Gigi Soldano, Giorgio Nada Editore. Trent’anni di storie lunghe come un secolo, come un secondo. Laggiù è accaduto di tutto. Croci e dolore, imprese e felicità, fatiche immani e sudore, con l’uomo ad essere il solo, grande protagonista”, spiegava Beppe Donazzan.

“Ognuno di coloro che vi ha partecipato, dal primo all’ultimo, ha vissuto momenti irripetibili che hanno fatto crescere e vivere. Ognuno di loro ha scritto un libro personale, fatto di imprese piccole o grandi, soprattutto di emozioni intense. Eroi, sempre e comunque. Nella testa di Thierry Sabine, colui che mise in piedi la corsa verso l’ignoto, c’era l’idea di una competizione limite. Al massimo della velocità di ognuno, l’imperativo. Costringendo a tirare fuori tutto da sé stessi, anche di più”, proseguiva il giornalista veneto.

Nella società del benessere, dove tutto è facile, catalogato, ovvio, questa idea funzionò. Perché anacronistica, fuori dal tempo e dagli schemi. Un ritorno al passato. La Dakar era diventata sogno in un mondo che non sognava più. Si partiva da un punto conosciuto e si andava non si sapeva dove, verso una meta che non si sapeva se si sarebbe raggiunta. Come l’Everest per un alpinista o un record del mondo per un atleta.

La differenza è che nella corsa anche un non atleta avrebbe potuto raggiungere un piccolo-grande record personale. Dakar, come fosse una medaglia d’oro. Un mondo di storie, emozioni, situazioni. Un’esperienza sempre diversa che restava dentro. Per la durezza dei momenti da superare, per l’incanto della natura, ma soprattutto per l’esperienza umana che colpiva e lasciava il segno. Dakar.

Il miraggio l’hanno cancellato gli uomini che vi hanno partecipato, che vi hanno lasciato la vita, che si sono immolati per questo piccolo, grande sogno. Come in tante altre espressioni dell’esistenza, anche questo l’essenza della vita. L’autore mi ha gentilmente concesso la pubblicazione di alcuni brani del libro Dakar, l’inferno nel Sahara che condivido con te. Il primo lo trovi di seguito, gli altri ti basterà farà una semplice ricerca nel sito.

Dal nostro inviato ad Atar (Mautitania)

La postazione telefonica era sotto l’ala di un aereo con una grande scritta Olivetti. Tavolini bianchi ripiegabili, sedie blu da campeggio, quelle leggere. Tutto per essere montato e smontato in un attimo, operazioni che si ripetevano due volte al giorno. All’arrivo di tappa e alla partenza, all’alba. Per dettare il pezzo al giornale prima consegnavi all’addetto la carta di credito, poi il numero di telefono. Nel 1987 o dettavi o mandavi un fax, i computer portatili a “Il Gazzettino” sarebbero comparsi di là ad un anno.

“Dammi i dimafoni…”, la richiesta al centralino. Al pomeriggio il dimafonista di turno era quasi sempre Lucio Rubinato, veneziano del centro storico, battuta sempre pronta, uno che non le mandava a dire neanche al direttore. Se volevi sapere qualcosa che stava succedendo al giornale ti rivolgevi a lui. Un “taja tabari”, come si dice a Venezia, a denominazione di origine controllata. Un professionista di grande esperienza, ormai vicino alla pensione.

Andava a giorni, se aveva la luna poteva succedere di tutto. O restava in silenzio per tutta la dettatura del pezzo, per cui ad un certo punto non capivi se avesse registrato per bene, oppure interrompeva la comunicazione ad ogni secondo. “Detta pure…”, la frase di rito. Iniziai. “Dal nostro inviato, Atar, trattino…”. Mi bloccò subito. “Dove casso xelo ‘sto posto?”. “In Mauritania”, risposi. Iniziò la lezione, passando dal dialetto all’italiano: “Fammi lo spelling: A come Ancona, T come Torino, Ancona, Roma. Poi aperta parentesi Mauritania chiusa parentesi…“.

Alle mie spalle erano arrivati alcuni colleghi che dovevano inviare i pezzi. Stavano scalpitando ed io dovevo ancora iniziare. Due articoli, uno di colore e uno sulla gara. Pensai che, dopo quel siparietto, mi lasciasse andare avanti spedito. “Detta pure…”, ripetè. “Quello che leggete è affidato al vento. Stupisce riuscire a parlare con la civiltà da un posto sperduto dell’Africa, dove i telefoni non esistono”.

Si riinserì nella comunicazione. “No, vecio, questo non xe afidà al vento, sta troiada gò da ciuciarmela mi…”, devo trascriverla io, la traduzione. Faceva caldo e avevo ancora più caldo attaccato a quella cornetta del telefono diventata rovente. Ero ancora alla prima riga, a 56 battute, delle 60 previste per il primo pezzo più le 70 del secondo. Pensai che avrei concluso di là a due ore se avesse continuato così. Sapevo che se mi fossi incazzato sarebbe stata la fine. Per cui continuai. “Detto queste righe da Atar, 450 chilometri a nord di Nouakchott…”. Ancora prima che iniziassi lo spelling, Rubinato mi interruppe: “Cossa, cossa…pian pian, no capisso un casso, lettera per lettera, N come Napoli…”. Un tormento.

Continuai: “…capitale della Mauritania. Il prodigio avviene tramite un paraboloide piazzato sulla sabbia, puntato verso il cielo, a sud, in un punto ben preciso dove c’è il satellite che fa rimbalzare la mia voce fino a Venezia. Il prefisso per l’Italia, il numero del giornale e… in pochi secondi la magìa è compiuta”. Non mi interruppe più, dettai veloce, dietro di me i colleghi aveva iniziato a borbottare. Alla fine dissi: “Lucio, tutto bene?”. Rispose con la sua voce metallica: “Ti sa qualo che xe el prodigio? Che ti ga finìo…”.

Gli dissi di trascrivere i pezzi e di portarli subito alla redazione sportiva. Mi folgorò: “Ti pensavi che ghe li portassi a la cultura?”. “Grazie mille, Lucio, a domani…”. “No, vecio, domàn sò a casa, par fortuna…”. Buttò giù. Come una commedia del Goldoni. Una metafora. La vita del mondo “civile”, fatta di tensioni e la vita alla Dakar, con altri banalissimi problemi che non potevano nemmeno essere immaginati. Accadeva anche questo.

Libri su Storie di Rally

la scheda

DAKAR, L’INFERNO NEL SAHARA

Autore: Beppe Donazzan

Volumi: collana editoriale Grandi corse su strada e rallies

Copertina: rigida

Pagine: 400

Immagini: a colori di Gigi Soldano

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 24 euro

Peso: 358 grammi

ISBN: 978-8879116367

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Fabrizio De Sanctis: 25 anni di amore per il Rally di Finlandia

Riservato, umile, discreto, follemente innamorato della competizione nordica valida per il Mondiale Rally, alla fine del suo trentesimo Rally 1000 Laghi, Fabrizio De Sanctis già pensava all’ultimo aggiornamento della sua opera. Eccolo…

Alla fine della sua trentesima partecipazione al 1000 Laghi, l’autore del libro 25 anni di amore per il Rally di Finlandia, il gentleman driver e recordman Fabrizio De Sanctis, già pensava all’ultimo aggiornamento che avrebbe dovuto fare alla sua opera, ma se ne guardava bene dal dirlo.

Lui è riservato, umile, discreto, follemente innamorato della competizione nordica valida per il Mondiale Rally. Ma noi giornalisti lo sapevamo che, presto, sarebbe arrivato anche il fascicolo 2015. In fondo, dal 2010, anno in cui ha dato alle stampe il pregiato volume, lo ha sempre aggiornato attraverso delle pubblicazioni supplementari, che è un vero piacere possedere. Perché mai questa volta non avrebbe dovuto farlo?

Ma lì, al Finlandia del 2015 non diceva nulla del libro. A fine gara si parla del rally. Del rally in assoluto e della sua trentesima partecipazione consecutiva alla gara: record imbattuto e probabilmente imbattibile. Punto e basta. Lo ricordo come fosse ieri, Fabrizio arriva e dice: “Grande l’emozione per l’onore di percorrere per primi la prova speciale di apertura”.

“Il resto della gara è filato via senza problemi. La temutissima tappa del venerdi, con un solo cambio gomme autorizzato senza aiuti esterni, si è conclusa senza danni. Oddio, avere una sola assistenza dopo otto prove era sulla carta un po’ angosciante. Ma al contrario del 2014 in cui avevo fatto ricorso per ben due volte al Rally2, questo 2015 ha portato solo a controlli di routine e pulizia del parabrezza”.

Era il 2015, fine luglio. Stanco, provato, ma soddisfatto di aver portato a termine questa trentesima partecipazione al “rally della sua vita”. “Solo in alcune delle ultime prove, allo start, l’accensione del bang si rivelava controproducente, facendo quasi spegnere il motore”.

“Anomalia non risolta alla fonte ma aggirata inserendo il dispositivo dopo qualche centinaio di metri da inizio prova. Mentre Giorgia era sempre un po’ in ansia, io ho guidato con tranquillità massima, divertendomi. Avevamo predisposto anche dei bigliettini con l’indirizzo mail a cui inviare le foto, da gettare dal finestrino in punti particolarmente spettacolari. Beh… ha funzionato!.

Ricordo che nel momento in cui ascoltavo queste parole – sapendo che stavo parlando con un pilota che ama come nessuno la gara finlandese, e questo mi permetteva di attribuirgli il giusto valore (perché Fabrizio De Sanctis è una persona umile), mi fece provare una gran tenerezza.

L’autore, nei panni del pilota, con circa settantatremila chilometri percorsi in oltre duecento gare, di cui quarantadue iridate all’attivo, racconta con una passione impareggiabile 25 anni di rally di Finlandia attraverso foto, personaggi, piloti, classifiche dettagliate, percorsi di ogni gara, curiosità e molto altro ancora.

Il record di De Sanctis al Rally di Finlandia

Con la partecipazione del 2015, De Sanctis non ha solo stabilito un record di passione e fedeltà nei confronti di una gara, bensì un vero e proprio record sportivo, anche perché le partecipazioni sono state consecutive. Esatto, hai capito non bene, ma benissimo.

Per trent’anni di fila, il pilota di Capannori ha corso in Finlandia. Sempre nella stessa gara. Ogni volta difficile in modo diverso. Ha imparato prima a conoscere luoghi, usanze e costumi e poi ha imparato senza alcuna difficoltà ad amare questa meravigliosa terra che è la Finlandia.

Quel rally e quella gente gli sono entrati nel cuore e non è più riuscito a liberarsi. Come se glielo avesse ordinato il medico. “Un 1000 Laghi all’anno toglie ogni malanno”, questo sarebbe lo slogan giusto per De Sanctis. Nel libro “25 anni di amore per il Rally di Finlandia”, De Sanctis svuota il sacco della conoscenza e racconta tutto.

Onestamente, avendo viaggiato spesso in Finlandia, da Helsink a Jyvaskyla, quando lavoravo per TuttoRally+, comprendo che non si faccia alcuna fatica ad amare quei posti, quegli odori, quei colori e anche il calore gentile della popolazione locale. Nato a Torino nel 1955 e da diversi anni ormai residente a Capannori, De Sanctis inizia l’attività sportiva nei rally nel 1981.

Non è assolutamente un errore definirlo uno sportivo a tutto tondo perché, prima di dedicarsi alle auto, per vent’anni è stato uno schermitore nelle specialità di spada e sciabola. Insignito dall’associazione Atleti Azzurri d’Italia dell’onorificenza “Gentiluomo dello sport italiano”, dopo essere passato ai rally è diventato recordman mondiale di presenze senza interruzioni alla stessa gara di WRC da quando fu istituita la serie iridata. Il libro può essere richiesto tramite il sito, basta scriverci una mail a redazione@storiedirally.it.

Libri su Storie di Rally

la scheda

25 ANNI DI AMORE PER IL RALLY DI FINLANDIA

Autore: Fabrizio De Sanctis

Copertina: rigida

Pagine: 300

Formato: 30 x 22 centimetri

Editore: Automobile Club Pistoia

Prezzo: 50 euro

Peso: 2,5 chilogrammi

L’incredibile corsa: poesia di Matteo Losi sul MonteCarlo 1972

L’autore del libro L’incredibile corsa – una storia vera diventata leggenda, non è un ‘giornalista qualunque’ e i contenuti della sua opera sono un viaggio nei sogni di un appassionato.

Mattia Losi, giornalista professionista che lega la sua carriera al quotidiano “il Sole 24 Ore” racconta in forma romanzata, ma ben documentata, chilometro per chilometro, l’epica vittoria di Sandro Munari e Mario Mannucci, con la Lancia Fulvia HF, al Rally di Monte-Carlo del 1972. Un racconto emozionante che fa rivivere momenti indimenticabili per gli appassionati di questo sport.

Da sempre, Losi è tifoso di Munari-Mannucci, scritto tutto d’un fiato, come un nome solo con un trattino in mezzo che unisce invece di separare. L’autore, ogni qualvolta gli hanno chiesto di scrivere un libro, si è sempre rifiutato, dicendo che non è il suo lavoro.

Con L’incredibile corsa ha fatto un’eccezione: a Sandro e Mario non si può dire di no. E poi, tutto sommato, questo libro non l’ha scritto lui. L’autore è un bambino di dieci anni: cresciuto, e ormai vicino ai sessanta, ma con il cuore rimasto a quel lontano 28 gennaio del 1972.

Scrive Losi in L’incredibile corsa nel descrivere l’opera alla moglie di Mario Mannucci: “Ciao Ariella, la vittoria nel Rally di Montecarlo del 1972 non è stata solo un’impresa sportiva. Ha rappresentato il trionfo della volontà, della tenacia, del coraggio di non arrendersi quando tutto sembrava perduto. Ha ridato lavoro a centinaia di persone, costringendo la Fiat a riaprire le catene di montaggio della Fulvia“.

“Ha regalato a migliaia di appassionati momenti di gioia e dolore, esultanza e preoccupazioni, sorrisi e lacrime fino all’ultimo momento. Fino al traguardo. Nello scrivere “L’incredibile corsa” mi sono abbandonato alle emozioni. Ho chiuso gli occhi e sono salito sulla 14 con Sandro e Mario. Ho vissuto con loro le fatiche della gara, ho ascoltato le loro parole e i loro silenzi, ho condiviso il gelo del Burzet e il trionfo sul Turini”.

“Non ho scritto il solito libro di macchine: quella straordinaria impresa meritava molto di più. Così ho scritto ascoltando il cuore: perché anche chi non ha mai sentito parlare di rally si possa ritrovare, con le lacrime agli occhi, a leggere e rileggere una storia meravigliosa. A raccontarla ai propri figli e ai propri nipoti, perché nessuno la possa dimenticare”.

“L’ho fatto per Sandro e Mario, i campioni della mia vita. L’ho fatto per tutti gli uomini che hanno portato la Fulvia in cima al mondo. E l’ho fatto anche, con immenso affetto, sperando di regalare un lampo di felicità ai tuoi bellissimi occhi azzurri”. Un libro che tramanda alla memoria una bellissima storia.

Libri su Storie di Rally

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L’INCREDIBILE CORSA: UNA STORIA DIVENTATA LEGGENDA

Autore: Mattia Losi

Copertina: morbida

Pagine: 192

Immagini: 10 in bianco e nero

Formato: 14 x 21 centimetri

Editore: Ephedis

Prezzo: 23 euro

ISBN: 978-2-9561369-0-3

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La Storia dei Rally scritta da Sergio Remondino

Dopo la Formula 1 e forse il “vecchio” Mondiale Marche, da sempre, i rally hanno il Campionato del Mondo che ha attirato l’interesse del pubblico e degli appassionati, sia per gli aspetti tecnici e agonistici sia per quelli umani.

Mini Cooper e Porsche 911 prima, Alpine-Renault e Lancia (dalla Fulvia alla Stratos, passando attraverso la 037, il ”mostro” Delta e la S4 sino alla 4WD) dopo, ma anche Opel Ascona, Fiat 131, Renault 5, Audi Quattro o Peugeot 205 sino alle ”moderne” Toyota, Subaru, Ford e Citroen, sono le protagoniste di questa affascinante storia.

Al volante di questi indimenticabili miti si è avvicendata piloti come Munari, Rohrl, Alen, Biasion, Auriol, Blomqvist, Kankkunen, McRae e Loeb. Apparso una prima volta nel 2010 ed ora aggiornato fino al 2016, il volume, scritto da una firma autorevole come quella di Sergio Remondino e corredato da centinaia di immagini scattate da Reinhard Klein, ripercorre anno dopo anno questa straordinaria storia.

Introduzione di Miki Biasion. C’è tutto, in questa rassegna, anno per anno: dagli inizi alla nascita del Mondiale Rally Costruttori, a quella del Mondiale Piloti: già, i piloti, gli altri grandi protagonisti di questa lunga e affascinante storia. Anno per anno, uomini, vetture, gare, avvenimenti e risultati dei rally iridati disputati, compresi quelli europei.

Un libro da leggere tutto d’un fiato, ma anche da centellinare e da gustare pagina per pagina dal punto di vista della cura dei testi e della bellezza del materiale iconografico. Un libro che non può mancare nella biblioteca degli appassionati di automobilismo e che puoi comodamente acquistare su Storie di Rally. Si può anche trovare presso la Libreria dell’Automobile, in molte librerie presenti sul territorio nazionale, oppure può essere ordinato collegandosi al sito di Giorgio Nada Editore.

Libri su Storie di Rally

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LA STORIA DEI RALLY

Autore: Sergio Remondino

Volumi: collana editoriale Grandi corse su pista, strada e rallies

Copertina: cartonato con sovraccoperta

Pagine: 400

Immagini: 800 in bianco e nero e a colori

Formato: 24,3 × 27 cm

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 50 euro

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Destra 3 Lunga Chiude: storie di Carlo Cavicchi

Cinquanta storie incredibili, cinquanta racconti per fissare momenti che la memoria non potrà cancellare. Tutte raccolte in Destra 3 Lunga Chiude.

Destra 3 Lunga Chiude – Quando i rally avevano un’anima. O meglio, quando i rally erano Rally, accadevano cose spesso sopra le righe e ripassarle fa bene, perché sembrano delle favole romanzate quando invece erano soltanto la regola. Basta leggerne una per sera e la notte si sognerà.

A far sognare sono certo le storie, i racconti ma anche i protagonisti: da Andruet a Bettega, da Cerrato a Mikkola, da Pinto a Fassina passando attraverso Trombotto, Verini, Pregliasco, Barbasio e Ballestrieri. Tutta gente che, per davvero, ha scritto la storia del rally. Il tutto raccontato da un grande scrittore del settore quale Carlo Cavicchi.

I rally di ieri, quelli che attraversano trent’anni dal 1960 al 1990, non erano semplici corse, bensì un concentrato di avventure. Erano esageratamente lunghi, martoriati da strade dal fondo impossibile con piloti preparati sempre al peggio. Notte e giorno, sole battente e pioggia vigliacca, poi neve e nebbia, polvere e verglas. Chi guidava doveva farlo a bordo di automobili che si rompevano sistemate su gomme incapaci di reggere le asperità.

Un contesto perfetto per generare storie incredibili. Ecco allora una raccolta di storie, molti dei quali si fa fatica a trovarne traccia, che possono aiutare chi c’era all’epoca a ricordare e chi allora non c’era e vuole sapere. Pagina dopo pagina va in rassegna un’era irripetibile dove in scena non ci sono esclusivamente i vincenti, bensì i contorni delle imprese, le sconfitte con la stessa dignità dei successi, i dolorosi ordini di scuderia così come i gesti generosi di chi sapeva rinunciare a una vittoria per aiutare un collega in difficoltà.

Nella prefazione di “Destra 3 lunga chiude – Quando i rally avevano un’anima” Carlo Cavicchi scrive: “Più che delle storie sono delle favole vere e come in tutte le favole c’è il buono e lo sconfitto, il generoso e il furbo, in tutte le stagioni a tutte le temperature, sotto la pioggia, in mezzo alla neve e nel deserto. In scena non ci sono soltanto i piloti vincenti, ma anche quelli sconfitti o traditi dal mezzo meccanico e qualche volta dal compagno di squadra”.

L’esperto di comunicazione automtive Luca Pazielli, in una sua recensione su Autologia aggiunge: “Rauno Aaltonen e Pentti Airikkala non sono certo noti come i nostri Munari o Ballestrieri, le vittorie della Datsun e della Saab non hanno scaldato i tifosi quanto le sfide tra Fiat e Lancia, ma in ogni capitolo, per il lettore, ci sarà la sorpresa di qualcosa che Cavicchi ha vissuto da testimone. Non gli è certamente sfuggito anche il duro lavoro svolto dai meccanici durante le assistenze, a loro è dedicato un intero capitolo, che fa capire quanto sia stato prezioso il loro contributo nelle vittorie”.

I personaggi che l’autore ha scelto quali protagonisti del volume sono: Rauno Aaltonen, Erik Carlsson, Pentti Airikkala, Markku Alén, Jean-Claude Andruet, Fulvio Bacchelli, Amilcare Ballestrieri, Sergio Barbasio, Attilio Bettega, Miki Biasion, Marc Birley, Tony Carello, Dario Cerrato, Jim Clark, Bernard Darniche, Per Eklund, Tony Fall, Guy Fréquelin, Kyösti Hämäläinen.

E ancora, Paddy Hopkirk, Harry Källström, Simo Lampinen, Bosse Ljungfeldt, Timo Makinen, Shekhar Mehta, Hannu Mikkola, Michèle Mouton, Sandro Munari, Federico Ormezzano, Alcide Paganelli, Raffaele Pinto, Fabrizia Pons, Mauro Pregliasco, Carlos Reutemann, Walter Röhrl, Carlos Sainz, Joginder Singh, Jean-Luc Thérier, Pauli Toivonen, “Tony” (Tony Fassina).

Libri su Storie di Rally

la scheda

DESTRA 3 LUNGA CHIUDE

Autore: Carlo Cavicchi

Volumi: collana editoriale Grandi corse su strada e rallies

Copertina: rigida

Pagine: 238

Immagini: 21 in bianco e nero e 76 a colori

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 21 euro

Peso: 540 grammi

ISBN: 978-8-8791166-6-4

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Però lo scoop è mio: il romanzo di Carlo Cavicchi

Il giornalista bolognese ha romanzata una storia vera, cambiandone nomi e luoghi, ma non la principale protagonista, la Porsche nera.

Però lo scoop è mio è un intrigante romanzo thriller che dovrete lasciare sul comodino perché in casa lo possano apprezzare tutti, anche chi non è proprio malato di rally. Un romanzo, un thriller ambientato nel mondo dei rally, solo il mitico Carlo Cavicchi ci poteva riuscire. Si tratta di una storia vera che gli fu rivelata dal sempre indimenticabile “Icio” Perissinot.

“Lo si racconta da sempre che nulla sa essere più fantasioso di un fatto accaduto veramente, e potrebbe essere proprio così. Da qui la voglia di trasferire in un romanzo una vecchia storia che io e il mio vecchio amico Maurizio Perissinot, grande copilota della leggendaria squadra rally Lancia, ci ripassavamo spesso increduli e divertiti allo stesso tempo”, ha detto Cavicchi.

“Sarebbe una buona base per un libro oppure per un film, mi diceva sempre, e siccome la sua compagnia mi manca ormai da troppi anni, ecco intanto il libro, un romanzo che mescola le mie più grandi passioni, quella per le corse in automobile e tutto il mondo che ci gira attorno, e quella per la mia professione. Più in sintesi: rally e giornali”, prosegue l’autore.

Il noto giornalista bolognese, già direttore di Autosprint e poi di Quattroruote, l’ha naturalmente un po’ romanzata cambiandone nomi e luoghi ma non la principale protagonista, la Porsche nera. Due storie parallele occupano i primi capitoli, ambientate negli anni Settanta a Bologna, ci sono un insoddisfatto e frustrato giornalista del quotidiano il Resto del Carlino e un anonimo impiegato grande appassionato di rally con l’inesaudito desiderio di partecipare a una gara, considerandosi buon pilota.

Accanto a loro ci sono due donne dalle ambizioni spropositate che saranno poi determinanti nelle storie che porteranno a far incrociare i destini dei loro compagni. L’occasione che porta a una decisiva svolta per le tediose giornate dei due principali interpreti avviene in modo decisamente rocambolesco e avventuroso, un evento che catturerà il vostro interesse e vi impedirà di separarvi dal libro fino all’ultima pagina.

Per gli appassionati di rally ci sono tanti riferimenti che vi riporteranno a un’epoca gloriosa. Quando sull’isola d’Elba si correva l’Europeo sotto l’attenta direzione corsa del grande Dado Andreini, gli iscritti erano centinaia e tra questi grandi campioni, la terra era discriminante con le prove speciali dei Due Mari e della Falconia, gli equipaggi usavano gli interfoni di Quaglino, tra i preparatori più quotati c’erano i fratelli Venturi e i fratelli Almeras.

Mezzo mondo ci si riconosce in queste righe perché fra i personaggi principali – non vi dirò volutamente quanti sono – ne troviamo diversi in cui è facile riconoscersi: dal giornalista che “vegeta” in redazione al pilota di presunto talento a corto di quattrini per dimostrare il suo valore. Il primo non trova lo scoop della svolta, il secondo il modo per mettere le mani sulla macchina vincente. E poi c’è lei, la meravigliosa e misteriosa Porsche 911 targata Venezia…

Le strade di Dante Busi e Sandro Panzacchi corrono per sentieri diversi e lontani e non si sarebbero mai intrecciate se in maniera del tutto casuale un magistrato di Foggia, che indaga su una morte misteriosa di un informatore della Guardia di Finanza, non si fosse messo di mezzo ribaltando i loro destini.

Sullo sfondo di una Bologna che vive gli anni Settanta non per la loro complessità ma soltanto con il rimpianto per quella città nottambula e ospitale che non tornerà più, si avvitano le storie umane e professionali dei tre personaggi e delle loro donne con un unico nesso: una Porsche nera.

“Si tratta di un thriller molto leggero, seppure incredibilmente intrigante perché mette a nudo la passione di un pilota dilettante che guida vetture troppo brutte per essere vincenti e che pur con ciò è convinto – un po’ come tutti quelli che staccano la licenza per correre – che con un mezzo adeguato sarebbe il più forte di tutti”.

“E porta a galla le frustrazioni di un cinquantenne entrato da giovane e dalla porta principale in quotidiano importante ma la cui resa in redazione lo avvicina di più a una dattilografa che a un vero giornalista. Il terzo è un magistrato di Foggia che gode di un buon successo nella città in cui abita ma che si trova alle prese con un caso da cui non ci cava i piedi”, ha spiegato ancora l’autore.

Libri su Storie di Rally

la scheda

PERÒ LO SCOOP È MIO

Autore: Carlo Cavicchi

Volumi: Collana editoriale Narrativa Minerva

Copertina: morbida

Pagine: 200

Formato: bb centimetri

Editore: Minerva Edizioni

Prezzo: 15

Peso: 222 grammi

ISBN: 978-8-8332404-8-0

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MonteCarlo Rally 1911-1980: the golden age by Graham Robson

Il primo Rally di MonteCarlo fu organizzato nel 1911, con solo venti partenti. Nel 1930 ce n’erano cento, nel 1949 duecentocinque, e nell’anno di punta, il 1953, c’erano quattrocentoquattro equipaggi.

In Monte Carlo 1911-1980 The golden age, ovviamente in inglese, Graham Robson ci parla degli anni in cui centinaia di partecipanti, con auto di tutte le forme e le dimensioni, combattevano contro la neve, la nebbia, il ghiaccio e l’oscurità dell’inverno per giorni e giorni, da lontani punti di partenza verso in direzione del Principato “magico” di Monaco.

Disavventure, rotture e incidenti abbondavano e i concorrenti avevano migliaia di storie da raccontare su macchine che barcollavano sul bordo di precipizi, vetture che speronavano muri di neve ghiacciata, riparazioni frenetiche e improvvisate effettuate sull’orlo di una crisi di nervi, incontri ravvicinati e prodezze di spavalderia pazzesca.

Il primo Rally di Monte-Carlo fu organizzato nel 1911, con solo venti partenti. Nel 1930 ce n’erano cento, nel 1949 duecentocinque, e nell’anno di punta, il 1953, c’erano quattrocentoquattro equipaggi. Tutti alla conquista di Monte-Carlo. In questo libro ogni edizione del Rally di Monte-Carlo tenuto tra il 1911 e il 1980 è arricchita individualmente con elenchi dei risultati e cartine dei percorsi.

Un viaggio fantastico, dai successi delle Hotchkiss alla fine degli anni Quaranta, la Sunbeam-Talbot nei primi anni Cinquanta, le Mini Cooper negli anni Sessanta, le Porsche 911 alla fine degli anni Sessanta e il predominio di Alpine-Renault e Lancia Stratos negli anni Settanta.

L’autore fornisce anche informazioni essenziali su regolamenti per ogni stagione, percorsi, su ciò che i concorrenti dovevano fare, sui test svolti dopo l’arrivo a Monaco, sulle classi e sui vari concorsi e trofei, incluso ad esempio il “Concours de Confort”, che erano da vincere. Tutto questo insieme di informazioni, produce un quadro completo degli obiettivi e della natura del rally che si è evoluto.

Nel libro sono presenti oltre trecento fotografie di archivio. Una sorta di storia definitiva del più bel periodo del più importante rally automobilistico di tutti i tempi in visione evocativa di un’epoca d’oro della storia dell’automobilismo. Appunto, Monte Carlo Rally 1911-1980 The golden age.

Robson adora il Rally di Monte-Carlo. Formatosi come ingegnere automobilistico, si lascia affascinare dalla specialità dopo aver visto il suo primo Rally Rac nel 1953 e diviene lui stesso un pilota che correrà per vari team, fino a diventare responsabile di uno di questi e successivamente giornalista e organizzatore. Inoltre, ha un “Monte” sotto la cintura, quarto come co-pilota nel 1962. 

Con i suoi libri sugli sport motoristici, ne ha scritto oltre centoventi negli ultimi trentacinque anni, su molti argomenti, da Volkswagen a Rolls-Royce, “incendia” il mondo in termini di ricerca. Scrive bene e trasmette un palpabile senso di gioia. Se sei un lettore di una certa età ricorderai i giorni in cui anche i giornali includevano aggiornamenti quotidiani sui rally, tale era la misura in cui il “Monte” – considerato uno degli eventi di resistenza più duri al mondo – catturava l’immaginazione del pubblico.

È il rally più antico. Il “Monte” è una gara ancora viva, grazie a Dio, ma per Robson termina nel 1980, l’anno che lui considera il suo zenit. Dopo i cambi regolamentari sui tempi, l’ascesa e il rapido dominio delle trazioni integrali (lunga vita all’Audi Quattro!) ha perso interesse. Non ha riconosciuto più i rally come il suo sport. Non me la sento di dare torto a Graham. 

Le auto da rally di oggi altamente specializzate e costruite su misura che spesso non sono legali per strada sono ben diverse dall’entrata, nel 1932, di un anemico Hillman Wizard 75 da 65 cavalli con un equipaggio di quattro persone che tirano una roulotte o un ingombrante autobus Citroën nel 1934.

In “Monte Carlo Rally 1911-1980 – The golden age”, Robson sottolinea cosa è cambiato di anno in anno, cosa ha funzionato e cosa no, ma soprattutto racconta sempre storie. L’elemento umano è imprescindibile. Come la storia di Morna Vaughan, un chirurgo donna molto esperto, che fermata a soccorrere una vittima di un incidente: perde novanta minuti, ne recupera settanta e viene penalizzata dai commissari, ma poi vince comunque la Ladies Cup.

Libri su Storie di Rally

la scheda

MONTE-CARLO RALLY 1911-1980

Autore: Graham Robson

Copertina: rigida

Pagine: 239

Immagini: oltre 300 in bianco e nero e a colori

Formato: 21 x 27 centimetri

Editore: Herridge & Sons

Prezzo: 40 euro

Peso: 1,2 chilogrammi

ISBN: 978-07134592-4-1

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Amilcare Ballestrieri belin che artista by Luca Pazielli

Amilcare Ballestrieri belin che artista è un libro che raccoglie una serie di aneddoti e ricordi vissuti assieme a questo grande campione.

Gli auguri e le testimonianze raccolte in un originale libro-dedica che gli innumerevoli amici ed ex-colleghi hanno voluto omaggiare al pilota sanremese per i suoi ottanta anni. In occasione della festa per i suoi ottant’anni, gli amici e gli ex compagni di squadra.

A ricordarlo sono Luca Pazielli, Adriano d’Andrea, Giacomo Agostini, Guido Rancati, Carlo Cella, Giancarlo Mamino, Daniele Audetto, Renato Ronco, Roberto Angiolini, Cesare Fiorio, Luca Cordero di Montezemolo, Gianni Tonti, Sandro Munari. Ma non solo.

Ci sono anche Piero Sodano, Ariella Mannucci, Nik Bianchi, Arnaldo Bernacchini, Simo Lampinen, Silvio Maiga, Jean-Claude Andruet, Biche, Gérard Larrousse, Bobo Cambiaghi, Mauro e Aurelia Pregliasco, Emanuele Sanfront, Maurizio Ambrogetti, Arnaldo Tonti, Sergio Maiga, Federico Ormezzano, Beppe Donazzan, Rudy Dalpozzo.

E ancora, Gigi Lucky Battistolli, Tonino Tognana, Tony Fassina, Gian Dell’Erba, Luciano Trombotto, Miki Biasion, Gabriele Noberasco, Dario Cerrato, Lucio Guizzardi, Renato Della Valle, Carlo Rossi, Franco Fiorucci, Fabrizio De Checchi, Carlo Cavicchi raccontano Amilcare Ballestrieri. Il libro è disponibile in italiano, francese e inglese.

Ballestrieri viene alla luce a Sanremo il 17 settembre 1935 ed è stato sia un campione motociclistico sia automobilistico. Come detto, si dedica inizialmente al motociclismo, ottenendo buoni risultati negli anni Sessanta: diventa tre volte campione italiano della montagna su strada con la MotoBi, nel 1962, nel 1963 e nel 1964, una volta campione italiano juniores classe 175 nel 1964 e vince due volte il Circuito di Ospedaletti, nel 1963 e nel 1964. Si aggiudica il Campionato Italiano Rally 1973 su Lancia Fulvia HF navigato da Silvio Maiga.

Nel Campionato del Mondo Rally partecipa complessivamente a dieci gare dal 1973 al 1977, ottenendo un buon quinto posto assoluto nel Sanremo iridato come miglior piazzamento, al volante della Opel Kadett GT/E. Riesce a vincere il Rally di Sanremo nel 1972, che non è valido per il Mondiale, ma è valevole per il Campionato Internazionale Costruttori.

Nei confini di casa, nel 1970 è primo al Rally del Friuli e delle Alpi Orientali e al 999 Minuti, in entrambe le occasioni su Lancia Fulvia HF navigato da Daniele Audetto. Nel 1974 è primo alla Targa Florio su Lancia Stratos in coppia con Gérard Larrousse.

Libri su Storie di Rally

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AMILCARE BALLESTRIERI BELIN CHE ARTISTA

Autori: Luca Pazielli

Copertina: cartoncino plastificato

Pagine: 96

Immagini: 45 in bianco e nero di Actualfoto

Formato: 24 x 21 centimetri

Editore: Ephedis

Prezzo: 15 euro

ISBN: 978-2-9546389-2-8

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Thierry Sabine e la Parigi-Dakar: firmato Jean-Luc Roy

Nel corso di nove anni, tra 1977, quando si smarrì nel Ténéré e scampò alla morte, fino all’incidente del suo elicottero nel 1986, Thierry Sabine assaporò la gioia della vittoria in tutte le sfide.

Il 14 gennaio 1986 muore Thierry Sabine, precipitando a bordo di un elicottero durante la Parigi-Dakar, da lui creata nel 1978. L’uomo avventuroso ha l’eccezionale capacità di aprire le porte all’evasione dal nostro mondo sempre più limitato. Questo fece Thierry Sabine, l’uomo che visse, e fece vivere a migliaia di appassionati, i grandi rally, come l’Enduro del Touquet e la Parigi Dakar.

Nel corso di nove anni, tra il 14 gennaio 1977, quando si smarrì nel Ténéré e scampò alla morte, fino all’incidente del suo elicottero nel gennaio del 1986, assaporò la gioia della vittoria in tutte le sfide, dalle gare folli che aveva ideato, fino alla Parigi-Dakar.

Rimarrà per sempre l’icona dell’uomo d’avventura della fine del Ventesimo secolo per tutti coloro che, seguendo il suo esempio, vorranno spingersi coraggiosamente ai limiti di se stessi. Il libro che lo celebra è stato scritto in francese e ora è anche disponibile in italiano.

La carriera sportiva di Sabine si svolge sia in circuito sia nei rally. Oltre ad aver partecipato ad alcune prove del Campionato del Mondo Rally, si registra anche la sua partecipazione a varie gare di durata del Campionato del Mondo SportPrototipi tra cui l’edizione del 1975 della 24 Ore di Le Mans dove si è piazzato al diciassettesimo posto assoluto su una Porsche. Un’altra sua passione erano le corse nel deserto e, nel 1977, incorre nell’avventura di restare disperso in Libia durante una competizione tra Nizza e Abidjan.

Thierry inizia la carriera di organizzatore nel 1975 creando la gara francese dell’Enduro del Touquet, che da evento locale diventa presto un fenomeno internazionale. Dopo aver organizzato anche la Croisière Verte, maratona motociclistica dal nord al sud della Francia, unendo le sue passioni, decise di organizzare una competizione aperta a vari tipi di veicoli e che si svolgesse per buona parte nel deserto: il 26 dicembre del 1978 prese così il via da Parigi la prima edizione di quella che è diventata la celebre Rally Dakar.

D’altra parte, quando dici Dakar, non c’è bisogno di anteporre il termine “rally”. Con il solo nome ci si è riferiti al rally per antonomasia. Al rally per eccellenza. Semplicemente la Dakar, – e precedentemente Parigi-Dakar – è la corsa su strada aperta alle auto, alle moto, ai quad, ai buggy e ai camion più famosa del mondo.

La gara che, un tempo, prevedeva la tappa finale nella capitale del Senegal, nell’Africa occidentale. Era più noto come Parigi-Dakar, visto che le prime edizioni, dal 1979 al 1991 e ancora nel 1993, 1994, 1998, 2000 e 2001, la partenza veniva data nella capitale francese per terminare in quella del Senegal.

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THIERRY SABINE E LA SUA PARIGI DAKAR

Autore: Jean-Luc Roy

Volumi: collana editoriale Uomini e sogni

Copertina: flessibile

Pagine: 215

Prezzo: 13,60 euro

Editore: Edizioni Mare Verticale

Peso: 240 grammi

ISBN: 978-8-8971737-0-0

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Rallies: parola alle immagini di Manrico Martella

Sulla scena ci sono i rally. Rallies è un libro fotografico che con immagini coinvolgenti ripercorre il Campionato del Mondo Rally dal 1973, anno della sua istituzione, a oggi.

Rallies: parola alle immagini è un inimitabile portfolio contenente una miriade di fotografie esaltanti scattate in oltre quarant’anni in giro per il mondo da un esperto fotografo quale Manrico Martella e arricchito dai testi di Emanuele Sanfront, per molti anni giornalista del mensile Quattroruote ed ex co-pilota professionista di rally.

Un viaggio nel tempo attraverso le cinque categorie al top via via succedutesi nel Mondiale Rally (Gruppo 4, Gruppo B, Gruppo A, WRC e WRC Plus) cui appartengono le auto protagoniste che si sono contese e si contendono l’ambito titolo iridato.

Un lavoro impegnativo, disponibile in due lingue, italiano e inglese, che ha richiesto mesi e mesi di lavoro per selezionare circa cinque milioni di fotografie e sceglierne alla fine oltre quattrocento. Un condensato di immagini emozionanti per offrirle a una platea di appassionati di allora che vuole ricordare e per chi oggi desidera goderne almeno un po’.

Per l’autore, i rally sono “oltre quarant’anni di vita in giro per il mondo, quarant’anni di gioie, dolori, emozioni, contatti umani ma soprattutto sono un lungo lasso di tempo passato alla costante ricerca dello “scatto giusto”, quello con cui il giornale doveva aprire il servizio o illustrare la doppia pagina centrale. Proprio a quell’immagine è sempre toccato il difficile compito di catapultare immediatamente il lettore in Kenya fra le sue sabbie e i suoi cieli sconfinati, in mezzo ai ghiacci della Svezia o ancora fra le umide foreste inglesi”.

“Da sempre questo è stato l’oggetto principale della ricerca: far vivere attraverso le mie immagini l’atmosfera di un luogo, il pathos di un momento, e l’emozione di esser li, tutto racchiuso in uno scatto. Anche per questo l’auto da rally non è mai la protagonista principale delle mie immagini ma è piuttosto uno dei vari elementi che compongono questi “paesaggi rallistici” fatti di gente, villaggi, boschi, montagne o mare che sia, indiscussi protagonisti al pari di macchine e piloti”, racconta ancora Martella.

Queste le parole del grande fotoreporter Manrico Martella che in questo libro ripercorre, attraverso il suo obiettivo, l’intera storia del rallysmo mondiale dai primi anni Settanta ad oggi. Ogni scatto è una storia. Ogni scatto ha una storia. Le auto più belle e gloriose così come i campioni più affermati non sono sfuggiti all’occhio di questo straordinario artista della fotografia. Il libro è disponibile in italiano e inglese.

Libri su Storie di Rally

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RALLIES

Autori: Emanuele Sanfront, Manrico Martella

Volumi: collana editoriale Grandi corse su pista, strada e rallies

Copertina: cartonato con sovracoperta

Pagine: 304

Immagini: oltre 400 in bianco e nero e a colori

Formato: 28 x 30 centimetri

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 42,50 euro

Peso: 2,6 chili

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Sotto il Segno dei Rally 1: storie italiane di rally

Storie di sport, di vite, di solidarietà nell’agonismo. Storie che si consumano Sotto il segno dei rally. Volti, vite e storie accomunate da un’unica passione: i rally.

Sotto il Segno dei Rally 1, come un film, cerca di fermare i momenti più significativi vissuti da alcuni fra i piloti italiani che sono entrati nella storia della specialità, dagli anni Cinquanta fino alla fine dei Settanta. Non biografie, ma autentici “brani di vita” raccontati da personaggi dal grande spessore umano e sportivo. Così come in Sotto il Segno dei Rally 2.

Gente che ha lasciato tracce importanti, in alcuni casi dimenticate. Villoresi, Cella, Patria, Cavallari, Giunti, Ceccato, Barbasio, Carello, Pinto, De Adamich, Ballestrieri, Pregliasco, Pianta, Montezemolo, Tony Fassina, Verini, fino ad arrivare a colui che è entrato nella leggenda, che è diventato per tutti l’emblema dei rally, Sandro Munari. Sono soltanto alcuni dei nomi racchiusi in quest’autentica antologia, un’opera che raccoglie le imprese di sessanta personaggi che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dei rally.

Alla realizzazione di questo volume ha collaborato Gianni Simoni, storico navigatore di Arnaldo Cavallari. La storia ha avuto un seguito con un secondo titolo, uscito nel 2014, in cui è stata la volta di altri piloti italiani che hanno corso dagli anni Ottanta sino ad oggi, quali, tra gli altri, Vudafieri, Zanussi, Bettega, Tabaton, Tognana e Miki Biasion. Riportiamo l’elenco completo dei piloti inclusi nel volume: Bacchelli Fulvio, Bauce Roberto, Besozzi Gianni, Bossetti Gianni, Cambiaghi Anna, Cambiaghi Roberto.

E ancora: Carello Tony, Cavriani Franco, Svizzero dr. Francesco, Tacchini Vanni, Zeffirino Filippi, Andrea De Adamich, Luciano Trombotto, Luca Cordero di Montezemolo, Cesare Gerolimetto, Alcide Paganelli, Giorgio Taufer, Pino Ceccato, Arnaldo Cavallari, Tominz Roitti Donatella, Raffaele Pinto, Maurizio Verini, Salvatore Brai, Giuliano Alto, Luigi Battistolli, Tony Fassina, Silvio Dus, Tecilla Anna.

Esiste la possibilità di acquistare Sotto il Segno dei Rally I e Sotto il Segno dei Rally II in abbinata e contenuti in un elegante cofanetto. Si tratta di una edizione limitata di duecento pezzi, che consiglio vivamente e che trovi dettagliata nella scheda libro. L’autore mi ha concesso la pubblicazione di alcuni estratti del suo libro. E sinceramente, non potevo non condividerli con te. Li trovi facendo una semplice ricerca nel sito. Di seguito ne pubblico uno molto bello.

Giovanni Casarotto: e Francesca tirò l’ombrellino

Mille volte aveva detto basta. Troppe volte la sfortuna si era messa di mezzo a togliergli quelle soddisfazioni che avrebbe meritato. Capitavano sul più bello, quando la vittoria o il grande risultato erano a portata di mano. Succedeva sempre qualcosa, magari piccoli guasti, particolari di poche decine di lire per far svanire il sogno. “Basta”, lo ripeteva alla moglie Francesca Serafini, la prima tifosa, oltre che navigatrice. Tante gare assieme, tante delusioni. Poche le gioie. Ne parlavano di quanto avveniva. Sfortuna, sfiga, non riuscivano a capire come fosse possibile capitasse a loro, quasi una maledizione.

Eppure Giovanni Casarotto, su asfalto o sterrato, era sempre tra i più veloci, senza timori nemmeno dei nomi più blasonati. A parità di macchina non aveva paura di nessuno. Poi, sul più bello, la mazzata. Nell’ambiente avevano perfino storpiato il cognome in “Cosaharotto”, tanto si ripetevano i ritiri per guasti meccanici. Pochi gli stop per errori di guida, uscite di strada, no, erano le rotture di componenti, delle varie auto, a lasciarlo a piedi.

In quel Valli Pinerolesi di metà giugno 1979, prima della partenza, doveva scacciare quel pensiero che lo tormentava da tanto, troppo tempo. Alla guida di una Lancia Stratos, al suo fianco, il vicentino Giorgio Zonta. Giuliano Michelotto, quella macchina azzurra, con la grande scritta dello sponsor dipinta di bianco, l’aveva controllata fino all’ultima vite. Voleva essere sicuro.

Anche i più piccoli particolari erano stati come scannarizzati. A Modena, in aprile, il vicentino fu costretto al ritiro, quasi subito, per la rottura delle puntine platinate. “In 12 anni che sono in mezzo ai motori, non mi era mai capitato un guasto del genere. L’incredibile è che le avevo sostituite poco prima della partenza”, così spiegò il preparatore padovano”. “A Casarotto può succedere anche questo”, continuò.

Non era finita. Quel rally di Modena lo vinse il giovane Mauro Simontacchi, di Padova, con una Lancia Stratos. Fin qui nulla di strano. Ma quella macchina era quella di Casarotto, la stessa che lo aveva sempre lasciato a piedi nel 1977 e 1978. Colmo dell’ironia su 300 vetture partite vinse proprio la macchina che lo aveva piantato in asso per due anni consecutivi.

Roba da matti. Giovanni, professione mugnaio – di famiglia uno dei Molini più antichi del vicentino – aspettava che gli dessero il via per annullare quella tachicardia che lo prendeva prima che si abbassasse la bandiera. Michele ‘Tito’ Cane, l’avversario da battere, colui con il quale ormai si confrontava da anni.

Partì all’assalto il pilota con la Fiat 131 della 9-Nove. Come al solito numerosa schiera dei concorrenti, tutti agguerriti. Celesia e Montaldo con le Stratos, Massimo Bonzo, con la 131 della Quattro Rombi, Casarotto avrebbe dovuto vedersela anche con questi. Sullo sterrato “scassamacchine” piemontese, Giovanni cercò di non esagerare, di non compromettere la macchina. Sempre con il cuore in gola, aspettando chissà cosa.

Tito Cane era davanti, aveva imposto un ritmo molto alto alla gara. Nella nona prova speciale il piemontese accusò problemi alla scatola guida. Perse un minuto e mezzo. Il vicentino passò in testa. Nei chilometri precedenti altri importanti interpreti come Simontacchi, Uzzeni, Antonella Mandelli e Mirri, salutarono la truppa. Un rally di grande incertezza. Casarotto quasi non ci credeva quando vide la pedana di Villar Perosa. Aveva vinto, scacciando quella sfortuna che, da troppo tempo, lo perseguitava. Al secondo posto, staccato di cinque minuti e mezzo Celesia, terzo Cane, quarto Montaldo e quinto Bonzo.

Anche Giovanni era uno della banda di Vicenza che andava a seguire il San Martino. Come tutti. Si era fidanzato con Francesca Serafini, bellezza mediterranea, simpatica, un’esperienza di navigatrice con Luisa Celadon. Un giorno andarono a provare a Valstagna. Avevano un’HF Gruppo tre. Lei si presentò in tailleur, scarpe con tacchi e un ombrello. “Se piove, non si sa mai…”, disse a Giovanni che l’aveva guardata come fosse una marziana.

Arrivarono che faceva buio. E c’erano migliaia di persone, quasi che il rally fosse già cominciato. Da anni sempre così. Imboccarono la gola che portava all’inizio della prova speciale. Giovanni le spiegò che avrebbero dovuto fare una nuova manovra. Il secondo tornante di Valstagna, molto stretto, era necessario – con una trazione anteriore come l’HF – anticiparlo tirando il freno a mano per far sbandare il posteriore della vettura.

“A cento metri dal tornante metti la mano sulla leva del freno e tiri di brutto quando te lo dico io. Così non stacco le mani dal volante e vedrai che roba…”. Francesca fece cenno di aver memorizzato tutto. Schiacciò l’acceleratore a fondo, tornante largo a destra, inizio della salita, rettilineo, semicurva destra in pieno ed ecco il tornante sinistro, uno dei simboli di quella speciale fatta come una scala. Ancora giù, ancora giù. Arrivò il momento fatidico. “Tira, tira….”, urlò Giovanni”.

In un millesimo di secondo capì che c’era qualcosa che non andava. Della frenata nemmeno l’ombra. L’HF fece un dritto pazzesco. Francesca invece della leva del freno aveva trovato il manico del suo ombrellino. E l’aveva tirato. Gli improperi rimbombarono nella valle. Una volta usciti dal patatrac, Giovanni dovette affrontare un’altra prova. Difficile. Telefonare al padre di Francesca. Era d’accordo che l’avrebbe riaccompagnata prima di mezzanotte. Allora, star fuori con la ragazza, una notte, neanche a pensarci.

Sior Serafini, gho spacà la machina. Non posso portare a casa Francesca…Me despiase. Tranquillo non si preoccupi. Arriviamo domani…”. Dall’altra parte del filo il signor Serafini lo gelò: “Giovanni, me raccomando…”. Nel San Martino 1974 Giovanni Casarotto in coppia con Francesca Serafini, su Fulvia HF 1600 della scuderia Palladio, si piazzarono al decimo posto assoluto. Primi dei piloti privati. Da applausi.

Libri su Storie di Rally

la scheda

SOTTO IL SEGNO DEI RALLY

Autore: Beppe Donazzan

Volumi: collana editoriale Grandi corse su strada e rallies

Copertina: rigida

Pagine: 416

Immagini: 56 in bianco e nero e 27 a colori

Dimensioni: 14 x 22 centimetri

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 20,50 euro

Peso: 780 grammi

ISBN: 978-8-8791158-5-8

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Sotto il Segno dei Rally 2: racconti di Beppe Donazzan

Ad un anno di distanza da Sotto il segno dei Rally arriva Sotto il Segno dei Rally 2 che completa il monumentale lavoro di Beppe Donazzan sulla storia del rallysmo italiano.

La formula è sempre la stessa: un’appassionante serie di storie, fatti e imprese che, lette in sequenza, finiscono per dar vita ad un vero e proprio romanzo su questo mondo che tanta passione ha suscitato negli anni. A cambiare, questa volta, sono i protagonisti che, in questo secondo volume, corrispondono a quelli di alcuni fra i piloti italiani di maggior rilievo che hanno corso dagli anni Ottanta sino ad oggi.

I loro nomi sono, fra gli altri, Vudafieri, Cerrato, Zanussi, Bettega, Tabaton, Tognana, Cunico, Biasion, Liatti e Deila. Basta leggere i primi due o tre racconti per ritrovarsi, improvvisamente, in mezzo ai muri di folla che negli anni Ottanta e Novanta delimitavano i percorsi delle prove speciali lungo la penisola.

E capisci subito che non è necessario arrivare in fondo al volume, per sentirsi in grado di garantire che l’ultima fatica di Donazzan dovrebbe occupare un posto di riguardo nella libreria di ogni appassionato. E ti ritrovi comunque, tutto d’un fiato, in fondo al volume.

Tre i capitoli del libro. Il primo, “Le sfide infinite” parla di Attilio Bettega, Adartico Vudafieri, Vittorio Caneva, Tonino Tognana, Nico Grosoli, Franco Ceccato, Mario Aldo Pasetti, Antonella Mandelli, Franco Corradin, Gabriele Noberasco, Micky Martinelli, Alberto Alberti, Paolo Pasutti, Giorgio Pasetti.

E poi ancora, Paola Alberi, Gianni Del Zoppo, Nick Busseni, Dario Cerrato, Massimo Barbujani, Franco Uzzeni, Michele Cinotto, Franco Leoni, Carlo Cuccirelli, Fratelli Betti, Alberto Carrotta, “Bronson”, Pietro Mirri, Flaviano Polato, Paolo Baggio, Pierangela Riva, Ennio Santinello, Giacomo Bossini.

Nel secondo, “Tutte le latitudini” ci sono Fabrizio Tabaton, Andrea Zanussi, Miki Biasion, Gianfranco Cunico, Alessandro Fiorio, Bruno Bentivogli, Massimo Ercolani, Paola De Martini, Carlo Capone, Chantal Galli, Michele Rayneri, Gilberto Pianezzola, Giovanni Manfrinato, Isabella Bignardi, Fabrizio Fabbri, Paolo Alessandrini, Prisca Taruffi, Alessandro Fassina, Enrica Munaretto, Giammarino Zenere, Pucci Grossi, Michele Grecis, Edi Orioli, Enrico Bertone, Sergio Cresto, “Tabacco”.

Nel terzo, “L’era dell’elettronica” salgono in cattedra Andrea Aghini, Piero Liatti, Paolo Andreucci, Andrea Dallavilla, Pierluigi e Romeo Deila, Piero Longhi, Andrea Navarra, Renato Travaglia, Luca Rossetti, Gigi Galli, Umberto Scandola, Andrea Crugnola, Loris Roggia, Manuel Sossella, Lara Battistolli, Massimo Gasparotto, Alex Bruschetta, Alessandro Battaglin.

Ma anche: Claudio De Cecco, Luca Cantamessa, Giandomenico Basso, Massimo Ceccato, Marco Tempestini, Luca Pedersoli, Valentino Rossi, Franco Ballerini, Felice Re, Luca Campedelli, Matteo Gamba, Mauro Spagolla, Fabrizio Nucita, Fontana, Italia Rally Talent, Sandro Sottile, Angelo Medeghini.

Esiste la possibilità di acquistare Sotto il Segno dei Rally 1 e Sotto il Segno dei Rally 2 in abbinata e contenuti in un elegante cofanetto. Si tratta di una edizione limitata di duecento pezzi, che consiglio vivamente e che trovi dettagliata nella scheda libro. Beppe Donazzan, che è sempre un gentiluomo, mi ha concesso la pubblicazione di alcuni brani. Li trovi su Storie di Rally con una semplice ricerca. Di seguito ne pubblico uno molto divertente.

In Abruzzo il colpo con una Porsche in una torrida estate del 1982

Nel corso della giornata, per lo più all’imbrunire, scattava la domanda da un milione di dollari. Da nord a sud. Classica. In veneto era: “Te piase più i rally o la figa?”… Immancabile, dopo tanti discorsi di motori, ammortizzatori, “meglio i Koni o i Bilstein? No, su quea gara monto i Bilstein, la machina, da drìo, la sta più zò…”. Di solito il quesito veniva sparato dal personaggio più carismatico, quello che correva. Il team principal del gruppo, si direbbe ora.

Partivano le schermaglie di precisazioni: “Un rally con che macchina?, in contrapposizione “con che figa?”. Dalla Stratos o dalla 037, sull’altra sponda andavano a mille Serena Grandi, Edwige Fenech, Carmen Russo, Lilli Carati…protagoniste di film e di immagini senza veli sui giornali tipo Le Ore, Blitz, Men o Caballero che, per qualche minuto, avevano la supremazia su Autosprint.

C’era chi sceglieva i rally, chi – i più – la seconda opzione. Chi invece, ligio al compromesso radicato nella cultura democristiana, diceva: “Mi fasso i rally. La tosa poi me la trovo in machina…”. Le sghignazzate si protraevano a lungo, con toni sempre più coloriti e accesi. Uno dei tanti ritrovi dei giovani di Bassano del Grappa era un negozio di calzature. Titolare Ennio Santinello, un altro personaggio oltre le righe di quel pazzo mondo, con passione smisurata per le auto.

Fuori dal comune. Un pensiero fisso che non aveva fine. Era lui che innescava ogni tanto quella domanda, quando il gruppetto di amici aumentava di numero sul far della sera. C’era chi arrivava dal lavoro e chi aveva chiuso i libri dell’università”.

Ennio lasciava alla compagna il compito di servire i clienti. Entrava in scena solo se le presenze, all’interno del negozio, aumentavano di numero, oppure per l’ingresso di qualche attraente ragazza. Allora scattava dalla poltrona dell’ufficio, pieno di coppe e di cataste di Autosprint e Quattroruote, tirava giù dagli scaffali mezza bottega per mostrare le proposte più belle.

Cosa riuscisse a scorgere, inginocchiato, davanti alle signore, mentre le aiutava ad infilarsi le accattivanti scarpe dai tacchi slanciati o gli stivali, realmente non si sa. Conclusa la vendita rientrava nell’ufficio, rosso paonazzo, agitando le mani anticipando, visivamente, il racconto.

A luci rosse, naturalmente. Qualcuno del gruppo – compreso chi scrive, non lo nega – per provare l’ebbrezza del proibito, si improvvisava, qualche volta, commesso. Ma ne ritornava deluso. Era l’atmosfera che si creava ad alzare la temperatura del momento. Siparietti come nei film di Pierino e nulla più. Certo è che Ennio Santinello in macchina andava forte. Preparava le sue auto con una meticolosità da fuori di testa.

Soprattutto i particolari venivano esaltati. A vederle finite, dalla Fulvia HF 1600, alla Beta Montecarlo, per finire alla Porsche SC 3000, alcune con le quali aveva gareggiato, era un delitto pensare che avrebbero affrontato dei rally su viottoli dal fondo impossibile. Santinello non aveva mai avuto velleità di graduatorie e campionati. Correva quando voleva e se ne aveva voglia.

Così come decise di andare giù a Pescara, per partecipare al secondo rally della Spiga. Bel parco partenti con “Pau”, Leoni e Mirri con le Stratos. Ennio era alla guida di una Porsche SC 3000 Gruppo B, in realtà poco più di serie. Come navigatore Walter Bizzotto, un altro personaggio di Bassano, successivamente numero 1 della Mitropa Cup e dal 2013 anche presidente dell’Automobile Club di Vicenza.

Giù il piede, facendo attenzione a non esagerare e il risultato arrivò. Imprevisto e imprevedibile. Primi assoluti in un delirio di folla nel capoluogo abruzzese, in un giorno caldissimo di inizio estate. In pieno Mundial di Spagna, 112 iscritti, 82 partenti. Accade in Centro Italia, sempre in quel fine settimana del giugno 1982.

Libri su Storie di Rally

la scheda

SOTTO IL SEGNO DEI RALLY 2

Autore: Beppe Donazzan

Volumi: collana editoriale Grandi corse su strada e rallies

Copertina: rigida

Pagine: 416

Immagini: in bianco e nero e colori

Dimensioni: 14 x 22 centimetri

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 20.50 euro

Peso: 739 grammi

ISBN: 978-8-8791159-9-5

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Michele Cane, il pilota e l’amico visto da destra

Michele il pilota e l’amico è il tributo che Rolando Maulini e Renzo Melani hanno dedicato alla storia di Michele Cane, il loro purtroppo ex-pilota scomparso a causa di un tanto banale incidente con un trattore.

Era il 2 dicembre 1983. Prima di quella data c’è una breve e intensa storia. La storia di un pilota, ma ancor prima di un uomo e di un grande amico. Amico non solo di Maulini e Melani, a guardare i contributi presenti in questo bellissimo volume, a cominciare dalla godibile e appassionante prefazione di Daniele Pellegrini.

“Chi scrive queste righe ha avuto il privilegio e l’onore, di dividere l’abitacolo con Michele per alcune stagioni e vuole qui riassumere le gare più belle e significative. Il nostro sodalizio inizia nel 1978 partecipando alla Targa Florio, gara d’inizio del Campionato Italiano, con un Porsche Carrera 2.7 Gruppo 3, dove ci ritiriamo, nella seconda tappa, sulla velocissima discesa della prova di Lascari per la rottura del cambio”.

Sono le parole di Melani nel raccontare di lui e di Cane anni prima di concepire il libro insieme a Maulini, che nell’occasione proseguiva aggiungendo: “Dopo questa gara, Michele decide di passare ad una vettura più piccola, dove potrà meglio esprimere le sue doti di guida che riassumeva dicendo: “per andare forte: marcia lunga, macchina morbida”.

“Si orienta sulla Kadett 2.0 GT/E, in allestimento Gruppo 1, preparata da Conrero e con l’appoggio del concessionario Opel di Omegna, Dario Vercelli, che già seguiva, e ci correva lui stesso, le Ascona A dei vari rallysti della zona, Fancelli, Bellosta, De Marco, Pedretti. Il debutto è al 4 Regioni del 1978, gara difficile con fondo sia d’asfalto che di terra e inizia il confronto, che durerà due stagioni, con i più quotati conduttori del Gruppo 1, tutti o quasi sulle Kadett”.

“Questa gara non viene finita per rottura meccanica ma, la settimana seguente a Pordenone in una gara tutta su asfalto, si conferma padrone incontrastato del Gruppo 1, conquistando il sesto posto assoluto. Gli sono bastate due gare per “prendere in mano” la macchina, ben diversa dalle potenti Porsche prima usate”.

Più di un centinaio di foto inedite e poco meno di duecento pagine ricche di emozioni e sentimenti, ricordi e aneddoti sulla popolarità del rally negli anni Settanta e su quel grande protagonista che fu Michele. I due autori ripercorrono la vita del campione attraverso le loro dirette testimonianze di navigatori, ma anche quella di altri amici, tecnici, meccanici, preparatori, tifosi.

Un libro scritto, col cuore e a quattro mani da Maulini e Melani che di Cane furono i navigatori dal 1978 al 1982. Pagine intrise di amicizia pura e trasparente che nascono, come scrive nella prefazione Pellegrini “per provare a condividere con gli appassionati di ieri e di oggi le sensazioni forti e lo spirito particolarissimo che si respirava nei rally”.

A ricordarlo nel volume sono Alessandra e Federico, la sorella e il fratello,la moglie Isabella Clemente, l’ex copilota Gaetano “Tannino” Orlando, il preparatore della Opel Kadett e dell’Ascona Dario Vercelli, il preparatore Franco Bionda, Renato Bianchi (che si occupava dell’allestimento vetture e dell’assistenza in gara).

Il libro, che può essere richiesto direttamente per mail agli autori (rolando.maulini@gmail.com o renzo.mela@gmail.com), è stato presentato in occasione del Rally delle Valli Ossolane 2017. Gli autori dedicano il libro anche al figlio di Michele, Michele junior, a cui il destino non ha dato la possibilità di conoscere il papà. Parte del ricavato della vendita verrà devoluto al Gruppo Verbanesi Sciatori Ciechi.

Libri su Storie di Rally

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MICHELE, IL PILOTA E L’AMICO

Autore: Rolando Maulini e Renzo Melani

Copertina: morbida

Pagine: 198

Immagini: 100 a colori e in bianco e nero

Formato: 16,5 x 23,5 centimetri

Editore: Autopubblicazione

Prezzo: 20 euro

Peso: 780 grammi

La Fiat 131 Abarth Rally vista da Beppe Milani e Mauro Parra

La campionessa del mondo rally, la Fiat 131 Abarth Rally, celebrata in un bellissimo libro (bilingue: italiano e inglese) di Beppe Miliani e Mauro Parra.

Quasi cinquecento pagine, cinque chili di peso, immagini uniche e informazoni autorevoli. Cinquecento pagine che raccontano di quando l’Abarth aveva approntato un prototipo su base Fiat X1/9 per sviluppare la nuova arma da rally torinese, ma il progetto fu ben presto interrotto e la dirigenza Fiat decise di puntare sull’evoluzione della 131 Mirafiori, allo scopo di promuovere l’immagine delta sua nuova berlina sul mercato internazionale.

Nasce così la Fiat 131 Abarth Rally, costruita tra il 1976 e il 1978 in quattrocento esemplari, destinata a conquistare tre Mondiali Costruttori, una Coppa Fia Piloti ed un Mondiale Piloti. E nasce da una concezione diametralmente opposta rispetto a quella della Stratos: si tratta di una berlina tre volumi per famiglia ripensata per le corse.

Nei primi due anni di vita la Gruppo 4 torinese presenta all’anteriore quattro fari delle stesse dimensioni, così come sul modello di serie, mentre a partire dalla stagione 1978 i due fari interni vengono proposti di dimensioni maggiorate. L’ultima novità estetica appare nella stagione 1980 – anche se, in realtà, qualche vettura ufficiale si era già presentata nella stessa configurazione alla fine dell’annata precedente – e riguarda i gruppi ottici posteriori.

Questo libro racconta la storia delle quarantasette auto ufficiali, elenca tutti i risultati di tutte le 131 che hanno corso nel mondo, parla della meccanica e delle modifiche effettuate alla scocca, contiene i manuali utilizzati all’ Abarth e le microfiche dei ricambi con i listini prezzi. Parla anche del prototipo 031, della 035, della versione stradale, del Volumetrico e dell’unica motorizzazione diesel di Abarth, la 131 Diesel Abarth.

I piloti e i meccanici raccontano pregi e difetti di questa berlina nata come vettura per famiglia, diventata una regina dei rally. Un capitolo è dedicato alle riproduzioni modellistiche in scala presenti sul mercato mondiale. Insomma un libro che parla della passione automobilistica che la Fiat 131 ha saputo infondere agli amanti della disciplina rallystica.

Libri su Storie di Rally

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FIAT 131 ABARTH RALLY

Autori: Beppe Miliani e Mauro Parra

Copertina: rigida

Pagine: 492

Immagini: 700 a colori e 343 in bianco e nero

Formato: 30 x 30 centimetri

Editore: Saradecals Edizioni

Prezzo: 85 euro

Peso: 5 chilogrammi

ISBN: 978-8-8942315-1-9

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Fiat 124 berlina e spider da corsa in una monografia

Se non ci fossero state loro, le Fiat 124 berlina e spider da corsa portate in gara da clienti appassionati di rally, forse la Fiat non avrebbe iniziato a correre nella specialità. L’antesignana della Fiat dei rally è lei, la 124 berlina, seguita poi dalla 125 berlina e poi dalla più sportiva 124 spider. Ed è qui che ritroviamo l’attento Antonio Biasioli che fotografa e racconta con il suo particolare punto di vista.

La Fiat 124 Special, una berlina per tutti i giorni, è stata l’artefice di grandi imprese nei rally degli anni Settanta. Questo libro integra la già generosa bibliografia dedicata alla 124 Spider Abarth dando finalmente spazio anche alla berlina che l’autore, il fotoreporter Antonio Biasioli, ha catturato in una notevole quantità di immagini in anni di esperienza al seguito di innumerevoli gare.

Il volume ha quasi cento e settanta pagine con quasi quattrocento fotografie. Fiat 124: berlna & spider da corsa è un affascinante reportage (non tecnico) sulla prima vettura che faceva correre i piloti privati: la Fiat 124 berlina (e a seguire la veloce Special T) mamma della potente e raffinata Fiat 124 Spider. Un avvincente libro. Un particolare punto di vista. La storia dello spider, disegnato da Tom Tjarda, che “punto” dallo Scorpione Abarth diventa 124.

Libri su Storie di Rally

la scheda

FIAT 124 BERLINA & SPIDER DA CORSA

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 168

Immagini: 370 in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 50 euro

ISBN: 978-8-8889393-7-7

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Lancia Fulvia Gold Portfolio 1963 al 1976: un libro unico

Nel suo capolavoro, pubblicato la prima volta nel 1993 (questa prima edizione vale oltre 50 euro), Robert M. Clarke raconta tante tante curiosità, anche sui modelli: Fulvia 2C, Fulvia Coupè, Fulvia Coupé Leggero, Fulvia 1.3, Fulvia HF, Fulvia GT, Fulvia 1.3 Rallye, Fulvia Zagato, Fulvia Rallye Coupè, Fulvia Rallye 1.6HF, Fulvia HF Coupè, Fulvia 1.3S, Fulvia HF Lusso, Fulvia Coupè T S3.

Lancia Fulvia – Gold Portfolio 1963-1976 è un viaggio, da fare rigorosamente a bocca spalancata, che parte dalla presentazione della Fulvia, nel 1963, quando nasce come secondo modello a trazione anteriore della Lancia. Una vettura che ha avuto successo, ma che è scomparsa dalla gamma non molto tempo dopo che la Fiat acquista la società, nel 1969.

Due anni dopo, però, viene introdotta la berlina, che sarà mantenuta fino alla cessazione della produzione, nel 1976. Durante questo periodo sono state prodotte numerose varianti. Questa è un’opera che mette insieme prove contemporanee su strada e confronti, arricchito da specifiche e dati tecnici, nuovi modelli, impressioni dei piloti, attività nei rally, consigli per gli acquisti di Fulvia usate, storia del modello e restauri.

Nel suo capolavoro, pubblicato la prima volta nel 1993 (questa prima edizione vale oltre 50 euro), Robert M. Clarke raconta tante tante curiosità, anche sui modelli: Fulvia 2C, Fulvia Coupè, Fulvia Coupé Leggero, Fulvia 1.3, Fulvia HF, Fulvia GT, Fulvia 1.3 Rallye, Fulvia Zagato, Fulvia Rallye Coupè, Fulvia Rallye 1.6HF, Fulvia HF Coupè, Fulvia 1.3S, Fulvia HF Lusso, Fulvia Coupè T S3.

Nelle competizioni la Fulvia passa il testimone alla Stratos. In realtà, fu il 1974 l’ultimo anno di gare ufficiali per la HF 1600 che concludeva con onore la sua carriera vincendo la 24 ore di Chamonix con Amilcare Ballestrieri e Simo Lampinen, oltre al terzo posto del Safari Rally con Munari.

I punti conquistati dalla Fulvia HF contribuivano a far vincere un altro titolo iridato alla Casa torinese. E poi, siccome era ed è amatissima, la Fulvia ha continuato a correre fino alla scadenza della sua omologazione in tanti rally nazionali, passando poi alle gare riservate alle auto d’epoca appena divenne una “nonnina”.

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LANCIA FULVIA – GOLD PORTFOLIO 1963/1976

Autore: Robert M. Clarke

Volumi: collana editoriale Gold Portfolio

Copertina: rigida

Pagine: 172

Immagini: molte in bianco e nero e a colori

Formato: 25 x 23,5 centimetri

Editore: Brooklands Books

Prezzo: da 20 a 55 euro

Peso: 370 grammi

ISBN: 978-1-8552016-3-7

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Lancia Fulvia HF e tutte le altre Fulvia di Enzo Altorio

Un libro che non può mancare nella biblioteca di un appassionato della Lancia Fulvia HF e di tutte le altre Fulvia, per la ricchezza del testo, la completezza dei documenti, delle foto e degli argomenti.

“Lancia Fulvia HF e di tutte le altre Fulvia” è una monografia completa che spazia dalle vicende che hanno segnato la nascita e la carriera della HF, protagonista indiscussa dei tracciati da rally negli anni Sessanta e Settanta, alle delucidazioni di carattere tecnico sui livelli di preparazione e le varianti meccaniche, fino alle problematiche legate al restauro di questa ricercatissima Lancia. Questo è Lancia Fulvia HF e tutte le altre Fulvia, edito da Giorgio Nada Editore.

Nel volume, con la HF sono trattate anche tutte le altre versioni della numerosa famiglia delle Fulvia. Ovviamente, lo sai perché si chiama Fulvia, vero? Lascia che te lo riassuma in due parole, potrebbe sembrare sacrilego non ricordarlo. Proseguendo nella serie dei nomi femminili contrassegnati dalla lettera F, la Lancia battezzò “Fulvia” la nuova berlina di classe media che nel 1963 prese il posto della gloriosa ma ormai antiquata Appia.

La Fulvia berlina riscosse un notevole successo, rimanendo a listino, praticamente senza modifiche sostanziali, fino al 1972. Dalla berlina vennero derivati nel 1965 due modelli sportivi: la Coupé, prodotta direttamente dalla Lancia, e la Sport, disegnata e costruita da Zagato.

Entrambi possono essere annoverati fra i capolavori dell’industria automobilistica italiana degli anni Sessanta, ma il primo può vantare anche una trionfale carriera agonistica ottenuta con la versione da competizione entrata presto nella leggenda: la Fulvia HF.

Quest’opera è in assoluto il “libro di referenza” non soltanto di questo modello, ma anche di tutte le altre Fulvia a ciascuna delle quali è dedicato uno specifico capitolo. Ovviamente, quando si scrive, in particolare, della Lancia Fulvia Coupé HF – cioè della versione da competizione della Lancia Fulvia Coupé – bisogna indossare i guanti di seta.

Non si parla di una gran “Signora”, come poteva essere considerata la Ford RS200 Gruppo B, ma neppure di una “Regina”, come fu la Lancia Rally 037 e la Stratos. E neppure di un’“Imperatrice” come la Delta S4 e le sue successive evoluzioni che portarono alla Delta Integrale Evoluzione. La Fulvia è una “Principessa”. Ma l’autore del libro lo ha ben presente.

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LANCIA FULVIA COUPÉ E TUTTE LE ALTRE FULVIA 

Autore: Enzo Altorio

Copertina: rigida

Pagine: 304

Immagini: a colori e in bianco e nero

Formato: 24 x 27 centimetri

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 49 euro

Peso: 1,5 chilogrammi

ISBN: 978-8-8791108-4-6

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Subaru Impreza Group A Rally Car: storia in inglese

Si chiama Subaru Impreza Group A Rally Car e racconta la storia di come una macchina sia riuscita a trasformare l’intera percezione di una Casa automobilistica, portandola ad investire e dare il massimo nel motorsport.

Prima che la Impreza raggiungesse le tappe del Mondiale Rally e cominciasse a divorarle e a vincerle, poche persone al di fuori del Giappone avevano sentito parlare delle vetture Subaru e di chi in genere le utilizzava come auto da lavoro per le loro capacità fuoristradistiche piuttosto che per il loro appeal sportivo.

Tuttavia, grazie all’esperienza di Prodrive, Subaru ha concretizzato tutti gli sforzi fatti nel World Rally Championship, che ha contribuito a creare un marchio che dura ancora oggi. Il primo, e probabilmente il più iconico, di questi “animali da battaglia”, fu l’Impreza Gruppo A. Nella sua livrea blu e oro “555”, con l’impetuoso Colin McRae al volante, l’Impreza è arrivata a definire lo sport per un’intera generazione di fan e ha reso la WRX STi un’auto che ha ispirato e fatto sognare.

Questo “manuale” racconta la storia di com’è iniziato il progetto, le prove e le problematiche che dovevano essere superate, e di come il dolce successo assaggiato quando è finalmente arrivato abbia ripagato tutti gli sforzi compiuti. Attraverso i pensieri e le memorie di coloro che sono parte integrante del successo del progetto, il testo e le numerose immagini di archivio e fotografie commissionate appositamente descrive lo sviluppo tecnico dell’auto e classifica la sua rapida ascesa al titolo iridato.

Ecco l’affascinante storia di un’auto che continua ad appassionare grandi e piccini in occasione di eventi storici nel motorsport di tutto il mondo. Il libro è articolato in sette capitoli: La storia dell’Impreza (le origini di Subaru e del suo programma negli sport motoristici), L’Impreza in azione (una cronistoria dettagliata di ogni evento WRC in cui l’Impreza da rally ha preso il via), Anatomia dell’Impreza (uno sguardo affascinante ai componenti chiave che hanno reso l’Impreza Gruppo A una vettura da battere.

E poi ancora, il punto di vista del pilota (Markku Alen, Ari Vatanen, Carlos Sainz e Pierro Liatti danno il loro parere sull’auto), Il punto di vista del copilota (cosa pensano della macchina gli eroi meno celebrati dei rally), Gestire una Impreza Gruppo A oggi (panoramica di ciò che è coinvolto nella gestione di una di queste auto iconiche) e Appendici (le rivali dell’Impreza e i risultati della Gruppo A nei rally).

Libri su Storie di Rally

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SUBARU IMPREZA GROUP A RALLY CAR

Autore: Andrew van de Burgt

Volume: collana editoriale Haynes Owners’ Workshop Manual

Copertina: rigida

Pagine: 156

Immagini: molte a colori

Formato: 21 x 29,7 centimetri

Editore: Motorbooks Intl

Prezzo: 25,50 euro

Peso: 1,2 chilogrammi

ISBN: 978-1-7852111-0-2

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Rallying 2017: moving moment by McKlein Pubblishing

Rallying 2017: Moving Moments presenta la stagione del Campionato del Mondo Rally 2017, una delle più belle e divertenti della storia di questo sport.

La stagione del Campionato del Mondo Rally 2017, una delle più belle e divertenti della storia di questo sport, ha presentato spettacolari auto nuove e una nuova generazione di piloti che è diventata maggiorenne durante la stagione. In tutto il mondo, ci sono state intense battaglie per la gloria con sette piloti diversi e tutti e quattro Costruttori del WRC – Citroën, Hyundai, M-Sport-Ford e Toyota – che hanno stappato e spruzzato champagne sul podio.

Il vecchio campione, Sébastien Ogier, non ha mai dovuto affrontare delle competizioni così spietate in passato, ma è stato all’altezza della situazione e è diventato campione del mondo per la quinta volta di seguito. Il Campionato del Mondo Rally 2017 è l’edizione numero 45 del WRC e si è svolto dal 19 gennaio al 19 novembre 2017.

La serie iridata era nuovamente supportata dai campionati WRC-2, WRC-3 e dal neonato Trofeo WRC (dedicato alle sole World Rally Car con specifiche 2016) per ogni tappa, mentre il Mondiale Junior (JWRC) si è disputato a turni selezionati. La stagione 2017 ha visto revisioni sostanziali alle normative tecniche volte a migliorare le prestazioni delle vetture e offrendo alle squadre di un maggior grado di libertà tecnica e design, innalzando il limite di potenza delle auto a trecentottanta cavalli, che ha portato ad avere vetture dotate di una sofisticata aerodinamica.

In particolare sono aumentate notevolmente le dimensioni dell’ala posteriore ed è stata concessa maggior libertà nella zone del diffusore posteriore. Inoltre il limite di peso delle auto è stato leggermente abbassato. Per quanto riguarda i partecipanti, Toyota è tornata alle corse con la Yaris WRC affidando la gestione alla squadra finlandese Gazoo Racing Team guidata da Tommi Mäkinen.

Anche Citroën si è ripresentata con la C3 WRC dopo un 2016 in vesti non ufficiali. Sempre presenti Hyundai, con la neonata i20 Coupe WRC e M-Sport con la nuova Ford Fiesta WRC, progettata e costruita interamente dalla scuderia britannica, al contrario Volkswagen ha ufficializzato l’addio alle corse a fine 2016.

Sébastien Ogier e il suo co-pilota Julien Ingrassia erano i campioni in carica, mentre la Volkswagen Motorsport, ritiratasi dalle competizioni al termine della stagione 2016, lo era per i Costruttori. Per i francesi la stagione 2017 ha visto la riconferma dei titoli piloti per la quinta volta consecutiva, mentre il campionato marche è stato conquistato della scuderia britannica M-Sport (per cui correvano Ogier e Ingrassia) diretta da Malcolm Wilson, alla sua prima affermazione mondiale per entrambi i titoli, vinti con una gara d’anticipo in Galles.

Il campionato WRC 2 è stato invece vinto dalla coppia svedese composta da Pontus Tidemand e Jonas Andersson alla guida di una Skoda Fabia R5 della scuderia Skoda Motorsport, vincitrice del titolo squadre mentre l’equipaggio spagnolo formato Nils Solans e Miquel Ibáñez Sotos si è sono aggiudicati sia il mondiale WRC-3 che lo Junior WRC. Il titolo WRC-3 per le squadre è andato alla tedesca Adac Sachsen.

Il neonato Trofeo WRC è stato vinto,invece, dal greco Jourdan Serderidis su Citroën DS3 WRC e dal suo navigatore Frédéric Miclotte. Tutta le più belle immagini di azione e tutta la passione vissuta durante la stagione sono state catturate dai fotografi di McKlein che hanno scelto questa stagione da brivido per creare il proprio primo annuario dopo una lunga pausa.

Con oltre duecentottanta pagine, “Rallying 2017 – Moving Moments” presenta tredici appuntamenti del WRC visti dai più famosi fotografi di rally, con brevi riassunti degli eventi, foto di tutte le auto di punta e risultati finali completi. Inoltre, il libro ripercorre anche la stagione del Campionato Europeo Rally 2017 (Erc) e racconta di altri “Momenti in Movimento” come il Colin McRae Tribute nel corso di uno spettacolare Rallylegend, disputato nella Repubblica di San Marino, e la rinascita del prototipo del Gruppo S di Toyota all’Eifel Rallye Festival. Il libro è disponibile in inglese e tedesco.

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RALLYING 2017 MOVING MOMENTS

Autore: Antony Peacock, Reinhard Klein, Colin Mcmaster

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 280

Immagini: molte a colori

Formato: 30 x 21 centimetri

Editore: McKlein Pubblishing

Prezzo: 55 euro

Peso: 698 grammi

ISBN: 978-3-9471560-0-9

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Jean-Luc Therier raccontato dagli amici in un volume raro

Jean-Luc Thérier fu il primo ed unico rallysta francese ad essere riconosciuto all’unanimità dai suoi colleghi europei nel 1970.

Quasi quindici anni dopo il suo tragico incidente alla Parigi-Dakar, gli altri piloti che lo conoscevano e che avevano corso con lui accettarono di ricordare e di testimoniare, conferendo così un carattere unico per questo libro dal titolo secco: “Jean-Luc Therier”. Il sottotitolo di questa rarità in lingua francese è “Al tempo dei compagni”.

In pratica, nell’opera, colleghi e amici che lo conoscevano bene raccontano il personaggio Jean-Luc, felice, amichevole e sempre rilassato, grande pilota che con estrema facilità faceva i migliori tempi. In carriera è vincitore di cinque gare valide per il Campionato del Mondo Rally. Ha partecipato al Mondiale Rally dal 1973 al 1984 ed alla prima edizione della serie iridata vince tre gare, ma non può aggiudicarsi il titolo piloti, poiché a quel tempo si assegnava solamente il titolo Costruttori.

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JEAN-LUC THERIER: LE TEMPS DES COPAINS

Autore: Jacques Jaubert

Copertina: rigida

Pagine: 120

Immagini: 78 a colori e 258 in bianco e nero

Formato: 22 x 22 centimetri

Editore: Editions du Palmier

Prezzo: 25 euro

Peso: 750 grammi

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A112 piccola e vincente di Gabellieri e Panarotto

Dopo un iniziale capitolo che riassume la vicenda industriale e produttiva della Autobianchi A112, si ripercorre l’intera storia sportiva del modello dal debutto nelle competizioni con la A112 normale nel 1970 alle ultime annate agonistiche della A112 Abarth 70 HP fino alla scadenza dell’omologazione nel 1990.

A112 piccola e vincente è il volume scritto dallo storico dell’automobile Francesco Panarotto, veneto, e dal giornalista, Carlo Alberto Gabellieri, toscano, e purtroppo prematuramente scomparso nel mese di luglio del 2010. Infatti, alla sua memoria è dedicato il volume stesso. Il libro, pubblicato a cura del Team Bassano, può vantare le prefazioni firmate dalla signora Anneliese Abarth e da Cesare Fiorio.

Dopo un iniziale capitolo che riassume la vicenda industriale e produttiva della Autobianchi A112, si ripercorre l’intera storia sportiva del modello dal debutto nelle competizioni con la A112 normale nel 1970 alle ultime annate agonistiche della A112 Abarth 70 HP fino alla scadenza dell’omologazione nel 1990.

Oltre alle gare di velocità e rally di cui la piccola di Desio è protagonista, il volume approfondisce dettagliatamente la storia del Campionato Autobianchi A112 Abarth 70 HP dal 1977 al 1984, con tutte le classifiche delle singole gare e i ritratti dei vincitori del trofeo monomarca.

A completare questo interessante e particolare il libro c’è infine il capitolo dedicato al Team Bassano e agli altri club e registri che si occupano di salvaguardare la memoria storica dell’utilitaria di Casa Autobianchi e il capitolo che illustra le riproduzioni in scala delle A112 ed A112 Abarth.

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A112 PICCOLA E VINCENTE

Autore: Carlo Alberto Gabellieri, Francesco Panarotto

Copertina: rigida

Pagine: 208

Immagini: 590 a colori e 130 in bianco e nero

Formato: 28 x 24 centimetri

Editore: Team Bassano

Prezzo: 39 euro

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Vite in controsterzo: confessioni di rally a tu per tu

In diretta dal mondo delle quattro ruote da competizione, il reportage vissuto da una delle più giovani rallysta d’Italia, Giulia D’Arrigo.

Vite in controsterzo è una serie di racconti che formano un racconto unico e rappresentano storie in diretta dal mondo delle quattro ruote da competizione. Emozioni, incidenti, vittorie e sconfitte per la prima volta riuniti in un libro che vuole dare al lettore il brivido di un motore spinto al limite in piena prova speciale.

Un libro sui rally italiani di oggi e di ieri. Al di là di cronache e biografie piloti, navigatori e appassionati raccontano i retroscena di uno sport vissuto al cento per cento. Piloti esperti, campioni italiani ed europei, italiani schierati in prima linea nelle gare mondiali, rallysti degli anni d’oro e donne del motorsport, tutti uniti da un’unica passione.

Emozioni, incidenti, vittorie e sconfitte per la prima volta riuniti in un libro che vuole dare al lettore il brivido di un motore spinto al limite in piena prova speciale. Gigi Galli, Massimo “Miki” BiasionSandro Munari, Paolo Andreucci, Elwis Chentre e molti altri raccontano alla D’Arrigo i propri sentimenti, le proprie emozioni.

La D’Arrigo in questo volume amplia, con la sua smisurata passione, la conoscenza del rallysmo e mostra un forte attaccamento emotivo ad uno sport magico e sano che permette di confrontarti, di lottare, di gareggiare e qualche volta, perché no, anche di vincere la sfida. 

Da qualche anno navigatrice per passione, la genovese Giulia D’Arrigo ha “timbrato” in perfetto orario nel presentare “Vite in Controsterzo”, la sua prima “prova speciale” letteraria in cui, tra emozioni e retroscena di piloti esperti e consumati campioni, ripercorre la storia dei rally italiani di oggi e di ieri. Trecento pagine di confidenze.

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VITE IN CONTROSTERZO

Autore: Giulia D’Arrigo

Copertina: morbida

Pagine: 292

Immagini: in bianco e nero

Formato: 15 x 21 centimetri

Editore: Chinasky Edizioni

Prezzo: 18 euro

ISBN: 978-8-8899666-1-7

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Tutte le Fiat da Rally raccontate da Carlo Alberto Gabellieri

È questa la materia trattata dal volume Fiat da Rally. Per la prima volta in modo organico viene documenta la partecipazione della Fiat ai rally, attraverso centinaia di immagini, alcune assolutamente inedite e molte di grande pregio, a supporto di un testo rigoroso nella ricostruzione storica dei fatti.

La presenza della Fiat nei rally risale agli inizi del secolo scorso, all’epoca delle prime gare di regolarità in Italia e all’estero: raduni turistici più che veri e propri rally. La Casa di Torino prese parte anche alle prime gare a carattere agonistico degli anni Trenta e Quaranta, così come alle prove di regolarità pura, disputate nei decenni successivi con le varie “Topolino”, 1100/103, 600 e 500.

L’epoca d’oro delle Fiat da Rally, iniziata a metà degli anni Sessanta con le 124 Berlina e Sport Spider e le 125, si consolidò nei primi anni Settanta, che segnarono il passaggio da un impegno semiufficiale con le 124 Sport Spider 1600, le 125 Special e le 128 Sport Coupé a un diretto coinvolgimento della Fiat nei vari campionati con le Fiat 124 Abarth Rally, 124 ST e X1/9 Abarth. Fattore che portò il marchio torinese al titolo iridato nel WRC del 1980 con la 131 Abarth Rally.

È questa la materia trattata dal volume Fiat da Rally. Per la prima volta in modo organico viene documenta la partecipazione della Fiat ai rally, attraverso centinaia di immagini, alcune assolutamente inedite e molte di grande pregio, a supporto di un testo rigoroso nella ricostruzione storica dei fatti.

Il volume affronta anche la partecipazione della Fiat ai trofei monomodello degli ultimi trent’anni – con le Uno, Uno Turbo, Cinquecento, Seicento, Stilo, Punto e Panda – e non tralascia il recente ritorno ufficiale della Fiat nei rally con la grande Punto Super 2000. L’opera è aggiornata fino al 2007. Ma il periodo importante c’è tutto.

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FIAT DA RALLY

Autore: Carlo Alberto Gabellieri

Copertina: rigida

Pagine: 216

Immagini: 151 a colori e 158 in bianco e nero

Formato: 25 x 28 centimetri

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 32 euro

Peso: 1,5 chili

ISBN: 978-8-8791138-4-7

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Austin Healey 100-6 & 3000 nella collana Rally Giants

Dal 1957 al 1965 la Austin Healey con motore a 6 cilindri si evolse fino a diventare una formidabile auto da rally. La storia sportiva di queste vetture.

Graham Robson racconta i segreti delle Austin Healey 100-6 & 3000 in un bel libro solo in inglese. Un volume che va ad arricchire la collana editoriale Rally Giants, della Veloce Pubblishing. Nove anni di gare, dal 1957 al 1965, davvero movimentati e in cui la Austin Healey a sei cilindri si è evoluta rapidamente in un’auto da rally formidabile e sempre più competitiva.

Il lavoro necessario per trasformare queste auto in “proiettili” da oltre 200 cavalli fu completato quasi interamente dal famoso BMC Competitions Department di Abingdon. Fu grazie alla loro grande esperienza che le “Big Healey”, come erano sempre affettuosamente chiamate, diventarono veloci, agili, durevoli, in modo da essere in grado di vincere grandi eventi ovunque, soprattutto grazie ad una trazione affidabile.

Di seguito i dettagli tecnici del libro di Robson: storia dettagliata della carriera rallystica delle vetture, Storia dettagliata del concept, del design e dello sviluppo, persone e progetti per le auto, graduale evoluzione tecnica, descrizione temporale delle evoluzioni delle auto, descrizione dei principali protagonisti che hanno contribuito alla vita delle varie vetture (dirigenti, piloti, ingegneri), immagini, non solo di macchine in azione, ma anche di particolari e persone, confronto con le rivali ed elenco dei successi.

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AUSTIN HEALEY 100-6 & 3000

Autore: Graham Robson

Volumi: collana editoriale Rally Giants

Copertina: morbida

Pagine: 128

Immagini: 18 a colori e 114 in bianco e nero

Formato: 19,6 x 21 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 19 euro (libro), 9,99 euro (ebook)

Peso: 65 grammi

ISBN: 978-1-7871132-4-4

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Le sette vite della ”Jena” Bobo Cambiaghi in un libro

Se c’è davvero un uomo che non era una ”Jena”, questo era Roberto Bobo Cambiaghi. Eppure in molti lo chiamavano così, ma per via della sua grinta nella guida rallystica.

Nel caso del libro di Roberto Bobo Cambiaghi, Le sette vite della Jena – Le mie storie di rally, musica, pesca, volo, cavalli, bridge, bob, golf…, diventa utile fare il “copia-incolla” delle sue considerazioni su ciò che lo stesso autore ha scritto, sul prodotto finale dopo averlo letto e riletto più e più volte, prima di darlo alle stampe.

“Se mi chiedete cosa leggerete in questo libro, la risposta più semplice sarebbe: l’estratto Liebig di 67 anni di vita, ma, al di la della qualità del lessico e degli argomenti trattati, la cosa più importante è definire a cosa serve e a chi serve. Qui la risposta è relativamente semplice, ma è indubbio che nella mia testa questo lavoro è stato concepito e sviluppato per dare risalto al meraviglioso luna park rappresentato da questo mondo in cui viviamo e che lascia esclusivamente a noi la possibilità di usufruirne e giocarci”.

A questo punto, la domanda diventa: a chi è rivolto? “Va da se che i veri utenti finali del libro, non possono essere che i giovani che hanno ancora tutta la vita davanti e che da quest’opera dovrebbero accrescere il loro entusiasmo verso l’infinita varietà di occasioni che quotidianamente si presentano loro e che, come fiori, non aspettano altro che di essere colte“.

E i nostalgici dei rally? “Poi è indubbio che desterà l’interesse dei vecchi nostalgici dei rally, quando i rally erano veri e autentici, di parenti e amici, curiosi di vedere cosa possa scaturire dalla mente devastata della vecchia “Jena“. Ma sarebbe stato sterile scrivere solo di corse in chiave biografica ed è per questa ragione che ho scritto in chiave aneddotica ricordando più i momenti goliardici o nostalgici di quel tempo, che la bieca esaltazione di successi superati dal tempo che non fregano niente a nessuno, me per primo”.

Per finire, le parole di Roberto Bobo Cambiaghi sono: “Per questa ragione ho inserito storie e racconti emozionanti su attività da me svolte in maniera seria e approfondita come la musica, la pesca, il cavallo ed altre ancora, che ho ritenuto potessero interessare e coinvolgere anche chi di questi argomenti non conosce niente. Ci sarò riuscito ? Non lo so, saranno solo i miei coraggiosi lettori i giudici implacabili di questo lavoro ed io come un antico gladiatore aspetterò in mezzo all’arena di vedere dove saranno rivolti i loro pollici. Che Dio me la mandi buona”.

Ci sono i racconti di gare, gli inizi, l’esperienza come pilota ufficiale della Fiat e il racconto di tante corse. E non mancano belle immagini d’epoca, quando la specialità era agli albori nel nostro Paese. L’autore ricorda inoltre una lunga serie di colleghi con cui si è confrontato.

Tra loro il comasco Raffaele Pinto, detto “Ezechiele Lupo” che – ricorda Cambiaghi – ogni anno lo invita alla cena di Natale a San Fedele Intelvi. Tra gli altri personaggi citati, Pierino Sodano, Ninni Russo, Mario Mannucci, Arnaldo Bernacchini, Mauro Pregliasco, Angelo Garzoglio – che gli diede il soprannome di “Jena” – E poi Bruno Scabini, Maurizio Verini, il “Drago” Sandro Munari e uno dei suoi copiloti più fedeli, Emanuele Sanfront.

Bobo Cambiaghi, noto come la “Jena” per la sua capacità di non mollare mai gli avversari, era nato nel mese di gennaio del 1947. E’ stato campione italiano rally nel 1975, con la Fiat 124 Abarth Spider ufficiale e ha gareggiato, in seguito, anche con una Fiat 131 Abarth della squadra corse torinese. Eclettico appassionato di musica e organista autodidatta (ha suonato per il Clan di Celentano, ha composto musiche per i programmi Rai e ha organizzato a Milano, concerti con i più grandi organisti mondiali) è poi diventato un imprenditore di successo.

Cambiaghi è stato uno sportivo a tutto tondo praticando – oltre all’automobilismo – anche l’equitazione, la pallacanestro, il motociclismo. Nel suo curriculum c’è pure una esperienza televisiva, inizialmente ad Antenna Nord per le prime dirette dai rally nella storia del piccolo schermo e poi, assieme ad Andrea de Adamich, come co-conduttore del programma Grand Prix su Italia 1. E per non smentirsi nella passione per la velocità, ha vissuto anche importanti esperienze come pilota di aerei, pilota di bob e pilota di scafi off-shore, condividendo quest’ultima passione con il cugino ed ex pilota di rally Maurizio Ambrogetti.

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LE SETTE VITE DELLA ”JENA”

Autore: Bobo Cambiaghi

Copertina: morbida

Immagini: 110 in bianco e nero

Pagine: 216

Formato: 17 x 24 centimetri

Editore: Editoriale Lariana

Prezzo: 20 euro

Peso: 280 grammi

ISBN: 978-8-8981820-9-1

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Una curva lunga una vita, quella del copilota Gigi Pirollo

Gigi Pirollo, un navigatore di lungo corso come forse nessuno, neanche Cristoforo Colombo o Ferdinando Magellano. Ma qui si parla di rally.

Una curva lunga una vita è quella di Gigi Pirollo, un navigatore di lungo corso come forse nessuno, neanche Cristoforo Colombo o Ferdinando Magellano. Ma qui, nel libro Gigi Pirollo, Una curva lunga una vita, si parla soltanto di rally, anzi della sua storia nei rally che, dagli eroici anni Settanta, arriva ai giorni nostri.

Quarantatré anni di rally raccontati in un’avvincente sequenza di episodi e aneddoti vissuti a fianco di innumerevoli piloti. In queste poche parole, il condensato decine di pagine di passione e storia dei rally raccontate a ruota libera direttamente dall’autore, il quale dopo aver riempito innumerevoli quaderni di note, ha metaforicamente usato la matita per narrare in “Gigi Pirollo – Una curva lunga una vita” episodi e aneddoti di quei rally che furono, corsi al fianco di piloti del calibro Adartico Vudafieri o i fratelli Pasetti. Ma anche Alex Fiorio, Gian Franco Cunico, Carlo Capone, Gian Domenico Basso, solo per citarne alcuni.

Trecento pagine meravigliose pagine, arricchite da un centinaio di immagini per una lettura tutta d’un fiato, a cominciare dallo start della prefazione, uscita dalla sapiente e autorevole penna di Beppe Donazzan. Una divertente e quantomai ricca antologia di foto integra una storia unica, scritta a quattro mani con Giancarlo Saran. Insomma, un altro bel libro da leggere, rileggere e conservare a futura memoria.

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GIGI PIROLLO – UNA CURVA LUNGA UNA VITA

Autori: Gigi Pirollo, Giancarlo Saran

Volumi: collana editoriale Grandi corse su strada e rally

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 240

Immagini: 129 a colori, 7 in bianco e nero

Formato: 14 x 22 centimetri

Editore: Giorgio Nada Editore

Prezzo: 28 euro

Peso: 540 grammi

ISBN: 978-8-8791170-9-8

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Fiat 128: i segreti di una vettura innovativa e vincente

Arriva precisamente nel 1969 e segna una vera e propria svolta nella storia dell’auto sia a livello di design sia a livello di tecnologie.

Presentata nel 1969, la Fiat 128 segna una profonda svolta nella storia automobilistica italiana e mondiale. Infatti, è la prima Fiat ad adottare il motore trasversale e la trazione anteriore, lo schema che poi verrà universalmente utilizzato da tutte le auto compatte europee a partire dagli anni Settanta. Per ricordare questo particolare modello, nasce Fiat 128 innovativa su strada vincente nelle corse.

Ma la 128 non è stata solo una tranquilla berlina da famiglia, fedele compagna di moltissimi automobilisti, ma anche una formidabile auto da corsa, capace di imporsi su ogni terreno, dalle gare in pista e in salita fino agli impegnativi rally su strade sterrate.

L’epopea commerciale e la storia sportiva della 128 in tutte le sue declinazioni, dalla berlina alla Rally, dalla Sport Coupé alla tre Porte, vengono rivissute in questo volume di 296 pagine, arricchito da oltre 1300 foto a colori e in b/n, e impreziosito dalle schede dei piloti più importanti che hanno guidato la 128 in gara.

Su “Fiat 128 – Innovativa su strada, vincente nelle corse”, scritto da Francesco Panarotto per Unit Editrice, non vengono trascurati neanche gli altri aspetti legati alla media torinese: la sua diffusione sui circuiti di tutto il mondo, le vetture in gara nelle competizioni storiche negli ultimi tre lustri, le riproduzioni in miniatura di ogni scala ed età.

Il volume viene accompagnato da un dvd della durata di settantatré minuti, contenente preziose immagini d’epoca in gran parte inedite, che vedono le 128 in gara in pista, in salita e nei rally dal 1970 al 1985. La Fiat 128 viene lanciata sul mercato nell’aprile 1969, inizialmente affiancando la vecchia Fiat 1100, per poi sostituirla.

Prima vettura di serie con marchio Fiat a trazione anteriore, dopo anni di sperimentazione e collaudo delle soluzioni cinematiche sui modelli Autobianchi Primula, fu progettata dall’ingegnere Dante Giacosa, padre di tutti i modelli Fiat fino ai primi anni Settanta, ed era considerata una vettura all’avanguardia.

In quegli anni la configurazione tutto avanti era una soluzione poco diffusa in Italia e sino a quel momento osteggiata dai vertici Fiat, utilizzata da Lancia sulle Flavia e sulle Fulvia, dalle francesi Citroën, Peugeot, Panhard, Renault e Simca, dalle inglesi di Austin Morris o da alcuni costruttori tedeschi (allora) minori come Audi e Dkw.

La vera innovazione rispetto a quasi tutte le concorrenti pioniere della trazione anteriore fu il gruppo motore-trasmissione montato in posizione trasversale, con il cambio in linea a sinistra del motore, ciò che consente un ottimale sfruttamento dello spazio nell’abitacolo.

Questo schema, oggi adottato da tutti i costruttori sulle piccole-medie trazioni anteriori, è significativemente chiamato “disposizione Giacosa”, dall’ingegnere italiano. La 128 è caratterizzata anche da altre scelte tecniche innovative: le sospensioni a quattro ruote indipendenti consistevano in uno schema McPherson all’avantreno e in una sospensione con balestra trasversale, con funzione anche di barra stabilizzatrice al retrotreno.

Al debutto era disponibile una sola motorizzazione: un nuovo 4 cilindri in linea di 1116 cc da 55 cavalli, con albero a camme in testa azionato da cinghia dentata in gomma, che comandava direttamente le punterie senza interposizione di bilancieri. La velocità massima veniva dichiarata in circa 140 chilometri orari. 

La linea, piuttosto spigolosa e priva di concessioni alla stravaganza, segue i dettami stilistici in voga all’epoca, già adottati dalla Fiat per i precedenti modelli 124 e 125. La gamma iniziale prevedeva le versioni berlina tre volumi a quattro o due porte e, sul corpo vettura di quest’ultima, anche la Familiare a tre porte. La 128 ottenne subito un notevole successo di vendita in tutta Europa, anche aggiudicandosi il premio di Auto dell’anno nel 1970.

Al momento del lancio la Fiat 128 si confrontava, nella sua categoria, con pochi modelli a trazione anteriore, Peugeot 204 e Simca 1100, già con carrozzeria a portellone, rispetto alle quali offriva qualità di guida più moderne, mentre tecnicamente e dinamicamente surclassava le Ford Escort Mk1 e le Opel Kadett B, a trazione posteriore, motori ad aste e bilancieri, retrotreno ad assale rigido con balestre.

Nel 1971 arrivarono le concorrenti Citroën GS e Alfa Romeo Alfasud entrambe di prezzo superiore ma con caratteristiche meccaniche sofisticate: sospensioni idropneumatiche per la GS, motori a cilindri contrapposti, 4 freni a disco. Fu l’avvento della Golf I (1974), della Renault 14 del 1976 e della nuova generazione di medie a due volumi con portellone posteriore che resero la carrozzeria della 128 obsoleta.

Nel 1971, allo scopo di conferire un’immagine di sportività, venne presentata la 128 Rally, basata sulla versione a due porte. L’aspetto esteriore presentava lievi modifiche estetiche – come la mascherina anteriore verniciata in nero opaco, le strip adesive laterali nere e i gruppi ottici posteriori tondi, gli stessi della 850 Sport Coupé, anziché rettangolari – ma era equipaggiato con un motore potenziato a 67 cavalli, grazie all’aumento di cilindrata a 1290 centimetri cubi.

Nello stesso anno vennero lanciate anche le versioni coupé, denominate Sport, come da tradizione, realizzate sul pianale accorciato della berlina. Oltre a modifiche alle sospensioni anteriori – venne aggiunto un braccio inferiore per creare uno schema simile a quello a quadrilateri – le 128 Sport potevano contare su motori di 1116 e 1290 cc potenziati rispettivamente a 64 e 75 cavalli e su due allestimenti: S (con fari anteriori quadrati e interni semplificati) e SL con doppi fari anteriori circolari, mascherina specifica e interni più curati e strumentazione completa di contagiri.

La 128 ha avuto anche una carriera particolarmente longeva nelle competizioni, carriera che nel libro viene fedelmente ripercorsa, grazie alle buone doti del telaio, alla leggerezza e alla trazione anteriore che la facilitava nei rally. Ancora oggi, nelle gare per auto storiche è una concorrente nella categoria 1,3 litri.

Si pensi che ha avuto successo anche nelle competizioni acquatiche. La Federazione Italiana Motonautica istituì la categoria Entrobordo Corsa Fiat 128 Nazionale: imbarcazioni con motori Fiat 128 1300 del cantiere Lucini & Frigerio. Nell’aprile del 1979 arriva il record di velocità (122,87 km/h) e fondo sulle 24 miglia (112,09 km/h) della categoria. Ma questa è un’altra storia.

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FIAT 128 – INNOVATIVA SU STRADA, VINCENTE NELLE CORSE

Autore: Francesco Panarotto

Copertina: rigida

Pagine: 296

Immagini: 957 a colori e 419 in bianco e nero

Formato: 28 x 24 centimetri

Editore: Unit Editrice

Prezzo: 60 euro

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Porsche 911 Rallying Art di Antonio Biasioli: opera bilingue

Dopo aver ripercorso la storia delle più note auto da rally dei “tempi d’oro”, con Porsche 911 Rallying Art è il turno della Porsche 911, una delle vetture più prestigiose della storia dell’automobile. Libri sulla Porsche e sulla sua storia ne sono stati pubblicati molti, ma Antonio Biasioli con questa opera, è l’unico italiano che prende in considerazione le auto che hanno fatto i rally dal 1968 ad oggi.

Seguendo lo schema già collaudato nelle precedenti monografie, ancora una volta usa le fotografie per comunicare. Comincia dalla fine degli anni Sessanta fino a quelle attuali per raccontare la carriera sportiva italiana delle 911, le scuderie e i suoi piloti. Porsche 911 Rallyng Art è una monografia, unica in Italia, dedicata alle Porsche 911 nei rally.

Una prima parte, molto speciale, dedicata alla storia del debutto 911 nei rally europei e mondiali – ricca di immagini rare e inedite, donate dal Museo Porsche – e il resto che passa in rassegna le avventurose gare dei primi anni Settanta, fino al 1985. Poi, come fa sempre l’autore nei suoi libri, c’è una piacevole carrellata sulle vetture che corrono nel Terzo Millennio.

Racconti originali di Fulvio Bacchelli, Leo Pittoni e altri piloti che hanno guidato la vettura prodotta a Stoccarda. Oltre duecento e trenta coloratissime pagine con più di seicento e cinquanta foto. Il libro è bilingue, italiano e inglese. Come ho avuto modo di scrivere in una precedente recensione sulla storia di Porsche nei rally,

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PORSCHE 911 RALLYING ART

Autore: Antonio Biasioli

Volumi: collana editoriale Monografie da Rally

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 232

Immagini: oltre 650 in bianco e nero e a colori

Editore: Elzeviro Editrice

Prezzo: 40 euro

ISBN: 978-8-8889396-3-6

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Porsche, the rally story: a cura di Laurence Meredith

Come anticipa lo stesso titolo Porsche The Rally Story, la storia di Porsche nei rally è un argomento che ogni appassionato troverà irresistibile. Il libro di Meredith è scritto con affetto, apprezzamento e autorità – e le critiche dov’è dovuto – e costituirà per sempre un’aggiunta inestimabile per qualsiasi biblioteca di appassionati di rally o di Porsche.

Scritto da un vero amante delle Porsche, Laurence Meredith, che è un’autorità riconosciuta sulle attività della società Zuffenhausen, il libro è uno studio completo dei modelli della Casa. Sin dai primi giorni di nascita della società negli anni Trenta, il libro fornisce una breve storia delle gloriose Auto-Union Grand Prix progettate dal professor Porsche, prima di descrivere le miserie e i trionfi della compagnia nel periodo immediatamente successivo alla guerra.

Il libro di Meredith è scritto con affetto, apprezzamento e autorità – e le critiche dov’è dovuto – e costituirà per sempre un’aggiunta inestimabile per qualsiasi biblioteca di appassionati di rally o di Porsche. Oramai è molto difficile trovarlo. Porsche – The Rally Story è una miniera di informazioni. Solo le fotografie ne fanno un acquisto valido. Si tratta di una storia internazionale che piacerà in tutto il mondo.

La documentazione è molto completa. Il libro è ricco di informazioni rare ed è tra i più recensiti. Laurence Meredith è un uomo appassionato di Porsche ed era spinto ad assicurarsi per loro un posto nella storia e ha scritto un libro coinvolgente e veloce da leggere, le immagini sono oltre quattrocento in bianco e nero e a colori. Meravigliose quelle degli anni Cinquanta. Questo libro non è solo un must per qualsiasi fan della Porsche o del motorsport, ma dovrebbe anche essere disponibile presso i concessionari Porsche per chi acquisterà una di queste vetture.

Uscito nel 2007, poi aggiornato nel 2008, questo volume da duecento e cinquantotto pagine, con oltre trecento foto circa e testo in inglese, è dedicato interamente all’attività rallystica svolta dalle vetture di Stoccarda. Si comincia, com’è inevitabile che sia, dalla mitica Porsche 356 e si prosegue perdendosi in pagine di passione che grondano passione. Nel volume è inclusa anche un’ampia sezione dedicata ai successi nelle varie edizioni della Dakar Rally di metà anni Ottanta. Si tratta di una vera e propria opera da collezione.

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PORSCHE THE RALLY STORY

Autore: Laurence Meredith

Copertina: rigida con sovracopertina

Pagine: 255

Immagini: 600 a colori e in bianco e nero

Formato: 26 x 26 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 89 euro (cartaceo), 29,99 (kindle)

Peso: 1,4 chili

ISBN: 978-1-8458410-9-6

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Rally: McKlein e il libro che completa Rally Cars

Rally è un magnifico volume di accompagnamento al quasi introvabile Rally Cars. Si tratta del completamento dell’ormai quasi introvabile Rally Cars: fantastiche fotografie e dettagli delle auto.

Rally di McKlein è il libro che completa l’opera omnia, ossia Rally Cars. Il tutto rilegato in un grande libro dal formato maxi. Un libro d’arte sui rally piuttosto che sui libri di corse. Riguarda la storia della specialità e le gare del World Cup Rally con Saab e Mini a Monte-Carlo attraverso le supercar del Gruppo B dell’era turbo del primo quarto.

Da quando ha avuto inizio il Campionato del Mondo nel 1973, Reinhard Klein e i suoi colleghi hanno fotografato tutte le gare, per quaranta anni, da un lato all’altro del pianeta. Questo libro ne è il risultato. Le fotografie della società McKlein raccontano le storie di quattro decenni di gare sportive: corse estenuanti attraverso fango, strade sterrate e neve, auto in volo radente e intrepidi piloti.

Questo volume offre una visione storica e attuale di questa disciplina sportiva grazie a immagini mozzafiato che immortalano le spettacolari evoluzioni delle vetture e dei loro bravissimi piloti. Il rally è uno sport globale. Se sei fortunato, puoi seguire un meraviglioso spettacolo visivo che ti accompagna dalla lussureggiante pampa dell’Argentina alle strade forestali tridimensionali della Finlandia, dalle colline della Catalogna alla Sierra del Messico. Le prime auto da strada leggermente modificate sono diventate le moderne World Rally Cars, macchine ad alta tecnologia che hanno poco in comune con le auto da strada che ancora richiamano nell’estetica.

Milioni di immagini. Splendide foto. I risultati delle ore trascorse a camminare nel fango, aspettando temperature sotto lo zero o combattendo con il calore del deserto, seguendo la loro passione per questo sport e per la comunicazione visiva, sono racchiuse in questo libro unico. Le prefazioni sono di Bjorn Waldegard, primo pilota campione del WRC, e del nove volte campione del mondo Sebastian Loeb. Il libro è disponibile in lingua inglese, tedesco, francese, italiano, spagnolo, olandese. Il libro è esaurito ed è entrato nella “famiglia” delle rarità.

Libri su Storie di Rally

la scheda

RALLY

Autore: McKlein

Copertina: rigida

Immagini: 885 a colori e 95 in bianco e nero

Pagine: 600

Formato: 29 x 23,8 centimetri

Editore: Logos

Prezzo: 50 euro

Peso: 2,6 chili

ISBN: 978-3-8640738-0-9

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Poveri ma rally: una storia del 1985 di Giuliano Maioli

Poveri ma rally, libro firmato da Giuliano Maioli per Aliberti, di PS ve ne farà vivere undici, tutte, dall’interno dell’abitacolo di una Porsche Carrera RS 3.0. Ma non sarà solo questo a tenervi incollati al “volante” del libro sino alla bandiera a scacchi, anzi: il bello del volumetto, in vendita da fine maggio, sta in tutto il resto.

“Ricordate il Rally dell’Appennino Reggiano del 1985? Io sì, perché l’ho vinto, e poi… Sono Giuliano Maioli, e ho fatto per diversi anni il pilota di rally. In questo libro ho deciso di raccontare in modo preciso l’atmosfera, unica e irripetibile, che si respirava nel Team Lupo che di quella gara è stato insieme a me il naturale e protagonista. Le interminabili notti passate a preparare la macchina”.

“L’attesa della partenza. Le prove speciali. La vicenda un po’ paradossale del risultato finale. C’è tanta vita, dentro questa storia. Tanti amici, tanta passione, tanto cuore. Quel rombo di motore che si avvicina nella notte. Quei fari che spuntano come occhi di lupo nel buio. Quella curva presa così. Quel maledetto cronometro che ti inchioda alla vittoria o alla sconfitta”, prosegue Maioli.

“Chi ha vissuto quei giorni, non riesce a dimenticarli. Perché dovrebbe? In fondo, sono stati i più bei giorni della nostra vita”. Sono le parole che l’autore usa per presentare le sue centoquarantaquattro pagine da leggere tutte d’un fiato. Proprio come se foste in una prova speciale. Del resto, questo “Poveri ma rally…”, conclude Maioli presentando “Poveri ma rally – il Rally dell’Appennino Reggiano: Una storia 1985”.

Ma non sarà solo questo a tenervi incollati al “volante” del libro sino alla bandiera a scacchi, anzi: il bello del volumetto, in vendita da fine maggio, sta in tutto il resto. Cioè in quello che c’è dietro alla mera – per quanto sempre avvincente – vicenda sportiva. Questo libro, il primo di uno dei migliori piloti reggiani di sempre, per l’occasione navigato da Massimo Storchi, è incentrato sul Rally dell’Appennino Reggiano 1985. Ma non è una semplice cronaca: è un romanzo. Crea pathos.

Come se ogni prova speciale fosse un capitolo di emozioni. L’autore, Maioli, nasce a Carpineti, nel Reggiano, nel 1953. E’ docente di tecnologia. Iniziato a correre con vetture da autocross negli anni Settanta, per poi passare alla pista e infine ai rally agli inizi degli anni Ottanta. Disputa l’ultima gara nel 1998. Guida Porsche, Lancia Rally 037, Lancia Delta S4, Lancia Delta Integrale, Ford Sierra Cosworth, Ford Escort Cosworth. Gareggia nelle competizioni italiane grazie al Team Lupo.

Libri su Storie di Rally

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POVERI MA RALLY – IL RALLY DELL’APPENNINO REGGIANO: UNA STORIA 1985

Autore: Giuliano Maioli

Pagine: 144

Formato: 14 x 21 centimetri

Editore: Compagnia Editoriale Aliberti

Prezzo: 14 euro

Peso: 181 grammi

ISBN: 978-8-8932319-7-8

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I miei primi 40 anni: il libro sul Rally 1000 Miglia

Scritto a quattro mani da Gianni Parolini e Aldo Malchiodi, due che non hanno bisogno di presentazioni, il volume è una meravigliosa passeggiata nella storia del rally. Si comincia con l’equipaggio vincitore della prima edizione del 1977, Pasetti-Pirollo con la Fiat 131 Abarth Rally, e si prosegue con i più bei nomi dei rally italiani: Nick Busseni, Fabrizio Tabaton, Dario Cerrato, Franco Cunico, Piero Liatti, Piero Longhi, Paolo Andreucci, Renato Travaglia e avanti così fino a Luca Pedersoli e Anna Tomasi vincitori dell’edizione 2016.

Un appassionato di rally italiani non può prescindere da questo libro. Rally 1000 Miglia: da 40 anni una storia che continua a correre è il titolo dell’opera edita nel 2016 da Promos Edizioni per celebrare i quarant’anni del Rally 1000 Miglia. Nell’opera è raccontata in dettaglio la storia della gara bresciana dal 1977 al 2015, corredata da oltre seicento immagini di un rally mitico che nel suo albo d’oro annovera i migliori interpreti del rallismo italiano degli ultimi quarant’anni.

Scritto a quattro mani da Gianni Parolini e Aldo Malchiodi, due che non hanno bisogno di presentazioni, il volume è una meravigliosa passeggiata nella storia del rally. Si comincia con l’equipaggio vincitore della prima edizione del 1977, Pasetti-Pirollo con la Fiat 131 Abarth Rally, e si prosegue con i più bei nomi dei rally italiani: Nick Busseni, Fabrizio Tabaton, Dario Cerrato, Franco Cunico, Piero Liatti, Piero Longhi, Paolo Andreucci, Renato Travaglia e avanti così fino a Luca Pedersoli e Anna Tomasi vincitori dell’edizione 2016.

Parolini e Malchiodi – oltre a quelli che hanno letto il libro, corso nella gara della Leonessa, o anche solo fatto da spettatori nel periodo d’oro dei rally – lo sanno bene. Non basta dire che il “Rally 1000 Miglia è un evento rallystico che si disputa dal 1977, organizzato dall’Automobile Club di Brescia”. Non c’è miglior modo della testimonianza diretta per descrivere con sentimento la corsa che si disputa sulle tortuose strade asfaltate tra le montagne della provincia di Brescia.

Questo ragionamento va al di là di qualunque validità che la federazione italiana decida di assegnare al rally: Campionato Italiano WRC, Campionato Italiano Rally, Campionato Europeo Rally. Diciamocelo, almeno fra me e te: una gara che si disputa da quarant’anni anni deve essere festeggiata degnamente, e il libro che vi suggerisco oggi è nato proprio con questo intento.

Libri su Storie di Rally

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RALLY 1000 MIGLIA

Autori: Gianni Parolini, Aldo Malchiodi

Copertina: rigida con sovracoperta

Pagine: 344

Immagini: oltre 600 a colori e in bianco e nero

Formato: 24 x 33 centimetri

Editore: Promos Edizioni

Prezzo: 50 euro

Tutte le evoluzioni della Lancia Stratos su carta

Questo libro, disponibile esclusivamente in inglese, descrive la nascita, lo sviluppo e la carriera della Lancia Stratos, la prima vera auto da rally costruita in Europa. Nonostante la Stratos continuasse a essere un’automobile vincente, senza rivali di rilievo, il gruppo Fiat smise di utilizzarla come vettura ufficiale nel Mondiale Rally nel 1977 per rimpiazzarla con la Fiat 131 Abarth Rally

Lancia Stratos, questo il nome del volume, fornisce una storia completa e autorevole di dove, quando e come la vettura sia diventata così importante per lo sport dei rally, oltre a raccontare la storia della squadra. Il libro fa parte della serie definitiva di Rally Giants di Graham Robson.

L’esordio in gara avvenne nel 1972 al Tour de Corse, dove fu affidata al pilota Sandro Munari, il quale dovette ritirarsi per la rottura delle sospensioni posteriori. Ottenne il suo primo successo l’8 settembre del 1973 al Rally Firestone di Spagna con Munari e Mario Mannucci. Ad oggi gli unici rally mondiali che mancano nel palmarès della Stratos sono il Rally Rac e il Safari Rally. Sempre nel 1973 la Stratos venne impiegata nella 57ª Targa Florio, dove giunse seconda pilotata da Munari e Andruet.

Nonostante la Stratos continuasse a essere un’automobile vincente, senza rivali di rilievo, il gruppo Fiat smise di utilizzarla come vettura ufficiale nel Mondiale Rally nel 1977 per rimpiazzarla con la Fiat 131 Abarth Rally: una scelta evidentemente commerciale per promuovere l’immagine del nuovo modello di Mirafiori per le famiglie. La Stratos comunque continuò a gareggiare e a vincere fino al 1982, anno di scadenza dell’omologazione.

Dopo l’adozione della Fiat 131 da parte della squadra corse del gruppo Fiat, furono prodotti ancora altri due esemplari, con propulsore sovralimentato, conosciuti come “Stratos Silhouette”, appositamente allestiti per gareggiare come Gruppo 5 Turbo. Uno dei due fu completamente distrutto in un incendio in pista a Zeltweg, l’altro vinse il Giro Automobilistico d’Italia nel 1976, prima di essere spedito in Giappone per partecipare ad un campionato per vetture Silhouette al quale non prese mai parte.

Di qui entrò a far parte della collezione Matsuda. Attualmente fa parte della collezione di Chris Hrabalek, il più grande collezionista di Stratos nel mondo, insieme ad altri dieci pezzi unici, inclusa quella del 1977 per il Safari Rally. L’esiguo numero di esemplari costruiti ed il fatto che l’auto fu utilizzata in ogni tipo di gara (persino nei rallycross certamente inadatti a un’automobile da collezione), la rendono infatti uno dei modelli più ricercati dai collezionisti di tutto il mondo.

Libri su Storie di Rally

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LANCIA STRATOS

Autore: Graham Robson

Volumi: collana editoriale Rally Giants

Copertina: morbida

Pagine: 128

Immagini: 24 a colori e 40 in bianco e nero

Formato: 19,6 x 21,1 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 25 euro

ISBN: 978-1-7871110-8-0

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Storia in inglese delle Audi Quattro Gruppo B, Sport e S1

Il libro da non perdere della collana Rally Giants, firmata da Graham Robson: Audi Quattro Gruppo B, Sport e S1 è una delle più dettagliate e attuali opere editoriali dedicate alla campionessa tedesca.

Uscito nel 2008 e subito in cima alla lista dei volumi più ricercati, nonostante il testo soltanto in inglese, Audi Quattro Gruppo B, Sport e S1 della serie Rally Giants riassume in poco meno di centotrenta pagine, ricche di immagini e testimonianze, la storia del modello che ha cambiato “integralmente” il mondo dei rally. L’Audi Quattro è stata la prima a unire quattro ruote motrici e un motore turbo. La Quattro fu anche la prima auto a correre con oltre 300 cavalli e fu trasformata da vettura del Gruppo 4 a mostro del Gruppo B nel 1983, dove riscosse un grande successo.

Le varie Audi Quattro Gruppo B dominarono i rally dall’inizio del 1981 fino alla fine del 1984, quando arrivò la Peugeot 205 T16. Vinsero non meno di ventitré rally mondiali nei primi anni Ottanta, vinsero il campionato Makes nel 1982 e 1984, e i piloti Hannu Mikkola (1983) e Stig Blomqvist (1984) presero parte alla World Drivers Series.

Libri su Storie di Rally

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AUDI QUATTRO GRUPPO B, SPORT, SPORT S1

Autore: Graham Robson

Volumi: collana editoriale Rally Giants

Copertina: morbida

Pagine: 128

Immagini: 34 a colori e 96 in bianco e nero

Formato: 19,6 x 21,1 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 27 euro

ISBN: 978-17871111-0-3

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La collana Rally Giants si dedica alla Ford Escort Mk1

Rally Giants Ford Escort Mk1 descrive in maniera certosina e più che esaustiva, come ci ha abituati Graham Robson, la nascita, lo sviluppo e la carriera rallystica della Ford Escort originale. La Escort Mk1 ha migliorato tutto ciò che la vettura che la precedeva, la Lotus-Cortina, aveva promesso. L’unica Lotus berlina mai esistita derivava dalla Ford Consul Cortina del 1963 ed era la vettura preferita di Colin Chapman.

La carriera rallystica della Ford Escort originale, una delle Landmark Rally Cars in Europa nei primi anni Settanta, fornendo una storia completa e autorevole di dove, come e perché questa “signora dei rally” sia diventata tanto amata. Anche in questo caso, vale il discorso fatto per il libro Lancia Delta 4WD e Integrale: ci sono tanti dettagli tecnici e curiosità.

La Escort Mk1 ha migliorato tutto ciò che la vettura che la precedeva, la Lotus-Cortina, aveva promesso. L’unica Lotus berlina mai esistita derivava dalla Ford Consul Cortina del 1963 ed era la vettura preferita di Colin Chapman. Era una vettura che poteva permettersi il dubbio di fare la voce grossa anche nelle corse, anche nel mondiale rally. Ma, appunto, la Escort Mk1 la superò.

Versatile, accessibile e competitiva a tutti i livelli, ha dominato i rally internazionali per tutti gli anni Settanta ed è diventata molto popolare tra squadre e spettatori. La prima serie della Ford Escort, nota anche come Escort MK1, fu presentata nel gennaio 1968 al Salone dell’automobile di Bruxelles.

Viene prodotta negli stabilimenti britannici del gruppo Ford e, successivamente, dapprima in quelli belgi poi in quelli tedeschi per i mercati con guida a sinistra, e si caratterizzava per una linea abbastanza morbida, di vaga ispirazione americana.

Disponibile inizialmente nelle versioni berlina due porte e berlina quattro porte, la nuova Escort puntava sull’affidabilità della semplice ma robusta meccanica: un solido motore a quattro cilindri con albero a camme laterale e distribuzione ad aste e bilancieri con trazione posteriore, una solida sospensione posteriore ad assale rigido con balestre a foglia (davanti c’erano le ruote indipendenti MacPherson) ed un classico cambio manuale a 4 marce.

Completava il quadro un impianto frenante a tamburi sulle quattro ruote. Sul mercato e nei rally raccolse l’eredità della storica Ford Anglia. All’esordio, la Escort di serie era disponibile con due motori, da 940 cc (44 cavalli) e da 1098 centimetri cubi (53 cavalli), due carrozzerie e due allestimenti. 

All’inizio del 1969 furono introdotte la Escort GT (berlina a due e a quattro porte), mossa da un 4 cilindri di 1298 cc da 76 cavalli, e la Escort 1.3 De Luxe, con motore 1298 cc da 59 cavalli. A parte un paio di versioni, queste vetturette erano praticamente tutte adatte a correre nei rally. Leggere, solide e veloci.

Nel 1970 esce la RS 1600, una bella berlina con sole due porte, motore bialbero di 1601 cc da 110 cavalli, destinata ad una clientela sportiva. Fu il primo modello Ford caratterizzato dalla sigla RS (Rallye Sport), che in seguito caratterizzò vari altri modelli. Per soddisfare anche un’utenza meno esigente, l’anno dopo fu introdotta la più tranquilla ed economica Mexico, con un motore monoalbero da 86 cavalli, 4 cilindri di 1601 cc.

Le 1300 GT prima e le RS 1600 poi fecero da base alle versioni impiegate con successo (due titoli mondiali vinti) nel World Rally Championship. La produzione della “Escort Mk1” cessa nel 1975 con la nuova Ford Escort RS1800. Lo stesso anno debutta la “Mk2”, ovvero la seconda serie. Ma questa è un’altra storia. Il testo di “Rally Giants: Ford Escort Mk1″ è in inglese.

Libri su Storie di Rally

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FORD ESCORT MK1

Autore: Graham Robson

Volumi: collana editoriale Rally Giants

Copertina: morbida

Pagine: 128

Immagini: 100 a colori e in bianco e nero

Formato: 19,6 x 21,1 centimetri

Editore: Veloce Pubblishing

Prezzo: 27 euro

ISBN: 978-1-7871110-7-3

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