Caso valvole 208 R2B potrebbe essere una dimenticanza di Peugeot

Il ‘caso valvole 208 R2B’ e le responsabilità di AciSport

Sul clamoroso ‘caso valvole 208 R2B’, la risposta è semplice: è un errore italiano, di AciSport nello specifico, che si è dimenticata di recepire la norma Fia. Contorni chiari per una vicenda confusa. Se non è carino spartire le colpe, sarebbe stato altrettanto poco carino non assumersi le proprie responsabilità.

Se non è carino spartire le colpe sul clamoroso ‘caso valvole 208 R2B’, sarebbe stato altrettanto poco carino non assumersi le proprie responsabilità. Secondo me, la vicenda dell’esclusione di Lorenzo Grani dalla classifica del Rally della Marca 2019, è una notizia a dir poco clamorosa: se la norma (o la deroga, perché qui si tratta di essersi dimenticati di recepire-copia-incollare una norma Fia che fa la distinzione tra 208 R2B omologate fino al 31 dicembre 2018 e 208 R2B omologate dopo) che sarà applicata non restituirà la vittoria al giovane pilota con la Peugeot, purtroppo si creerà un brutto precedente.

Un precedente così tanto brutto che, per diventare equo, dovrebbe penalizzare tutte le Peugeot 208 R2B omologate fino alla fine del 2018 che hanno preso il via in un qualunque rally non Fia in Italia, andando a ritroso dal 30 giugno 2019 fino al 1 gennaio 2019. Non un casino. Di più. Perchè stiamo parlando di un esercito di privati, giovani e meno giovani, che spesso rinunciano a fare vacanza per disputare un rally con la loro bella 208 R2B.

Ma mentre si attende che, a turno, Peugeot Sport, la Fia, AciSport, portavoce e portaborse, risolvano l’arcano, io che sono più “meccanico” e terreno mi sono semplicemente domandato: ma perché si è creato questo “mostro”? È un “mostro” tutto italiano oppure di portata internazionale?

La risposta è semplice: è un errore italiano, di AciSport nello specifico, che si è dimenticata di recepire la norma Fia. Contorni chiari per una vicenda confusa. La prima cosa che ho notato era l’assenza sulla regolamentazione italiana di qualunque riferimento alla normativa internazionale.

Un principio giurisprudenziale universale spiega che dove non c’è divieto non c’è reato. Quindi, ciò che non è scritto nero-su-bianco non può diventare norma domani, ma se però esiste una regola superiore (in questo caso Fia), allora si applica quella.

Cosa dice la norma: ecco dov’è l’inghippo

La giurisprudenza, come le norme sportive si rifanno sempre a qualcosa di scritto. Per questo sono andato a colpo sicuro, attribuendo la responsabilità oggettiva della vicenda all’AciSport, come a colpo sicuro è andato anche Sulpizio junior, che ha fatto reclamo contro la Peugeot 208 R2B della Julli Motors, conoscendo il regolamento Fia 2019 del Gruppo R, articolo 260 dell’Allegato J, che ha stravolto le classi R1 ed R2. Nel caso specifico, si tratta del comma 327-D1B il quale recita, alla voce “Souspapes-valve”, ovvero “valvole”.

“Homologuées en VR. Les clavettes, les guides ne sont soumis à aucune restriction. Il est autorisé d’ajouter des cales d’épaisseur sous les ressorts. Homologated in VR. The cotters and guides are not subject to any restriction. It is permitted to add spacers under the springs”, che tradotto significa: “Omologate in VR. I semiconi, le guide non sono soggette a restrizioni. È consentito aggiungere spessori sotto le molle”. Torno a dire: il tutto omologato in VR. Questo a partire dall’1 gennaio 2019, mentre fino a tutto il 2018 era consentito usare le valvole omologate in Gruppo A.

Da notare che la fiche di base del Gruppo R è sempre quella di Gruppo A, la R è un’estensione dello stesso, tant’è che le varianti si chiamano VR. Nel caso specifico della 208 R2B, sono di serie quelle di scarico, mentre quelle di aspirazione sono costruite ad hoc: per fare un esempio, sono più lunghe di 3 millimetri rispetto a quelle di serie, e questo è l’oggetto del contendere e del reclamo. Entrambe sono riportare sulle fiche di base di Gruppo A, ma non figurano in nessuna VR.

Al di là della simpatia o meno del gesto, ovvero quello di mandare in verifica un rivale pur non potendo attribuire alcuna colpa né al preparatore e né al rivale stesso (che poi alla fine ha la Peugeot 208 R2B uguale ad altre circa seicento Peugeot 208 R2B in circolazione nel mondo), rimane il fatto che le R2B del Leone francese, stando ai regolamenti 2019, sono tutte non conformi per il semplice motivo che in Italia, sportivamente parlando, si continua a viaggiare ad un’altra velocità, ci si concentra troppo sulla fantapolitica e poco sulla tecnologia e la meccanica. Eppure, con le macchine si corre…

Scusate, forse sarebbe stato troppo semplice: ma non bastava fare un copia-incolla, gettarlo nel Google Translate e poi aggiustare le virgole, piuttosto che costringere un privato (che sostiene sacrifici economici importanti) a pagare le conseguenze di una svista, di una dimenticanza, di un errore, di una grave distrazione commessa dall’organismo che ha il dovere di regolamentare lo sport delle quattro ruote a motore in Italia?

C’è solo una via d’uscita: recepire la normativa Fia

Mi chiedo: ma si ha il tempo di contare uno a uno due milioni di spettatori (?) per i beniamini del Cir 2019 nel Rally Italia Sardegna e poi si scivola sulla buccia di banana? Ora che si fa? C’è solo una via d’uscita indolore: recepire la normativa Fia 2019 con la distinzione fatta nella classe R2B (meglio tardi che mai) e scrivere una deroga ad hoc e soprattutto retroattiva al 1 gennaio 2019.

E magari evitando al preparatore e al pilota di dover spendere soldi per un appello davvero inutile. Senza la deroga in questione, a Lorenzo Grani non verrebbe restituita la vittoria di classe. E siccome la teoria ci suggerisce che, dal 1 gennaio 2019, le valvole di gran parte delle Peugeot 208 R2B sono non conformi solo in Italia, bisognerebbe penalizzare tutti.

Dove correre? Il Rally Roma Capitale è sicuro e infatti il regolamento particolare di gara è chiarissimo e a in linea con la regolamentazione Fia. Nelle gare nazionali non Fia, se qualcuno riuscisse a correre senza le valvole, facendo miracolosamente funzionare il motore, non sarebbe perseguibile. Provateci… La Casa del Leone non ha colpe, anche se non è nuova in tema di “dimenticanze”…

Lo dico perché reputo che un Costruttore serio come Peugeot avrebbe dovuto fare caso a questa anomalia regolamentare e avrebbe dovuto chiedere quello che ora stiamo chiedendo noi: che qualcuno si ricordi di recepire la normativa sovrana, quella internazionale.

Oppure avrebbe potuto omologare una fiche nazionale. Con un po’ di attenzione non sarebbe accaduto nulla e avremmo evitato una figuraccia internazionale. Comunque, alla fine AciSport ha fatto sapere tramite il sito della rivista RS e oltre che si è trattato di una svista e che ci metterà una “toppa”.