Nello scatto di PhotoRally, la A112 Abarth di Vittorio Caneva e Loris Roggia impegnata in una prova dell'omonimo trofeo monomarca.

Campionato Autobianchi A112 Abarth: la scuola di rally

Un semplice kit di preparazione per la sicurezza composto da rollbar, impianto antincendio, cinture di sicurezza, proiettori supplementari, paracoppa dell’olio. Il tutto venduto a prezzo politico grazie all’intervento di sponsor tecnici. Sconti sull’acquisto dell’auto, dei ricambi e dei pneumatici. Questo era il Campionato Autobianchi A112 Abarth.

Nel 1976, a Torino, si pensa al futuro dei rally. Nasce, così, alla Lancia l’idea del trofeo monomarca, una formula che negli anni a venire si dimostrerà vincente e permetterà ai giovani di avvicinarsi a questa specialità dell’automobilismo sportivo con una spesa contenuta. In poche parole e semplici parole: Campionato Autobianchi A112 Abarth. In pratica, per mettere insieme un vivaio dal quale possano emergere i futuri campioni servono: una vettura di cilindrata contenuta, molto robusta, per limitare i costi di messa a punto e gestione.

Un kit di preparazione per la sicurezza (rollbar, impianto antincendio, cinture di sicurezza, proiettori supplementari, paracoppa dell’olio) appositamente studiato e venduto a prezzo politico grazie anche all’intervento di sponsor tecnici. Sconti sull’acquisto dell’auto, dei ricambi e dei pneumatici. Per finire: un regolamento severo che limiti rigorosamente la trasformazione delle parti meccaniche, mettendo tutti i concorrenti su un piano di parità e la possibilità per i commissari di eseguire controlli sportivi durante le gare.

Queste ultime si disputano nell’ambito di rally internazionali, con percorsi di chilometraggio ridotto e prevedono iscrizioni scontate. È consentito l’uso di due soli tipi di pneumatici: una copertura intermedia per l’asfalto e la pioggia, una seconda (la MS) profondamente scolpita per sterrato e neve. Il montepremi è ricco e cumulabile gara dopo gara, ma per i giovani concorrenti il vero stimolo è rappresentato dalla promessa di assicurare al vincitore un’auto da rally ufficiale per aprire la stagione rallistica successiva, offrendogli così la possibilità di mettersi in evidenza.

La vettura scelta per il nuovo trofeo è la Autobianchi A 112 Abarth. Piccola, scattante, affidabile e di facile manutenzione, ha un motore di 1050 centimetri cubi che eroga 70 cavalli. Non sono moltissimi, ma dato il favorevole rapporto peso-potenza sono più che sufficienti per divertirsi sulle salite delle prove speciali e scatenarsi in discesa contando sull’ottima frenata consentita dai dischi anteriori. La formula debutta nel 1977 e si rivela subito vincente.

Così nel 1977

Il Campionato Autobianchi A112 Abarth debutta nel 1977 e il primo vincitore è Attilio Bettega. Quell’anno le gare in calendario sono quindici. Bettega deve vedersela con un gruppetto formato da Pelganta, Paleari, Fusaro e Tabaton.

Grazie a sei vittorie e ad alcuni piazzamenti, il pilota di Molveno si aggiudica il campionato con una gara di anticipo (resta da disputare, in dicembre, il Valle d’Aosta), precedendo Fusaro, Turetta, Comelli e Gasole. Tabaton e Pelganta sono sesti a pari merito. A Bettega, che in seguito diventerà pilota ufficiale della Fiat, viene consentito di correre proprio il Rally Valle d’Aosta con una Stratos Alitalia. È il premio della squadra corse della Lancia per la sua bravura nel Campionato Autobianchi.

Così nel 1978

Nel 1978 si afferma il giovane ligure Fabrizio Tabaton. L’allora venticinquenne pilota di Genova sfrutta l’esperienza acquisita nella stagione precedente. I favori del pronostico sono tutti per lui e Tabaton li rispetta. Vince, infatti, il primo dei tre gironi di gare sulle quali è articolato il campionato di quell’anno ed è terzo nel terzo girone.

Trionfa nel Targa Florio in Sicilia e al Coppa Liburna livornese. Contribuiscono al successo anche una serie di buoni piazzamenti, tra i quali il secondo posto all’Isola d’Elba. Tabaton precede il torinese Capone e il bolognese Mirri, vincitori, rispettivamente, del secondo e terzo girone.

Così nel 1979

”Cunico straccia tutti” titolano i giornali dell’epoca. Il vicentino, che si era già messo in luce l’anno precedente, vincendo l’Isola d’Elba e ottenendo due piazze d’onore al Liburna e al Giro d’ltalia, si impone di prepotenza nel 1979. È primo in sette delle dieci gare in programma e vince anche la prova del Rally Sanremo dove però viene escluso dalla classifica per un’irregolarità riscontrata dai commissari tecnici nelle verifiche del dopo gara.

Tra le promesse ci sono Comelli e Vittadini rispettivamente secondo e terzo (Vittadini farà poi parte della spedizione al RAC inglese di novembre e porterà a termine l’Acropoli in Grecia, l’anno successivo, con una Fiat Ritmo). Quinto è ”un certo” Cinotto.

Così nel 1980

Proprio Michele Cinotto, piemontese di Cuorgné, in provincia di Torino, si aggiudica l’edizione 1980 del Campionato Autobianchi A112 Abarth. Il giovanotto ha iniziato a correre soltanto due anni prima, ma conquista un terzo posto fin dalla prima gara dell’anno, il Targa Florio, e poi infila una serie impressionante di vittorie consecutive: Isola d’Elba, 4 Regioni, Ciocco (questi ultimi due intervallati dalla trasferta fuori programma alla prova iridata dell’Acropolis Rally, in Grecia) e Colline di Romagna.

Si ripete, quindi, al Rally di Sanremo, altra prova di campionato mondiale ed italiano assoluto. Cinotto precede il veneto Caneva ed il triestino Zini, seguiti, a loro volta, da Pelli e Giammarini. Il piemontese diventerà pilota Audi Italia e poi guiderà una vettura della squadra ufficiale Audi Sport, disputando anche alcune prove del Campionato del Mondo Rally.

Così nel 1981

È l’anno di Paolo Fabbri. Il venticinquenne pilota di Forlì si afferma nettamente con una serie di gare condotte senza errori. Ottiene quattro vittorie (Costa Smeralda, 4 Regioni, Colline di Romagna e Sanremo) e due secondi posti: al Rally della Lana e al Ciocco. Fabbri si aggiudica il Campionato grazie anche alla discontinuità di rendimento dei suoi più diretti rivali.

Sono ben cinque i piloti che si dividono le sei gare nelle quali il romagnolo non vince. L’unico capace di fare il bis è il cuneese Canobbio, primo all’Elba e a Piancavallo. Nonostante questa prestazione, tuttavia, Canobbio si classifica solo terzo, alle spalle di Spongia, che gli soffia la piazza d’onore proprio nella prova conclusiva di San Marino.

  • L'Autobianchi A112 Abarth al Rallye Sanremo 1984
  • Mouton-Conconi alla ventiquattresima edizione del Rally MonteCarlo 1977
  • Nello scatto di PhotoRally, la A112 Abarth di Vittorio Caneva e Loris Roggia impegnata in una prova dell'omonimo trofeo monomarca.
  • La A112 Abarth impegnata in una prova dell'omonimo trofeo monomarca
  • Solo Autobianchi A112 Abarth: tutti i modelli
  • A112 piccola e vincente

Così nel 1982

Bisogna aspettare il Rally San Marino, gara che conclude la stagione, per conoscere il vincitore dell’edizione 1982. Al termine di un campionato equilibratissimo caratterizzato dall’adozione di una ”monogomma” (il Pirelli P6), è il trevigiano Daniele Signori ad iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del campionato.

Signori, che è anche il campione Under 23 in carica, si aggiudica la prima gara in Sicilia, è secondo nel successivo Costa Smeralda, terzo all’Elba, quarto al Quattro Regioni e terzo al Lana. Infila quindi una serie negativa con tre ritiri ma, al San Marino, è di nuovo primo, precedendo sul filo di lana De Paoli e Canobbio.

Così nel 1983

Dopo i molti tentativi degli anni precedenti, Piero Canobbio riesce ad imporsi nella stagione 1983. Il pilota di Cortemilia (Cuneo) vince sei delle dieci prove in calendario: Targa Florio (dove giunge secondo alle spalle di Torricelli, che viene però escluso dalla classifica in seguito ad una verifica del dopo-gara), 4 Regioni, Colline di Romagna, Piancavallo, Coppa Liburna e San Marino.

Il 1983 è anche l’anno dell’annullamento del Ciocco (concomitante con le elezioni e perciò sostituito dal toscano Liburna) e del 100.000 Trabucchi (che viene recuperato con il Valle d’Aosta). Nella classifica Under 23 primeggia Michele Vittadini, mentre in quella femminile si impone Chantal Galli, da poco moglie del neo campione italiano ed europeo Miki Biasion.

Così nel 1984

L’ultima edizione del Campionato Autobianchi A112 si schiude con la vittoria del friulano Pietro Corredig. Corredig è un ”vecio” per l’epoca ha quasi trenta anni, ha già corso ed ha indubbiamente una certa esperienza. Riesce ad imporsi, infatti, con alcuni piazzamenti e una sola vittoria otterruta con l’astuzia. Questa la storia. Siamo al Rally di Sanremo, che ha un coefficiente doppio perché molto più lungo degli altri.

Al riordino di Volterra, Gallione è al comando inseguito da Lago. Lasciata la Toscana, la gara concede una sosta. Tepore e bevande alimentano la conversazione, ma il momento di timbrare e riprendere la corsa si avvicina. Gli unici che se ne accorgono sono Corredig e il suo navigatore Caliro. Escono alla chetichella, spingono l’auto fino al CO, timbrano al limite della tolleranza e partono. Quando i centododicisti sentono il rumore del motore e vedono la vettura di Corredig sfrecciare davanti alle vetrine del bar si precipitano fuori, ma è troppo tardi per timbrare in orario. Gallione e Lago vengono penalizzati e Corredig balza al comando vincendo Sanremo e campionato.

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