Autostrada, nebbia, neve e pioggia: i consigli di Sandro Munari

Sandro Munari e Mario Mannucci al Rally di Sanremo 1974

I consigli che dava e le considerazioni che faceva a fine anni ’70 il campione Sandro Munari, plurivincitore del Rallye Monte-Carlo, si rivelano di grande attualità anche nel Terzo Millennio.

Due chiacchiere con Sandro Munari sul finire degli anni ’70 se le fece il quotidiano La Stampa. Tema: la guida, non tanto quella dei campioni dei rally come lui, quanto quella degli automobilisti di tutti i giorni. Munari era considerato il numero 1 nella ristretta cerchia dei piloti che sanno condurre con abilità e sicurezza una vettura in ogni condizione di fondo stradale.

Mentre gli assi della Formula 1 portano i loro esasperati “mostri” su piste di lunghezza limitata, quelli dei rally debbono affrontare strade e situazioni meteorologiche diversissime, sicché – anche in relazione al tipo di macchine nelle loro mani – il rapporto con il guidatore comune è assai stretto.

“C’è troppa gente – diceva Munari al giornale torinese della Fiat – che guida male, nel senso che costituisce un pericolo per sé e per gli altri. Pazienza, è logico che non tutti abbiano la sensibilità di impostare una curva in modo perfetto o di cambiare marcia al momento giusto, ma molti sbagliano le manovre più facili o, peggio ancora, viaggiano con la testa fra le nuvole ed ignorano le norme del Codice, che sono poi norme di buon senso e di prudenza. Colpa, secondo me, soprattutto delle scuole guida. Un po’ di pratica, un po’ di teoria e, via, si prende la patente. Consiglierei corsi di specializzazione. Aggiungo, per chi abbia già un po’ di esperienza, che partecipare a qualche rally, non ai più difficili e affaticanti, può essere un valido aiuto: si affinano i riflessi, si impara ad improvvisare e si comprende cosa significa concentrarsi al volante”.

Munari mette a fuoco il problema della concentrazione nella guida. “Ho notato – spiegava – che molti automobilisti non portano la loro vettura, ma si fanno portare automaticamente. Ma una macchina non è soltanto un mezzo di trasporto né può essere paragonata ad un frigorifero o ad una lavastoviglie: è qualcosa di più, quasi un animale. Bisogna sentirla, capirla, bisogna soprattutto condurla con la testa, forte o piano non importa. Si può andare adagio e, magari, non rispettare i segnali”.

A proposito di consigli su quattro aspetti principali della guida: in autostrada, nella nebbia, con la neve e con la pioggia. In autostrada Munari viaggia spesso, perché abita a Bologna e, due o tre volte al mese, piomba a Torino per recarsi al reparto corse della Lancia: neve, nebbia, pioggia sono un po’ il pane quotidiano di chi corre per professione nei rally e, quindi, ne deve fare numerosi, in ogni Paese e in ogni clima.

“In autostrada — affermava — ho provato i più grossi spaventi della mia vita. Altro che i rally. Un fatto che non riesco a capire nelle autostrade a tre corsie, come la Torino-Milano, è il sorpassare in terza corsia una vettura in marcia sulla prima. Perché non affiancarla tranquillamente sulla seconda? Secondo me, le avvertenze più importanti sono: segnalare sempre con largo anticipo le proprie intenzioni; spingere lo sguardo lontano, cercando di “anticipare” le situazioni del traffico; osservare lo specchietto retrovisore”.

“Quello della nebbia — continuava Munari — è un problema serio. Noi, in gara, abbiamo il navigatore che ci segnala le caratteristiche del percorso, in taluni casi curva dopo curva, il che è un notevole aiuto. Nella guida normale bisogna soltanto andare adagio, ricordandosi che conta assai poco essere piloti abili. Piccole avvertenze: pulire il parabrezza azionando spesso i tergicristalli; prima di mettersi in viaggio controllare l’impianto di illuminazione; se si segue un’altra auto, non stare incollati, ma ad una distanza tale che permetta di intravedere appena le luci posteriori. E’ un modo per diminuire il rischio di tamponamenti”.

“Per neve e ghiaccio occorre avere ima adeguata attrezzatura: con quattro gomme chiodate, ad esempio, si corrono meno pericoli che con due. Importante, come in autostrada, prevenire le situazioni. Bisogna guidare con piede leggero, accelerare e frenare dolcemente, non spaventarsi se la macchina accenna a sbandare. Al riguardo, sarebbe veramente necessario che tutti conoscessero almeno la tecnica del “controsterzo”. La riassumo: girare il volante in modo apparentemente sbagliato, cioè nella stessa direzione in cui si sta spostando il retrotreno della vettura (a sinistra se sta slittando verso sinistra) e premere con decisione sull’acceleratore. Con questo semplice sistema ho portato la mia Stratos, forte di 270 CV, nel Rallye di Monte-Carlo”.

“La pioggia — conclude Munari — diminuisce la visibilità, quindi rallentare. Occhio alle pozzanghere. Se si può, marciare verso il centro della strada, dove generalmente c’è meno acqua”.