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Nuova Zelanda 1982, Celica GT: debutto, vittoria, doppietta

A sette prove speciali dal termine del Rally Nuova Zelanda 1982 Bjorn Waldegaard comanda con ben 4’03” su Per Eklund, che a sua volta precede Rohrl di 2’57”. Il tedesco appare incapace di recuperare il distacco inflitto dalla Celica GT. L’amaro prezzo che l’Ascona paga in termini di cavalli alla Toyota.

Poteva essere un successo sorprendente, è stato un trionfo al Rally Nuova Zelanda 1982. Debutto, vittoria, doppietta per la Celica GT. Al primo posto ottenuto da Bjorn Waldegaard si è infatti aggiunto il secondo di Per Eklund e per il team di Ove Andersson è stato il delirio. Nella storia dei rally mondiali non accade spesso che una vettura esordiente “bolli”, la sua prima partecipazione con un’affermazione, ma è ancor più raro che la stessa vettura occupi anche la piazza d’onore. Ma l’auto da rally giapponese c’era riuscita.

Per questa e per altre ragioni, non ultimo il valore degli avversari, la vittoria dei due equipaggi svedesi con le esordienti Toyota Celica GT assume un significato maggiore anche se ottenuta dall’altra parte del globo, anche se per una volta non è una Lancia a vincere e anche se ciò avviene in un rally non ricco di tradizione e che solo nel 1982 è tornato nel Mondiale Rally dopo anni di assenza.

Nell’ultima tappa del Rally di Nuova Zelanda, dopo il secondo via da Taupo, si è potuto assistere all’attacco di Hannu Mikkola che ha più volte tentato di strappare a Waldegaard e alla GT dagli occhi a mandorla la meritata leadership. Al termine della ventitreesima prova speciale, il finlandese era solo 30″ distante dal driver della Toyota Europe, ma nella speciale successiva la prima guida dell’Audi ha subito un brusco rallentamento a causa di un isolamento del distributore che si è staccato dal motore della Quattro.

Per le migliaia di spettatori presenti sul tracciato è stata festa grande perché, mancando ancora quattordici prove speciali alla fine della gara, questi hanno pensato che Mikkola avrebbe dato spettacolo nell’intento di recuperare lo svantaggio. Ma le intenzioni dei finlandesi sono rimaste solo allo stato embrionale, perché nella PS25 si è rotto il braccetto dello sterzo dell’Audi e Mikkola ha dovuto proseguire a passo d’uomo. Dopo qualche altro chilometro, la parte anteriore della vettura si è piantata a terra perché si è rotto il montante anteriore. Così, entrambe le Audi a trazione integrale sono uscite di scena e il team tedesco ha accusato un’altra cocente battuta d’arresto, che pregiudica la corsa al titolo Costruttori.

Dopo il ritiro di Mikkola, la classifica del Rally di Nuova Zelanda 1982 ha assunto una una fisionomia pressoché definitiva, perché Waldegaard ed Eklund si sono stabilizzati nelle prime due posizioni di quel Nuova Zelanda con le Celica GT, mentre Walter Rohrl si è messo alle loro spalle seguito a sua volta da Salonen con la Datsun Violet GTS. Dietro il quartetto di testa si scatena la “guerra” fra Adams, Cook e Malcolm Stewart.

Waldegaard si concede una pausa sulla PS25, lasciando la gloria al compagno di squadra, poi Rohrl vince la PS27 e poi dalla PS28 torna a vincere Eklund. A sette prove speciali dal termine della gara Waldegaard comanda con ben 4’03” su Eklund, che a sua volta precede Rohrl di 2’57”.

Il tedesco appare incapace di recuperare il distacco inflitto dalla Celica GT. L’amaro prezzo che l’Ascona paga in termini di cavalli alla Toyota. Timo Salonen torna alla ribalta e vince la PS32 davanti ad Eklund. Il rally, in pratica, è finito e le uniche emozioni le regalano Leyraud e Teesdale, con quest’ultimo che ha la meglio a quattro prove dal termine.