Un bel controsterzo di Antonillo Zordan in coppia con Marco Marchetti in azione in un rally su Ferrari 308 GTB

Antonillo Zordan: il gran piede rimasto una promessa

In quegli anni, i rally sono sempre più uno sport ricco di fascino, perché sono una specialità elitaria e contemporaneamente popolare. Ma popolare nel senso che sono vicini alla gente. Passano sotto le case di tanti, percorrendo stradine fantastiche. E Antonillo Zordan da Costabissara vuol diventare un campione.

Avete presente Costabissara? Una piccola e agiata cittadina di circa 8.000 anime della provincia di Vicenza, situata nella parte centrale della provincia stessa, nell’hinterland del capoluogo. Una delle città che fanno da cintura. Bene, anche Costabissara ha il suo campione di rally: il funambolico Antonillo Zordan, che debutta nel 1972 alla guida di una Fiat 128 SL Coupé Gruppo 1, al Due Valli.

Significativo il fatto che, l’anno dopo, guida sempre una Fiat 128 SL Coupé, ma di Gruppo 2, preparata dalla Fiat Ceccato di Schio. Con alle note l’amico Danilo Dalla Benetta, Antonillo Zordan si conferma una promessa del rallysmo. Giovane pilota dal grande potenziale. Macina chilometri e risultati interessanti (tra cui l’ottavo posto assoluto al Rally del Medio Adriatico 1973). Risultati che che gli valgono un riconoscimento di merito da parte del Gruppo Fiat.

Fiat, attestati… In quegli anni, i rally sono sempre più uno sport ricco di fascino, perché sono una specialità elitaria e contemporaneamente popolare. Ma popolare nel senso che sono vicini alla gente. Passano sotto le case di tanti, percorrendo stradine fantastiche. I piloti di rally corrono con vetture che derivano da quelle di serie e percorrono tutte le più tortuose strade normalmente utilizzate da tutti, abitanti e passanti occasionali, pendolari…

I rally di quegli anni sono condizionati da molti piloti locali, alcuni imbattibili, e questo contribuisce a coinvolgere ancora di più non gli appassionati e anche i meno informati. Insomma, i rally sono per tutti. I rallysti sono facilmente avvicinabili dal pubblico in vari momenti della competizione, come ad esempio alla partenza del rally o delle prove speciali, nei parchi assistenza, ai riordini o al momento conclusivo dell’arrivo sul palco. Tutti fattori che contribuiscono al successo di questo spettacolare settore dell’automobilismo.

Antonillo Zordan, dopo il riconoscimento della Casa torinese, proseguirà la sua carriera a colpi di temponi. Poi, un giorno, il 20 novembre del 1976 per la precisione, lo si ritrova a Vicenza, sulla pedana di partenza del Rally Internazionale Campagnolo, che si disputa sulle strade dell’entroterra Vicentino. C’è il pubblico delle grandi occasioni.

Zordan sfreccia al volante di una Porsche Carrera 911 2.7 RS, navigato da Dalla Benetta, e corre rabbioso e implacabile verso il successo del Gruppo 3, quello riservato alle auto sportive di serie. Al via ci sono piloti di ufficiali, come ad esempio Tony Carello con la Lancia Stratos Gruppo 4 Alitalia in coppia con Arnaldo Bernacchini.

Il giorno successivo, il 21 novembre, Zordan-Della Benetta salgono sulla pedana di arrivo del rally da vincitori. Primi assoluti. Davanti al pilota ufficiale della Lancia, Carello. Com’è possibile? Chi è questo Zordan? La Porsche del pilota di Vicenza viene controllata minuziosamente dai commissari tecnici a caccia di chissà cosa. E dietro loro ci sono anche i responsabili del team Lancia.

Ma nulla da fare. È tutto regolare. Non c’è trucco e non c’è inganno. Walter Kruger, l’amico meccanico di Zordan che curava la vettura, aveva giurato che non c’era un pelo fuori dalla norma. Zordan ha vinto un rally internazionale con una vettura di serie davanti a Tony Carello (che due anni dopo, nel 1978, sarebbe diventato campione europeo), driver ufficiale, ma soprattutto davanti alla Stratos.

Il campione vicentino, riconosciuto universalmente come gran piede del Triveneto, sempre con la vettura di Stoccarda si aggiudicherà per ben due anni consecutivi, 1976 e 1977, il titolo del Gruppo 3, rispettivamente nel Campionato Rally Nazionali e nel Campionato Rally Internazionali.

Nel 1977 riceve l’offerta dalla Fiat: correre con la Fiat 131 Abarth ufficiale. Zordan non vuole farsi sfuggire questo treno e mette in vendita la Porsche, perché nel contratto ci sono dei costi a suo carico. Purtroppo i tempi sono stretti e Antonillo non riesce a mettere insieme la cifra necessaria. Il treno parte senza di lui.

Una gara che gli è rimasta ben impressa è il Rally di San Marino del 30 luglio 1979: Ricordo quando in una delle prove speciali su fondo stradale innevato e ghiacciato sono rimasto senza chiodi sulle coperture pagando un gap cronometrico mentre ero in lotta al volante della mia Porsche contro la Stratos di Fabrizio Tabaton – ha raccontato –. Per un fattore economico nelle competizioni utilizzavo quasi sempre pneumatici meno performanti rispetto ai modelli migliori disponibili sul mercato”.

A fine gara i tecnici Pirelli rimasero sorpresi nel vedermi concludere terzo assoluto con la tipologia di gomme che avevo usato. Poco tempo dopo attraverso Elio Nori della Nori Gomme mi arrivarono gratuitamente alcuni “treni” di gomme Pirelli da terra”, ha aggiunto. Il fattore gomme è di fondamentale importanza nei rally. E così, Zordan-Dalla Benetta, su Porsche Carrera 911 SC, in lotta contro le Stratos, terminano al terzo posto della classifica generale al Rally di San Marino del 1979 valido per il Campionato Europeo Rally.

Le gomme nuove, prosegue Zordan, le ho avute a disposizione in rare occasioni che si possono contare sulle dita di una mano – ha ricordato ancora il pilota –. Per lo più usavo gomme di seconda scelta oppure andavo a recuperarle già usate da altri piloti. Due “treni” nuovi di pneumatici dalle ottime prestazioni li ho impiegati in occasione della vittoria al Rally Internazionale Campagnolo del 1976. Abituato com’ero, mi sembrava in quella circostanza che la mia Porsche fosse incollata per terra e corresse su due binari”.

Poi, la storia ci porta sul lungomare di Sanremo, dove il sole è ancora dolce, come ogni fine estate. Il 6 ottobre 1980 si disputa l’edizione numero 22 del Rally di Sanremo valido per il Campionato del Mondo Rally. E indovinate un po? Al via ci sono Zordan e Dalla Benetta con la Opel Ascona 2000 RS Gruppo 1 della Squadra Corse Virgilio Conrero.

Dopo 2.868 chilometri di gara, dei quali 821 cronometrati percorsi dall’asfalto sanremese agli sterrati toscani, i due portacolori della Scuderia Palladio si classificano ottavi assoluti. Addirittura, primi degli equipaggi privati. In questa settima prova del WRC Costruttori, Antonillo Zordan, primo dei piloti Opel, ottiene importanti punti per la Casa tedesca entrando lui stesso in graduatoria nel Mondiale Piloti con 3 punti iridati nel quale, al termine della stagione, sarà preceduto, considerando solo i piloti italiani, da Attilio Bettega (15 punti), Sandro Munari (10) e Angelo Presotto (4).

Nel 1981 diversi rumors indicano Antonillo Zordan accasato con la Opel. Al volante della Ascona 400. Il sogno rimane tale. Zordan rimane un privato. Un fortissimo privato. Uno dei più forti. Chissà cosa avrebbe fatto con un volante ufficiale tra le mani, sia per la gioia degli appassionati sia per il verso della storia.

E così voliamo al 25 ottobre del 1986 Antonillo Zordan, questa volta coadiuvato da Marco Marchetti, debutta con la Lancia Rally 037 al Due Valli numero 15, prova di un combattutissimo round di Campionato Italiano Rally e di un altrettanto ambito Trofeo Italia Nord. E indovinate un po’? È secondo assoluto.

Tra lui e la Lancia 037 è scattato subito il feeling perfetto. Al debutto, durante il Rally Due Valli 1986, corso in parte sul bagnato, non ebbe alcun problema. “Sembrava quasi di guidare un go-kart”, ha spiegato Zordan. Gli anni passano e lui è un rivale difficile da scalzare. In tutte le occasioni. A condividere l’abitacolo con lui si alternano a Delle Benetta, Mirco Pavan, Luigi Dalla Pozza, Mario Bedin, Daniele Ciocca, Mauro Peruzzi, Marco Marchetti.

Vince tre edizioni – 1976, 1977 e 1978 – del San Marino, nel 1979 è quarto assoluto e primo di classe su Porsche Carrera Gruppo 4 al Costa Smeralda (ERC), nel 1980 è suo l’ottavo posto assoluto e la vittoria nel Gruppo 1 su Opel Kadett 2000 GT/E in Sardegna, nel 1988 con la Ford Sierra Cosworth e alle note Marco Marchetti vince Adria, Alpi Orientali, il Rally d’Autunno ed è terzo al Città di Bassano e secondo al Rally di Asti, diventando il vincitore della Coppa Italia Quarta Zona.

Tra le sue auto preferite, Zordan ricorda con affetto che anche la Porsche 911 S 2.5 Gruppo 4, con cui corre nel 1974 e nel 1975. Un modello che la Casa ha prodotto in pochi esemplari. L’auto ha un motore di 2500 cc di cilindrata, una scocca molto leggera e parti della carrozzeria in vetroresina. Ottima sullo sterrato. L’aveva acquistata dal conte Girolamo Capra, pilota e appassionato del marchio Porsche. Questa Porsche 911 S 2.5, originariamente color bianco e poi verniciata rossa, è finita in un museo nella sede della Casa a Stoccarda.