Analisi: in quale direzione vanno le scelte della FIA per il WRC

Hyundai i20 N Rally1

L’obiettivo primario di questa revisione era affrontare la sfida del calo degli iscritti nella classe Rally1, che nell’ultima stagione è scesa sotto le 10 vetture. Nonostante il Rally1 abbia mantenuto la presenza dei marchi attuali come Toyota, Hyundai e Ford attraverso M-Sport, ha fallito nel suo intento di attrarre nuovi costruttori nel WRC.

La Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) ha recentemente svelato il suo ambizioso piano per il futuro del World Rally Championship (WRC). Questa presentazione dettagliata è stata il risultato di un’ampia revisione delle regole tecniche e dei regolamenti sportivi, fino alla promozione stessa del WRC, guidata da un gruppo di lavoro composto da esperti del settore.

Il gruppo di lavoro, istituito lo scorso dicembre e guidato dal vicepresidente della FIA Robert Reid e dall’ex capo del team WRC David Richards, ha svolto un ruolo fondamentale nell’analizzare il presente e il futuro del WRC. Inoltre, un sondaggio condotto tra i tifosi della FIA ha raccolto oltre 11.000 risposte, offrendo preziosi dati per orientare il processo decisionale.

L’obiettivo primario di questa revisione era affrontare la sfida del calo degli iscritti nella classe Rally1, che nell’ultima stagione è scesa sotto le 10 vetture. Nonostante il Rally1 abbia mantenuto la presenza dei marchi attuali come Toyota, Hyundai e Ford attraverso M-Sport, ha fallito nel suo intento di attrarre nuovi costruttori nel WRC.

La presentazione al World Motor Sport Council ha delineato una serie di cambiamenti significativi che entreranno in vigore già dalla prossima stagione. Tra le novità più rilevanti, spicca la decisione di eliminare l’elemento di potenza ibrida dalla classe Rally1. Questa mossa, sebbene sorprendente, è stata considerata fondamentale per mantenere l’interesse dei costruttori attuali nella categoria.

Di conseguenza, le unità ibride di controllo da 100 kW verranno rimosse dalle auto attuali, che subiranno anche una riduzione della flangia del turbo e dell’aerodinamica. Tuttavia, le vetture continueranno a essere alimentate da carburante sostenibile al 100%, mantenendo così un’impronta ecologica positiva.

La rimozione dell’ibrido comporterà una riduzione significativa del peso delle vetture, pari a 87 chilogrammi. Tuttavia, le prestazioni complessive subiranno un decremento, poiché la combinazione del motore a combustione interna turbo da 1,6 litri e dell’ibrido consentiva alle auto di raggiungere una potenza di 500 cavalli in brevi raffiche, rendendole le più veloci e sicure di sempre grazie anche al nuovo telaio Space Frame più resistente.

Mentre alcuni dibattiti hanno circondato il futuro della classe Rally1, con suggerimenti che la classe Rally2 potrebbe assumere un ruolo predominante o che una nuova classe Rally2 Plus potrebbe sostituirla, la decisione della FIA di mantenere la Rally1 con modifiche significative riflette la volontà di adattarsi alle esigenze del momento senza stravolgere completamente il panorama del rally mondiale.

Il futuro del WRC si prospetta ricco di sfide e opportunità. Le decisioni prese dalla FIA riflettono una volontà di adattamento e di ricerca di un equilibrio tra innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e mantenimento dell’interesse degli appassionati e dei costruttori nel WRC. Resta da vedere come questi cambiamenti influenzeranno il panorama del rally mondiale e quali nuove sfide e successi porteranno nella stagione a venire.

Cambiamenti epocali e nuovi orizzonti

Uno dei cambiamenti più significativi è l’abbandono dell’alimentazione ibrida nelle vetture Rally1, una mossa che rappresenta un vero e proprio punto di svolta nelle regole del campionato. Tuttavia, questa decisione non è stata presa a cuor leggero: la FIA ha già concesso ai team di correre con auto Rally1 prive di ibrida, sebbene tali iscrizioni non siano idonee a segnare punti nel campionato di quest’anno.

L’alto costo delle vetture Rally1 è stato un argomento di discussione fondamentale. Con un costo che ha superato il milione di euro per vettura, la FIA si è trovata di fronte alla necessità di intervenire per rendere la competizione più accessibile e sostenibile. Le modifiche proposte per il 2025, che saranno ratificate a giugno, mirano a ridurre i costi complessivi. La rimozione dell’ibrido, ad esempio, comporterà una riduzione dei costi per le auto di circa 150.000 euro, rendendo la competizione potenzialmente più attraente per i privati.

Tuttavia, mentre l’eliminazione dell’ibrido potrebbe ridurre i costi, le modifiche all’aerodinamica potrebbero invece aumentarli. I team dovranno sviluppare nuove parti per il 2025, il che potrebbe comportare ulteriori spese e sfide logistiche, specialmente considerando il tempo limitato a disposizione.

Le reazioni dei team attuali sono state variegate. Mentre per alcuni, come M-Sport, la riduzione dei costi potrebbe rappresentare un’opportunità per aumentare le vendite di auto Rally1, per altri come Hyundai, che ha investito massicciamente nell’ibrido, i cambiamenti potrebbero comportare perdite finanziarie significative.

La FIA ha anche annunciato piani per una serie completamente nuova di regolamenti basati sull’attuale concetto di Rally1, da introdurre nel 2026. Questa nuova serie mira a utilizzare una cellula di sicurezza comune per ridurre ulteriormente i costi e consentire ai produttori di sviluppare le proprie auto basate su modelli di produzione esistenti. Tuttavia, le sfide legate alla progettazione e alla costruzione delle auto entro il limite di costo stabilito, pari a 400.000 euro, rimangono significative.

Un’altra mossa audace della FIA è la proposta di introdurre una classe ad alimentazione elettrica che possa competere a parità di prestazioni con le vetture Rally1. Questo riflette la volontà della FIA di mantenere la competizione al passo con l’evoluzione dell’industria automobilistica verso forme di propulsione più sostenibili.

La FIA sta affrontando le sfide del futuro del WRC con determinazione e lungimiranza. Le modifiche proposte rappresentano un tentativo di trovare un equilibrio tra sostenibilità finanziaria, innovazione tecnologica e competitività. Resta da vedere come queste decisioni influenzeranno il panorama del rally mondiale e se riusciranno a mantenere viva l’entusiasmante tradizione del WRC nel corso dei prossimi anni.

Toyota GR Yaris Rally1
Toyota GR Yaris Rally1

Ma come cambieranno i rally del WRC?

Il World Rally Championship (WRC) sta per affrontare una trasformazione epocale, non solo sul fronte tecnico, ma anche sul versante sportivo. Una delle proposte più significative è la flessibilità nella durata dei rally, con la riduzione dei chilometri massimi della tappa rispetto al precedente obiettivo di 300 km. Sebbene questa richiesta fosse stata presentata senza successo al WMSC l’anno scorso, sembra che il vento stia cambiando a favore di una maggiore adattabilità nel calendario dei rally.

La FIA ha dichiarato che gli organizzatori degli eventi avranno maggiore libertà nello sviluppare il percorso dei loro rally. Questo potrebbe portare all’introduzione di un numero limitato di eventi sprint più brevi e di eventi di resistenza più lunghi, affiancando così il formato esistente. Questa varietà potrebbe dare agli eventi una maggiore identità e offrire una narrazione più varia durante la stagione, rispondendo alle richieste di piloti e appassionati per una maggiore diversità e sfida.

Un’altra novità importante è l’introduzione di un formato più flessibile per gli eventi, con la possibilità di ridurre le distanze delle sezioni di collegamento e ampliare le opportunità di servizio a distanza. Questo sarà reso possibile dall’uso di un veicolo di supporto per trasportare parti limitate, consentendo ai team di mantenere le auto in competizione durante i rally e riducendo le distanze di collegamento al parco assistenza centrale.

L’approccio al risparmio dei costi è centrale in queste proposte, con la transizione da sontuose strutture di parco assistenza a strutture di provenienza locale. Questo non solo ridurrà i costi per i team, ma anche l’impatto ambientale del campionato, segnando un passo importante verso la sostenibilità.

Il nuovo formato “stile sprint” sarà presto testato in Sardegna, dove è stata concessa una deroga dalla FIA per sperimentare il nuovo concetto di 48 ore. Questo darà agli appassionati l’opportunità di vedere in anteprima le potenzialità di questo innovativo approccio.

Sebbene il momento esatto dell’implementazione di questi cambiamenti dipenda dalla FIA, sulla carta sembrano mosse positive per il WRC. L’adattamento alle esigenze dei piloti, la riduzione dei costi e una maggiore varietà nel formato degli eventi promettono di rinvigorire la competizione e di mantenere viva l’emozione del rally su strada. Resta da vedere come questi cambiamenti si tradurranno sul terreno, ma l’entusiasmo è palpabile mentre il WRC si prepara a un nuovo e avvincente capitolo nella sua storia.

Sul fronte della promozione va tutto bene?

Uno dei principali punti critici che ha suscitato discussioni è stata la visibilità del WRC rispetto ad altre competizioni motoristiche, come la Formula 1, che hanno goduto di un boom di popolarità senza precedenti. Piloti, team e appassionati hanno sollevato il problema, spingendo la FIA a formulare una strategia per rivitalizzare l’immagine e l’attrattiva del campionato.

La FIA ha riconosciuto la necessità di elevare la visibilità del WRC sulla scena sportiva mondiale e la risposta della FIA è stata decisa: l’intenzione di creare un team di promozione WRC che lavori in stretta collaborazione con il promotore attuale del campionato, gli organizzatori degli eventi e i team dei produttori. Sebbene i dettagli esatti del funzionamento di questo team debbano ancora emergere, l’obiettivo è chiaro: massimizzare il potenziale del WRC sfruttando al meglio le opportunità promozionali in ogni evento.

Al centro di questa iniziativa c’è la creazione di una “Carta della WRC”, un documento che stabilirà una serie di impegni da parte di tutte le parti coinvolte per promuovere il campionato a un pubblico più ampio. Questo approccio coordinato, basato su obiettivi e indicatori chiave di performance (KPI), mira a far crescere la base di fan del WRC al di là della sua attuale dimensione.

Si tratta di una visione audace, ma anche necessaria per far crescere il valore del campionato agli occhi dei produttori e degli investitori. La FIA si propone di far diventare il WRC uno dei campionati di sport motoristici più importanti al mondo, e per farlo è necessario coinvolgere tutte le parti interessate in un impegno comune per promuovere il campionato a livello globale.

Questa visione ampia e ambiziosa della FIA per il WRC offre un futuro brillante per il campionato. Se gli obiettivi stabiliti verranno raggiunti, il WRC potrebbe godere di una maggiore visibilità, attrarre nuovi fan e diventare una delle competizioni motoristiche più amate e seguite al mondo.

Il mondo del rally si prepara a un’epoca di crescita e successo, guidata dalla determinazione e dalla visione della FIA nel promuovere il WRC verso nuovi traguardi. Resta da vedere come questa strategia si tradurrà nella pratica, ma l’entusiasmo è palpabile mentre il WRC si prepara a un futuro radioso e pieno di promesse. E speriamo che vengano mantenute all’atto della stesura dei regolamenti.