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Alpine in fuga al Rally del Marocco 1973 beffa tutti

alpine al rally del marocco 1973

La vettura francese, di cui tutti si attendevano il crollo da un minuto all’altro, era in perfette condizioni ed ha tenuto sino al traguardo Rally del Marocco 1973, tagliato in perfetto orario e con Damiche e Mahe innaffiati dalla solita bottiglia di champagne ed inghirlandati.

Il 13 maggio, nella calda atmosfera di Rabat, la capitale del Marocco, il nord Africa brucia sotto il sole mentre i partecipanti al Rally del Marocco 1983 affrontano una prova che mette a dura prova sia le macchine che i piloti. Il caldo è soffocante, il Marocco ferve, e le facce dei concorrenti sono segnate dalla fatica mentre il sudore scorre come fiumi, trasformando il deserto in un vero e proprio campo di battaglia. Ma nonostante le avversità, è imminente l’arrivo delle vetture superstiti di uno dei rally più duri e logoranti nella storia del Campionato del Mondo Rally.

La lepre, nonostante le difficoltà, non ha mai ceduto e si è laureata vincitrice della sedicesima edizione del Rally del Marocco, dando probabilmente all’Alpine il vantaggio decisivo per aggiudicarsi il titolo nel Campionato del Mondo Marche. Darniche e Mahe, alla partenza, hanno ricevuto l’arduo compito di impostare un ritmo serrato per mettere alla prova i più temibili avversari, tra cui Citroen, Peugeot, Fiat e Datsun.

Fedeli alla loro missione, hanno dominato le prime tre prove speciali, conquistando un vantaggio considerevole sui rivali. Continuando a spingere al massimo, hanno conservato il loro primato senza concedere nulla, mentre tutti aspettavano il crollo imminente della loro vettura. Sorprendentemente, l’Alpine è rimasta in perfette condizioni fino al traguardo finale, dove Darniche e Mahe hanno festeggiato la vittoria con la consueta bottiglia di champagne e sono stati adornati con una collana di aranci marocchini al posto del tradizionale alloro.

Alle loro spalle si sono piazzate tre Citroen, che nonostante un ottimo risultato complessivo, hanno dovuto arrendersi alla superiorità dell’equipaggio dell’Alpine. Questa edizione del Rally del Marocco è stata un’epica battaglia nel deserto, un test di resistenza e abilità che ha visto emergere i veri campioni e ha fatto da palcoscenico per uno spettacolo indimenticabile.

Le dure condizioni del deserto, unite alla competizione serrata tra i migliori piloti e le migliori vetture del mondo, hanno reso il Rally del Marocco 1983 una prova indimenticabile, caratterizzata da momenti di gloria e di sfida, dove ogni curva, ogni duna e ogni chilometro ha rappresentato una nuova sfida da affrontare.

alpine, rally del morocco 1973
Alpine, Rally del Marocco 1973

Il Rally del Marocco del 1983 ha confermato la sua reputazione come una delle sfide più impegnative nel mondo del rally, mettendo alla prova le capacità delle vetture e dei loro piloti in condizioni estreme. Quest’anno, la gara ha mostrato una volta di più che le caratteristiche del terreno e del percorso possono influenzare significativamente le prestazioni delle diverse case automobilistiche.

Per le Citroen, famose per la loro velocità e sospensioni capaci di assorbire i colpi, il Rally del Marocco si è rivelato nuovamente un terreno difficile. Nonostante fossero considerate tra le favorite, le Citroen sono state sconfitte per il secondo anno consecutivo, evidenziando le sfide specifiche che il deserto marocchino presenta per queste vetture.

Anche per le Fiat 124 Abarth, la gara è stata un banco di prova impegnativo. Sebbene le vetture fossero competitive su terreni normali, hanno incontrato difficoltà sui tratti di pista, evidenziando la necessità di affrontare sfide uniche nel Rally del Marocco.

Tuttavia, nonostante le difficoltà relative alle sospensioni, i problemi sono stati affrontati con determinazione e ingegnosità. Il ritiro di Aaltonen per la rottura di un tirante dello sterzo è stato attribuito a fattori imprevisti, mentre i meccanici hanno dimostrato grande abilità nel permettere a Waldegaard di conquistare un sesto posto di tutto rispetto. La vettura svedese ha superato la seconda Alpine di Nicolas e preceduto quella di Therier, quest’ultima rimasta in gara grazie a una controversa manovra del servizio di assistenza.

Tra le vetture italiane, solo l’equipaggio Merlone e Leonetti, a bordo di una Volvo 142, è riuscito a raggiungere il traguardo finale. Il loro nono posto assoluto, ottenuto con una condotta di gara regolare, ha sottolineato la resistenza e l’affidabilità della vettura svedese in condizioni estreme. Infine, la durezza della prova è stata evidenziata dal fatto che solo tredici vetture su sessantasei partenti sono riuscite a completare la gara, sottolineando la severità delle condizioni e la sfida che il Rally del Marocco rappresenta per ogni concorrente.