Markku Alen con la Lancia Delta S4

950.000 euro per la S4 di Markku Alen al RAC 1985

Per questa S4, che per metà del RAC 1985 è stata in testa alla gara con Alen, che a causa di un’uscita di strada critica (furono Kankkunen e il suo copilota a rimetterli in strada), fu scelto il numero di telaio 207. Il prezzo richiesto è di 950.000 euro. A trattarla è la prestigiosa casa d’aste britannica RM Sothebys.

Dopo essere stata battuta a più di 760.000 euro la Lancia Delta S4 con cui Toivonen vinse il RAC 1985 (telaio 202), ora è disponibile per i collezionisti che vorranno provare ad acquistarla anche la Lancia Delta S4 con cui Markku Alen si piazzò secondo, alle spalle di Toivo, in quel fantastico rally britannico dell’esordio iridato. Era la metà degli anni Ottanta e il mondo dei rally aveva maggiore visibilità della Formula 1.

La trazione integrale, a lungo ritenuta superflua per peso e complessità meccanica, si è dimostrata immediatamente il fattore principale da sviluppare, dopo che l’Audi aveva messo a segno quattro vittorie consecutive nel Campionato del Mondo Rally, nel Gruppo B, dal 1982 al 1984. Ad inserirsi nella striscia di successi dell’Audi fu la Lancia con la Rally 037 a trazione posteriore, nel 1983, ma quello doveva essere l’ultimo Mondiale Rally vinto da un’auto senza quattro ruote motrici.

Altri Costruttori si sono immediatamente cimentati nello sviluppo delle proprie soluzioni a trazione integrale, tra cui la divisione Motorsport di Ford Europa e Peugeot Sport francese. Lancia si è rivolta a Hewland, con sede nel Regno Unito, per sviluppare il cambio e il sistema di trazione integrale, una decisione prudente, poiché Hewland fornisce ancora oggi cambi ai team di Formula 1, Formula E e DTM.

A differenza della Quattro di Audi e successivamente della Quattro Sport, Lancia costruì la sua auto da rally del Gruppo B da un guscio, da una silhouette, rafforzando la sua struttura tubolare. Qualsiasi confronto con la berlina Delta a trazione anteriore, adatta alle famiglie, era destinato a svanire. Sotto la livrea Martini Racing della Delta S4, le differenze tra il rally e la vettura da strada erano enormi.

Le portiere erano in Kevlar, con un elegante design cavo. Finestrini, maniglie porte… erano stati eliminati. Il resto dei pannelli del corpo erano realizzati in composito leggero in fibra di carbonio. Gli sforzi degli ingegneri dettero vita ad una vettura di 950 chili appena per le gare su asfalto e 1.050 chili sulla terra.

Mentre il turbo era ormai una moda, Lancia optò per un complesso sistema di turbina e compressore volumetrico. Negli anni Ottanta, i sistemi di turbocompressore erogavano in genere una potenza aggiuntiva, ma una volta superata la soglia di sovralimentazione e generalmente erogata a RPM elevati. Il motore, derivato dalla Formula 1, progettato da Abarth e destinato alla Delta S4, girava a 10.000 giri/minuto.

Occorreva qualcosa per colmare il divario di potenza prima della soglia. La soluzione di Lancia era quella di aggiungere un compressore Abarth Volumex R18 (da cui il titolo twincharge), garantendo un’accelerazione immediata in tutta la gamma di regimi. Abarth assemblò il prodotto finale, che era molto più di una semplice Lancia modificata. Sebbene duecento versioni Stradali della Delta siano state costruite per Lancia da Savio, per soddisfare il requisito minimo di omologazione e permettere alla vettura di debuttare in gara nel 1985.

Per questa S4, che per metà del RAC 1985 è stata in testa alla gara con Alen, che a causa di un’uscita di strada critica (furono Kankkunen e il suo copilota a rimetterli in strada), fu scelto il numero di telaio 207. Il prezzo richiesto è di 950.000 euro. A trattarla è la prestigiosa casa d’aste britannica RM Sothebys.

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