Alex Fiorio definisce ”passeggiate sprint” i rally moderni

Alex Fiorio, Rally Sanremo 1989

Il campione del mondo rally 1989, figlio del geniale team manager Lancia Cesare Fiorio, prende posizione sul suo profilo Instagram ed esalta le difficoltà dei rally del passato.

Alex Fiorio per suo temperamento e per sua natura non le ha mai mandate a dire, ancor meno se parliamo dei rally di oggi, quelli che da anni andiamo definendo “girotondi” e che lui definisce “troppo brevi” e ben più agevoli rispetto a quelli degli inizi della sua carriera.

Il figlio del celebre Cesare ha partecipato a diverse edizioni del Mondiale Rally, quasi sempre con Gigi Pirollo a fianco, conquistando punti iridati dal 1987 al 1995 e concorrendo a quattro edizioni del Mondiale riservato alle vetture del Gruppo N, ossia quelle derivate dalla serie. Ha vinto il titolo iridato nel 1987. Insomma, qualcosina di rally capiva e capisce. Che ne dite?

Dal suo profilo Instagram ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Il Safari Rally era lungo 6500 km, avete idea di quanti siano 6500 km?? Non eri mai tranquillo, eri sempre in prova speciale a pieno ritmo e finivi sempre in ritardo per via di quei matati, i bus africani pieni stipati di persone che si ribaltavano ogni due per tre, sui dossi. La strada era tutta aperta e quindi alla fine vinceva chi accumulava meno ritardo. Si parla in questi giorni di gare lunghe…ma quale lunghe! Nel mondiale oggi se ne fanno 350 di km, quando ne fanno tanti, mentre nell’Italiano lasciamo perdere perché ne fanno un terzo…queste non sono più gare, queste sono passeggiate sprint….”.