Le 124 Abarth Rally nell'officina di corso Marche

Abarth torna alle corse nel 1973: parola di Giovanni Sguazzini

Uno spider rosso con motore posteriore centrale di 1981 e 270 Cv a 8800 giri/min, telaio semimonoscosia, cambio a 5 marce, carrozzeria in poliestere e peso di 575 kg. E, dentro, tante interessanti soluzioni tecniche (in particolare, i radiatori), a confermare le felici idee dei tecnici Abarth (che hanno curato il propulsore, già richiesto dalla Lancia per un Impiego sulla Stratos) e di Enzo Osella, che vede premiati da questo accordo la laboriosità e i sacrifici profusi in questi anni. L’Abarth-Osella scenderà in gara con due vetture più una di scorta in tutte le gare dell’Europeo, salvo presenze ancor più massicce ove fosse necessario.

Lo Scorpione torna a correre, e con l’intenzione di mordere gli avversari, come ha detto l’ingegner Giovanni Sguazzini, amministratore delegato dell’Abarth, nell’affollato, simpatico incontro che ha avuto ieri sera con i giornalisti italiani e stranieri nell’ambio delle conferenze del Salone di Torino. Ma in questa occasione i consueti problemi dell’automobile, sono rimasti sullo sfondo per lasciare campo allo sport del volante, che proprio con la piccola Casa torinese ha raggiunto stimolanti risultati.

“In vent’anni, l’Abarth ha vinto ben sette volte un Campionato Mondiale Marche nelle categorie 1000 e 1300, per tre volte il Challenge Europeo Turismo, per una volta il Campionato Europeo della Montagna e per 7.227 volte una sua vettura ha tagliato per prima il traguardo in qualche parte del mondo. In più, cinque record mondiali e 113 primati internazionali. Una serie di successi eccezionali, che dagli anni Cinquanta si accompagnano al nome Fiat, essendosi inaugurato quel rapporto di collaborazione che doveva sfociare nel 1971 nell’ingresso dell’Abarth nel Gruppo Fiat, qualità Fiat e genialità di Carlo Abarth”, ha ricordato l’ingegner Sguazzini percorrendo le tappe della Casa, nata nel 1949 con 32 dipendenli e 1800 metri quadrati di area coperta ed oggi salita a 260 tra tecnici ed operai e con un’area di 11.000 metri quadrati.

Nel 1971 e 1972 lo Scorpione (il segno zodiacale di Abarth) ha dovuto abbandonare l’attività agonistica per dedicarsi ai problemi di ristrutturazione interna. “Ci torna ora – ha precisato l’ingegner Sguazzini – grazie ad un accordo di collaborazione tecnica con la scuderia torinese Osella: parteciperemo nella prossima stagione al Campionato Europeo marche Judo. Saremo così sulle più importanti piste d’Italia e d’Europa”. E il segno concreto di questo accordo era sistemato nell’atrio dello stabilimento di corso Marche, dove la riunione si è svolta fra motori e vetture da record. E già pareva di respirare l’aria delle corse.

Dunque, uno spider rosso con motore posteriore centrale di 1981 e 270 Cv a 8800 giri/min, telaio semimonoscosia, cambio a 5 marce, carrozzeria in poliestere e peso di 575 kg. E, dentro, tante interessanti soluzioni tecniche (in particolare, i radiatori), a confermare le felici idee dei tecnici Abarth (che hanno curato il propulsore, già richiesto dalla Lancia per un Impiego sulla Stratos) e di Enzo Osella, che vede premiati da questo accordo la laboriosità e i sacrifici profusi in questi anni. L’Abarth-Osella scenderà in gara con due vetture più una di scorta in tutte le gare dell’Europeo, salvo presenze ancor più massicce ove fosse necessario. Per le gomme è quasi sicuro l’impiego delle Goodyear, per i piloti nomi sicuri sono quelli di Raffaele Pinto, vincitore del Campionato Europeo Rally insieme con Gino Macaluso, e di Arturo Merzario, grazie alla comprensione di Enzo Ferrari. Altri candidati sono “sotto osservazione”.

Le 124 Abarth Rally nell'officina di corso Marche
Le 124 Abarth Rally nell’officina di corso Marche

Ma l’attività dell’Abarth nello motorsport non si ferma qui. Ci sono altri capitoli importanti, come l’incremento nella produzlone di kit per il potenziamento di motori. Fiat e di marrnltte per vetture nazionali ed estere, come la costruzione delle monoposto di Formula Italia, che sono già state pronigoniste di accese corse nei nostri autodromi. Il capitolo più importante, però, è un altro, e si chiama rally.

L’ingegner Sguazzini ha toccato qui il tasto a lui più caro. Non è un segreto che senza il suo interessamento, la sua passione e il suo impegno, oggi non esisterebbe il reparto Fiat-Rally. Un reparto che ha permesso fino ad ora alla Fiat di conquistare un Campionato Europeo, di portarsi ai secondo posto in quello Mondiale, di conseguire dieci vittorie e cinque secondi posti su 18 gare, soprattutto di dare al pubblico un’immagine giovanile e moderna e di dimostrargli come la sua produzione possa affrontare vittoriosamente il banco di prova più esasperato.

“II reparto Fiat-Rally – ha detto l’ingegner Sguazzini – è stato trasferito presso Abarth e tramite la stretta collaborazione dei tecnici Fiat ed Abarth è stato possibile affinare un modello strettamente di serie, lo Spider 124, in modo da renderlo sempre più competitivo. E poi la conferma di alcune anticipazioni: “Correremo con la 124 Rally Fiat-Abarth con motore 1800. Questo modello, di cui si è già avviata la produzione e trasformazione dei gruppi meccanici, verrà presentato tra breve. Lanceremo così una vettura con meccanica potenziata sulla base di una ormai lunga e collaudata esperienza di rally. Un modello che finora gli sportivi non avevano”.

Pinto-Bernacchini, con Fiat 124 Abarth 1850, firmano la prima mondiale al Rally Tap in Portogallo, 1974
Pinto-Bernacchini, con Fiat 124 Abarth 1850, firmano la prima mondiale al Rally Tap in Portogallo, 1974

Nell’animato e brillante botta e risposta tra l’ingegner Sguazzini, che aveva al suo fianco il dottor Renzo Avidano, direttore generale dell’Abarth ed uomo sinceramente appassionato di sport, ed i giornalisti, sono stati messi a fuoco alcuni argomenti. In sintesi: continua l’assistenza tecnica ai clienti sportivi, ma esiste ormai una vera e propria Fiat Rally, una squadra di uomini appassionati e combattivi: i nomi per il 1973 sono ancora da definire ma possiamo dare pei sicuri Paganelli e Pittoni.

L’impegno del reparto sarà rivolto ai Campionati Mondiale Marche, Europeo Piloti ed Italiano. Le gomme saranno sempre Pirelli e l’ingegner Sguazzini ha ringraziato la collaborazione felicissima della società milanese, all’avanguardia nel settore. Non sono previsti abbinamento pubblicitari perché non è nella politica della Fiat: la Lancia può fare cosa crede, è indipendente. Invece, se l’Autobianchi – con cui l’Abarth è in stretti rapporti e condivide il successo commerciale della A112 Autobianchi-Abarth – lo vorrà, si potrà riportare nei rally la piccola e splendida A112.

Lo Scorpione, rinvigorito e ringiovanito nell’ambito del Gruppo Fiat, morde ancora. E, a quanto pare, cercherà di mordere non solo sulle piste ma anche nei rally. L’unione, quando c’è, fa la forza. Peccato poi, con il passare degli anni e dei successi, si tenda a perdere la memoria…

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