Gianni Del Zoppo e l'esordio italiano della Peugeot 205 T16

4 chiacchiere con Betty Tognana: Del Zoppo, Ormezzano, Brand…

Nel 1983 il già affiatato equipaggio composto da Gianni Del Zoppo e Betty Tognana, passa in Conrero Squadra Corse e viene affidata loro una Talbot Samba Rally Gruppo B; ottimi risultati come il dodicesimo assoluto al Sanremo Mondiale e un quinto assoluto al Rally Val d’Aosta, ma anche tanti ritiri. Sempre in crescendo il 1984, stessa auto, stessa scuderia con tante soddisfazioni, uno su tutti il terzo assoluto al 4 Regioni di quell’anno, sicuramente la loro migliore stagione.

Betty è la sorella di Tonino Tognana, il Mago veneto del rally, o se preferite Tonino è il fratello di Betty. Ha definitivamente smesso di correre, ma inizia la sua carriera nei primissimi anni ’80, al fianco di Luciano Guizzardi, nel Campionato Autobianchi A112, terminando come primi il Rally Colline di Romagna. Nel 1982 la Csai crea una particolare classifica riservata alle auto spinte da motori diesel. Una decisione insolita, che viene vista dalla Peugeot come un’interessante opportunità. Così la divisione italiana del Leone decide di acquistare dalla filiale francese una 505 TD che aveva preso parte al Campionato Terra, guidata dall’ex pilota di Formula 1 José Dolhem.

La 505 TD “pronto-gara” viene affidata a Gianni Del Zoppo, affiancato proprio da Elisabetta Tognana. “Gianni non era per nulla contento di avere una donna come navigatrice, ma poi, dal Targa Florio insieme, ci siamo talmente divertiti che siamo rimasti in macchina a correre per qualche anno”, racconta a Storie di Rally sorridendo la codriver veneta. L’esordio con la berlina supera le più rosee aspettative: al debutto si aggiudica (nella categoria di appartenenza) la corsa in terra siciliana. Buoni i risultati all’Isola d’Elba e Sanremo, con una parentesi al Rally di Monza su una Fiat 131 Abarth.

Nel 1983 il già affiatato equipaggio, passa in Conrero Squadra Corse e viene affidata loro una Talbot Samba Rally Gruppo B; ottimi risultati come il dodicesimo assoluto al Sanremo Mondiale e un quinto assoluto al Rally Val d’Aosta, ma anche tanti ritiri. Sempre in crescendo il 1984, stessa auto, stessa scuderia con tante soddisfazioni, uno su tutti il terzo assoluto al 4 Regioni di quell’anno, sicuramente la loro migliore stagione. Nel 1985 la Peugeot tira fuori dal cilindro la sua arma vincente per i rally: la 205 Turbo 16. Esordio con il botto per l’equipaggio Del Zoppo- Tognana, con un secondo assoluto al Rally Mille Miglia. Durante l’anno sportivo la vettura, però, ha davvero tanti problemi che costringono l’equipaggio a diversi ritiri. Unica luce, la vittoria al Rally Città di Sassari. Per la navigatrice veneta anche tantissime gare assieme a Federico Ormezzano, più di 20.

Fedele al Rally di Monza in versione anni ’80 e spesso sul podio assieme a Marco Brand e alla loro Lancia 037. “Mi divertiva molto correre con Marco a Monza – racconta Elisabetta- essendo lui un pistaiolo. E poi il rally lombardo di allora era davvero bello, con le prove speciali non solo in pista ma anche nei viali del grande parco. Ci siamo divertiti anche in quelle occasioni!”.

Poi nel 2017 un brutto incidente al Lahti Historic Rally, sempre con Federico Ormezzano, le causa lesioni ad una vertebra, costringendola a fermarsi. “Ho fatto ancora un paio di rally dopo l’incidente, ma sinceramente non me la sento più. Avverto un po’ di timore che possa riaccadere e quando sei in ansia inizi a non divertirti più”.

Tante rinunce, causa lavoro, per Elisabetta durante la sua carriera agonistica, come il “no” detto alla partecipazione del Campionato del Mondo, o quando, nel 1986, rinunciò a essere direttore sportivo della Peugeot, sempre causa impegni lavorativi. “Nel 1986 la Peugeot mi aveva chiesto di rimanere per fare il direttore sportivo ed io ho detto “no”, il mio posto lo prese Claudio Berro. Mi domando sempre come sarebbe stata la mia vita se avessi accettato!”.

Oggi si dedica al trekking e a lunghe passeggiate in compagnia del suo amato amico a quattro zampe, le manca tanto correre, ma nonostante le continue richieste da parte di Ormezzano di ritornare sui campi di gara, Elisabetta pare abbia davvero appeso il casco al chiodo. Noi le auguriamo di rindossare presto la tuta e risalire in macchina.

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