Markku Alén, Rally 1000 Laghi RSF Motorsport

31 agosto 1980 giorno magico grazie ad Alén e Cerrato

31 agosto 1980 giorno “magico” per gli appassionati di rally italiani. Già. Perché? Markku Alen e Illka Kivimaki si sono affermati con la Fiat 131 Abarth Rally a Jyvaskala, nella Finlandia centrale, nel 1000 Laghi, una delle gare più spettacolari e impegnative del calendario Internazionale. Il tutto mentre Dario Cerrato e Lucio Guizzardi si sono aggiudicati il 3° Rally Internazionale della Lana-Trofeo Lana Gatto, prova di Campionato Italiano, battendo quella sembrava una ”maledizione”.

Il 31 agosto, in genere, per gli italiani era il giorno delle grandi code per il rientro delle ferie. Ma nel 1980 fu giorno di festa particolare perché arrivò un altro successo della Fiat 131 Abarth Rally. Markku Alen e Illka Kivimaki si sono affermati a Jyvaskala, nella Finlandia centrale, nel 1000 Laghi, una delle gare più spettacolari e impegnative del calendario Internazionale. Alén ha preceduto la Ford Escort di Ari Vatanen e la Triumph TR7 V8 di Per Eklund.

Il pilota finlandese, quella domenica, ha centrato la sua terza affermazione consecutiva nel Rally 1000 Laghi. E sempre con la 131. Alen è stato in testa dall’inizio alla fine della corsa, lunga 1.400 chilometri di speciali e suddivisa in due tappe. La gara era ed è famosa per una curiosa caratteristica. Il percorso è punteggiato da centinaia di dossi, molto ripidi, che si trasformano in autentici trampolini per le vetture lanciate a tavoletta.

Le macchine compivano e compiono lunghissimi voli, che mettevano e mettono a dura prova soprattutto le sospensioni. I piloti finlandesi sono specialisti negli “atterraggi”, e lo erano ancor di più i flyng finn di quel periodo sulle auto di quei tempi… Dal 1951 al 1980 solo due volte si erano affermati rallyman di altri Paesi (gli svedesi Carlsson e Blomqvist).

Il Rally 1000 Laghi 1980 era valevole per i Campionati Europeo e Mondiale Piloti, in cui Alen, grazie al successo di quel “magico” 31 agosto, è salito al secondo posto, alle spalle del compagno di squadra di Walther Rohrl, che non aveva partecipato all’appuntamento finlandese. Rohrl si era imposto a Montecarlo, in Portogallo e nel Codasur ed era giunto terzo all’Acropoli. E si apprestava a partecipare al Rally Nuova Zelanda, settimo appuntamento del Mondiale Marche.

Dario Cerrato, Rally della Lana 1980 foto Caludio Cappio
Dario Cerrato, Rally della Lana 1980 foto Caludio Cappio

Il successo di Dario Cerrato a Biella

Dicevamo, 31 agosto 1980 giorno “magico” per gli appassionati di rally italiani. Già. Perché? Perché in quel weekend Dario Cerrato e Lucio Guizzardi si sono aggiudicati il 3° Rally Internazionale della Lana-Trofeo Lana Gatto, prova di Campionato Italiano, battendo quella sembrava una “maledizione”. Un risultato che all’Elba avevano assaporato per breve tempo, visto che erano stati esclusi dalla classifica per presunte irregolarità.

Quella di Biella era una gara con caratteristiche simili al Ciocco, dove però avevano dovuto ritirarsi alle soglie dell’ultima prova speciale per un banale guasto all’impianto elettrico. “Dedico la vittoria a Virgilio Conrero – diceva Cerrato sulla pedana d’arrivo – lui se la merita più di tutti. Sappiamo cosa ha provato in precedenza quando ci siamo ritirati e questo lo ripagherà delle delusioni”.

Era la seconda vittoria, per una vettura preparata dal Mago, a distanza di un mese e mezzo da quella di “Tony” al Rally Colline di Romagna. Ma forse quella a Biella, per Conrero, contava di più perché ottenuta da un equipaggio tutto piemontese com’è lui e per di più in Piemonte.

Cerrato è balzato al comando fin dalla prima prova speciale, venerdì sera, vincendo nove delle dieci prove effettuate nella prima tappa. Poi si è imposto nella prima speciale di sabato sera limitandosi ad amministrare il suo vantaggio. “Siamo stati fortunati perché ci ha aiutato la scomparsa delle due Lancia Stratos di Tabaton e Cunico nella prima “speciale”, due vetture adattissime per questo percorso cosi stretto”.

Alle spalle dei vincitori termina il leader del campionato, Adartico Vudafieri, che ha fatto una bellissima gara se si tiene conto che la sua Fiat 131 Abarth era stata presa in prestito e, pur dotata di assetto e freni eccezionali, lasciava un poco a desiderare di motore. Le ultime battute del rally sono state animate dal prematuro ritiro di “Speedy” Perazio, mentre era quinto (rottura del differenziale della 131), rimpiazzato da Carrotta (si è aggiudicato il Gruppo 2), ma soprattutto dall’attacco di Federico Ormezzano con l’Alfetta Turbo sferrato all’altra Opel Ascona 400 affidata a “Tony”-“Rudy”, che hanno prevalso di un solo secondo.

Bella gara anche quella di Tito Cane. L’alfiere della Perosa Corse, su Talbot Lotus, è giunto sesto a 20″ da Carrotta suo rivale di Gruppo, dopo aver trovato, proprio nel finale, pneumatici e giusto ritmo di gara. Bravo come sempre Alberto Bigo, che ha lasciato i rally nazionali per una temporanea apparizione nell’Internazionale di Biella: il pilota della scuderia Magazzini dell’Auto, pur pagando 3′ di penalità, si è classificato diciottesimo assoluto con una Volkswagen Golf GTI del suo navigatore Murieri.

Nel campionato Autobianchi Michele Cinotto ed Eraldo Mussa hanno lascialo la vittoria a Turri-Trombi, accontentandosi di arrivare secondi consolidando la propria posizione di leader del trofeo, seguiti da Pelli-Mariani.

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