Renault Clio Williams: decenni di magie

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La Renault Clio Williams è stata anche una vettura molto apprezzata dai collezionisti di automobili per il suo design inconfondibile e per le sue prestazioni eccezionali. Ancora oggi, la Clio Williams è considerata una delle vetture sportive più iconiche della storia della Renault e rimane molto ricercata dai appassionati di automobilismo.

La Renault Clio Williams è stata presentata al pubblico nel 1993 al Salone dell’automobile di Ginevra ed è stata subito apprezzata per le sue prestazioni elevate e per il design aggressivo. La vettura era dotata di un motore a benzina di 2 litri di cilindrata, in grado di sviluppare una potenza di 150 cavalli, e di una trasmissione a cinque marce.

Il successo della Renault Clio Williams è stato tale che la vettura è diventata subito una delle più richieste dai conducenti appassionati di automobilismo. Nel corso della sua carriera, la Clio Williams è stata proposta in diverse versioni, come la “Phase 2” e la “Phase 3”, che hanno migliorato ulteriormente le prestazioni della vettura.

La Renault Clio Williams è stata anche una vettura molto apprezzata dai collezionisti di automobili per il suo design inconfondibile e per le sue prestazioni eccezionali. Ancora oggi, la Clio Williams è considerata una delle vetture sportive più iconiche della storia della Renault e rimane molto ricercata dai appassionati di automobilismo.

La produzione della Renault Clio Williams si è conclusa nel 1996, ma la vettura rimane tuttora una delle più amate e ricercate dai collezionisti di automobili. Se sei un appassionato di vetture sportive e stai cercando una Renault Clio Williams, sappi che questa vettura rappresenta una vera e propria icona del mondo dell’automobilismo e che non mancherà di attirare l’attenzione ovunque tu vada.

Ma cominciamo dall’inizio. Nel 1993 si ebbe l’arrivo di due nuove versioni sportive che andarono semplicemente ad aggiungersi a quelle già esistenti: la Clio RSi, con motore 1.8 da 108 CV, e la Clio 2.0i Williams, prima vettura di segmento B a montare un motore da ben 2 litri di cilindrata, motore che in questo caso raggiungeva una potenza di 147 CV, garantendo alla vettura una velocità massima di 215 km/h.

Nella primavera del 1994 vi fu il primo dei due aggiornamenti che caratterizzarono la carriera commerciale della Clio I: gli aggiornamenti furono lievi e riguardarono il ridisegno della sottile griglia frontale, gli specchietti retrovisori ed i gruppi ottici posteriori, ora più bombati. Inoltre, il cofano posteriore ricevette una nuova modanatura e le scritte identificative furono spostate al di sopra di essa (prima erano sopra la modanatura stessa). Anche la dotazione divenne più completa, specie nelle versioni più ricche che ricevettero l’airbag lato guida di serie (optional nelle altre versioni). Subentrarono nuovi allestimenti, come l’RTi, il BeBop (allestimento base molto allegro e giovanile) e l’Si che sostituì l’allestimento S presentandosi con ABS ed immobilizer, ma senza airbag. La gamma motori rimase sostanzialmente invariata. Alla fine dello stesso anno si aggiunse alla gamma un nuovo allestimento di base denominato RL e disponibile unicamente con il motore da 1.2 litri.

Nel 1995, la versione Williams fu tolta da tutti i listini europei tranne quello italiano, per via del grande successo riscosso da tale versione nel nostro Paese. Nello stesso anno, la RL beneficiò dell’arrivo del motore da 1239 cm³, mutuato direttamente dalla “sorellina” minore Twingo ed in grado di erogare fino a 54 CV di potenza massima.

Nel 1996 si ebbe il secondo dei due aggiornamenti della Clio I: esteriormente la vettura si riconosce a colpo d’occhio per i fari anteriori ridisegnati, più arrotondati e di maggiori dimensioni in quanto sbordano vero l’alto. Posteriormente si ha l’arrivo della terza luce di stop posizionata al centro del portellone ed una nuova scritta identificativa. All’interno sono stati adottati nuovi rivestimenti per tutte le versioni. Per quanto riguarda i motori, alla base della gamma si ebbe l’arrivo del nuovo 1.1 della famiglia D, caratterizzato da una cilindrata di 1149 cm³, un peso più contenuto e potenza sostanzialmente invariata (59 CV). Inoltre la Baccara rinunciò al suo 1.8 da 95 CV in favore del più economico 1.4 da 78 CV, mentre al top della gamma sparirono le versioni sportive: la 1.8 16v da tutti i listini e la Williams da quello italiano, lasciando campo libero alle versioni Si ed RSi. Vi furono anche nuovi allestimenti, come l’allestimento Ice, intermedio tra la versione base e la RTi, ma che comprendeva il climatizzatore, all’epoca ancora poco diffuso nella dotazione di serie delle vetture di segmento B. La gamma degli allestimenti, quindi, dal più basso al più alto, annoverava i livelli: RL, RN, Ice, RTi, Si ed RSi. Il 1996 fu anche l’anno in cui la produzione della Clio I fu avviata negli stabilimenti Renault di Envigado, nei pressi di Medellín (Colombia), e di Córdoba, in Argentina.

A questo punto cominciò la rapida fase finale della carriera della Clio I: nel 1997 si ebbe un nuovo riassetto negli allestimenti con l’eliminazione dei livelli RL ed RSi, mentre nel marzo del 1998 vi fu il lancio della seconda generazione della Clio, nota anche come Clio II. In totale furono prodotti circa 4 milioni di esemplari della prima serie della Clio.

Le Renault Clio Sportive

Un paragrafo a parte meritano le sportive derivate dalla Clio I, sia per l’ampia gamma di versioni, sia per il successo ottenuto presso la clientela più sportiva, in particolare presso i giovani e presso i piloti in erba, che le hanno spesso impiegate in competizione. Cominciando dal basso verso l’alto, troviamo la Clio S, una vettura che di sportivo aveva il particolare allestimento esterno caratterizzato da cerchi verniciati in bianco, tre sole porte, fendinebbia, logo S accanto agli indicatori di direzione laterali ed una linea verde che gira intorno al corpo vettura percorrendo le fiancate ed i paraurti. Il motore era l’unità da 78 CV delle altre Clio 1.4.

Più in alto si trovavano le Baccara con motore 1.7 e 1.8 (92 e 95 CV rispettivamente), che in realtà non erano delle vere e proprie sportive, quanto piuttosto delle granturismo in miniatura, per via del loro allestimento lussuoso che comprendeva tra l’altro dei cerchi in lega dal disegno specifico, il climatizzatore, i retrovisori elettrici, il ricircolo aria ma anche selleria e pannelli porta in cuoio Agena color cenere con tutti i colori di carrozzeria, inserti in radica sul cruscotto, servosterzo, volante sportivo a tre razze rivestito in pelle, fendinebbia, porta abiti montato sotto la cappelliera e vernice metallizzata[1]. Inoltre, le versioni Baccara erano le uniche previste anche in configurazione a 5 porte. Tuttavia era possibile apprezzare anche tali versioni, grazie al peso ridotto ed ai motori brillanti.

Un gradino sopra le versioni Baccara vi era poi la RSi, spinta dallo stesso 1.8 della Baccara, ma portato da 95 a 108 CV ed il cui allestimento specifico includeva cerchi specifici in lega a cinque razze e logo RSi nella parte bassa delle fiancate, in corrispondenza della modanatura laterale.

Sia le versioni Baccara che la RSi vissero però un po’ in ombra rispetto alla 1.8 16v, una Clio molto apprezzata sotto il livello delle prestazioni. La 1.8 16v era spinta da un motore della famiglia Fonte, con potenza di 137 CV (135 in versione catalizzata) e fu la prima piccola Renault a montare di serie un motore bialbero e plurivalvole. La sua velocità massima di 212 km/h (209 in versione catalizzata), le sue doti di accelerazione ed il suo comportamento stradale furono apprezzate dalla clientela sportiva, ed a ciò contribuì anche il suo stile vistosamente corsaiolo, il quale comprendeva cerchi in lega dal disegno specifico, parafanghi allargati ed una vistosa bombatura sul cofano, con presa d’aria integrata.

Ancora più performante fu la Clio Williams introdotta nella primavera del 1993, una versione concepita per celebrare la conquista del titolo Costruttori da parte della Williams-Renault nella stagione 1992, che quell’anno vinse anche il titolo Piloti con Nigel Mansell. I lamierati erano quelli della 1.8 16v, ma sotto il cofano si celava un potente 2 litri 16v da 147 CV in grado di spingere la vettura a 215 km/h di velocità massima, con scatto da 0 a 100 km/h in 8 secondi. L’allestimento esterno prevedeva tra l’altro una verniciatura specifica blu metallizzato, cerchi specifici verniciati in oro ed il logo Williams sulle fiancate ed in coda. La Williams avrebbe dovuto essere una versione a tiratura limitata ed in effetti lo è stata, ma non tanto quanto era nelle intenzioni iniziali della Casa francese: dai 2.500 esemplari inizialmente previsti per tutta l’Europa si passò in breve tempo a 3.500 a causa delle pressanti richieste ed in seguito a 3.800. Alla fine saranno 12.100 gli esemplari totali in tutta Europa. Addirittura, all’inizio del 1995 la Renault concesse la permanenza della Williams come modello stabile nel solo mercato italiano dove tale versione vendette molto bene. In questa sua nuova edizione, la Williams si ripresentò con gli aggiornamenti che caratterizzarono il resto della gamma già l’anno prima e con alcune rivisitazioni al motore, che ne innalzarono la potenza massima da 147 a 150 CV.